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Ho avuto l'opportunità di partecipare con un mio contributo a una serie di lezioni organizzate da http://www.segniditerra.net presso una scuola media di Grosseto

Il tema “Maremma e le sue fonti energetiche” è stato affrontato da “esperti” in tre lezioni secondo quest'ordine cronologico:

1) “Prima dell'antropizzazione” trattata da una Guida Ambientale locale ;
2) “Primi insediamenti etruschi fino alla civiltà contadina pre-carbone” tenuta da un esperto delle arti, mestieri e tradizioni locali:
3) “Dall'introduzione del carbone ad oggi” che ho fatto io, architetto definito “esperto in energia” (?)

L'intento: sensibilizzare i ragazzi al tema dell'ambiente e dell'energia legandolo al territorio in cui vivono.

Approfitto di questa sezione per mettere in comune la mia esperienza oltre a chiedervi un “feedback” ed eventuali suggerimenti anche per potermi presentare in eventuali prossime occasioni non come “architetto esperto in energia” (che mi pare oggi un ossimoro) ma come “membro di ASPO-Italia” il che darebbe sicuramente molta più autorità e considerazione alle cose dette...

 


 Vi parlerò di Energia, in particolare della doppia faccia dell'energia. Nelle lezioni scorse vi sono stati fatti esempi di utilizzo di energie evidentemente legate al sole:

  • la fotosintesi in grado di produrre cibo per l'uomo e per gli animali oltre alla legna;

  • l'evaporazione in grado di alimentare con le piogge successive ruscelli e fiumi che muovono mulini etc:

  • il vento in grado di far funzionare mulini o di far muovere barche;

Questo rapporto tra l'uomo e le risorse naturali si è protratto in modo equilibrato per millenni, per milioni di anni, grazie ai limiti imposti dalla natura stessa: i limiti dei boschi di fornire legname, le pestilenze, le guerre suscitate dalla bellicosa natura umana, le calamità naturali, le carestie.

Ad un certo punto però qualcosa è cambiato: l'uomo ha scoperto un modo per superare questi limiti. Aveva scoperto risorse in grado di sostituire la forza fisica dell'uomo e degli animali: il carbone e subito a ruota il petrolio.

In pochi anni si è passati da un rapporto “equilibrato” con la natura, anche se faticoso e difficile, ad uno sfruttamento intensivo di risorse in grado di rendere la vita sempre più confortevole, ma al prezzo di sbilanciare completamente il nostro rapporto con essa. E questa è l'altra faccia della medaglia.

Partiremo da alcuni esempi legati alla Maremma, ma la questione, vedrete, coinvolge un ambito più esteso: l'intero pianeta.

Oggi giorno sentiamo parlare di inquinamento, di riscaldamento globale, di economia impazzita che ci sta coinvolgendo in una crisi globale e di vari altri problemi che cercheremo di analizzare e che VOI dovrete risolvere!.

Già, noi li abbiamo creati e non abbiamo gli strumenti intellettuali per risolverli e allora il compito di trovare le soluzioni per venirne fuori è vostro!

Per fare ciò dovrete certamente utilizzare la scienza e le tecnologie che verranno ma anche la conoscenza di come si faceva nel passato, quando l'uomo non dominava la natura, ma la rispettava con timore, come vi hanno raccontato nelle lezioni precedenti. Allora, nonostante le tante difficoltà, l'uomo non rischiava l'estinzione, oggi sì! Come capite la posta in gioco è alta.

Vi parlerò di un un ciclo chiuso, un movimento circolare che caratterizza da sempre il nostro pianeta, un continuo passaggio dalle Sorgenti che danno materie prime o energie ai Pozzi come il mare, l'aria, la terra, in grado di accogliere i rifiuti prodotti dalle nostre attività (e non solo) e di filtrarli e rigenerarli alimentando nuovamente le Sorgenti. Pensiamo al ciclo dell'acqua, per esempio: ruscello, mare, evaporazione, pioggia, ruscello oppure quello della catena alimentare degli esseri viventi che producono rifiuti (escrementi) alimentando una complessa catena alimentare fino a ritornare ad essere il cibo che ci alimenta nuovamente e così via.

Il problema nasce quando i rifiuti dell'uomo tecnologico diventano eccessivi e il ciclo non riesce più a chiudersi: ecco allora l'inquinamento prodotto dalle automobili, dallo smaltimento di rifiuti che non si deteriorano - come le plastiche - dall'incenerimento di rifiuti, dallo stoccaggio delle scorie radioattive etc.

Il carico dell'uomo tecnologico nei confronti dell'ambiente diventa sempre più pesante e il ciclo RisorseConsumoPozzoRigenerazioneRisorse non funziona più. I Pozzi non riescono più ad assimilare e a rigenerare i nostri rifiuti e le Sorgenti non riescono più a fornire le risorse che ci servono per sopravvivere: l'acqua potabile diventa sempre più scarsa, i terreni si impoveriscono e diventano improduttivi, l'aria diventa irrespirabile e fonte di malattie.

