L’E-Cat perde vapore

Di Ugo Bardi

L’ “Energy Catalyser” (E-Cat) è un dispositivo che è stato annunciato da due Scienziati italiani come capace di risolvere i problemi energetici del mondo per mezzo della fusione nucleare. Sfortunatamente, ci sono seri dubbi su queste affermazioni. Nella figura sopra (da una relazione di Peter Ekstrom ) è visibile uno dei problemi dell’ E-Cat:il buffetto di vapore prodotto dal dispositivo è troppo piccolo per indicare che produce veramente energia. (Questo post è stato pubblicato su “The Oil Drum” il 27 Luglio 2011)

 

Andrea Rossi e Sergio Focardi hanno recentemente annunciato di aver sviluppato un dispositivo (l’ “energy catalyzer” o “E-Cat”) capace di produrre energia utile dalla reazione di fusione a bassa temperatura. Se fosse funzionante come riportato, l’ E-Cat sarebbe una vera rivoluzione, non solo per la scienza, ma anche per la vita quotidiana. Avremmo un dispositivo semplice, capace di produrre una grande quantità di energia a basso costo senza generare inquinamento significativo e potremmo dire addio alla crisi energetica ed al riscaldamento globale allo stesso tempo.

In un mio precedente post su”The Oil Drum” ho esaminato l’E-Cat lasciando aperta la possibilità che fosse un reale dispositivo a fusione. Qui, riesamino la questione sulla base di nuovi dati. Alla luce di ciò sembra molto inverosimile che l’E-Cat possa funzionare come viene sostenuto.

L’idea dell’E-Cat pone le sue radici sul precedente lavoro di Martin Fleischmann e Stanley Pons che, nel 1996, sostenevano di essere riusciti a fondere dei nuclei di deuterio insieme (“fusione fredda”) e ad ottenere un’abbondante fonte di energia. Tuttavia, le affermazioni di Fleishmann e Pons erano basate su misurazioni sperimentali imperfette che si rivelarono non avere nulla a che fare con la fusione fredda nella loro impostazione. Ciò non ha scoraggiato altri scienziati dal ricercare fenomeni simili; una ricerca che continua a tutt’oggi. Rossi e Focardi hanno riportato di essere stati in grado, nel processo, di fondere nuclei di nickel con nuclei di idrogeno a basse temperature, generando nuclei di rame ed energia utile. Secondo le loro affermazioni, la reazione dev’essere attivata fornendo un po’ di energia alla cella di reazione, ma il calore che ne risulta prodotto potrebbe essere 30 volte maggiore o anche di più.

Le prime reazioni alle dichiarazioni di Rossi e Focardi sono state caute (per esempio le mie e quelle di Kjell Aleklett) o anche di appoggio diretto (Hanno Essen e Sven Kullander). In ogni caso, queste reazioni iniziali erano basate sostanzialmente sulle dichiarazioni degli inventori dell’E-Cat. Nel mondo scientifico, c’è una credenza condivisa per cui quando un collega ti dice qualcosa che lei/lui ha fatto, non si presume subito che sia sbagliato, un inganno o un imbroglio studiato per far soldi. Comunque, quando la misurazione è importante, quando risulta cruciale per lo sviluppo di una nuova teoria o per smentirne una vecchia, allora dev’essere mostrato in dettaglio che sia stata correttamente eseguita a che possa essere indipendentemente ripetuta. Ovviamente, gli inventori non sono obbligati a mostrare esattamente come la loro invenzione funzioni, ma è nel loro interesse mostrare che funzioni.

Esaminiamo, quindi, la situazione dell’E-cat come si presenta in questo momento. Nessuna prova diretta di una reazione nucleare all’interno del dispositivo è stata riportata, per esempio, l’emissione di raggi gamma. La sola prova disponibile è indiretta e proviene dalla grande quantità di calore in eccesso che si afferma venga prodotto dal reattore. In quanto unica base dell’affermazione del fatto che avvenga una reazione nucleare, il calore in eccesso (se c’è) prodotto dal reattore avrebbe dovuto essere misurato con estrema cura a con le necessarie precauzioni per assicurarsi che sia significativo. Sfortunatamente sembra che non sia andata così. L’impostazione sperimentale per le misurazioni del calore sembra inadeguata e dilettantesca; i risultati sono poco chiari e la ripetibilità non è stata dimostrata. Sembra legittimo pensare che l’affermazione di “fusione fredda” di Rossi e Focardi poggi su prove scarse o anche su nessuna.

Una misurazione calorimetrica attendibile del calore prodotto dall’E-Cat potrebbe essere eseguita effettuando cicli di acqua di raffreddamento all’interno di un serbatoio isolato e misurando le temperature dell’acqua. Conoscendo la quantità di acqua, sarebbe possibile ottenere una prima stima del calore prodotto. Questo, di per sé, potrebbe non essere sufficiente. La misura del calore potrebbe essere validata rimpiazzando l’E-Cat con un resistore e quindi misurando la potenza necessaria per scaldare l’acqua alla stessa temperatura raggiunta con l’E-Cat in azione. Ma il test cruciale sarebbe uno a “in bianco” in cui verrebbe mostrato che c’è una differenza significativa fra il calore generato da un E-Cat in funzione ed un dispositivo dove il “catalizzatore” sia assente.

E’ chiaro, tuttavia, che gli inventori dell’E-Cat non hanno fatto nulla del genere. Non hanno chiuso il ciclo di raffreddamento, hanno lasciato sfogare il vapore e stimato la quantità di calore creato presumendo che tutta l’acqua che passa per l’E-Cat venga vaporizzata. Questo è ovviamente un’impostazione molto povera che garantisce grandi errori semplicemente perché non c’è modo di essere sicuri che tutta l’acqua venga vaporizzata. Inoltre, è chiaro da questo film che questo è il modo in cui sono state interpretate le misurazioni.

Anche un’impostazione sperimentale povera può dirci qualcosa se usiamo delle precauzioni elementari. Semplicemente usando 2 E-cat, uno attivo e l’altro senza il catalizzatore, potrebbe essere possibile vedere una differenza, se esiste un eccedenza di calore. Ma Rossi ha rifiutato di affrontare la questione di un test a vuoto. Potrebbe valere la pena di menzionare, a questo punto, che la caduta della “fusione fredda” del 1996 annunciata da Fleischmann e Pons cominciò quando non poterono dimostrare di aver eseguito un test a vuoto nei loro esperimenti.

Complessivamente, Peter Ekstrom fa delle considerazioni convincenti quando mostra che l’E-Cat non produce alcun eccesso di calore. Come risposta Rossi non ha trovato niente di meglio di dare del “clown” a Ekstrom. Questa risposta è stata successivamente cancellata dal blog di Rossi, ma si può ancora trovare in rete, per esempio qui. Questo è solo un esempio dell’attitudine generale del Sig. Rossi riguardo a chi lo critica. Steven Krivit ha descritto correttamente diversi dei punti deboli delle dichiarazioni di Rossi e Focardi. Quindi, possiamo aggiungere che le misurazioni fatte in Svezia hanno mostrato che il presunto rame creato dalla trasmutazione nucleare nell’E-Cat ha la stessa composizione isotopica del rame naturale. Questo è semplicemente impossibile.

