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351 MILIARDI DI kWh E 143 MILIARDI DI EURO,
fra persi e spesi, per sostituire le auto


Nel numero 6/2006 (pagina 7) di "ENERGIA DAL SOLE, avevo esposto il mio parere negativo sulle rottamazioni generalizzate di auto vecchie, ma non per questo fuori uso, praticamente imposte – più che indotte – dalla Legge Finanziaria 2007.

Lo spunto per “fare un po’ di conti” sulla materia mi è stato offerto da "il Giornale" del 3 febbraio che, riportando dati di "Quattroruote", ha calcolato quante auto saranno rottamate, e sostituite con altre più recenti, in seguito alle norme antismog emanate dallo stato e dalle amministrazioni locali (di ogni colore politico, aggiungo io); e lo ha fatto limitandosi a quelle immatricolate prima del 1997, cioè le euro 0 ed euro 1 (ma con la mia Skoda Octavia del 2.000, che pure è “euro 2”, a Torino non posso già più andare in centro). Ebbene, le rottamande euro 0 ed euro 1 sono 13.000.000

Credo di poter dare per scontato che, con quello che costa mantenere un'auto, anche solo di spese fisse e obbligatorie come bollo, assicurazione, revisioni e controlli vari, quelle che sono in circolazione devono essere mediamente in ordine, perché se no verrebbero rottamate dai proprietari di loro iniziativa. Mi sembra prudenziale far conto che siano in media alla metà della loro vita presunta, che è ragionevole considerare in almeno 200.000.chilometri (in Italia è ancora diffusa la credenza, ritengo alimentata da produttori e commercianti di auto, che una vettura sia da buttare quando ha raggiunto i 100.000 km, ma non è affatto vero).

Il costo energetico di un'auto media è stato calcolato in 18.000 kWh. Questo diversi anni fa ma, mentre da allora le auto sono diventate molto più complicate, sono di certo stati fatti anche miglioramenti di processo e le due cose dovrebbero essersi all'incirca reciprocamente compensate agli effetti del costo energetico. Ebbene, la metà di quel costo è 9.000 kWh, che moltiplicati per 13.000.000 fanno 117.000.000.000 di kWh - pari ad oltre un terzo del fabbisogno elettrico totale annuo italiano - letteralmente buttati via con la rottamazione anticipata delle auto. Si aggiunga l'anticipata - di diversi anni e in una volta sola anzichè scaglionata - spesa del costo energetico delle auto sostitutive; pari a 13.000.000 x 18.000 = 234.000.000.000 kWh , pari ad oltre i due terzi del fabbisogno totale elettrico annuo italiano. Consumati questi su scala planetaria, d'accordo, perchè solo meno di un terzo delle nuove auto vendute in Italia è di costruzione nazionale, ma anche il problema energetico-ambientale è planetario, visto che l’80 per cento dell’elettricità mondiale è di fonte inquinante.

Sotto l'aspetto economico, ammesso che il valore di mercato delle auto da rottamare fosse in media, prima dei provvedimenti restrittivi, anche solo di 2000 euro (davvero pochi) ciascuna, l'impoverimento patrimoniale dei proprietari sarà di 13.000.000 x 2.000 = 26 000.000.000 di euro, importo quasi pari ai tre quarti (74,28%) della Finanziaria 2007. Quanto alla spesa complessiva di acquisto delle auto sostitutive - o meglio, alla capacità di spesa complessivamente impegnata in esse - ammettendo che il loro prezzo medio unitario sia anche solo di 10.000 euro (davvero basso), essa ammonterà a 13.000.000 x 10.000 = 130.000.000.000 di euro, che sommati ai.26.000.000.000 di cui sopra fanno 156.000.000.000 di euro

