Smaltimento dei rifiuti: le liberalizzazioni inesistenti

Ultimamente, si sente parlare continuamente di “liberalizzazioni.” In realtà, ti accorgi continuamente che ti trovi a vivere in un sistema di leggi che regolamentano tutto in modo assolutamente draconiano e che scoraggiano ogni tentativo di fare qualcosa di buono e di utile. Dove questo effetto lo vedi con massima evidenza è nel campo della gestione dei rifiuti. E’ un’area dove tutto è regolato con leggi che ricordano l’economia sovietica al tempo di Stalin. In particolare, è illegale qualsiasi cosa che abbia a che fare con recuperare e riutilizzare i rifiuti, a meno che chi recupera non passi attraverso una serie di certificazioni e autorizzazioni che sembrerebbero essere state concepite piuttosto per la gestione di una centrale nucleare.

Così, chi prova artigianalmente a fare una cosa utile per tutti, ovvero recuperare le “materie seconde”, si trova a essere bollato come criminale e a finire in galera. E’ recentissimo il caso di alcuni immigrati Ghanesi che recuperavano elettrodomestici buttati. A noi facevano risparmiare il costo di smaltimento, a quelli a cui li rivendevano facevano risparmiare il costo di doverli comprare nuovi. Beh, che cosa si meritavano se non la galera? Questa storia ce la racconta “il fiume oreto.”

Un altro caso simile è quello delle cooperative toscane dei ferraioli, incriminati per aver fatto una cosa utile, ovvero per aver recuperato ferro buttato. Multati per 19 milioni di euro!! Non so cosa ti facevano in Unione Sovietica al tempo di Stalin per cose del genere, ma credo che difficilmente avrebbero potuto fare peggio di così.

Insomma, liberalizzazioni, dove siete….? Se ci siete, battete un colpo!

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Da “ilfiumeoreto

Solidarietà ai ghanesi arrestati a Peschiera del Garda

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Cosa succede in Veneto? Di cosa parlano i giornali e le tv locali?

Oggi parlano anche dell’operazione dei carabinieri contro un gruppo di ghanesi, detenuti per un reato del codice penale che è un insulto alla povertà e all’ambiente. Furto di immondizia. Avete capito bene, queste persone sono state arrestate per avere evitato che alcuni elettrodomestici finissero nelle discariche.

I ghanesi andavano presso le isole ecologiche per raccogliere gli elettrodomestici PERFETTAMENTE FUNZIONANTI che i veneti bianchi inspiegabilmente buttano.
Il reato, secondo noi, dovrebbe essere quello di disfarsi di oggetti perfettamente funzionanti, data la situazione drammatica delle discariche italiane.

Invece, i carabinieri hanno arrestato chi si è impegnato per salvare l’ambiente da un inutile sfregio.

Il sindaco di Peschiera del Garda dovrebbe dare la cittadinanza onoraria a questi uomini che recuperavano frigoriferi, radio, televisori, lavatrici per portarli in Africa e guadagnarci sopra, in maniera non proprio legale, ma a nostro avviso legittima (o comunque più legittima degli imprenditori veneti che sfrattano intere comunità dalle loro terre) .

I veneti, un popolo un tempo povero e fiero di esserlo, da un po’ hanno conosciuto la ricchezza e di conseguenza un tracollo morale vertiginoso, che li spinge a buttare il MIVAR perfettamente funzionante per comprare uno schermo al plasma grosso quanto una parete.
Sono loro a dover essere arrestati. Disfarsi di apparecchi elettronici funzionanti è un reato contro la comunità ben più grave di quello commesso dai cittadini ghanesi.

Speriamo che la popolazione di Peschiera del Garda faccia le barricate fuori dal palazzo del Comune per chiedere l’immediato rilascio degli arrestati.

Abbiamo la sensazione che questo evento non si verificherà, e i veneti rimarranno a casa di fronte ad uno scintillante schermo al plasma guardando film polizieschi.

 

16 comments ↓

#1 Armando on 03.23.12 at 13:18

Qualche tempo fa mentre rientravo a casa in bicicletta ho visto che due persone (probabilmente immigrati pakistani) stavano portando via un frigorifero che era stato messo vicino ai cassonetti per la raccolta dei rifiuti (per regola bisogna portarlo all’isola ecologica). Il frigorifero, dall’aspetto esterno, sembrava messo bene e di modello abbastanza recente.
Il giorno dopo, sempre mentre rientravo a casa in bicicletta, vedo di nuovo lo stesso frigorifero vicino ai cassonetti. Torno indietro per vedere di capire: sono strappati il cavo elettrico e altri cavi vicino al motorino elettrico del frigorifero. Ho pensato che coloro che si sono disfatti del frigorifero non hanno voluto che fosse utilizzato dagli immigrati.
Non bisogna recuperare questi beni altrimenti le aziende fanno meno profitti . Per le persone comuni che non vogliono questo ci sono evidentemente altre motivazioni.