Naturalmente, tutto ciò non prova che l’E-Cat non possa funzionare come descritto, ma l’onere della prova resta agli inventori ed è chiaro che essi sono assai lontani dall’essere capaci di mostrare che il loro dispositivo è una macchina che produce energia basata sulla fusione nucleare. Sembra che la storia dell’E-Cat stia dirigendo rapidamente verso il reame della ‘scienza patologica’. Grandi annunci di rivoluzioni scientifiche supportati da piccole o nessuna prova, ricette ambiziose su come salvare il mondo per mezzo di qualche macchinario miracoloso, oscure esternazioni mascherate come teorizzazioni scientifiche, insulti ad hominem ai non credenti, ecc. E’ uno schema ben conosciuto. Da ora in avanti, potremmo aspettarci di vedere un’onda di teoria della cospirazione in relazione all’E-Cat. Alla fine, passerà anche questo.

 

 

 

Tradotto da Massimiliano Rupalti

 

 

 

656 comments ↓

#1 (G)won on 08.03.11 at 22:49

@Livio
Forse mi ero espresso male intendevo comunque un contatore (e anche wattmetro/amperometro/voltmetro) tipo quello che si trova sul fornitore che hai indicato a 20€.
Questo era per dire che anche nel caso fosse stato possibile invetarsi qualcosa a valle (non entro nel merito), sapendo il consumo a monte non si poteva barare. Ma visto che te ne intendi ci sarebbe stata la possibilità di barare ? Lewan mi pare avesse detto che non aveva controllato se c’eano carichi sulla terra…

#2 (G)won on 08.03.11 at 23:05

@Franchini
Prof. Franchini quelli che studiano FF ed affini saranno 100 o 1000 poco importa, più rilevante forse dove lavorano….. Pechè se Rossi lavorava in suo capannone non è particolarmente interessante, chissà in quanti studiano in medesime condizioni anche il moto perpetuo o l’energia libera….. Lo strano a mio avviso è che ci studino solo per citarne alcuni INFN, CNR, ENEA, AV.ES, Pirelli, Mitsubishi, università e probabilmente altri.
L’analisi non è quantitativa, ma qualitativa…..
Poi per carità, nell’immaginario colletivo si crede che determinati istituti, società ed università abbiano parametri qualitativi da rispettare.
Non so se capisce il mio discorso………
Io il suo l’ho capito molto bene FF et affini sono scienze patologiche, magari non capisco tutte le sue spiegazioni perchè non ho le basi necessarie, ma scienziati di un certo calibro in enti di un certo calibro a rigor di logica non dovrebbero essere antinozionisti, le pare ?
Quello che mi crea più dubbi è questa antinomia.
E’ più plausibile l’omeopatia perchè anche se sostanzialmente non è altro che zucchero, ha dalla sua l’effetto placebo.
Ma una cosa che non funziona e si continua studiare senza avere il benche minimo risultato che senso ha ?
Chi difende la FF visto che la scienza mainstream la detesta ? In tutti gli enti citati prima è necessario un laboratorio specializzato in riti esoterici che non da e non darà mai risultati ?

#3 Libero on 08.03.11 at 23:59

I sostenitori della fusione fredda sono fondamentalmente degli umanisti nel senso che desiderano che l’uomo possa continuare a gozzovigliare sulla terra con energia a basso costo. Questo è un buon motivo per molti per continuare a credere nella possibilità della fusione fredda. Basta leggere il blog di Passerini per averne conferma.

#4 Livio Varalta on 08.04.11 at 00:21

@(G)won
“Ma visto che te ne intendi ci sarebbe stata la possibilità di barare ? Lewan mi pare avesse detto che non aveva controllato se c’eano carichi sulla terra…”

Dopo quello che è successo con la sonda Galantini, tutto e possibile… ipotizzare dei modi per barare, da parte mia, è ridicolo: è troppo semplice il sistema… se ci sono dei Galantini, o dei furbetti, sulla parte elettrica, un elettricista che ha fatto le professionali lo scopre facilmente… …Un mese fa, in concomitanza con le bombole di idrogeno appoggiate al termosifone, girava una foto con uno dei “nostri” con una pinza amperometrica inserita sul filo di protezione giallo/verde che segnava 0,000 A… …secondo me non c’erano trucchi elettrici… …vista anche la sfiatella…

Personalmente avrei fatto l’impianto elettrico in questo modo (che poi è semplicemente classico):
Controllare, ed eventualmente implementare, che la presa di corrente sia alimentata attraverso un interruttore differenziale da 30mA (salvavita). Verificare l’impianto di terra dello stabile e controllare che la presa vi sia collegata. Alla presa inserisco il contatore del modello che mi indichi tutte la grandezze elettriche. al contatore inserisco un ciabatta multipresa. alla multipresa inserisco i cavi di alimentazione dei vari carichi: E-Cat, pompa, strumentazione ecc. Per sicurezza contro fregature sollevo il tavolo da terra il tempo di guardare che non ci siano “scherzi” nelle gambe del tavolo stesso. Per sicurezza delle persone controllo che i vari carichi abbiano il filo di terra collegato al corrispondente morsetto. A questo punto se si e ora di andare a mangiare i tortellini metterò dei sigilli…
Ah: Fa parte dell’anti baro anche la durata della prova: non meno di 10 ore (una ricarica dura 6 mesi…)
Non sono un impiantista, perciò dichiaro che non affrontato il problema impianto elettrico – idrogeno… non penso comunque sia un problema, in questo caso, diverso dal metano (basta quindi un ambiente arieggiato), eventualmente ho i miei amici progettisti…

Ps: naturalmente controllo che sopra o sotto il tavolo non ci siano batterie da camion…

#5 (G)won on 08.04.11 at 01:34

@Libero
Sei un decrescista ?
Sei un ultraambientalista ?
Spiegami cosa ci sarebbe di male in un metodo di produzione dell’energia a basso costo virtualmente infinito su scala umana……..
Almeno magari capisco la vostra filosofia….
Non dirmi che sei un ambientalista radical chic per il quale è sufficiente mettere un pò di pannelli FV sui tetti delle abitazioni per continuare a vivere con una qualità di vita simile a quella attuale……..
Ti capirei di più se tu fossi un ultramabientalista che vuole tornare alla natura anticipando la fine di tutte le risorse disponibili, guarda c’è su discovery un bel documentario col titolo tipo cosa succederebbe se finisse il petrolio.
Personalmente per quanto io credo che l’umanità sia una colonia di larve che sta spolpando una carogna per come si è comportata finora, penso che utilizzando un minimo di razionalità, una migliore allocazione delle risorse e sviluppi tecnologici indirizzati in tal senso, si potrebbe avere una qualità di vita più che decorosa per tutti quanti in ogni parte del globo. Una cosa del genere senza tecnologie adatte non è possibile e se un giorno si trovasse una tecnologia pulita che consumasse quantità minime di combustibile e fosse accessibile a tutti, sarebbe eccezionale. Tecnologie innovative rinnovabili e pulite già esistono e non sono fantascientifiche (basta sfruttare il sole o la crosta terrestre), basta informarsi un pò…… e sono sicuramente più efficienti e in futuro anche più economiche del FV, solo che al momento sono elitarie e costose perchè non prodotte in economia di scala permanente.

