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Una versione di questo articolo è stata pubblicata su petrolio.blogosfere.it

 

Più della metà del petrolio prodotto nel mondo viene dai paesi del Medio Oriente e questa frazione è destinata ad aumentare sempre di più nel futuro. Siamo talmente abituati a vedere fotografie di pozzi di petrolio nel deserto che spesso ci sembra che ci sia una relazione diretta fra petrolio e paesi arabi e che ci sia una relazione naturale fra i grandi impianti petroliferi, la sabbia e le carovane di cammelli.

Forse per questa ragione, spesso si si sente dire che i paesi medio-orientali potrebbero facilmente aumentare la loro produzione se si decidessero a esplorare le zone dalle quali, al momento, non estraggono petrolio. Fino a non molto tempo fa, era opinione comune che l’Arabia Saudita avrebbe potuto aumentare la propria produzione fino a raddoppiarla, e in questo modo soddisfare la fame di energia dell’economia mondiale in espansione. Allo stesso modo, prima dell’invasione dell’Iraq, si è parlato molto della possibilità di un raddoppio della produzione irachena.

Ma sono veramente possibili aumenti del genere? Potrebbe essere che i paesi arabi abbiano deciso di non esplorare e non sfruttare certe zone dei loro territori allo scopo di lasciarsi delle riserve da parte? Potrebbe essere, allora, tutto un complotto ordito contro l’Occidente?

Sembrerebbe proprio che si possa rispondere di no. La possibilità che esistano grandi riserve di petrolio ancora da scoprire nei paesi Medio-orientali è perlomeno remota. Il petrolio è il risultato di processi che si sono verificati milioni di anni fa ed è un puro accidente se la zona in cui se ne trova una grande quantità oggi è desertica. I deserti attuali sono il risultato di fenomeni climatici enormemente più recenti di quelli che hanno creato il petrolio nel passato. I petrolio si forma per la sedimentazione sul fondo marino di grandi quantità di materia organica in condizioni di assenza di ossigeno. Queste condizioni si verificano molto raramente e in condizioni particolari. Spesso, sono associate all’accumulo di grandi quantità di materia organica nei pressi della costa di un antico mare. Per questo, i pozzi tendono spesso a essere localizzati lungo strisce o archi che marcano queste antichissime coste.

Questo è il caso del petrolio medio-orientale. E’ una striscia lunghissima che parte dalla punta a sud est della penisola arabica e prosegue verso nord arrivando fino alla sponda nord del Mar Caspio. In questo, ignora tranquillamente i confini dei moderni stati. Questa è la vera “autostrada del petrolio” che vediamo nella figura seguente. Lungo la lunghissima striscia che include molti dei maggiori pozzi del pianeta, si trovano i più grandi pozzi petroliferi esistenti, incluso la “vecchia signora”, Al Ghawar in Arabia Saudita, il pozzo super-gigante che da solo produce più del 6% di tutto il petrolio del mondo.

Come sono stati trovati tutti questi pozzi in fila? La domanda ha a che fare con i fattori generali che hanno a che fare con la ricerca del petrolio. Potete pensare un po’ al gioco della battaglia navale. Quando un giocatore colpisce qualcosa, tende a concentrare il tiro nei dintorni perché è certo che una nave nemica si estenderà in qualche direzione a partire dal punto colpito. Nella ricerca del petrolio, quando uno ha trovato qualcosa tende a concentrare la ricerca nelle zone limitrofe. E’ più probabile che si trovi qualcosa nei dintorni di una zona che già produce qualcosa, dato che gli stessi processi di creazione delle risorse petrolifere sono stati in azione. Questo è quello che è successo con la grande autostrada del petrolio. Via via che si trovava qualcosa, si estendeva la ricerca nelle zone limitrofe. Questo ha guidato la ricerca a seguire l’ampia striscia che vediamo oggi.

E’ possibile che ci sia petrolio in zone al di fuori della striscia? Può darsi, ma se ce n’è, non fa parte della stessa famiglia, altrimenti sarebbe stato trovato molto tempo fa. E se non fa parte di quella grande "autostrada" che fornisce più del 50% del petrolio mondiale, è probabile che esista in quantità enormemente più piccole.

Quindi, l’idea che ci siano zone inesplorate nei paesi arabi dai quali estrarre ancora grandi quantità di petrolio è soltanto un’illusione. Non aspettiamoci miracoli dal Medio Oriente. Quando inizierà il tramonto dei giacimenti petroliferi esistenti, sarà irreversibile.

 

 

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