La vergogna dell’energia solare

di Ugo Bardi

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In epoche remote, pare che fosse considerato sconveniente esporre biancheria intima ad asciugare all’aperto. Si riteneva allora opportunoproteggere  la pubblica decenza coprendo i vergognosi oggetti con un telo che salvaguardasse la sanità mentale del passante che ne sarebbe potuto essere sconvolto.

La regione Piemonte sembra avere un atteggiamento simile nei riguardi dell’energia solare, che ritiene evidentemente cosa vergognosa e contraria alla pubblica decenza. In una legge recentemente approvata, proibisce di installarli a meno che non siano invisibili. Suggerisce addirittura di coprirli, magari con un bel telo, come si faceva una volta con le mutande ad asciugare.

Ecco cosa scrive Leonardo Libero alla mailing list del blog NTE dopo un esame della legge regionale.

Cari amici, <..> la Regione Piemonte ha premurosamente pensato anche ai tetti piani. E al paragrafo 3.7 della Legge n. 13 ha scritto:

<<Nel caso di copertura piana, i pannelli solari e i loro componenti possono essere installati su supporti idonei a raggiungere l’inclinazione ritenuta ottimale, purché l’impianto non risulti visibile, anche facendo ricorso a schermature rispetto a spazi pubblici limitrofi all’edificio posti a quota altimetrica inferiore.>>

Come dire che la stessa Regione (n.b. governata dal Centro-Sinistra) in questi giorni tutta presa nell’organizzazione del convegno megagalattico UNIAMO LE ENERGIE (7 – 11 ottobre), si vergogna di far vedere applicati, perfino nel più sperduto villaggio, i saggi criteri energetici che con tanto battage promuove.

Cari e sconsolati saluti

Leo

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Nota aggiunta posteriormente: a seguito di alcuni comenti ricevuti, vorrei precisare che questo post non va inteso come diretto a criticare l’intera politica ambientale della regione Piemonte e nemmeno questa specifica legge n. 13, che mi risulta essere fatta con buone intenzioni da parte di persone competenti. Purtroppo, come sa chi segue i processi legislativi a tutti i livelli, le leggi nascono come la somma di contributi di persone diverse; spesso con intenzioni contrastanti. Evidentemente, qui qualcuno ha aggiunto questo paragrafo alla legge, forse con buone intenzioni ma, in ogni caso, con pessimi risultati pratici. All’autore (Ugo Bardi) e al citato (Leonardo Libero) è parso il caso far notare questo punto come un buon esempio di questa visione sbagliata che considera l’energia rinnovabile come qualcosa di appena sopportabile e che – per carità – non si veda in giro!


13 comments ↓

#1 Pippo on 09.24.09 at 10:57

Sulla carta il Piemonte è una delle Regioni più virtuose per le energie rinnovabili, basta vedere appunto l’impegno organizzativo ed economico per “uniamo le energie”.
Poi i burocrati combinano di questi disastri normativi.

P.S. Prof Bardi ho visto dal programma che lei e Mercalli sarete presenti il 9 ottobre a “uniamo le energie” spero di riuscire a venire e conoscerla stringendole la mano ringraziandola per l’opera di divulgazione che compie.

#2 Stefano on 09.24.09 at 11:12

Ah, invece la tangenziale est che questi decerebrati hanno in progetto è un godimento per gli occhi…

#3 Arturo on 09.24.09 at 11:18

Questa L.R. del Piemonte E’ SCONCERTANTE !!Con tutto il rispetto, ma non riesco ancora a capire cosa abbiano nella testa politici del genere … non capisco neanche le motivazioni più ovvie, tra l’altro non c’è da arricchirsi lucrando con gli appalti pubblici.
Mi piacerebbe capire se questa legge vale sui nuovi impianti o riguarda anche quelli gia installati. In quest’ultimo caso, se l’impianto fosse benissimo visibile, bisognerebbe “mettersi a norma” RIMUOVENDO il pannello, o coprendolo??? Necessito lumi, ..grazie!

#4 daniele on 09.24.09 at 12:04

visto che con norme simili ci lavoro tutti i giorni mi permetto di dare la mia intepretazione:

se al livello del suolo (inferiore alla quota della copertura) cnei pressi dell’edificio c’è uno spazio pubblico (piazza, parco ecc.) occorre far si che la visione dei pannelli sia schermata.

Si tratta evidentemente di schermature laterali, che si possono fare con delle semplici velette, che se poste ad adeguate distanze dai pannelli non incidono sulla produttività dei pannelli se non in misura molto limitata (sole basso sull’orizzonte).

