Fotovoltaico e biocarburanti: inClinazioni pericolose

Di Pietro Cambi

grabbin in affricaNon so se avete notato ma proprio in questi giorni si stanno scontrando, ormai ai massimi livelli mediatici, due scuole di pensiero ASSOLUTAMENTE opposte sul fotovoltaico.

Una, alla quale, ovviamente abbiamo dato il nostro contributo, è che sia una formidabile scommessa sul futuro energetico di questo paese e che, lungi dall’essere costo, riduce il costo dell’energia nelle ore di punta, ci mette al riparo dall’aumento dei costi del petrolio del metano e del carbone, quindi, sostanzialmente, sterilizza la nostra bolletta energetica o almeno la fa crescere con maggiore lentezza.

Su tale argomento abbiamo pubblicato diversi articoli  ed in particolare due a firma Francesco Meneguzzo, che sono stati i primi a DIMOSTRARE, autorevolmente, tale effetto calmierante.

A distanza di ormai quasi un anno, possiamo dire che quanto previsto è stato ampiamente verificato. Grazie all’attivazione di diversi soci Aspo, siamo riusciti a far arrivare questi studi sui vari tavoli cruciali di confindustria e da questi ai gruppi industriali attivi nel settore delle rinnovabili, magari con forti partecipazioni in gruppi editoriali, che hanno estesamente fatto proprie le nostre osservazioni e tesi.

L’altra scuola di pensiero è esattamente all’opposto: il fotovoltaico, l’eolico e in generale le rinnovabili non termiche o classiche sono si una opportunità ma sopratutto un PROBLEMA.

Occupano suolo fertile, aumentano il rischio di incendio ( sic!!), creano grandi malditesta al gestore delle reti elettriche, sono un esborso continuo verso paesi orientali, causa mancata produzione interna, aumentano i costi per le famiglie, producono pochissimo, costano tantissimo etc etc etc.

Come stiano le cose REALMENTE lo mostra, in modo autorevole, uno studio indipendente.

Ma in tutto questo bailamme, come si muove il sedicente governo di tecnici, teoricamente in grado di analizzare dati e situazioni tanto variegati e complesse?

Il Ministro Passera, sviluppo economico, chiede un taglio radicale agli incentivi.

Il Ministro Clini, ambiente, è piu prudente ma, ainoi, non la pensa in modo molto diverso. Una bozza circolata recentemente in rete, del possibile V conto energia ( in meno di cinque anni!!) che prevede, in sostanza, un calmieramento brutale per i nuovi impianti,  non promette niente di buono, al di la delle rassicurazioni di facciata.

Non aiuta il fatto che detta nota sia stata apparentemente redatta da un alto dirigente di una grande impresa del settore produttivo elettrico. Ovviamente sono fioccate le smentite, alle quali, altrettanto ovviamente, non ha creduto assolutamente nessuno.

Anche perchè,con un semplice click con il tasto destro sulla bozza, chiunque può verificare, tra le proprietà, chi sia l’autore del documento.

NATURALMENTE, siccome quel che è un vantaggio per i cittadini italiano si traduce in un danno netto per coloro che gestiscono centrali termoelettriche, è NORMALE che anche presso l’autority per l’energia si calchi la mano sui costi in aumento per la componente A3 dimenticandosi la diminuzione ben più marcata, oltre il 10%, dei costi di punta diurni grazie al “peak shaving”.

Il punto è che i tecnici, anche quando sono competenti, sono essere umani. hanno passioni, interessi, inClinazioni, magari pericolose…

A parte alcune vicende oscure del passato, Il Ministro Clini è DECISAMENTE schierato a favore dei cosidetti biocombustibili.

Non ci sarebbe niente di male, intendiamoci, se si rimanesse all’interno del ragionevole, se ci si ricordasse di valorizzare solo quelli provenienti dalla cosidetta “filiera corta”, insomma dai residui agricoli e/o forestali. Il guaio è che il Ministro non si limita a questi. A parte i “termovalorizzatori” ( un neologismo almeno altrettanto orrido di diversamente abili per dire invalidi, al quale ho sempre aggiunto un fervido pensiero ai diversamente senzienti che per primi l’hanno concepito) è DIRETTAMENTE coinvolto nella “valorizzazione” dei biocarburanti provenienti dai paesi in via di sviluppo.