[esempio della biosfera]

Facciamo un esempio legato alla Maremma relativo all'acqua: nel filmato del 1936 di Andreis vedremo come l'acqua veniva pompata a mano o raccolta in sorgenti, messa in piccole botti in legno con imbuti di legno o damigiane, caricata a mano in carretti di legno trainati da animali, trasportata al luogo di utilizzo su strade fangose. Era un processo faticoso e per questo centellinata dall'assetato lavoratore dei campi.

Oggi siamo abituati a servirci di bicchieri di plastica usa e getta utilizzando, nel migliore dei casi, acqua potabilizzata con costose sostanze chimiche proveniente da un rubinetto collegato con chilometri di tubi (realizzati da fonderie o industrie chimiche con grande dispendio di energia) interrati da ruspe altrettanto energivore, a vasche di raccolta e purificazione.

L'energia elettrica, il petrolio, sostituisce oggi la fatica animale: non sentiamo più questa fatica e sprechiamo l'acqua.

 


Il trasporto dell'acqua” di Felice Andreis 1936 (2,10 min)

 

Vedete quindi che solo 70 anni fa il rapporto tra uomo e natura era mantenuto in equilibrio grazie alla fatica che grava direttamente su ciascuno.

Bisogna dire che quanto abbiamo visto in questo filmato era reso possibile grazie allo sviluppo nascente di tecnologie legate al carbone e al petrolio. La pompa a mano era un prodotto di fonderia che utilizzava già tali risorse per la propria fabbricazione e la Maremma stessa stava diventando una terra appetibile, nonostante le poche strade, la scarsità d'acqua e le paludi, grazie al treno ed alle prime macchine a vapore.

In generale, queste nuove tecnologie - legate al carbone prima e al petrolio poi - iniziano a svilupparsi nel '700 con la rivoluzione industriale in Inghilterra, nazione cricca di giacimenti di carbone.

Il carbone non era certo un materiale facilmente trasportabile, come sarà invece poco dopo il petrolio, e quindi tendeva a favorire lo sviluppo nei luoghi vicini alle miniere. L'Italia e la Maremma dovevano importare il carbone con navi dalla lontana Inghilterra e questo ha rallentato molto il nostro “sviluppo” rispetto a quella nazione. Ciò spiega anche la situazione di “arretratezza” dell'Italia e della Maremma fino a pochi anni fa rispetto a paesi più ricchi di Sorgenti (Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Francia).

In generale, nel mondo, prima del 1700 per millenni l'uomo è vissuto con le energie provenienti dalla fotosintesi, dal vento e dallo scorrere delle acque.

Comunque, la situazione documentata nel filmato che abbiamo appena visto si evolve e dopo pochi anni, 20 anni, nel 1955 si introducono grosse novità: la Maremma si antropizza sempre di più, si fanno strade, l'agricoltura si industrializza: compaiono i trattori a gasolio e, tornando al nostro esempio dell'acqua, la pompa a mano viene sostituita dalla pompa a vento (inventata negli Stati Uniti – più progrediti di noi - nell'800 e importata in quegli anni in Maremma) e l'acqua incomincia ad essere un bene più facile da sfruttare permettendo al Sig. Dominici l'allevamento di qualche animale, anche se in zona non scorrono acque superficiali. 

 


"La loro terra” di Andrea Pittiruti (Ente Maremma, RAI) 1955/1960 (2,29 min)

 

In questo spezzone è documentata la storia del Sig. Dominici che, appena insediatosi in Maremma, installa nel suo podere una pompa in grado di sollevare l'acqua del pozzo con la sola forza del vento. In questo modo avrebbe finalmente potuto condurre il podere con notevole risparmio di fatica. Questa è una delle pompe che vediamo ancora oggi, perlopiù abbandonate nella nostra campagna. Già, le pompe a vento sono state abbandonate dopo pochi anni grazie alla diffusione dei trattori, e delle tecnologie legate al petrolio.

Vedete che la pompa a vento presenta molte parti prefabbricate come profilati, lamiere zincate, bulloni realizzati grazie alla disponibilità di nuove energie, ma molto lavoro va ancora fatto a mano ed in gruppo per l'assemblaggio sul posto.

Oggi siamo in grado di sfruttare talmente a fondo le energie “facili” che possiamo permetterci di passare il nostro tempo giocando da soli con la Play Station senza più dover interagire con altri per raggiungere un obiettivo comune. Ma questo è un altro “rovescio della medaglia” legato all'abbondanza di energia che caratterizza i giorni nostri.

Ma ecco, nel prossimo spezzone, un film che vi mostra come si irrigano i campi oggi in Maremma:

 

 
Irrigazione di un campo con l'ausilio di trattore” (1,26 min)

 

Il motore di un trattore aziona una pompa che preleva l'acqua dal pozzo o dal canale e la spara con forti getti sui campi..... per fare il tutto è sufficiente un solo uomo grazie al trattore e qualche litro di gasolio....non serve più la collaborazione di varie persone e al canto dei contadini si sostituisce il rombo del motore (altro “rovescio della medaglia”).