Gli esempi possibili di come molto meglio si potrebbero impiegare a fini energetici ed ambientali anche soltanto i 130.000.000.000 di euro della capacità di spesa popolare impegnata dalla sostituzione delle auto sono molti, ma ne cito soltanto uno: con quei soldi le famiglie italiane, senza bisogno di un solo euro di incentivazione pubblica, potrebbero dotarsi di collettori solari termici della migliore qualità, pagandoli mediamente 1.100 euro al metro quadro, per una superficie complessiva di 130.000.000.000 : 1.100 = 118.181.182 mq. Il che porterebbe l’Italia, che oggi ne ha 500.000, ad averne 118.182.318, cioè 2.073 mq ogni 1000 abitanti (cioè circa dieci volte gli attuali paesi leader, Grecia e Austria) contro i miseri 8 (otto) che ne ha ora. E questo farebbe risparmiare ogni anno il consumo di circa 106.360.000.000 kWh di elettricità (pari a circa un terzo del fabbisogno nazionale) ed eviterebbe l’immissione in atmosfera, ogni anno, di circa 147.727.897 tonnellate di CO2 (senza dire dei gas inquinanti e del particolato).

Certo, se si fossero indotti gli italiani ad investire in questo diverso modo una somma tanto ingente, si sarebbe dato un grosso dispiacere alla lobby dell’auto e ancor di più a quella del petrolio. E mi è francamente difficile non sospettare che sia proprio questo il vero motivo della scelta di indurli invece alla rottamazione indiscriminata delle auto “vecchie”, ma non per questo fuori uso (siamo pur sempre uno dei paesi più corrotti del mondo progredito e non per caso questo tipo di operazioni radicali ha cittadinanza solo qui).

Ah, dimenticavo un piccolo particolare: le nuove norme stabiliscono che “Chi sostituisce autovetture Euro 0 ed Euro 1 con altre di categoria Euro 4 ed Euro 5“…….ha diritto ad un bonus di 800 Euro e all’esenzione dalla tassa automobilistica per (almeno) due anni (nella maggioranza dei casi saranno tre, ma contiamone pure solo due). Quindi lo Stato pagherà – coi nostri soldi – bonus per 13.000.000 x 800 = 10.400.000.000 Euro. Inoltre, poiché l’importo del “bollo” 2007 è di 1,90 Euro/CV, stimando una potenza media molto prudenziale della nuove auto di 60 CV, la mano pubblica (Stato e Regioni) rinuncerà a riscuotere almeno (13.000.000 x 1,90 Euro x 60 x 2 anni) = 2.964.000.000 di Euro, che sommati a quelli da spendere fanno 13.364.000.000 di Euro, pari ad oltre un terzo della manovra Finanziaria 2007.

NE VALEVA LA PENA ? - In proposito, consiglio la lettura della memoria pubblicata alla pagina successiva, memoria che è stata inviata a Energia dal Sole, come a tutte le testate giornalistiche italiane, dal Coordinamento dei Comitati dei Medici del Comprensorio di Civitavecchia per l’Ambiente e la Salute. Essa attiene soprattutto ai problemi ambientali posti dalla centrale a carbone di Civitavecchia, ma una tabella che contiene dimostra che il traffico stradale contribuisce all’immissione di micropolveri nell’ atmosfera per una quota inferiore al 30 per cento. Una quota che, per le auto, scende addirittura all’8 per cento secondo dati del Centro Studi Sistemi di Trasporto, pubblicati sul numero di febbraio de “l’Automobile”. rivista dell’ACI, che indica come inquinatori da micropolveri ben peggiori: fabbriche e centrali termiche (25%), altre forme di trasporto (15%), riscaldamenti (11%), processi produttivi (10%), combustioni naturali (10%). Ovvia difesa d’ufficio da parte dell’ACI? Sarà, però le fonti dei dati sono l’APAT – Agenzia per la Protezione dell’Ambiente, l’ARPA – Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente della Lombardia e illustri studiosi dell’atmosfera fra cui l’americano Don Lenschow.
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