#6 Camillo on 08.04.11 at 06:01

@Gwon
Chi difende la FF visto che la scienza mainstream la detesta ? In tutti gli enti citati prima è necessario un laboratorio specializzato in riti esoterici che non da e non darà mai risultati ?
Giro la domanda a Ugo Bardi.
La mia impressione, che mi auguro sia troppo pessimista, è che, dopo la demonizzazione del nucleare ribadita anche con due referendum, nelle università non si studiano più materie come Chimica Nucleare a Radiochimica. Credo che nessun chimico italiano sarebbe più in grado di separare il plutonio dall’uranio. Per esempio a Pisa il corso di Chimica Nucleare è chiuso da anni. Che cosa può sapere oggi un chimico pisano di reazioni nucleari? Al massimo quello che ha imparato al corso di Chimica Generale e inorganica, cioè niente.
Immagino che lo stesso clima di dimissione esista anche a Fisica. Forse (non lo so, intendiamoci) molti fisici conoscono tutto su quark e neutrini, ma poco o nulla sulle reazioni nucleari, argomento assai meno eccitante e giustamente considerato materiale d’archivio.
Il risultato è che la ff fredda ha colto di sorpresa centri di ricerca di ogni tipo, con gente sostanzialmente impreparata.
Poi ci sono opportunità politiche, di gestione del potere. Per esempio Rubbia si è sempre accuratamente tenuto alla larga, ma ha lasciato che Preparata e i suoi organizzassero il lavoro che ha portato al Rapporto 41. Meglio lasciare un po’ di libertà che entrare in polemica con gente spigolosa e magari dotata di amici potenti che possono farti lo sgambetto.
Però leggere testi spregiudicati come quello dei ricercatori di Palermo o di Iwamura che ho citato lascia interdetti. Magari quegli articoli sono serviti a fare numero per partecipare a concorsi.
Ora con internet si scoprono mistificazioni che un tempo sarebbero sfuggite all’attenzione di tutti.
Ci sono Paesi dove la ff non ha attecchito come da noi, la Germania per esempio. Anni fa ho lavorato per un anno presso l’Istituto di Radiochimica di Garching, grande e molto ben gestito, impostato intorno a un reattore nucleare; lì nessuno si occupa di ff.
I veri professionisti del nucleare li cerco lì, non certo alla Pirelli.
Spero in un intervento di Ugo Bardi.

#7 Susan Gipp on 08.04.11 at 07:52

@Gwon
Inutile cercare un trucco elettrico/chimico/ecc.. perchè non c’è nessun trucco da cercare.
Il colpo di genio sta nel conto fatto per calcolare la potenza di uscita che viene fatto ogni volta senza coinvolgere l’oste ma introducendo termini al bilancio che in realà non ci sono. (Una botta qui, una botta là e il guadagno di 20 e rotti eccolo qua).
Sgamata la portata della pompa, uno dei magici moltiplicatori, il guadagno è imporvvisamente crollato a 6. Questo 6, anche se duramente attaccato dalle sfiatelle, resiste ancora perchè disperatamente e ostinatamente aggrappato alla misura di Galantini. (vedere che casciara sta succedendo sul blog del vate)
Una volta crollato anche quest’ultimo baluardo vedrai che si ritornerà al più confortante e naturale valore di “1 quasi” (scaldiglie elettriche meno le perdite)
La scommessa piuttosto è se questo 6 resisterà fino ad Ottobre. Se cade prima mi sa che a Xhanti ci sarà solo lui con la sua banda a vedere il battesimo dell’ e-gattone

#8 Livio Varalta on 08.04.11 at 09:10

@Susan Gipp
“”La scommessa piuttosto è se questo 6 resisterà fino ad Ottobre. Se cade prima mi sa che a Xhanti ci sarà solo lui con la sua banda a vedere il battesimo dell’ e-gattone””

Se dipenderà da Rossi si andrà molto oltre… gli appuntamenti sono due: uno è Xhanti:

Riposto: Pulce nell’orecchio…
Megawatt greco… …costituito da 300 E-Cat. …ogni E-Cat è innescato / stabilizzato da una resistenza da 700 / 800W. … arrotondando per difetto: 200kW fanno una bella “sfiatella” … buona per altri polli… …per chi non segue altri blog: sfiatella = sbuffo di vapore

L’altro è l’UniBO: dopo aver intascato la prima rata inizierà i test…

Per avere i sodi della prima rata, Rossi, prima deve prendere i polli… visto come va il mondo, di polli, se ne trovano…

Dopo di che l’UniBO inizierà i test…
Al primo rapporto (se saranno emarginati Galantini, Levi e Loro Simili…) Rossi avrà materiale per dare dei Clown e Serpenti all’intera UniBO… e si ricomincierà… ci sono ancora Uppsala, Tokio, ecc…

#9 Diego on 08.04.11 at 12:11

@ Susan Gipp
“Sgamata la portata della pompa, uno dei magici moltiplicatori, il guadagno è imporvvisamente crollato a 6”

Parli di una cosa e dimostri di non saperne nulla i miei complimenti.
Indipendentemente dal fatto che sia una bufala o meno prima di scrivere bisognerebbe informarsi.

Il guadagno dichiarato di 20 era di un apparato di “taglia” più grande ossia quello da 12 kW (quello visto nella prova con il pubblico a Bologna), mentre il guadagno di 6 fa riferimento agli E-Cat recenti quelli da 5kW che sono anche visibilmente più piccoli (quello con Mats Lewan o con Steven Krvit). A detta di Rossi questi ultimi sono più stabili.
Riducedo la potenza dell’apparato, ma variando di poco l’energia di ingresso che necessita per attivare la (presunta) reazione, è ovvio che il guadagno è inferiore.

#10 Livio Varalta on 08.04.11 at 12:27

Dice il Sommo:
I test fatti a Bologna — nella fase pre-contratto con UniBO — appartengono a una fase PRESCIENTIFICA. In quanto tali non hanno pretesa di potere convincere nessuno. Un paio d’anni di contatti informali di membri dell’Università, tramite Focardi, con i test che conduceva Ross, hanno suscitato in UniBO un forte interesse a siglare il contratto di R&D con Rossi. La fase SCIENTIFICA partirà in autunno, a partire da prove calorimetriche metodologicamente conservative e inoppugnabili.
Troppe persone sembrano dimenticarlo.

NON IMMAGINAVO UNA FACCIA TOSTA SIMILE!

#11 Livio Varalta on 08.04.11 at 14:07

@Diego
“”Riducedo la potenza dell’apparato, ma variando di poco l’energia di ingresso che necessita per attivare la (presunta) reazione, è ovvio che il guadagno è inferiore.””

Mi sembri informato… perché in apparati più piccoli viene “variata di poco l’energia in ingresso”? Se entrambe le taglie sono ben coibentate, l’energia di ingresso dovrebbe essere, non dico proporzionale, ma quasi, con un rendimento per le più piccole, se non 18, 15… …perché 6…?