è infatti chairman della Global Bioenergy Partnership (GBP) che sostanzialmente è un ente preposto a promuovere iniziative private internazionali nel settore della bioenergia “”brings together public, private and civil society stakeholders in a joint commitment to promote bioenergy for sustainable development.””.

Il guaio è che, in buona sostanza, la maggior parte di queste iniziative sono in paesi affricani che sono tristemente noti per l’orrido fenomeno del “landgrabbing”, ovvero l’espropriazione forzosa dei terreni tribali ancestrali per essere trasformati in monocolture destinate alle “bioenergie”.

Ad esempio il Ghana: 37 % di terreni “ricolonizzati” . Solo la parola mette i brividi ed anzi, almeno a me, fa venire la voglia di roteare la scure bipenne.

Oppure il Mali: 60 % !!!!

Oppure il Mozambico

Oppure la Tanzania

Potrei continuare ma mi fermo qui. Queste citazioni NON sono infatti casuali.

Sono 4 paesi affricani che in cui sono in atto progetti di bioenergia seguiti dalla GBP.

Se avete dubbi in merito all’azzardato parallelo che sottendo, beh, date pure una occhiata da soli.

La realtà dello sviluppo sul campo di questo genere di progetti è descritta anche troppo bene in rete , ad esempio seguendo i link da me inseriti.

Faccio un rapidissmo riassunto per chi non conoscesse questa silenziosa vergogna: in Affrica, come è ovvio, non era esistito, fino a pochissimo tempo fa, un catasto degno di questo nome.

I terreni quindi, ancestralmente, erano gestiti dalle comunità secondo logiche proprie ed indipendenti.

Una volta istituito un catasto nazionale, tuttavia, si può LEGALMENTE vendere questi terreni, divenuti proprietà del demanio, espropriandoli di fatto ai millenari proprietari, ovvero i coltivatori locali che così si ritrovano ad essere  servi della gleba delle multinazionali accorse in massa.

I tradizionali campi di sorgo miglio e mille e mille altre colture locali vengono cancellati, spazzati via e sostituiti da monocolture destinate alla produzione di biocombustibili, sostanzialmente olii o etanolo.

Come ai tempi delle colonie. Anzi: MOLTO PEGGIO.

Potrei passare a parlare della deforestazione in estremo oriente per far posto alle monocolture di palme da olio, proprio in quei paesi dove è attiva la GBP, ma non voglio intristirvi ancora.

OVVIAMENTE non è dato sapere come si muova nel dettaglio la Global Bionergy Partnership; non con le poche forze di un blogger.

Si può solo dire che, alla luce di certe pericolose inCLinazioni, l’ironica frase a margine di un incontro presso la Power One, leader mondiale del settore degli inverters “Basta utilizzare i terreni agricoli per gli impianti fotovoltaici, nei campi bisogna coltivare i pomodori” assume un colore affatto diverso e vagamente minaccioso.

17 comments ↓

#1 marco on 04.05.12 at 20:53

mah….che dire…..
io ho riposto tutte le mie speranze in un meteorite molto grosso…..
non vedo altra via di uscita

#2 yury on 04.05.12 at 22:36

Ma qui non c’è un comitato scientifico che filtra questi articoli prima di pubblicarli?

#3 mauriziodaniello on 04.06.12 at 07:06

@yuri
È un comitato scientifico/tecnico che le pubblica!

#4 meletta on 04.06.12 at 07:56

presumo che un “comitato scientifico” addetto al filtraggio in effetti sarebbe un “comitato censorio”… che ognuno giudichi da sè, se un articolo è valido o meno. Personalmente lo trovo buono.

#5 PietroCambi on 04.06.12 at 10:53

Yury, se vuoi, sei libero di commentare in modo esteso, cosi esponendo il tuo punto di vista.

#6 marco on 04.06.12 at 11:07

magari un comitato adepto al culto della free energy………………….

