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Per alcuni decenni la città di Bologna non ha avuto centrali idroelettriche: le ultime sono state chiuse negli anni sessanta del secolo scorso.

Il canale di Reno, all’altezza di Via della Grada, si divide nel canale del Cavaticcio e nel canale delle Moline. Il salto di circa 15 metri che l’acqua del canale del Cavaticcio fa all’altezza dell’attuale Via Caduti del Lavoro fu abbandonato dalla fine dell’ottocento dopo 700 anni di utilizzo per produrre energia meccanica per far funzionare molini. Nel 1912 fu realizzato un progetto la costruzione di una centrale idroelettrica per fornire di energia elettrica alcuni stabilimenti industriali di Bologna. Il progetto però non si realizzò.

Ma nel 1995 il Comune di Bologna, nell’obiettivo di rispettare l’ambiente e di ridurre l’inquinamento dell’aria con lo sviluppo di fonti rinnovabili e pulite di energia, ha ripreso quel progetto e, in collaborazione con l’Università di Bologna e alcune aziende private, ha realizzato la centrale idroelettrica del Cavaticcio.

Il Comune di Bologna inoltre, nell’intento di fare conoscere la storia produttiva della città nei secoli scorsi (soprattutto in riferimento all’utilizzo delle acque dei canali) nell’edificio delle ex Pellacaneria ha ricostruito, a grandezza reale, la ruota idraulica, del diametro di 4,50 metri, che nei secoli scorsi ha dato energia meccanica alle lavorazioni che avvenivano nella stessa Pellacaneria. La ruota idraulica inoltre servirà per produrre energia elettrica che coprirà il fabbisogno dell’edificio della ex Pellacaneria.

Un’altra iniziativa è stata quella di un Centro commerciale in zona Foscherara alla periferia di Bologna. Sul canale di Savena, che scorre a fianco del Centro commerciale, è stata installata una ruota idraulica che avrebbe dovuto generare energia elettrica con cui alimentare i lampioni del parcheggio del Centro commerciale stesso. Ma, per una serie di motivi, in questo caso, sembra che non sia mai stata prodotta energia elettrica.

Sempre sul Canale di Savena sarà prossimamente realizzata, su iniziativa del Consorzio della Chiusa di San Ruffillo e del canale di Savena, una piccola centrale idroelettrica sfruttando il salto che l’acqua del canale di Savena fa in prossimità della ex Cartiera Panigada. Inoltre c’è la richiesta di costruire due centrali idroelettriche sul torrente Savena, nel pieno rispetto dell'ambiente e che prevede anche un percorso di risalita per i pesci.


Dall’altra parte della città di Bologna, ai confini con Casalecchio di Reno, in località La Canonica, dove in passato l’energia dell’acqua è stata usata per fare funzionare una fabbrica per la produzione di tessuti, e dove ha funzionato una centrale idroelettrica dagli inizi del ‘900 al 1945 che ha dato energia elettrica al quartiere Croce, è in progettazione la costruzione di una gigantesca ruota idraulica del diametro di 13,70 metri e di una larghezza di 2,40 metri e che alimenterà la futura linea di filobus che collegherà Casalecchio di Reno e Bologna.


Armando Boccone dell’associazione Aspoitalia (www.aspoitalia.net)

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