#12 (G)won on 08.04.11 at 14:47

@Livio
Il rendimento fissato a 6 mi sembra il famoso limite minimo per il contratto di fornitura con la Defkalion per la centrale da 1MW.
A parte questo Rossi ha sempre dichiarato che non è una tecnologia attualmente scalabile e che a costo di ridurre i rendimenti è meglio fare apparecchi più piccoli, ma più sicuri.
Sul fatto del perchè l’input sia solo leggermente più basso rispetto ad un output ridotto ben più che proporzionalmente è magari dato dal fabbisogno delle resistenze per avviare la “reazione”. Cioè probabilmente gli apparecchi più piccoli non sono in scala precisa, beh basterebbe vedere le resistenze …
E’ forse una delle cose meno “esotiche” che sono state dette.
Sta di fatto che si era partiti con squilli di tromba a 200 poi 20 ed ora si è a 6. All’inizio mi sembrava anche che la centrale da 1MW avrebbe dovuto anche produrre elettricità…… ma forse me lo sono sognato. Mi chiedo poi come farà a mettere in serie e in parallelo 300 gatti riottosi. Mi chiedo quali saranno i test per definire il rendimento. Se è così complicto gestirne uno solo come farà a gestirne centinaia ognuno coi suoi parametri specifici ? Finora mi sembra non sia trapelato nulla…

#13 Livio Varalta on 08.04.11 at 16:54

@(G)won
…gattone… da 300…

Hai accennato all’argomento che furoreggerà da settembre in poi… …ora è presto, ci sono tre mesi davanti… rischieremmo di ripetere le stesse discussioni, per minimo tre volte, come è successo per la calorimetria… Aspettiamo che Rossi ci dia degli spunti tecnici… Comunque, da tecnico, che ha lavorato su impianti diversissimi, mi chiedo anch’io: “come farà a mettere in serie e in parallelo 300 gatti riottosi”… e non parlo di problemi elettrotecnici, elettronici, di automazione e di supervisione (questi ci sono, sono complessi, ma si risolvono)… parlo della dinamica dei fluidi (spero che si dica così): gran parte dell’impianto, per buona parte del tempo, in modo estremamente casuale avrà acqua contemporaneamente in fase liquida e gassosa con ripercussioni su pressioni relative, capacità di scambio termico, brusche variazioni di temperatura che causeranno, fra l’altro, quelle che si dicono in elettronica “reazioni positive” ma che positive non sono per i componenti dell’impianto… …NO… NO… NO… a settembre… … dopo le ferie …per carità…
Non sono problemi irrisolvibili (a parte i costi), ma auguro a Rossi di aver trovato dei collaboratori migliori di quelli che ha avuto fino ad ora… … dalla Petroldragon fino a Galantini… …passando per i Generatori Termoelettrici…

#14 Livio Varalta on 08.04.11 at 17:35

@Camillo!

Lino Daddi? …fisico?… …chimico?… ecc…?

#15 Camillo on 08.05.11 at 00:03

@Livio Varalta

Lino Daddi? …fisico?… …chimico?… ecc…?

Lino Daddi è un fisico che crede nell’esistenza degli hydrini, degli pseudoneutroni; tutta fisica esotica antinozionista.

#16 Daniele 22p on 08.05.11 at 00:50

@tutti
Ho fatto una conta al volo: 62 commenti su 163 appartengono a LV o a CF. Sono ancora solo il 38% ma sono sicuro che con un minimo sforzo l’inseparabile coppia supererà presto quota 50% e s’involerà verso ulteriori traguardi. Poi il padrone di casa non dica che non l’avevo messo in guardia: la “monobloghizzazione” in effetti è un fenomeno ormai più riproducibile della stessa fusione fredda! :)))

@libero
Sul mio blog hanno scritto:
Per fortuna che questo blog doveva essere un covo di elementi “che desiderano che l’uomo possa continuare a gozzovigliare sulla terra con energia a basso costo” 😉
Libero…….. mi sa che hai proprio toppato qui si va dal luddismo a un mantenimento/leggera decrescita sostenibile……….

#17 Camillo on 08.05.11 at 06:55

@Daniele 22p
Ho fatto una conta al volo: 62 commenti su 163 appartengono a LV o a CF. Sono ancora solo il 38% ma sono sicuro che con un minimo sforzo l’inseparabile coppia supererà presto quota 50% e s’involerà verso ulteriori traguardi.
Invidia eh?
Di colpo il blog di Ugo Bardi è diventato il più importante blog italiano di ff.
Il Suo si è improvvisamente contratto, sono rimasti i commentatori generici.
La spiegazione sta nel manico: Bardi è un docente di chimica fisica, uno che cattura l’attenzione; Lei è un poeta appassionato di scienza, una sorta di centauro a doppia natura, nessuna delle due riuscita bene.
Fa piacere vedere che ci segue. E’ rimasto favorevolmente impressionato? Lei ce l’ha un chimico tra i suoi?
Ha notato che non serve essere iscritti per inviare un commento? Non c’è nemmeno moderazione. Lei ci riuscirebbe a gestire un blog non moderato? Troppo pericoloso, sarebbe travolto da LV e CF. E’ un segno di debolezza, mancanza di fiducia nella propria capacità di gestire il blog.

#18 Camillo on 08.05.11 at 07:08

@Ugo Bardi

Ho appena cominciato a leggere la nota di Daddi apparsa su 22 passi e mi imbatto in questo paragrafo.

2 – È impensabile che l’idrogeno possa reagire restando in forma molecolare, dunque dovrebbe prodursi una preventiva dissociazione in atomi singoli. A questo credo possa provvedere il catalizzatore, per esempio, potassio o stronzio (ma lo stesso nichel può, in parte, servire allo scopo).

Ho sempre scritto che la catalisi non è capita da nessun fisico. Su questo punto Daddi si allinea con Focardi.
Non è impressionante leggere che un catalizzatore può dissociare l’idrogeno?
E’ una costante: i fisici non conoscono la termodinamica chimica.
Spero che almeno Comoretto si dissoci da questi suoi colleghi dalle conoscenze incerte.
Mi rifaccio vivo la prossima notte. Peccato non avere più tempo. Devo rispondere anche dilà.
@Gwon
Ho accumulato un ritardo imperdonabile. Me ne scuso molto.
Cordiali saluti
C.