#7 Davide on 04.06.12 at 11:44

Se Yuri avesse avuto un commento sensato da fare lo avrebbe fatto, ma visto che probabilomente non ce l’ha…
Comunque l’articolo per quanto condivisibile e’ gia’ stato superato dalle dichiarazioni ENEL che dicono chiaro e tondo che le rinnovabili vanno frenate perche’ disturbano il BAU. Piu’ chiaro di cosi’! Il problema e’ che siamo i soliti 4 gatti che leggono questi blog quindi scordiamoci una qualsiasi indignazione popolare.
Fermorestando che io sono sempre stato contrario a questo tipo di incentivi.
Comunque mi permetto anche qui un OT: sto’ cercando info comparative tra la tecnologia FV e le parabole concentratori accoppiate allo Stirling. Grazie

#8 marco on 04.06.12 at 12:43

Davide,
Secondo me il punto debole delle parabole concentratori,
è lo Stirling.
In fin dei conti si tratta sempre di un motore.
Le cose che girano si consumano sempre prima o poi,
e qualche pezzo con il passare del tempo andra sostituito, con tutti i costi relativi.
Quanto detto comunque è solo frutto del mio naso, dato che di Stirling non me intendo.

Che brutto però essere paragonato a un gatto in questi tempi……………

#9 Davide on 04.07.12 at 11:57

Marco,

si anche a me la prima cosa che viene in mente e’ la manutenzione. Pero’ e’ sempre relativo nel senso che dipende dal costo finale del kwh. Il concentratore+stirling mi incuriosisce poiche’ secondo me la costruzione si puo’ fare ad un costo irrisorio, addirittura “fai da te” in quanto non ci sono materiali “speciali” o tecnologie particolari. Da qui il mio interesse ad un confronto per vedere se il gioco vale la candela. Per esempio ho notato che il paragone di efficienza con il fv sul sito linkato e’ stato fatto comparando il sistema ad un fv fisso…mentre invece sarebbe stato piu’ corretto paragonarlo ad un fv ad inseguimento (che per esperienza diretta ogni tanto si rompe)

#10 Monster Boy on 04.07.12 at 12:57

Ho fatto fatica a capire la tesi di sto articolo, ma perché mischiare cose che succedono in africa coi nostri altrettanto miserabili problemi quotidiani?

Nel 2011 siamo arrivati ad avere 13GW di installato in Italia, considerando che il nostro fabbisogno post crisi e recessione è tra i 30 e i 40GW con circa un 10GW di picco e 20GW più o meno costanti sempre necessari: è una percentuale molto significativa come installato.
http://atlasole.gse.it/atlasole/
http://www.terna.it/default.aspx?tabid=1024

La bolletta è in aumento x il solare. Bisogna considerare che per ogni kWh prodotto di solare, il produttore lo rivende alla rete ma a un prezzo molto più alto di quello di mercato, per l’incentivo che viene quindi ripagato poi da contribuenti e consumatori. Il solare italiano, era tanto conveniente, che sono venute società straniere per finanziare e gestire poi gli impianti; anche se non rispettare i patti e cambiare le leggi sul più bello è la specialità del nostro paese. In ogni caso, tutti i costi degli incentivi sono a carico dei contribuenti e in parte sui consumatori. Chi ci guadagna in primis sono i costruttori, di pannelli solari (quasi tutti stranieri), di impianti solari (l’impresa, il progettista, il muratore, questi italiani), i produttori di energia piccoli (gli agricoltori, le persone che hanno messo l’impianto sul tetto) e grossi (tutti gli altri investitori tra cui anche banche e investitori stranieri), ma anche i venditori di energia elettrica (visto che potendo aumentare la bolletta per gli incentivi si saranno tutti anche premuniti di avere il loro piccolo margine, come quando i benzinai guadagnano di più perché aumenta il prezzo del barile, solo grazie alla proporzionalità del loro margine).

