Fotovoltaico cammellato

Di Ugo Bardi

Non sono riuscito a trovare l’origine di questa foto, ma dal nome del file sembra che sia una piccola “clinica mobile”. Apparentemente, i pannelli fotovoltaici danno energia a una strumentazione medica portatile. Non so cosa ne pensate voi, ma a me sembra un’ottima idea (ammesso che non sia un fotomontaggio, come potrebbe anche essere)

 

 

14 comments ↓

#1 Giuseppe Marone on 01.24.12 at 23:46

Potrebbe essere un fotomontaggio, come pure no…
A giudicare dalle proporzioni e dall’ombra, potrebbe essere un pannello PV da ~ 80×150 cm; un pannellino di quelle dimensioni potrebbe tirare fuori ~100 Wp e potrebbe p.es. alimentare un piccolo frigorifero per il trasporto di vaccini o medicinali. Googlando “photovoltaic” e “camel” ho trovato un file powerpoint con un tutorial sul PV che mostra proprio un’applicazione del genere.

#2 Ugo Bardi on 01.24.12 at 23:50

Beh, se fosse un fotomontaggio mi dispiacerebbe molto, perché è veramente carino

#3 Massimo Valle on 01.25.12 at 00:24

Non è un fotomontaggio ma un progetto vero realizzato da una associazione africana che porta medicinali e vaccini in luoghi non diversamente raggiungibili.
Qui maggiori informazioni e foto:
http://inhabitat.com/solar-powered-camel-clinics-carry-medicine-across-the-desert/

#4 Gianni Comoretto on 01.25.12 at 00:56

TinEye mi ritorna 33 corrispondenze per questa immagine. Molte sono blogs o collezioni di immagini curiose, questa ha qualche dettaglio in più.
http://www.talkingscience.org/2010/06/dirt-batteries-and-solar-camels/

#5 emanuele negro on 01.25.12 at 03:06

@Massimo Valle: l’articolo che citi ha plagiato la foto; scritto nel 2009, riporta come ‘recente’ una foto dei primi anni ’90: è infatti da quell’epoca che si trova nei miei faldoni.

Si tratta, se la memoria non mi inganna, di un refrigeratore per il trasporto vaccini e farmaci prodotto dalla Neste (no, non quella svizzera che ha una ‘L’ in più, ma la finlandese molto attiva, oggigiorno, nella produzione dell’olio di palma e nenna desertificazione dell’Indonesia).

Se qualcuno è interessato, cerchero’ di scavare nei faldoni …

@Ugo: confermo che NON è un fotomontaggio!

#6 mauriziodaniello on 01.25.12 at 04:11

Carina l’immagine ma noto, secondo me, che l’ombra non rispecchi il carico del dromedario.

NB:con due gobbe è cammello

In effetti nelle altre immagini il dromedario è diverso!

Ciao

#7 Massimo Valle on 01.25.12 at 10:12

@emanuele negro: l’articolo da me citato ne ha diverse di foto, ma soprattutto non si parla di Neste. Invece si dice che il progetto è del 2005 ed è il risultato di una partnership tra il Nomadic Communities Trust, il California’s Art Center College of Design’s Designmatters e il Princeton’s Institute for the Science and Technology of Materials (PRISM).
Ci sono i link a questi due istituti e se cerchi tra i progetti lo trovi: http://www.designmattersatartcenter.org/proj/integrated-mobile-health-clinics-for-remote-communities-in-kenya/

#8 emanuele negro on 01.25.12 at 11:59

@massimo valle: il mio commento si riferiva alla foto di apertura dell’articolo, questa: http://www.inhabitat.com/wp-content/uploads/solarcamel-lead01.jpg , che, ripeto, non ha nulla a che vedere con il contenuto del progetto del 2005. Lavoro nel PV dal 1990 e io stesso ho usato quella foto per presentazioni pubbliche, quindi non ho dubbi! Potrei anche avere ancora un vecchio trasparente, ingiallito dagli anni, con questo cammello sempreverde!

#9 emanuele negro on 01.25.12 at 12:27

Da una rapida ricognizione con google appare che i miei ricordi sono esatti: il cammello risale agli anni ’80 ed il frigo da esso trasportato è un kit allora fabbricato dalla NAPS (Neste Advanced Power Systems), fabbricante finlandese di moduli PV e, come già detto, filiale del gruppo Fortum (nel quale si trova anche la famigerata NESTE, insignita del titolo ‘Worst Company of the year’ da Public Eye Award nel 2011 per il suo impegno nella deforestazione indonesiana per la produzione di bio-combustibili).

Qualche link:
http://www.tekes.fi/fi/gateway/PTARGS_0_201_403_994_2095_43/http%3B/tekes-ali1%3B7087/publishedcontent/publish/programmes/groove/documents/seminaariaineistot/aurinkoenergia_28_4_2011/naps.pdf a pag 26

http://azdiscountsolar.com/RV-items.htm

http://maternova.net/health-innovations/vaccine-fridge-cfs49is-system

oppure googlare naps vaccine fridge

#10 Ugo Bardi on 01.25.12 at 13:07

Beh, sembra chiaro che non è un fotomontaggio – grazie per tutte le segnalazioni. La cosa è interessante, non tanto per il cammello (o dromedario che sia) ma perchè illustra un’applicazione del fotovoltaico che mi sembra molto centrata: frigoriferi per aree calde. Se usi il fotovoltaico per la refrigerazione, non hai di che preoccuparti tantissimo per lo stoccaggio energetico. Il fotovoltaico ti da energia quando ti serve di più. Se di giorno hai fatto un po’ di ghiaccio, questo ti tiene la roba in fresco fino al giorno dopo

#11 Paolo Marani on 01.25.12 at 13:09

Ho trovato un altro riferimento a un simile “cammello fotovoltaico”, con altre foto e una descrizione:

http://www.designmattersatartcenter.org/proj/integrated-mobile-health-clinics-for-remote-communities-in-kenya/

#12 emanuele negro on 01.25.12 at 18:49

Di rimando a quanto detto da Bardi circa lo stoccaggio di energia sotto forma termica (molto più vantaggiosa, economicamente, di quella elettrica) in aree calde, anche in zone temperate (le nostre, per il momento almeno!) potrebbe essere un’ottima misura da integrare e gestire con le cosiddette smart grids per livellare i picchi di consumo e le irregolarità intrinseche alla produzione di elettricità da fonte rinnovabile.

A quando il frigo, il congelatore e, soprattutto, l’inutile condizionatore con presa ethernet?!

#13 Igor Giussani on 01.26.12 at 13:01

So che l’OMS da alcuni anni sta promuovendo dei piccoli frigo solari per la conservazione dei vaccini, ma non ne ho mai visti.

#14 Felice CELESTINO on 02.11.12 at 17:42

E’ sicuramente un dromedario,anche se non è rilevante ai fini della discussione : sono nato e vissuto in Libia nei miei primi 28 anni e conosco bene questi stupendi animali,peraltro molto diversi fisicamente dai cammelli.