#19 Daniele 22p on 08.05.11 at 07:56

@Camillo
:)))
Vedo che sentenzia riguardo il mio blog (e i blog in generale) con la stesso grado di conoscenza e attendibilità di cui ha sempre parlato di fusione fredda, LENR ecc. Ha detto 3 bugie in un colpo solo.
A) CONTRAZIONE? Commenti pervenuti su 22passi.blogspot.com nelle ultime 48 ore (dalla 21.32 del 2/8/11 alle 21.32 del 4/8/11) = 534 (11,13/h in media) di cui solo 27 del sottoscritto (5,06%).
B) COMMENTATORI GENERICI? L’errore qualitativo che commette è dello stesso ordine di grandezza di quello quantitativo (evito di infierire).
C) ISCRIZIONE/MODERAZIONE? Quanto alla registrazione, deve esserLe sfuggito che anche qui SE NON lascia nome e mail È IMPOSSIBILE commentare. Il mio blog è non moderato, il suo monoblog è moderato (dunque è Lei che non è in grado di gestire un blog non moderato).
Buona giornata

#20 Camillo on 08.05.11 at 08:19

@Daddi
Caro Lino,
Scrivi:
7 – In generale i nuclei di rame ottenuti per assorbimento del protone si formano in stato eccitato. La diseccitazione porterebbe ad emissione di raggi gamma, ma l’eccesso di energia può consentire invece una cattura orbitale: molti di questi nuclei eccitati possono catturare quasi immediatamente un elettrone K del proprio atomo. La tabella mostra che anche nello stato fondamentale degli isotopi del rame la cattura orbitale è evento piuttosto comune, con l’emivita indicata.
8 – La cattura orbitale comunque comporta il riassestamento a catena dei gusci elettronici dell’atomo a causa della tendenza degli elettroni più esterni ad occupare i livelli più interni che via via restano liberi (con emissione di fotoni di bassa energia). Questa potrebbe essere una fondamentale, anche se non unica, origine del calore senza radiazione gamma prodotto nel reattore Focardi-Rossi.

Lino, hai dimenticato che esistono due fenomeni indipendenti, uno atomico un altro nucleare. Gli X emessi vengono dalla corteccia elettronica; i gamma dal nucleo.
Una cattura elettronica è un evento beta come gli altri, quindi è sempre accompagnata da vari gamma di rlassamento. Ti ricordi i nuclei di fissione? Sparavano beta e gamma.
I gamma di 59Cu hanno un’energia notevole: 339 keV, 878 keV, 1301 keV. Per fare un confronto, il gamma più penetrante di 60Co è di 1332 keV. Se campasse più lungo, con 59Cu si potrebbe fare della gammagrafia.
Se il gattone funzionasse, i nostri amici si sarebbero bruciati per benino con tutti quei joule prodotti. Del resto la ff ha già procurato un morto e vari feriti, tra cui Mizuno e l’amico McKubre.
Ti sei ricordato gli X, ma hai dimenticato i gamma.
E’ dall’inizio del caso che scrivo che basterebbe cercare i gamma per stabilire se siamo nel nucleare o nel chimico.
Anche Bardi la pensa così, se ricordo bene.
Basta un Thyac per controllare il gattone di Rossi.
E’ che le cose semplici non vengono mai in mente a nessuno.
Cordiali saluti, mantieniti in forma. Io me la cavo ancora, faccio il contadino a tempo pieno oppure vado al mare con i nipoti, che mi vogliono affogare.
Camillo

#21 Livio Varalta on 08.05.11 at 11:42

@Daniele 22p

Ti avevano pregato di non dire scemenze… probabilmente non sai fare di meglio…

… rispondi ai commenti …se hai argomentazioni…

#22 Camillo on 08.05.11 at 13:09

@Daddi

10 – Se il protone fosse catturato insieme all’elettrone del miniatomo, si avrebbe un evento equivalente alla cattura di un neutrone con emissione di gamma di cattura (emissione che Rossi sembra escludere).

Lino, sarebbe corretto se a questo punto tu informassi Daniele 22p che siamo nell’esotico spinto, altrimenti nella sua entusiastica ingenuità può credere che i miniatomi sono una realtà fisica rivelata, dimostrata e accettata dalla main science. Per favore, informalo che non è così. Se glielo dico dico obietta che sono prezzolato dall’ENI.
Dopo i “tre miracol” di Preparata siamo di fronte a un quarto miracolo? La ff è nelle mani di Padre Pio.
Ancora una volta dimostri che la ff si basa su ipotesi che fanno a pugni con la meccanica quantistica, che ci insegna che l’elettrone dell’idrogeno possiede la minima energia quando si trova sul raggio di Bohr. I miniatomi di idrogeno esistono solo nella fantasia dei fusori freddi.
Non sorprende allora che la main science tenga alla larga i fusori freddi. Se dovete ricorrere ai miniatomi di Mills, state ballando su un filo senza rete.
Fare appello ai miniatomi non mi sembra un modo efficace per fare nuovi adepti.

#23 Camillo on 08.05.11 at 15:25

@Daddi

Scrivi:
12 – Negli esperimenti di Siena di Focardi e Piantelli il calore prodotto era decisamente minore, e così dicasi della riproducibilità. In tali esperimenti potrebbe essere stato lo stesso nichel a dissociare, almeno in parte, l’idrogeno molecolare.

Come fa il nickel a dissociare l’idrogeno molecolare? Quinto miracolo ad usum dei fusore freddi?
Il nickel è catalizzatore di tale dissociazione, ma un catalizzatore non sposta il valore della costante di equilibrio dissociato/indissociato. L’idrogeno molecolare comincia a dissociarsi solo a 2100 °K e quel dato non può essere modificato da un catalizzatore. Cioè: quella temperatura non viene modificata da un catalizzatore.
Un catalizzatore può solo facilitare il raggiungimento del rapporto idrogeno atomico/idrogeno molecolare, ma non può modificare il valore della costante di equilibrio.
Dubbi anche su queste nozioni di chimica elementare?
I dubbi vengono velocemente risolti controllando le costanti termodinamiche dell’idrogeno molecolare. Niente di più accessibile per chi voglia avere un quadro quantitativo della materia.
Lino, mi sembra che tu veda la chimica dal punto di vista di un fisico, fermo al modesto esame di chimica del 1° anno. Bravissimi i fisici a calcolare le traiettorie dei proiettili; però zero in chimica per tutti quelli che conosco. Trovarne uno su mille che conosce la termodinamica chimica. Dimenticano tutto nel giro di due mesi. Ecco perché i fisici si dedicano tutti alla ff: per rimediare.
Niente di male, ma i fisici escono troppo spesso dai loro limiti culturali, improvvisandosi chimici per fare un piacere a Daniele 22 passi.
Hai visto le reazioni elettrochimiche di Iwamura? Quel giovanotto dovrebbe essere messo alla berlina.
Con tutto il rispetto.

#24 Camillo on 08.05.11 at 15:43

@daniele 22 passi d’amore e dintorni

Chi dei due è più degno di fregiarsi del titolo di scienziato? Io non ho dubbi e voi?

Possibile che Lei debba sempre vedere le cose come una competizione all’ultimo sangue? Si tratta solo di ff e dintorni, non esageri.
Mi ricorda Berlusconi quando si scaglia contro la magistratura filosovietica rossa comunista di sinistra, infiltrata dal KGB, dalla Gestapo, dall’ Okrama, dalla Savak, dalla CIA.
Io con Lino sono disposto al massimo a battermi in bicicletta.
Si fa insieme un’escursione alla Valle Benedetta, accompagnati dalle nostre donne?
Daniele due passi, non siamo mica in guerra. Ruhe.

#25 Livio Varalta on 08.05.11 at 18:18

@Camillo

Argomento: idrogeno atomico

alcuni spunti:

Dimero nichel rame come catalizzatore

http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q
non capiso l’inglese ma sembra si tratti di calcoli e simulazioni al computer

http://lem.ch.unito.it/didattica/infochimica/Idrogeno_2005/frame_assorbimento.htm

Sto idrogeno può essere o no monoatomico entro la polvere di nichel?