Ora visto che 13GW sono già fin troppi, si vuole togliere gli incentivi a costruirne di nuovi (non a produrre energia). Cosa volete, che diventiamo esportatori di energia, facendoci rimettere i soldi a contribuenti e consumatori italiani? E’ ovvio che dopo sta abbuffata senza senso si voglia mettere un freno…
Anche perché forse non ve l’hanno detto, ma il solare non è conveniente e senza incentivi è un business che non starebbe a galla; altrimenti chiedetevi a che servirebbero gli incentivi, se il solare fosse una miniera d’oro? Il rpoblema è tecnologico e non è solubile (purtroppo manager, venditori e politici non sono tecnici e credono che la tecnologia sia l’albero dei desideri, dove uno va, esprime un desiderio, e poi magicamente l’albero lo esaudisce), tanto è vero che sono fioccate le ricerche sulle batterie e i sistemi d’accumulo: campo ricco di ricerche, povero di innovazioni. L’unica cosa che potrebbe funziare sono gli impianti di accumulo mediante pompaggio; adesso invece la si sta buttando tutto su sta favola della smart grid, come se le reti vecchie fossero dumb o come se avere internet dentro la rete di distribuzione potrebbe far si che non serva più accumulare energia: servono sistemi d’accumulo, altrimenti prima o poi qualcuno spegnerà tutti quei bei pannellini togliendo l’incentivo a produrre (o sprecare) energia in questo modo, mi sembrano le uniche 2 conseguenze possibili.
http://lombardia.ati2000.it/media/docs/80-Mazzocchi_RSE.pdf

#11 Davide on 04.07.12 at 15:34

questo pero’ lo stirling lo fonde

http://www.youtube.com/watch?v=TtzRAjW6KO0&feature=g-vrec&context=G2bb1a89RVAAAAAAAAAw

@Monster
meno male che alla fine ti sei salvato sostenendo la necessita’ di sistemi di accumulo….

#12 marco on 04.07.12 at 16:53

è un’ arma da guerra!!!!!!!!
veramente interessante, non sapevo che più specchi ne aumentassero la potenza.
é come una fiamma ossidrica.
interessante anche la forma a ellisse

#13 Davide on 04.08.12 at 11:50

mah … anche a me sembra un po’ strano, non vedo perche’ cio’ dovrebbe accadere…anzi…si perde superficie riflettente tra uno specchietto e l’altro.
Magari questo ragazzo lo ha fatto cosi’ perche’ risultava piu’ facile con il “fai da te” …Bisognerebbe fare il confronto con uno specchio unico dello stesso diametro.
Comunque tornando all’argomento purtroppo non ho ancora trovato alcun confronto con il fv… Ciao

#14 Monster Boy on 04.09.12 at 14:21

@Davide
Non mi sono salvato, anche perché l’energia elettrica mi costa già di più, ma dopotutto non ci potevo fare niente contro la cecità ideologica e la demagogia della politica. Inoltre in ogni caso secondo me non è una cosa conveniente (l’incentivo): fare sistemi di accumulo, è solo il minimo da fare per farlo funzionare fuori dalle ore di punta. (vedi il grafico di oggi di terna, il picco di energia è alle 20:45).

#15 Davide on 04.10.12 at 09:44

Si ma io a differenza di te non credo propio che il solare sia una boiata, e la potenza installata io la triplicherei anche….casomai lo sono gli incentivi cosi’ come sono stati concepiti ad esserlo (una boiata)….
E’ chiaro che sono insostenibili e addirittura controproducenti visto che sembrano fatti apposta per produrre il concetto “il solare ci costa troppo QUINDI il solare e’ una boiata”…come tu mi dimostri….

#16 Monster Boy on 04.10.12 at 11:39

Gli incentivi dovrebbero servire al massimo per rilanciare, o per far partire una cosa, con il solare durano una ventina d’anni (gulp!). Per carità nulla di nuovo sotto il sole, nel mercato edilizio ne sono successe anche di peggiori (mi riferisco a strade e cattedrali nel deserto). Di certo il solare non ci salverà dalla bolletta e non risolverà proprio niente.

#17 Francesco Oddone on 04.20.12 at 06:36

Vi segnalo questo libro sui biocarburanti. Ne affronta le criticità sociali in modo dettaglia e si possono trovare molte informazioni statistiche difficilmente consultabili altrove. http://www.amazon.it/biocarburanti-Globalizzazione-politiche-territoriali-Biblioteca/dp/8843061186/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1334895900&sr=8-1