Inquinamento acustico, dell'aria, immissione di CO2, oggi sono il costo dell'irrigazione, la fatica dell'uomo è stata scaricata nell'ambiente.

Avete visto come in 70 anni l'acqua sia passata dall'essere sfruttata in modo parsimonioso ed equilibrato ad uno intensivo, tale da creare gravi scompensi delle risorse e dell'ecosistema: l'esaurimento delle finite energie fossili e l'immissione in atmosfera di CO2, che era stata sottratta all'atmosfera e intrappolata nel sottosuolo grazie a processi durati milioni di anni. Il petrolio, “sangue dei dinosauri”, deriva da una trasformazione chimica di miliardi di esseri viventi morti milioni di anni fa, decomposti, portati in profondità dai movimenti geologici, sottoposti a forti pressioni e a calore, trasformati in petrolio e quindi intrappolati in giacimenti impermeabili per milioni di anni ....

In poco più di 150 anni abbiamo bruciato e reimmesso nell'aria buona parte della CO2 intrappolata nel corso di milioni di anni. L'effetto serra che ne consegue sta riportando velocemente le temperature a quelle preesistenti alla vita che conosciamo sulla terra......ma questa è un'altra storia... e un altro “rovescio della medaglia”.

Ora facciamo un piccolo passo indietro. Dopo l'acqua vi faccio un altro esempio interessante legato anch'esso in parte alla Maremma:

Il legno dei boschi era utilizzato fin da tre milioni di anni fa per illuminare, per riscaldare e cuocere. Con il fuoco si scoprì anche il carbone vegetale, ricavato dalla legna verde, che aveva potere calorifico tale da permettere la fusione dei metalli.

 


6 – carbone vegetale” Carbonai” (3,09)

 

Fino a pochi anni fa, i Carbonai creavano carbone a partire dalla legna che raccoglievano nella macchia. Una volta accatastata la legna secondo una tecnica consolidata nella tradizione, lasciando un camino centrale, coprivano la catasta con foglie e terra in modo da controllare l'apporto di ossigeno. In questo modo facevano entrare poco ossigeno e la combustione procedeva lentamente, durava qualche giorno, e la legna cedeva l'umidità mantenendo il Carbonio. Il risultato era qualche sacco di legno carbonizzato che aveva, come ho già detto, un potere calorifico eccellente.

Taglio della legna, preparazione, attesa, raccolta e trasporto. Un lungo lavoro che costava fatica e che doveva tener conto dei limiti di crescita del bosco.

Ma, attorno al 1600, i boschi incominciarono a scarseggiare. La legna era usata in modo massiccio non solo per creare carbone e far funzionare le prime macchine a vapore, le fonderie etc. ma era un materiale indispensabile per la costruzione di case, navi, gru, carrozze, ruote e addirittura per la produzione di inchiostro con il tannino delle cortecce.

In quel tempo la civiltà occidentale aveva raggiunto l'apice: con la sola energia del sole (fotosintesi) si producevano opere grandiose, Caravaggio dipingeva La Madonna dei Pellegrini, Michelangelo scolpiva la Pietà, Bernini costruiva il colonnato di San Pietro e Grosseto veniva cinta dalle mura.

 


Le nuove mura di Grosseto, Ilario Casolani (1630)

 

La forza degli animali, la perizia artigianale, i prodotti derivati dalla terra, i marmi, l'argilla, i tessuti ed i colori, animali e vegetali, gli attrezzi ingegnosi creati da artigiani esperti.... tutte perizie che stiamo perdendo perché i materiali oggi provengono per la maggior parte dal petrolio, dall'industria chimica, le macchine sono costruiti da robot, a loro volta costruiti da altri robot... l'uomo crea software in grado di guidare macchine semplici che creano macchine più complesse, che prendono il posto dell'antico artigiano. Abbiamo perso le abilità artigianali ma costruiamo sempre di più e sempre più velocemente.

Ma riprendiamo la nostra storia. La scarsità del legname indicava il raggiunto limite di quanto la natura poteva dare all'uomo. Gli alberi non riuscivano a crescere abbastanza in fretta, alcuni stati come l'Irlanda furono completamente devastati; rimasero solo verdi prati e la possibilità di coltivare un unico prodotto: le patate. La monocultura della patata non tardò a sviluppare un fungo che rese impossibile anche quella coltivazione. Ma gli Irlandesi erano fortunati, avevano ancora un modo ricco di risorse attorno ed emigrarono, trovando possibilità di vita in altri territori come gli Stati Uniti.

Gli Inglesi invece trovarono il modo di sfruttare un'altra risorsa miracolosa: il carbone fossile, derivato da antiche foreste che avevano subito un processo simile a quello del petrolio. Le macchine a vapore avevano dato la possibilità di estrarre carbone dal sottosuolo e il carbone estratto alimentò a sua volta l'estrazione del carbone e una crescita industriale mai vista sulla terra: la rivoluzione industriale.

