Dove buttare le lampade “ecologiche”? Un bel casino

di Ugo Bardi

 

Doveva succedere ed è successo. Le lampade “ecologiche” che ho messo in casa cominciano a diventare vecchie e c’è bisogno di sostituirle. Quella che vedete nella foto stava in cucina; non funzionava più e mi è caduta per terra mentre la cambiavo. Meno male che i tubi al neon interni non si sono rotti, sennò la procedura di aerazione della casa per evitare la contaminazione da mercurio sarebbe stata un bel casino, specialmente col freddo invernale.

Ora, messa la lampada nuova, si pone il problema di cosa fare della vecchia. Esaminandola con attenzione, ci ho trovato sopra un bel disegnino di un bidone della spazzatura barrato con sotto scritto “Hg”, il che si dovrebbe interpretare come “non buttatela nel cassonetto, contiene mercurio.” Questo ammesso che chi si trova in mano questa lampadina sappia che “Hg” è il simbolo dell’elemento mercurio e sappia interpretare il geroglifico in questione. Ma questo dice soltanto cosa NON si deve fare. Ma cos’è che si deve fare della lampada rotta? Ci ho passato un certo tempo per capirlo; alla fine è diventata una questione d’onore; quindi mi sono esaminato tutto lo spettro di possibilità telefonando in giro, in ordine sparso a:

1. Ikea (dove avevo comprato la lampadina)

2. Coop (dove vendono queste lampadine)

3. Elettricista locale (che anche lui le vende)

4. Numero verde del comune

5. Numero verde della società che gestisce i rifiuti dalle nostre parti.

6. Amici e conoscenti vari.

Le risposte sono state quasi sembre molto vaghe. Telefonando a Ikea, Coop e elettricista, dopo qualche attimo di esitazione, mi hanno detto che loro le lampadine vecchie non le ritirano e che non hanno istruzioni o suggerimenti per i clienti. Al numero verde del comune non avevano la minima idea di cosa si dovesse fare. Fra le varie persone che ho consultato, quasi nessuno sapeva che queste lampade sono rifiuti pericolose e che c’erano regole speciali per disfarsi di queste lampade al mercurio. Uno dei contattati mi ha detto “ma buttala nel cassonetto! Tanto chi vuoi che se ne accorga?”

Dai siti internet che ho consultato, deduco che è in corso di attuazione una norma che obbliga i rivenditori a ritirare i rifiuti elettronici (RAEE) secondo il principio dell’ “uno contro uno”. Questa norma sembra funzionare bene con frigoriferi e televisori, ma – come deduco dalle risposte dei rivenditori – non funziona con le lampadine. Anche se funzionasse, comunque, uno non è che può smaltire una vecchia lampadina dai rivenditori, può soltanto scambiarla con una nuova; cosa assai poco pratica e financo lievemente pericolosa se ti devi portare in giro vetri rotti e contaminati dal mercurio. Che la cosa sia difficile e complessa è confermato anche da un recente articolo sul Corriere. Perlomeno, sembra certo che si possono portare in Svizzera!

Alla fine, quello che mi ha dato dei dati abbastanza utili è stato il numero verde dell’agenzia “Quadrifoglio” che gestisce i rifiuti qui da noi. Mi hanno spiegato dove effettivamente le si possono portare. Non che ci sia grande scelta: le puoi portare all’ecofurgone che passa nella piazza del paese solo la mattina del secondo sabato del mese, oppure ad alcuni “ecopunti” selezionati. Anche sul loro sito internet, nascosto in paginate di testo, c’è effettivamente scritto che l’ecofurgone ritira queste lampade. Si può fare, certamente, ma il servizio è insufficiente e l’informazione al cittadino completamente inesistente.

Insomma, un bel casino. Con tutta la buona volontà, ci vuole una fede inossidabile nell’ambientalismo mettersi all’anima di fare una decina di telefonate per capire cosa si deve fare e poi ricordarsi di portare la lampadina all’ecofurgone il secondo sabato del mese in piazza. Io non l’ho ancora fatto, prima o poi magari troverò il momento giusto ma ho l’impressione che quella lampada starà per un pezzo nello scaffale dove l’ho appoggiata. C’è il caso che mi sia più facile portarla in Svizzera, uno di questi giorni!

Vista la situazione, è evidente che qui da noi, le vecchie lampadine “ecologiche” finiscono quasi tutte tranquillamente nel cassonetto, alla faccia dell’ecologia. Da lì, vanno a contaminare con vapori di mercurio le discariche e i filtri degli inceneritori che, si spera, impediscano che i gas di mercurio finiscano tranquilli nell’atmosfera dove noi li respiriamo (si spera). Vero è che ogni lampada contiene solo poco mercurio, ma qui si parla di milioni e milioni di lampadine da smaltire che, se non ci sbrighiamo a fare qualcosa in proposito, tutto il mercurio che contengono finirà sparpagliato nell’ambiente, e da li’ finiremo per respirarlo, berlo e mangiarlo.
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Articoli sul blog “Nuove Tecnologie Energetiche” sulle lampade a basso consumo

Lampadine a basso consumo: sono una buona idea? (30/09/2009)

Lampadine fluorescenti a basso consumo: sono sicure? (11/11/2009)

Il mio rapporto con le lampade a basso consumo (12/12/2011)

 

 