#2 Mimmo on 03.23.12 at 14:59

…può darsi pure che i ‘raccoglitori’ hanno provato il frigorifero e, considerando che non funzionava, hanno pensato di recuperare il filo elettrico e qualcos’altro.
Comunque concordo in pieno che andrebbero puniti gli sprechi e non i recuperi.

#3 ijk_ijk on 03.23.12 at 15:00

Questi senegalesi invece recuperavano solo i motorini dei frigo. La stampa li ha presentati come trafficanti di rifiuti speciali al pari dei camorristi casalesi.
http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/2012/02/06/664556-traffico_rifiuti_speciali.shtml

#4 Mimmo on 03.23.12 at 15:22

Ho appena letto l’articolo originale: esordisce con ‘Depredavano’ e continua con ‘rubando’. Ma non è firmato, complimenti!

‘Quando l’ingiustizia diventa legge la resistenza diventa dovere’ . Bertold Brecht.

#5 ziomaul on 03.23.12 at 18:46

Guardate che in Italia è vietato ma in altri Stati no!
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Moltissimi italiani si sono rifatti l’arredamento (con elettrodomestici e altro) prendendo i mobili buttati via (sulle strade) dagli Svizzeri, Francesi e Austriaci negli anni passati. Anche quando esisteva anche la dogana!
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In Campania (ma anche altre regioni povere) i “ferrivecchi” sono costretti al lavoro notturno per paura dei vigili e carabinieri. Spesso con Ape senza targa.
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L’Europa incita il riciclaggio anche riprendendolo dai cassonetti.
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Allora perchè? Il rifiuto è di proprietà dei camorristi/mafiosi???
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Ciao

#6 gabriele on 03.23.12 at 21:50

Certe norme,più che l’economia staliniana,confermano l’idiozia italiana.A Torino ,anni fa,ho portato a un’isola ecologica il televisore di una anziana,che non poteva portarlo,ma,poichè non ero residente a Torino,non me l’hanno lasciato scaricare.Ho dovuto tornare con il documento di un torinese e firmare con il suo nome.Mentre lasciavo il tv,ho visto una scatola con almeno 100 memorie RAM…probabilmente alcune erano ancora recuperabili.Per puro spirito polemico ho chiesto se potevo prenderle,ma…conoscevo già la risposta.

#7 Mimmo on 03.24.12 at 09:58

Tempo fa, quando vivevo a Milano ma ero ancora residente a Caserta, mi si guastò la TV di casa (ero in affitto). Quando la portai all’isola ecologica, dopo esibizione del documento mi dissero che non era possibile lascialra lì perchè non ero residente e quello era un ‘servizio di Milano offerto ai milanesi’. Allora, con tono polemico e seccato dissi: ‘Questa l’ho trovata qui, a Milano; che vuole che me la porti a Caserta o che la lasci in strada come fanno quasi tutti? E se la porto qui a chi faccio un favore, ai milanesi o ai casertani? ‘
Mi fu consentito di lasciarla . Viva la burocrazia e la stupidità.

#8 Monster Boy on 03.24.12 at 19:01

Questo articolo è profondamente razzista contro i veneti (come se la polizia in veneto applicasse delle leggi diverse che dal resto d’italia o come se la vicenda fosse un’iniziativa spontanea di alcuni veneti o come se cmq un episodio singolare caratterizzasse tutta una regione). Ma non si capisce perché poi appunto i ghanesi (o chiunque altro immigrato, solo perché immigrato) potrebbero rubare indistrurbati dalla spazzatura quando agli italiani, come Gabriele ha detto nei commenti, è severamente vietato. Le leggi sono uguali per tutti o no? Oltretutto questi facevano affari in modo illegale o credete veramente che li regalavano agli africani poi? Oltretutto senza pagare ne IVA né niente. Chiunque ha scritto sta roba è veramente molto approssimativo ed ideologizzato.
(basterebbe entrare in una discarica e rubarsi il ferro, rivenderlo a 1€/kg alla fonderia di turno e ci faccio già 1000€ a tonnellata, e allora? ho riscoperto il lavoro del rottamaio… il materiale quando viene portato in discarica non è più di proprietà del legittimo propritario, andrà smaltito con i costi e i benefici da chi fa quel lavoro/servizio, se no diventiamo veramente l’africa, assurdo questo articolo è ideologia pura…)

#9 cristiano trapletti on 03.26.12 at 10:41

Se usate il compagno Stalin Giuseppe e l’URSS socialista come esempi negativi date alla parte minimamente colta dei lettori l’idea che siete degli ignoranti, o borghesi, o loro mercenari. Vedete voi il bene che può fare alla vostra credibilità! Ciao. Cristiano

#10 Orlando on 03.26.12 at 18:11

Da veneto mi permetto di dire un paio di cose: 1. non è giusto prendersela con i “veneti” che buttano gli elettrodomestici. Se li buttano in maniera corretta, ovviamente. 2. buona parte degli elettrodomestici buttati lo sono anche perché scarsamente efficienti (= consumano tanta energia e rendono poco… e di energia ne abbiamo sempre meno… no?) 3. se durante il trasporto questi divengono inutilizzabili chi li smaltirà e come? “Partono per l’Africa”… e poi? Certo il problema dello smaltimento a quel punto non è più nostro.