 


Archivio di Stato della Pensilvania: forni di cottura del carbone

 

Il carbone fossile era già noto da tempo, ma i fumi che emetteva durante la combustione erano tali da renderlo quasi inutilizzabile. Tuttavia il legno ormai stava scomparendo e, si sa, la necessità aguzza l'ingegno: si scoprì che una particolare lavorazione, simile a quella utilizzata dai carbonai, in grado di rendere il carbone più pulito ed efficiente. Il carbone fossile cotto (vedete in queste immagini) alla temperatura di 1000° senza ossigeno veniva trasformato in coke.

Siamo arrivati al 1700. Il coke rese possibile l'invenzione e l'utilizzo di nuove macchine a vapore: treni, vaporetti, trebbiatrici, aratrici, ascensori e pompe che rendevano possibile la discesa in profondità nelle stesse miniere che estraevano sempre più carbone.

Nascono le grandi industrie..... si brucia sempre più carbone... alte ciminiere spargono tonnellate di fuliggine e di Co2 nell'aria... si producono tessuti, macchine di ogni genere.... si scoprono nuovi medicinali, nuovi sistemi di igiene... i tempi di vita si allungano la popolazione prolifera come mai era successo in precedenza e incomincia a ricoprire il globo con una presenza sempre più invadente e distruttiva nei confronti dell'ecosistema che la ospitava.

 

Nel 1600 la popolazione mondiale era arrivata - dopo milioni di anni - a ½ miliardo di persone e in soli 4 secoli a più di 6 miliardi!

Il mondo incomincia a cambiare. Per la prima volta l'uomo è artefice di cambiamenti immani osservabili dallo spazio. Nel 2000 Lo scienziato e Premio Nobel Paul Crutzen definisce questo momento come inizio di una nuova era geologica: l'antropocene

Anche in Maremma abbiamo alcune miniere importanti. Nel 1858 si aprono le miniere di carbone di Ribolla che vediamo in queste fotografie: queste sono le torri che servivano per far salire i materiali e scendere gli uomini a circa 300 m. Erano state scavate oltre trenta km di gallerie in condizioni difficili e malsane. Si lavorava in cunicoli angusti, al buio, con temperature che raggiungevano i 40°, con polveri che venivano inalate e che portavano malattie letali a molti minatori. Il sacrificio di molte persone per portare alla luce una fonte di energia che sarebbe servita al mondo per vivere in modo migliore....

Vedete la fatica e le condizioni di lavoro estreme. Ma nel 1954 (il periodo in cui viene inaugurata la pompa a vento del sig. Dominici che abbiamo visto poco fa) la miniera viene chiusa in seguito ad un grave incidente in cui persero la vita 43 minatori: l'esplosione di una bolla di gas, il grisù, prodotto dal carbone stesso, che si era formata nella profondità della miniera. Una grande tragedia che ancora oggi viene ricordata a Ribolla.

Intanto, grazie all'abbondare di energie fossili estratte, venivano costruite nuove macchine e trivelle in grado di perforare il suolo a grande profondità fino a scoprire (1860) il petrolio, fonte fossile ancora più facile da utilizzare ed da trasportare, che fece sviluppare l'energia elettrica in modo massiccio. Da allora fu tutta un'euforia che dura ancora ai giorni nostri!

 

Ubriachi di petrolio ci siamo dimenticati della crisi dovuta alla mancanza della legna e dell'importanza di rispettare l'equilibrio della natura.....

Ma veniamo ad oggi, il carbone viene ancora usato per la produzione di energia elettrica. Sentiamo ancora parlare della necessità di riconvertire le centrali elettriche dal sempre più costoso e scarso petrolio a carbone, a carbone pulito.... Così dicono, ma sappiate che il carbone non è pulito... non è detto che se non si vedono emissioni , non ve ne siano! Anche noi, in questa stanza, sebbene non lo vediamo, stiamo producendo con il nostro respiro CO2. La Co2 non è pericolosa in sé ma, come sapete, si tratta di un gas serra in grado di intrappolare il calore e di aumentare la temperatura media della terra con gravi problemi per la nostra sopravvivenza.

Non per questo non dobbiamo più respirare!... si tratta di un'attività necessaria, che rientra in un ciclo naturale, nell'equilibrio tra uomo e natura …. le piante crescendo convertono la CO2 prodotta dagli animali in ossigeno... ma la natura non ce la fa più: la grandissima quantità emessa dalle centrali si va accumulando nell'atmosfera con i problemi che ormai tutti sappiamo.

Guardate ora questa immagine ripresa dal satellite. Si tratta di una grossa centrale elettrica tedesca alimentata con carbone. Produce 2,3 GW di potenza....ed è grande come Grosseto!

Ma abbiamo appena parlato della pericolosità delle miniere di carbone. Inoltre il carbone, non essendo liquido è difficile da movimentare. E allora come si può fare?

Guardiamo più da lontano.

Ebbene questa area enorme, grande come una città, 30 km2, è una miniera a cielo aperto, la più grande del mondo. E' lei che alimenta costantemente, tramite tappeti mobili, la centrale elettrica.