10 comments ↓

#1 vac on 01.20.12 at 22:32

Bellissimo articolo!
(La prima cosa da fare è non comprare quelle cinesi che si rompono subito)

#2 Mimmo on 01.21.12 at 11:17

Dalle parti mie, 13 km fuori Milano, meno di 9000 abitanti, esiste una piattaforma ecologica dove vengono raccolte (separate dai tubi al neon, che hanno un altro contenitore di raccolta. Il mio dubbio è come possano poi svuotare questi contenitori (circa un metrocubo) senza fracassarle tutte…

#3 Mimmo on 01.21.12 at 11:23

Io ho avuto lampade a basso consumo, fabbricate in Cina, che son durate anche 6 anni, in stanze dove sono accese con frequenza e lasciate accese a lungo (bagno, cucina). Della durata ho la certezza perchè quando ne metto in opera una, ci segno su la data.
(…si, lo so, sono malattie…)

#4 Alfredo on 01.21.12 at 13:33

Ikea afferma di ritirare le lampade. vedere “riciclaggio e rotture (pdf)” da cui copio: “Si può scegliere di riportare le
lampadine esaurite al negozio IKEA, dove verranno recuperate,…”
http://www.ikea.com/it/it/catalog/categories/departments/living_room/10744/

#5 Monster Boy on 01.22.12 at 23:44

Domanda idiota, come fa a essere vapore il mercurio se ha il punto di ebollizione a 356°C? ah, già la legge di Dalton e le pressioni parziali. Giusto?
Ma non bastava portare la lampada in discarica? Poi si arrangiavano loro a smaltirla. (le batterie inquinano allo stesso modo se non vengono smaltite correttamente, o inquinano di meno, visto che cmq l’involucro è più resistente e difficilmente il fluido tossico può uscire a contaminare l’ambiente? Ma poi di quanto mercurio si parla, cioè, se non sbaglio è stato bandito con la direttiva RoHS, e difatti i termometri a mercurio non si trovano neanche più in vendita, ma lì di mercurio ce n’era dentro molto di più che nelle lampade, credo (anche se si consumano molte più lampade che termometri credo).)

#6 evilripper on 01.25.12 at 02:19

nella mia mica c’è il bidone con la croce… a qs punto mi sa che son meglio le lampadine a led. Anche a me si è bruciata una di queste lampadine e ora devo portarla all’isola ecologica ( sperando sempre che la riciclino e che non la buttino nell’indifferenziata loro). 😐

#7 nico on 01.25.12 at 07:07

Cerca qui il punto di raccolta piu vicino che prenda i raee categoria R5;

http://www.cdcraee.it/GetPage.pub_do?id=402881ae2015686d012018e07445003f

#8 juleps on 01.26.12 at 17:26

http://www.ecolamp.it/pagina/p/7/Consumatore


Ma come è possibile riciclare in modo corretto le lampadine a basso consumo energetico esaurite?
Le lampadine a basso consumo di energia, i tubi lineari e tutte le sorgenti luminose a scarica devono essere separate dai normali rifiuti urbani.
Il cittadino le può portare presso i centri di raccolta comunali o isole ecologiche. Per conoscere il punto di raccolta più vicino, è possibile consultare il sito http://www.cdcraee.it, all’interno della sezione “Comuni” (Lista dei Centri di Raccolta per Area Geografica).
Inoltre, a partire dal 18 giugno 2010, i cittadini possono anche restituire, in rapporto di 1 a 1, le vecchie lampade al momento dell’acquisto di quelle nuove presso i punti vendita della distribuzione (Ritiro Uno contro Uno).
….

#9 Monster Boy on 01.26.12 at 23:00

“Ma come è possibile riciclare in modo corretto le lampadine a basso consumo energetico esaurite?”
Forse prima bisognerebbe capire che cosa e quanto si può riciclare, perché di sicuro, se non tutto, c’è una parte che non si ricicla più e finisce in discarica, soprattutto se è tossico. Poi il prof. Bardi dovrebbe dire come si può riciclare il vapore di mercurio e soprattutto come si fa e quanto costa, perché io non ne ho idea (non ho ancora capito come fa ad essere vapore, ne sapevo che ci fosse visto il RoHS ed in ogni caso visto il RoHS non dovrebbe essercene tanto (il RoHS mette dei limiti molto stretti infatti)). Se è un vapore bisognerebbe estrarlo dal gas contenuto nella lampadina, come? Credo che al limite si potrebbe rompere il vetro, e far circolare i gas in un circuito chiuso con un filtro che adsorba questa sostanza. Poi da lì non ne ho idea. Nel micromondo dell’elttronica credo che la parola riciclo, sia veramente abusata, non vedo proprio come si faccia a riciclare un condensatore, un integrato o una batteria… cosa si fa? Li si scioglie in un acido e poi si adsorbe su un filtro? Ma così si inquinerebbe di più? Boh, credo che il riciclo non sia il fine della RAEE. Di fatto anche per le batterie la parola più appropriata è smaltimento, non riciclo.

#10 Francesco Bianchi on 01.29.12 at 15:26

Giusto qui all’Isolotto(quartiere di Firenze per chi non lo sapesse) il Venerdi mattina l’ecofurgone in piazza davanti alla chiesa è un’istituzione; ma su xmigliaia di pesone nel Q4 quanti lo utilizzeranno di quelli che abitano a più di 300mt dalla piazza?