#26 Livio Varalta on 08.05.11 at 18:32

@ Camillo

http://lem.ch.unito.it/didattica/infochimica/Idrogeno_2005/frame_assorbimento.htm

REAZIONE DI ASSORBIMENTO
Me + x/2 H2 MHx + calore …..interessante….

#27 Libero on 08.05.11 at 20:49

@ Camillo
Mandi una email a Rizzi e Bianchi così Passerini non potrà dire che monopolizza la discussione insieme a Varalta e magari anche lui sarà più stimolato insieme ai suoi amici alchimisti a partecipare al dibattito.

#28 Camillo on 08.05.11 at 21:12

@Livio Varalta

REAZIONE DI ASSORBIMENTO
Me + x/2 H2 MHx + calore …..interessante….

Livio, mi offri un’ottima occasione per approfondire la questione.
Si deve distinguere tra la lega Ni-H, dove l’idrogeno è in forma atomica e, per la sua piccola dimensione, va ad occupare pozzi di minima energia nel reticolo del nickel, sottraendosi a qualsiasi reazione, e il nickel finemente diviso usato come catalizzatore. Come in tutte la catalisi eterogenee, esistono sulla superficie dei cristalli di nickel “centri attivi”, dove l’idrogeno viene “adsorbito” formando deboli legami con il nickel. Ne consegue un “allungamento” del legame H-H, che rende la molecola di idrogeno più reattiva, in grado quindi di reagire con molecole ossidanti o con molecole organiche a legami multipli che entrino in contatto con l’idrogeno così attivato. In questo modo si può trasformare l’etene in etano, per fare un esempio semplice, oppure trasformare un olio vegetale in margarina.
L’idrogeno contenuto nel bulk del nickel è estremamente inerte, perché sta comodo nella sua buca di potenziale. E’ come se non esistesse. Invece l’idrogeno che occupa un centro attivo superficiale è estremamente reattivo.
Si va da una reattività praticameente nulla (idrogeno legato con il nickel) a una reattività accentuata (idrogeno adsorbito sulla superficie del nickel).
Perché la catalisi avvenga, è necessario che esista un fluido, gas o liquido, che entri in contatto chimico con la molecola di idrogeno attivata e reagisca, allontanandola da sito facendo posto ad altre di idrogeno. La catalisi si manifesta solo allontanando l’idrogeno superficiale.
Il catalizzatore resta inalterato.
Io quindi chiedo a Lino:
tu parli di catalisi da parte del nickel: quale fluido reagisce con l’idrogeno per farlo allontanare dal centro attivo? In superficie l’idrogeno è molecolare, nel bulk è in una situazione di minima energia.
Che cosa possa fare la polverina di Rossi è impossibile immaginare. Serve per idrogenare? Idrogenare quale molecola? Non basta il nickel per idrogenare?

#29 Camillo on 08.05.11 at 21:20

@Daddi
Trattandosi di una catalisi eterogenea, quale fluido entra in contatto con il catalizzatore di Rossi? Noi conosciamo un solo fluido in quel sistema, l’idrogeno. Se l’idrogeno viene attivato sulla superficie del catalizzatore, che cosa succede? Perfettamente niente; resta lì ad aspettare che arrivi una molecola di ridurre, che non c’è.
Qualcuno ha mai pensato che l’idea di una catalisi in quell’ambiente è semplicemente insensata?

#30 Livio Varalta on 08.05.11 at 21:54

@Camillio

Me + x/2 H2 MHx + calore
…Quel “+ calore” può giustificare gli 8W di eccesso che si “misurano” in recenti esperimenti americani?

“”L’idrogeno contenuto nel bulk del nickel è estremamente inerte, perché sta comodo nella sua buca di potenziale. E’ come se non esistesse.””
Qui parli di chimica ordinaria… ed io capisco: se l’idrogeno sta cosi “tranquillo” nella sua buca dal punto di vista della chimica ordinaria, tanto più dal punto di vista della chimica nucleare… Vuoi spiegare il perché a quelli meno creduloni di me? …E’ il punto di partenza delle teorie fusori “lattici”…

#31 Livio Varalta on 08.05.11 at 22:21

@Camillo

Sempre più difficile… ogni tanto uso la parola “incredibile” parlando delle affermazioni di persone che si spacciano competenti… ma guarda qui…

http://lem.ch.unito.it/didattica/infochimica/Idrogeno_2005/frame_assorbimento.htm
…….
REAZIONE DI ASSORBIMENTO
Me + x/2 H2 MHx + calore
La doppia freccia indica che questa reazione è un equilibrio, ovvero che può essere reversibile. Ciò implica che, variando le condizioni di reazione, possiamo ottenere o i composti indicati a destra, o quelli segnati a sinistra. Il calore, indicato a destra, segnala il rilascio di energia associato alla formazione dell’idruro e, contemporaneamente la necessità di fornire calore o energia per realizzare il desorbimento di idrogeno ( ovvero per favorire la reazione inversa); ….

SCALDANDO IL NICHEL CON L’IDROGENO INTRAPPOLATO NEL RETICOLO NON SI FA ALTRO CHE “LIBERARE” L’IDROGENO DAL RETICOLO STESSO!!! E ROSSI??? E FOCARDI??? E LA REAZIONE NUCLEARE??? … MA NON DOVEVA FONDERSI CON UN ATOMO DEL RETICOLO E FORMARE RAME??? …TUTTO IL CONTRARIO!!??

Ma, non e che il testo citato è scritto dall’Università di Torino, e quindi, bisogna prenderlo con le pinze??!!… (faccetta che sorride)

#32 Livio Varalta on 08.05.11 at 22:46

@Tutti

Che finirà in un’E-Catombe è già stato detto… e mi dispiace non averne la paternità…
Mi sa che tante persone hanno bisogno di E-Catarsi le idee…

#33 Camillo on 08.05.11 at 22:53

@Livio Varalta

Il calore, indicato a destra, segnala il rilascio di energia associato alla formazione dell’idruro e, contemporaneamente la necessità di fornire calore o energia per realizzare il desorbimento di idrogeno ( ovvero per favorire la reazione inversa); ….
E’ esattamente quello che accade, complimenti.
Gli atomi di idrogeno assorbito (non “adsorbito”, l’adsorbimento avviene quando i centri attivi dei microcristalli bloccano una molecola di idrogeno e la deformano, rendendola più reattiva) si trovano a loro agio nella loro buca di potenziale, come dimostra il calore che viene emesso nel corso dell’assorbimento. Viceversa, se fornisci calore l’idrogeno esce dalle sue celle interstiziali.
E’ chiaro che in quelle condizioni un atomo di idrogeno non ci pensa proprio a reagire con un nucleo di nickel. Se ne sarebbero accorti da 150 anni tutti quelli che lavorano con catalizzatori di idrogenazione al nickel. Qua non serve dottrina, basta il buon senso.
In tutti questi mesi, a nessun fusore è venuto in mente di proporre un modello di ciò che avviene nel gattone che sbuffa vapore. Brutto segno, se manca un modello di funzionamento.
Cominciamo con il chiedere a Daddi, che sembra il più disponibile a compromettersi:
che reazione catalizza il catalizzatore?