Ha una riserva di carbone stimata in 1 miliardo e 300 milioni di tonnellate (più di un quarto di tutto il carbone estratto ogni anno nel mondo) Ma basterebbe al mondo per soli tre o quattro mesi!

Eppure è gigantesca. Guardate la dimensione delle macchine: si vedono anche dal satellite....mentre riversano incessantemente carbone su queste strisce che sono i tappeti mobili che trasportano direttamente il combustibile nella fornace della centrale elettrica.

Guardate questo filmino, dà ancora meglio l'idea dello scavo incessante di materiale che viene estratto e mentre il mostro mangia, la centrale brucia e produce energia elettrica e tonnellate di CO2 che vengono riversate, invisibili, nell'aria. Notte e Giorno....

 

 
10 - carbone – Frimmersdorf” (2,38 min)

 

Questo dovrebbe avervi dato un'idea di quanto sia preziosa l'energia. Energia usata per costruire questa scuola, per costruire ogni componente di questa scuola (piastrelle, lampade, tavoli, seggiole...), energia necessaria per far funzionare questa scuola (luce, riscaldamento, manutenzioni) energia necessaria per essere qui oggi (siamo venuti in macchina, abbiamo una merendina nello zaino? I nostri vestiti, lo zaino, le scarpe, i libri ed i quaderni) etc... Energia che ci circonda e ci sostiene in ogni momento della nostra vita.

Da un lato vedete quanta energia il mondo consuma in ogni istante e dall'altro quanta distruzione è necessaria per alimentarlo per pochi mesi!

La voragine resta in Germania, ma la CO2 si aggiunge a quella prodotta da altre centrali, dalle automobili, dal riscaldamento, dalle industrie di cemento, dalle fonderie etc. di tutto il mondo e il mondo è il nostro pianeta. Tutti noi siamo coinvolti. Il benessere globale è il rovescio della medaglia....

Questo è un piccolo esempio in uno dei paesi più attenti, civili e avanzati, ma in generale il nostro benessere è alimentato, sempre, da uno sfruttamento intensivo di qualcosa o di qualcuno: in questo caso della terra e dell'aria, in altri casi del mare, di animali, di terreni coltivabili, di persone.

A parte alcuni esempi come quello che abbiamo visto in Germania, di norma i paesi poveri del mondo sono le Sorgenti principali delle materie prime e dell'energia del nostro benessere e sempre nei paesi poveri abbiamo messo i Pozzi che assorbono i rifiuti prodotti dal nostro benessere.

Il nostro benessere è sostenuto dalla povertà dei paesi depredati e usati come pattumiera, ma non ce ne rendiamo conto, noi non li vediamo, sono troppo lontani.

Tornando a quanto vi ho detto all'inizio, l'Energia si consuma in un circolo chiuso: più energia abbiamo più cresciamo, più consumiamo, più produciamo inquinamento e più inquiniamo più riempiamo i pozzi che non riescono a smaltire e a rigenerare le risorse consumate.

Se il circolo si spezza, se le risorse non si rigenerano più, capite anche voi che proseguire il cammino intrapreso diventa impossibile....se non fatale.

Concentriamoci sui rifiuti visibili lasciando perdere per ora i gas e le polveri che buttiamo in atmosfera. Pensiamo ai rifiuti che ciascuno di noi produce ogni giorno: gli imballaggi dei prodotti che compriamo, le lattine, i giornali letti, i giochi che non usiamo più, le tv rotte che non sappiamo più aggiustare, le scarpe rotte che non sappiamo più riparare etc.

 

 
L'Andana, Castiglion della Pescaia, GR

Vediamo questa immagine: il viale di pini e cipressi dell'Andana. Questo viale era uno dei simboli di Castiglione, rappresentato in molte cartoline e famoso in tutto il mondo. Ma anche questi simboli non sfuggono dai temi che stiamo trattando: vedete la serie di cassonetti per la raccolta dei rifiuti? Ormai fanno parte del paesaggio, della vita di tutti i giorni...

La comparsa del cassonetto dei rifiuti è abbastanza recente: è un problema sorto con il benessere. Nei periodi illustrati nelle lezioni precedenti, il rifiuto era davvero minimo, quasi inesistente! Tutto il poco che si poteva avere veniva recuperato, riparato, riusato, riciclato. Il poco rifiuto prodotto era di origine organica e i Pozzi lo assorbivano e lo rimettevano nel ciclo equilibrato che l'uomo aveva con la natura.

Il manico rotto dell'attrezzo, per esempio, era sicuramente in legno (non in metallo ricoperto di plastica) e se non poteva più essere riparato serviva per costruire qualcos'altro o come legna da ardere e la cenere per lavare i panni o per proteggere le piante da frutto da parassiti o come concime.

Con il recente benessere, per la prima volta nell'intera storia dell'umanità, compaiono i rifiuti, i bidoni per i rifiuti, le discariche, gli inceneritori...e l'accumulo di sostanze non riciclabili, di polveri sottili nell'aria e di altre sostanze tossiche - come la diossina - inizia a riempire un contenitore che diviene sempre più piccolo ed incapace di rigenerarsi.

