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La terra ha bisogno di respirare e bere


La terra, come le persone e ogni organismo vivente, ha bisogno di respirare e bere.

Se un uomo non bevesse per qualche giorno morirebbe! Se non respirasse per pochi minuti morirebbe!

Se guardaste in giro notereste sempre più strade, edifici, capannoni industriali, centri commerciali e vaste zone destinate a parcheggi.

In questo modo però si impedisce alla terra di respirare e bere. Ma è necessario che la terra respiri e beva?

La risposta è “si”: la terra ha bisogno di respirare e bere e se non facesse ciò si andrebbe incontro a delle gravi conseguenze!

Cosa avviene normalmente nel terreno?

Nel terreno ci sono le radici delle piante. Nel terreno circola l’aria. Nel terreno ci sono i lombrichi, le lumache, tanti insetti e tantissimi microrganismi. E’ come se il terreno fosse esso stesso un organismo vivente, con le stesse esigenze.

Quando piove l’acqua penetra nel terreno e un po’ alla volta viene assorbita dalle radici. L’acqua non assorbita scorre lentamente nel terreno e alimenta le sorgenti e i ruscelli. Questi a loro volta alimentano i fiumi, che poi vanno a finire nel mare.

Se invece il terreno fosse coperto da strade, edifici, parcheggi, centri commerciali, capannoni industriali e altre costruzioni, allora l’acqua non penetrerebbe nel terreno ma defluirebbe subito nei canali e da qui nei fiumi. Tutto avverrebbe in tempi molto brevi e i letti dei fiumi non riuscirebbero a contenere tutta quell’acqua. In questo modo l’acqua uscirebbe dagli argini e allagherebbe case, strade e terreni, creando così molti danni. Questo purtroppo è ciò che avviene molte volte dopo che ha piovuto.

Ma coprendo il terreno con capannoni, parcheggi, centri commerciali e altre costruzioni si avrebbero altri danni oltre quelli appena sopra indicati.

Infatti in questo modo sarebbero sottratti molti terreni all’agricoltura. Sarebbe quindi necessario importare frutta e verdura da paesi lontani.

Quando con la vostra mamma andate al supermercato provate a guardare la provenienza di molta frutta e verdura! Vedreste così che ci sono delle pere che provengono dall’Argentina e dei meloni dal Costarica o dal Brasile, degli asparagi da Cipro e dei pomodori dall’Olanda, ecc.

Fare arrivare questi prodotti in Italia da Paesi molto lontani significa che bisogna usare le navi oppure gli autocarri oppure gli aerei per il loro trasporto. Questo significa tante cose negative: significa che questi mezzi di trasporto inquinano l’aria per il carburante che consumano; significa che i prodotti devono essere raccolti quando non sono ancora maturi (quindi non sono molto gustosi); significa che per evitare che quei prodotti non vadano a male (visto che passerà molto tempo da quando sono raccolti a quando saranno consumati) devono essere usati delle sostanze chimiche; e significa tante altre cose non belle!


E’ possibile che questo fenomeno si interrompa?

E’ certamente possibile se si diventa sempre più coscienti e sensibili a queste esigenze della natura. Queste esigenze sono anche le esigenze delle persone perché il genere umano fa parte integrante della natura, di cui condivide i destini.

Per avere una idea della gravità del fenomeno si pensi che una volta che un terreno sia stato sottratto alla sua funzione “naturale” è quasi impossibile ripristinare la situazione precedente. Il problema infine è grave anche perché il fenomeno della sottrazione di terreno alla sua funzione naturale è imponente: si pensi che ogni giorno nella Regione Emilia Romagna viene sottratto alla natura una estensione di terreno di circa dieci campi di calcio.



Armando Boccone dell’Associazione Aspo-Italia (www.aspoitalia.it)

 

 

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