Però una cosa di fondo mi trova d’accordo in questo articolo: non abbiamo una legge VERA sulla gestione dei rifiuti. Un piccolo esempio: io, da privato cittadino, posso caricarmi in auto un vecchio climatizzatore, un frigorifero o quant’altro e portarlo nell’isola ecologica. Non succede nulla. Se un artigiano, o qualsiasi altra persona, fa lo stesso ma con un mezzo aziendale deve pagare 300 euro solo per registrare che con quel mezzo smaltisce rifiuti, dopo di che deve attrezzarsi con un deposito temporaneo e chiamare una ditta specializzata che li trasporta ad un centro di smaltimento.

E’ pura follia. Se a questo aggiungiamo che buona parte dei rifiuti è recuperabile ma una volta raggiunto l’ecocentro va smaltita…

#11 Ugo Bardi on 03.26.12 at 18:14

Vedo che alcuni Veneti se la sono presa – direi giustamente – per il tono dell’articolo che ho riprodotto. In effetti, il punto che volevo fare non era certamente dir male del Veneto o dei Veneti!! Era ed è l’assurdità dell’attuale legislazione sui rifiuti che porta a cose come quelle descritte dall’articolo.

#12 Gianni Comoretto on 03.26.12 at 22:10

Be’, sarà vietato ma il divieto è assurdo lo stesso.

Innanzitutto lasciare un elettrodomestico accanto ad un cassonetto è illegale, ben più che portarlo via, visto che i netturbini non possono ritirarlo (mica puoi metterlo nel tritarifiuti) e quindi devi attivare un costoso servizio ad hoc, anziché un ben più efficiente giro di raccolta su prenotazione come fanno quasi tutti i comuni.

E poi mi autodenuncio. Ho costruito interi PC con pezzi raccolti in discarica. Ho recentemente recuperato un videoregistratore, che aveva solo una vite allentata per cui non funzionava il capstain. Buttato via per un intervento di due minuti. Ho riavvolto trasformatori, con il filo recuperato, e naturalmente ho poltrone, comodini, pezzi di librerie in buono stato recuperate

D’accordo, poi si ritrova rottami di rottami abbandonati in giro, ma non sono solo i senegalesi a farlo. E quando altri immigrati li raccolgono e li portano a riciclare, con regolari cooperative, vengono multati per 19 milioni.

#13 Mimmo on 03.27.12 at 14:13

Beh, visto che stiamo facendo outing come accattoni, aggiungo: la lucidatrice che mi è servita per fare lo scooter elettrico, secondo voi da dove viene?
http://blogeko.iljournal.it/2011/riciclaggio-e-mobilita-elettrica-fai-da-te-lo-scooter-col-motore-della-vecchia-lucidatrice/61589

#14 Ugo Bardi on 03.27.12 at 14:26

Beh, io e mia moglie abbiamo viaggiato per anni in moto con due ottimi caschi recuperati accanto a un cassonetto. Quando vivevo a New York, una buona frazione dell’arredamento del mio appartamento era stata recuperata da vari siti più o meno legali di smistamento di roba vecchia

#15 Nicola Dall'Olio on 03.31.12 at 22:56

La normativa è assurda per i cittadini, ma logica e funzionale per chi fa business legalmente con i rifiuti. Ci sono fortissimi interessi economici che spingono per fare in modo che tutto sia rifiuto e sia sottratto ai circuiti del recupero e riuso. Le norme cosiddette ambientali invece di tutelare l’ambiente e i cittadini spesso tutelano solo gli interessi di alcune lobby, come le multiutility. Due esempi fra tutti: le potature del verde urbano che non possono essere riutilizzate dai Comuni per fare, che so, del cippato in quanto classificare come rifiuti. O i liquami zootecnici, che se trattati in un impianto di digestione anaerobica aziendale per produrre biogas, subiscono una trasmutazione improvvisa anch’essi in rifiuti (D.Lgs. 152/2006). Non sono sviste del legislatore, ma provvedimenti consapevoli fatti nell’interesse di pochi a discapito dei molti

#16 My Homepage on 04.11.12 at 02:35

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