Una volta c'erano i Pirati che rubavano le monete d'oro, oggi c'è la mafia che gestisce le discariche!


+ energia = + consumi = + rifiuti

vedete il disegno di questo quadretto familiare: la casa è bella pulita, il prato curato e fuori buttiamo la sporcizia, montagne di rifiuti che non vogliamo più vedere.

Lo smaltimento illegale dei rifiuti è un problema globale e riguarda molti Paesi ricchi che usano il sud del mondo come una discarica abusiva, in spregio alle leggi europee. E' di questi giorni la notizia di un gruppo ambientalista inglese (Greenpeace) che ha fatto un’indagine in collaborazione con il quotidiano “The Independent” e l’emittente Sky News: ha tracciato il percorso di un televisore rotto attraverso un sistema satellitare. L’apparecchio, che per legge non avrebbe potuto uscire dalla Ue, ha invece percorso un viaggio di 4500 miglia, dal porto Tilbury nell’Essex, fino a Lagos, capitale della Nigeria, dove l'equipe lo ha recuperato prima che finisse in un sito a cielo aperto, che accoglie ogni giorno montagne di scarti del mondo occidentale.

 

 
Una discarica africana

 

Quindi chi ha portato la tv, con coscienza, presso un punto di raccolta autorizzato che avrebbe dovuto “smaltirla” secondo procedure lecite e non dannose per l'ambiente in realtà ha inquinato lontano dai suoi occhi, in una discarica africana.

Insomma, tutto quel cumulo di immondizia in un modo o in un altro sparisce.

Grazie al cielo, non sempre sparisce! A volte ce li troviamo davanti questi cumuli... guardate queste immagini. Sono cumuli di immondizia nelle nostre campagne! 

 


Sullo sfondo Montepescali, GR

Trovarcele davanti ci aiuta a ricordare il danno che stiamo facendo all'ambiente qui e dove non si vede....

Nei cantieri i rifiuti vengono spesso seppelliti sul posto oppure lasciati semplicemente sparsi come in queste immagine che rappresentano i lavori del polo industriale del Madonnino....

 

 
Detriti abbandonati attorno all'urbanizzazione del Polo Industriale del Madonnino tra Roccastrada e Grosseto

La spazzatura è una cosa che non vogliamo vedere, che scopiamo sotto al tappeto. Ma quanto è grande il tappeto per riuscire a nasconderla tutta?

Spesso non si butta nemmeno sotto il tappeto... questo è il campo giochi di una scuola di Grosseto. Vedete questi bicchieri di plastica di una nota marca di tè sparsi qua e là? Un piccolo bicchiere di plastica, un piccolo gesto che se moltiplicato per il numero degli abitanti del pianeta occuperebbe il volume di un edificio delle dimensioni di un campo da calcio alto sei piani!

Questo rifiuto non è sparito, non è biodegradabile, è costato energia per essere realizzato, ha fornito calorie inutili a chi ha ingerito il suo contenuto. Sarà buono, ma inutile ed estremamente dannoso.

Nel migliore dei casi questo rifiuto verrà raccolto e conferito alla discarica delle Strillaie che vedete in queste immagine assieme agli altri 724kg di rifiuti prodotti ogni anno da ciascun grossetano.

 

 
Discarica delle Strillaie vicino a Marina di Grosseto

Vedete che i rifiuti vengono imballati accatastati e coperti di terra... messi sotto il tappetto. 

A volte la pioggia che impregna il tappeto e  si insinua tra i rifiuti fuoriesce, vedete questi rigagnoli d'acqua...  portano con sé sostanze tossiche di ogni genere: sostanze radioattive usate negli ospedali, scarti tossici di lavorazioni industriali, metalli velenosi come il mercurio contenuto in vecchi termometri o nelle nuove lampade a basso consumo etc. E' praticamente impossibile sapere cosa c'è nel mucchio....perché a nessuno interessa... l'importante è nascondere, far sparire.

Ma sparisce tutto davvero?

Vediamo un esempio maremmano e torniamo al primo argomento trattato in questa lezione: l'acqua.

 

 
Il Merse, piana di Scarlino GR

Vedete in queste foto il fiume Merse: il colore rosso è dato dall'Arsenico (un veleno) che ormai da anni percola da residui di lavorazioni accatastati nella piana di Scarlino. L'acqua non è più potabile, le falde acquifere sotterrane si stanno avvelenando, la terra è avvelenata, la spiaggia (il Puntone di Scarlino) è avvelenata e le arselle sono avvelenate.

Una volta prodotto il danno occorrono anni per scoprirlo, anni per convincere le istituzioni ad agire e anni per bonificarlo … decine e decine di anni.

Se poi sommiamo tutte le situazioni di avvelenamento in atto a livello globale capite che la questione diventa davvero pericolosa: dal buco dell'ozono al riscaldamento globale all'avvelenamento di fiumi immensi come il fiume Giallo in Cina e cosi via.