#34 Livio Varalta on 08.05.11 at 23:24

@(G)won

Che dici di fare 22 passi e postarlo?

http://lem.ch.unito.it/didattica/infochimica/Idrogeno_2005/frame_assorbimento.htm

…è un peccato che non se ne parli di la…

#35 (G)won on 08.06.11 at 00:43

@Livio
Ho appena letto, non ho capito in maniera approfondita l’argomento del contendere, anche se mi sembra di capire che l’eventuale eccesso di calore sarebbe per te causato da una reazione chimica. Credo che Daniele non ti impedirà di postarlo e di commentarlo se vorrai, anzi oggi chiunque aveva l’occasione di vincere un post gratuito sul suo sito rispondendo a un quesito matematico, mi sembra che avrebbe accettato anche post di negazionisti. Non ho ancora visto chi ha vinto…

#36 Camillo on 08.06.11 at 05:07

@Livio Varalta
Forse sapere che in Scienza dei Metalli l’idrogeno è considerato un metallo aiuta a capire qualcosa di più sul rapporto tra idrogeno e metalli.
I trattati di Scienza dei Metalli (Hansen, Smithells, il vecchio e prezioso Cottrell) considerano “leghe” con tanto di diagramma di stato le associazioni tra idrogeno e metallo. Per esempio il palladio è in grado di formare leghe di composizione variabile di idrogeno, fino a raggiungere un rapporto atomico H/Pd = 0,8 per pressioni di idrogeno di 250 atmosfere a temperatura ambiente.
In alcuni casi si formano veri e propri composti chiamati idruri, il più noto dei quali è l’idruro di litio e alluminio, usato in chimica come potentissimo riducente. In alcuni casi la posizione dell’idrogeno è interstiziale, in altri è vicariante. In alcuni casi è dubbio se l’idrogeno sia molecolare o atomico. Insomma, la situazione è ricca di variabili.
Nei metalli usati come catalizzatori di idrogenazione (platino, palladio, nickel, ferro) l’idrogeno satura il catalizzatore raggiungendo un determinato rapporto atomico, ma lì è inattivo, non partecipa alla reazione catalizzata. Le entalpie di assorbimento sono note e sono negative (viene sviluppato calore). In questo momento non ho sotto mano il trattato che le riporta; forse tu sei capace di trovarle in rete. Certamente Arata con le sue nanoparticelle avrà registrato uno sviluppo di calore imponente e praticamente immediato.
La parte attiva del catalizzatore è formata dai cristalli esterni, a contatto con l’idrogeno gassoso che viene “adsorbito” sui centri attivi, con deformazione del legame H-H.
Ma questo l’ho già scritto ieri.
Il sito che hai trovato è di grande interesse e descrive bene la situazione.
Nella scienza nucleare, il problema della grande affinità dell’idrogeno per i metalli si presenta come “embrittlement”, infragilimento; il contatto prolungato con l’acqua in presenza di radiazioni massicce porta a modificazioni strutturali alle guaine di contenimento del combustibile, con conseguente loro infragilimento. I prodotti di fissione gassosi producono swelling della guaina, per cui la situazione può diventare molto pericolosa. La rottura della guaina di un elemento di combustibile è un incidente che porta a contaminazione radioattiva. Attualmente la lega più capace di resistere all’infragilimento è lo Zircaloy. Ma forse non sono aggiornato; in ogni caso non credo che in Italia ci si occupi più di questa materia, dopo le botte dei referendum.
Al CAMEN fu creato un gruppo di lavoro con l’AGIP Nucleare per occuparsi di infragilimento di varie leghe.
Per chi volesse sapere di più del sistema H/Pd, consiglio caldamente di procurarsi:
F. D. Manchester; A. San-Martin, J.M. Pitre (unversity of Toronto)
The H-Pd System
Journal of Phase Equilibria Vol. 15 No. 1 1994.

Per tornare a noi, chiederei a Daddi e ai bolognesi: come viene utilizzata la capacità del nickel di essere un potente agente di idrogenazione? Siamo nel molecolare; il nucleo è un’altra cosa.

@Gwon
… mi sembra che avrebbe accettato anche post di negazionisti.
Non sapevo che Daniele 22 passi d’amore e dintorni avesse escluso i negazionisti dal suo blog. Vuole godersi la vita in santa pace poetando? Strano modo di concepire un blog. Si è circondato di un consenso generale e riverente riducendo il numero di invettive da indirizzare a me e a Tia, la sua grande pecora nera, peggio di me. Geniale, è come avere sciolto il nodo di Gordio. Cuor contento il ciel l’aiuta. Ha fatto pace con Krivit? Vedo che ha rotto il gemellaggio.

#37 Camillo on 08.06.11 at 05:31

@Livio Varalta

A te piace che i Torinesi scrivano “lattice” al posto di “reticolo”? Gli Hatu sono fatti di lattice, ma non credo che siano la stessa cosa.
A me non piace nemmeno che usino il termine idruri in senso così esteso. Per esempio i sistemi H-Ni, H-Pd non possono certo essere definiti idruri, che fanno parte dei composti intermetallici. Sono invece leghe.
Qua ci vorrebbe l’amico Valentini dell’Università di Pisa, specialista di ogni tipo di lega con idrogeno e deuterio.
Gwon ha ragione a dire che mi occupo solo di Rossi, ma non vede che gli argomenti si estendono a macchia d’olio?
Lasciamo che l’E-Catombe avvenga, poi potremo occuparci anche dell’uranio impoverito (nel Kosovo abbiamo recuperato due dardi conficcati nel cemento di un parcheggio per carri armati; operazione notturna molto emozionante).
Abbiamo tutti bisogno di una E-Catarsi.
Da Passerini ho letto anche un E-Cattolico, per mettere in evidenza che Rossi è un cristiano 100 %.
Scusa la digressione frivola.

#38 Livio Varalta on 08.06.11 at 07:57

@Camillo
“”A te piace che i Torinesi scrivano “lattice” al posto di “reticolo”?””

No… No… non cominciare a sparare anche sui Torinesi… …probabilmente il testo è stato tradotto dall’inglese… …nota che è scritto “reticolo” in diversi posti…

Digressione frivola… Google mi traduce “CF” in “Fibrosi Cistica”… sorridiamo ogni tanto…

Per tutte le cose “serie” che hai descritto, mi confermi che l’Istituto Tecnico “Galileo Ferraris” che ho frequentato nella seconda metà degli anni ’60 era una scuola di eccellenza: quanto, di quello che hai scritto, è stato, per me, un semplice ripasso!…

#39 Livio Varalta on 08.06.11 at 08:09

@Ugo Bardi

Beh… Camillo ha più volte invocato un suo intervento… ma sulle ultime argomentazioni mi ci metto anch’io… mi piacerebbe leggerLa… anche solo per ripetere come un’Ave Maria” quello che Camillo scrive…
Comunque, se è in ferie, buone vacanze!