Tutto il benessere che l'abbondanza di Energia ci regala, lavorando per noi e dandoci la possibilità di viaggiare, di avere cure mediche molto sofisticate, di nutrirci in abbondanza, di divertirci di vivere più a lungo porta ad un aumento esponenziale della popolazione.

La cosa non è così scontata: per milioni di anni l'uomo ha mantenuto una popolazione stabile nell'ordine di 5- 20 milioni di abitanti globali.... per arrivare a 250 milioni attorno all'anno 0 a 500 milioni attorno al 1600 e poi - in soli 4 secoli -  abbiamo superato i 6 miliardi di abitanti. Grazie allo sfruttamento delle energie fossili.

La questione è preoccupante. Per due motivi:

il primo perché + persone = + consumo = + rifiuti

il secondo perché abbiamo a disposizione una sola terra che può ospitarci tutti 

 


Al tasso attuale di crescita (1,3%) il peso della popolazione mondiale supererà il peso della terra (6 miliardi di miliardi di tonnellate) in 2345 anni.

 

Da questo secondo motivo nasce l'esigenza di capire quale sia il numero delle persone che la Terra è in grado di ospitare. Ecco che, nel 1996, Mathis Wackermagel e William Rees elaborano il concetto di impronta ecologica e, a partire dal 1999, il WWF aggiorna periodicamente il calcolo dell'impronta ecologica nel suo Living Planet Report.

L'impronta ecologica

L'impronta ecologica si può figurare come la dimensione dell'orma che ciascuno di noi lascia sul pianeta, la dimensione del proprio piede. Maggiore è la dimensione del piede in una superficie finita e meno persone ci stanno. 

Immaginiamo che il pianeta sia questa stanza e che il nostro piede abbia la dimensione di questo schermo: ci staremmo tutti in questa stanza?

Noooooo

Ecco. L'impronta ecologica è più o meno la stessa cosa: misura la quantità di terra necessaria per la sopravvivenza di ciascuno di noi.

Secondo voi quanta terra serve a ciascuno di noi per vivere?

Ricordiamo che ci serve della terra per far crescere il cibo quotidiano e allevare gli animali, per  filtrare le acque e  renderle potabili, per far crescere alberi che imprigionino il C della CO2 che produciamo liberando O2 per respirare,  un pezzo di quella centrale elettrica che abbiamo visto  per produrre l'energia necessaria a fabbricare i vestiti che indossiamo, i giochi etc., una parte di quella miniera di carbone, una parte di questa scuola, di ospedale,  di quella discarica che abbiamo visto  per stoccare i 724 kg/anno di spazzatura prodotta da ciascuno di noi, una parte di mare per il pesce che mangiamo etc. etc. etc.

Vedete che in realtà, man mano aggiungiamo, la superficie di cui abbiamo bisogno aumenta. Per soddisfare il nostro stile di vita, fatte le somme, la superficie di terra necessaria è di ben 4,2 ettari, 42.000 mq o 9 campi da calcio! 

Sì, ciascuno di noi ha bisogno di ben 9 campi da calcio!

E sapete quanta terra abbiamo disponibile in Italia per ciascuno dei 60 milioni di abitanti?

1 solo campo di calcio! 

Usiamo 9 campi e ne abbiamo 1!

Ma allora come è possibile starci tutti!

Semplice, rubiamo gli altri 8 ad altri paesi.  Ricordate la tv rotta in Africa, oppure la CO2 della centrale tedesca che va a finire nell'atmosfera, oppure i nostri spaghetti fatti con grano importato da altri paesi o il pesce pescato nei fiumi asiatici?

Insomma non solo la popolazione aumenta, ma ha anche un piede molto grande!

Consideriamo la situazione globale: ci sono paesi come gli Stati Uniti che hanno bisogno di molta più superficie e paesi poveri che ne usano molta meno. E se facciamo una media scopriamo che il pianeta sta consumando l'equivalente di 1,2 pianeti.

Attenzione! Stiamo consumando + di 1 pianeta!

Eppure continuiamo a vivere felicemente, ma come è possibile? Facendo debiti, ipotecando il nostro futuro: il 20% del pianeta, questo 0,2, viene consumato ma non è in grado di rigenerarsi. Ricordate i Pozzi di cui vi parlavo prima. Gli equilibri del pianeta incominciano a vacillare, aumentano le temperature, le acque, il cibo le materie prime incominciano a scarseggiare (l'arsenico nel Merse, i 600 milioni di persone che nel mondo muoiono di fame ogni anno, etc.)

 E' un po' quello che sta succedendo oggi con la crisi economica mondiale. Si sono fatti progetti con soldi che non c'erano e per un po' nessuno se ne è accorto, anzi tutti contenti, ma ad un certo punto la “bolla”, come si suol dire, è scoppiata, i nodi sono arrivati al pettine. Tutti i giorni sentiamo nei tg le tragedie che si stanno consumando: milioni di posti di lavoro persi, famiglie sempre più povere etc.

A questo punto vi si  chiama in causa,  già proprio voi. Solo voi, infatti, potrete cambiare la brutta strada imboccata da noi adulti. Fra 5-8 anni diventerete adulti e le vostre scelte saranno in grado di cambiare il corso delle cose e dare un futuro alle generazioni che verranno. Questo lo potrete fare attraverso un nuovo modo di pensare, con lo studio, la politica, il lavoro, la vita nella vostra famiglia. Quello che possiamo fare subito, approfittando della crisi in corso, è risparmiare e vivere con maggiore sobrietà e coscienza di tutti gli aspetti che vi ho raccontato. Non sempre il male viene per nuocere.

Potete spegnere la luce quando non serve, mettervi un maglione in più quando avete freddo anziché alzare la temperatura del riscaldamento, venire a scuola a piedi, comprare solo le cose che sono veramente utili, riciclare etc... e ogni volta che acquistate qualcosa (di utile) chiedetevi sempre quale è il costo vero di quello che state acquistando.

Adesso siete quasi pronti per vedere l'ultimo filmato: “La storia delle cose” in originale “Story of stuff” un film di 21 min. realizzato da “Free Range Studios". Si tratta di un interessante ed efficace descrizione dei meccanismi che regolano l’economia moderna nonché delle sue conseguenze.

Una sola premessa utile per capire meglio il filmino che stiamo per vedere. Qualcuno di voi sa cosa è una multinazionale?

Noooo

Eppure ne avete a che fare tutti i giorni quando mangiate una merendina, un gelato, aprite una bottiglietta d'acqua, mangiate un frutto accendete il vostro pc....

Sono delle società che producono beni come cibo, elettrodomestici o servizi come le banche. Si chiamano multinazionali perché operano in più nazioni. La Coca Cola per esempio viene prodotta e venduta in moltissimi paesi.

Ma guardiamo questo lungo elenco:

sono nomi di multinazionali, non di tutte: solo quelle che, per un motivo o per un altro, sono reputate “cattive”  da vari organi di controllo, di solito gruppi ambientalisti.

Forse riconoscerete qualcuno di questi nomi come per esempio la Nestlè o la Mcdonald's. Ma proviamo ad analizzare la prima dell'elenco: la Unilever

Ne avete mai sentito parlare?

Nooo

Vediamo che cosa produce:

Vi ritrovate? Guardate i Gelati per esempio....

siiii....

Vedete la quantità di tipi diversi di prodotti e pensate anche alla quantità: sono tutte merci vendute in molti paesi... e qui incominciamo a intuire gli interessi e il potere economico di queste multinazionali.

Ma perchè la Unlever è dentro la categoria “Cattive”?

Anche in questo caso serve un bell'elenco:

 

 Ecco cosa sono le multinazionali cattive: macchine per fare soldi ad ogni costo, pronte a corrompere  i governi - anche potenti come gli Stati Uniti - in modo che vengano privilegiati i loro interessi e non quelli del popolo della nazione.....

Ma, ricordatevi, il potere è vostro: potete sempre scegliere altri prodotti o rinunciarvi, se possibile. Se nessuno comprasse più i prodotti di una certa multinazionale, questa si vedrebbe costretta a comportarsi bene per riguadagnare la vostra fiducia...

Io, per esempio, ho deciso di non utilizzare il sistema operativo della Microsoft e ne  ho scelto un altro. Il sistema che sto utilizzando in questo momento è costruito da una comunità di informatici che lavorano in rete  gratuitamente per realizzare un OS che non sia esclusiva fonte di guadagno di una multinazionale, ma un beneficio per tutti gli utenti.

Nei primi esempi abbiamo visto come gli oggetti utilizzati provenivano dalle risorse circostanti ed erano realizzati con un'energia ben evidenziata dalla fatica necessaria per fabbricare il prodotto.

Oggi, abbiamo perso il contatto diretto con la fatica e non ci rendiamo conto del valore che hanno le cose e di come spesso, nascosto dietro al nostro benessere, vi siano inquinamento e sfruttamento intensivo delle risorse e delle persone.

 Bene, a questo punto siete pronti. Possiamo proiettare “La storia delle cose”. Buona visione.



Bibliografia:

Bambini

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Siti di riferimento


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BCSEA (BC Sustainable Energy Ass) - http://www.bcsea.org/

Carnegie Institution - http://www.carnegieinstitution.org/

Crisis? What crisis? - http://crisis.blogosfere.it/

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Eco Riciclo - http://www.eco-riciclo.it/

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Econonviolenza - http://www.econonviolenza.blogspot.com/

EEA (Eu Environment Agency) - http://www.eea.europa.eu/

GeoHive: Global Statistics - http://www.geohive.com/

Global Footprint Network - http://www.footprintnetwork.org/

IPCC (Intergov Panel Climate Change) - http://www.ipcc.ch/

Living Planet Report - http://www.panda.org/livingplanet/

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Worldmapper - http://www.worldmapper.org/

 

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