#40 Livio Varalta on 08.06.11 at 08:55

@(G)won
“”Ho appena letto, non ho capito in maniera approfondita l’argomento del contendere, anche se mi sembra di capire che l’eventuale eccesso di calore sarebbe per te causato da una reazione chimica.””

La reazione chimica è l’assorbimento dell’idrogeno da parte del reticolo cristallino del nichel… …(proprio la base di partenza della Tecnologia Focardi – Rossi)…
L’idrogeno si annida negli spazi vuoti del nichel… conseguentemente vi è un eccesso di energia che si libera sotto forma di calore…

Seconda cosa che devi capire:
La reazione in oggetto è reversibile!… …fornendo energia alla reazione, l’idrogeno, se ne scappa dal reticolo di nichel e torna libero!!! … la Tecnologia Focardi – Rossi prevede invece che, attivando le resistenze elettriche, inizi la reazione nucleare: i protoni dell’idrogeno si “annidano” nei nuclei di nichel!!!…
Che facciamo? Andiamo a lezione anche di “chimica ordinaria” dai Fusori Freddi??!!

Non ricordo più il conto dei miracoli… 5 0 6?! … o 22…?

#41 Camillo on 08.06.11 at 09:10

@Livio Varalta
Per tutte le cose “serie” che hai descritto, mi confermi che l’Istituto Tecnico “Galileo Ferraris” che ho frequentato nella seconda metà degli anni ’60 era una scuola di eccellenza: quanto, di quello che hai scritto, è stato, per me, un semplice ripasso!…

Quello te lo confermo volentieri. Ho avuto tante esperienze positive sugli ITIS che mio nipote è stato indotto a frequentarne uno. Mio genero, ex normalista, professore associato a chimica, viene da un ITI. L’ho mandato a Viareggio in esplorazione. Mi ha raccontato cose divertenti.
Io vengo dal classico, ma a quei tempi il classico serviva per l’accesso a tutte le facoltà. Ora si accede a qualsiasi facoltà da qualsiasi scuola media superiore.
Ha ragione Libero, sarebbe bello che anche Bianchi e Rizzi partecipassero. Hanno fornito un contributo importante, la sanno lunga su molti argomenti.
E’ probabile che Bardi sia in ferie, perché da tempo non si legge un suo intervento.
Buone vacanze a tutti.
Tu quando molli?

#42 Camillo on 08.06.11 at 09:17

@Livio Varalta
Ho appena letto il tuo messaggio #188. Le cose stanno proprio come spieghi bene tu.
Complimenti ai tuoi professori del Galileo Ferraris.
Appena posso vediamo il paragrafo di Daddi alla luce di queste conoscenze. Ora non ho più tempo.
Buon fine settimana.

#43 Ugo Bardi on 08.06.11 at 09:21

Ci sono, ci sono…. stavo seguendo un po’ a distanza. Vedo che vi siete divertiti e che siete stati (nel complesso) abbastanza contenuti – evitando le solite offese. Credo che si possa risolvere poco discutendo in questa sede; in qualche mese vedremo che fine farà la meravigliosa invenzione di Rossi…. Credo che non sarà un bello spettacolo, ma lasciamo comunque una porticina aperta. Chissà….

#44 Livio Varalta on 08.06.11 at 09:31

@Camillo

Non me ne intendo di tesi di laurea, ma questa mi sembra ben fatta..
Da pagina 16 in poi..
http://aperto.unito.it/bitstream/2318/449/1/tesi_laurea_fulltext.pdf

#45 Livio Varalta on 08.06.11 at 09:56

@Camillo

“”Tu quando molli?””

Io purtroppo non “mollo”: ad agosto le fabbriche chiudono ed iniziano le manutenzioni straordinarie… poi gli elettricisti “embedded” vanno in ferie ed io devo essere reperibile…

La seconda metà di settembre potrei prendermi un fine settimana… …vengo io da te… è più facile per me muovermi: sono scapolo (forse una sorpresa e delusione per te che ci tieni tanto alla famiglia)… e poi non disturbo, non sporco, eseguo gli ordini…

#46 32edx32xd2xer2cccxcccc2245xcccc on 08.06.11 at 14:52

@Franchini
Prof. Franchini, un tema che non abbiamo mai approfondito è quello della nanotecnologia. Da quello che ho letto ragionare in dimensioni atomiche cambia un pò qualche regola, sia in chimica, che biologia, che elettronica ed immagino anche in fisica. L’utilizzo di nichel nanoparticellare (tutto da vedere….) può cambiare qualche legge banale in qualcosa di meno banale ?
4fgccc4fcfrferetrx43
@Livio

#47 Rampa on 08.06.11 at 15:47

Che finirà in un’E-Catombe è già stato detto… e mi dispiace non averne la paternità…

Metto la mia paternità anche sulla parola “Ment-E-Catti”…

absit injuria verbis

#48 (G)won on 08.06.11 at 16:24

@Franchini
Il post 14:52 è mio, purtroppo c’è stato un inconveniente tecnico, forse un gattino che zampettato sulla tastiera…

@Livio
Premesso che l’eccesso di calore è ancora da dimostrare, credo che la tesi chimica sarà facilmente dimostrabile nel caso.

@Prof. Bardi
Perchè tenere la porta socchiusa ?

#49 (G)won on 08.06.11 at 16:50

@Franchini
“… Lasciamo che l’E-Catombe avvenga, poi potremo occuparci anche dell’uranio impoverito (nel Kosovo abbiamo recuperato due dardi conficcati nel cemento di un parcheggio per carri armati; operazione notturna molto emozionante). …”

Si Prof. Franchini, quando ha tempo, ci sarebbero anche altri temi interessanti dei quali si sa poco…. le sue conoscenze in materia potrebbero aiutare a capire cosa è vero e cosa è invenzione…..

“Non sapevo che Daniele 22 passi d’amore e dintorni avesse escluso i negazionisti dal suo blog. Vuole godersi la vita in santa pace poetando? Strano modo di concepire un blog. Si è circondato di un consenso generale e riverente riducendo il numero di invettive da indirizzare a me e a Tia, la sua grande pecora nera, peggio di me. Geniale, è come avere sciolto il nodo di Gordio. Cuor contento il ciel l’aiuta. Ha fatto pace con Krivit? Vedo che ha rotto il gemellaggio.”

Da quanto mi risulta non mi sembra che abbia mai escluso i negazionisti……. solo che ora col “concorso matematico” c’era la possibilità non solo di commentare, ma di scrivere un articolo……… un bell’articolo di un negazionista senza se e senza ma sarebbe stato sicuramente interessante.
Non si sminuisca Prof. Franchini Lei è sempre il numero Uno dei negazionisti FF & co. Per quanto riguarda Krivit immagino che abbia rapporti migliori Lei attualmente …

#50 Camillo on 08.06.11 at 17:02

@Daddi
Sei sempre convinto che il gattone non emette gamma da ammazzare i cristiani, qualora funzioni, o ci hai ripensato?
Come direbbe Daniele 22 passi d’amore e dintorni, basta consultare la bibbia.
Sei sempre convinto che la formazione della lega Ni-H sia descrivibile in termini di catalisi?
Basta consultare lo Hansen o lo Smithells.
Cordiali saluti