Magari si poteva scrivere meglio ma non è molto diversa da qualsiasi norma si possa trovare sui vari regolamenti edilizi

#5 Stefano Pelloni on 09.24.09 at 13:22

Ma invece di commentare a vanvera, non sarebbe meglio verificare? Quella legge OBBLIGA a prevedere il solare nelle nuove costruzioni, favorisce in ogni modo (risparmio energetico ecc…) l’uso di energie alternative e il basso consumo di energie alternative, ma si trova modo di sputare su questa legge per un passaggio risibile di un regolamento attuativo… Tra fare una critica (mille ce ne potrebbero essere, sacrosante) e parlare di vergogna, su questo tema e con quanto si sta facendo, la differenza è davvero enorme. Massì, d’altra parte c’è chi (da ambientalista) riesce a protestare per l’eolico…
Quando si passerà a parlare di scie chimiche? L’attendibilità è la stessa…
Profondamente sconsolato
Questo è il link alla legge (13 del 2007, non approvata recentemente ma oltre due anni fa)
http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/coord/c2007013.html
Questo il link alle disposizioni attuative
http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2009/31/attach/dgr_11967_930_04082009_a1.pdf

#6 Paolo Marani on 09.24.09 at 15:20

Però, quando avvallano il progetto e la realizzazione di ECOMOSTRI in cemento, mica si preoccupano di renderli invisibili…. ne potrei citare a dozzine in Romagna, ma mi sa che è uguale in tutte le parti d’Italia.

#7 Ugo Bardi on 09.24.09 at 21:15

Caro Stefano Pelloni. Lo stralcio citato nel post non vuol dire che la legge, nel suo complesso, non sia buona. Vuol dire solo che nella commissione che ha scritto questa legge c’erano persone con varie idee e differenti atteggiamenti. Qualcuno ha aggiunto queste due righe sulla necessità che i pannelli non siano visibili; forse in buona fede, forse come un piccolo sabotaggio contro l’energia rinnovabile. Chi poi l’ha votata, non se n’è accorto. Proprio per questa ragione queste cose vanno dette e fatte notare in giro; per evitare che si ripetano.

Ti prego perciò di evitare di fare di ogni erba un fascio e di tirar fuori scie chimiche e altre scemenze contro le quali già stiamo facendo il possibile, perdendoci tempo e energia. Grazie.

#8 Frank on 09.24.09 at 22:20

Per me, l’estetica è un problema del 40° ordine rispetto alla
sicurezza/continuità degli approvigionamenti energetici/alimentari e la
stabilità economica, politica, sociale.

Non è che sia del tutto inutile, ma è poco scientifica (si cerca di inquadrarla,
come già è stato detto, in canoni di rapporti di proporzioni, simmetrie,
relazioni cromatiche e proprietà di lucentezza) e incommensurabile con i veri
problemi

Meglio sopravvivere brutti, che schiattare belli.

ciao

Frank

#9 Gianni Comoretto on 09.25.09 at 08:50

Da quel che capisco io l’impianto non deve comunque essere visibile, Quindi nel caso di tetti piani posti a quote altimetricamente inferiori (palazzo di 3 piani circondato da palazzi di 5, ovviamente a distanza tale da non far ombra) nisba, niente pannelli.

#10 Guglielmo Magri on 09.25.09 at 10:01

Penso che cominciare a tenere presente l’impatto estetico sulle abitazioni sia un’ottima cosa anche nel caso di impianti solari. Del resto la perdita di rendimento dovuta a un non perfetto orientamento è molto piccola fino a certi angoli, mentre l’impatto di non avere i pannelli compresi nel profilo dell’abitazione è micidiale e alla lunga potrebbe portare a un rigetto, che è l’ultima cosa di cui il solare ha bisogno. La cosa importante è il ribadire l’obbligatorietà del solare.

#11 Luigi ruffini on 09.25.09 at 11:00

Come se le case fossero belle…
Una volta scavato e cementificato indiscriminatamente preoccuparsi della visibilità dei pannelli mi pare fuori luogo.

#12 Alex I. on 09.25.09 at 15:47

Poi a Torino costruiscono l’inceneritore al Gerbido…quello sì che sarà bello…

#13 Arnaldo on 09.27.09 at 14:21

Provate a leggere il passo della legge come sotto, ossia con una semplice virgola aggiunta dopo la parola “schermatura” (possibile omissione tipografica)e vedrete come la interpretazione proposta da Daniele appaia la + ragionevole (e rispondente alla mens iuris della legge). In sostanza, il problema della “visibilità” si pone solo in presenza di “spazi pubblici limitrofi all’edificio posti a quota altimetrica inferiore”.

“Nel caso di copertura piana, i pannelli solari e i loro componenti possono essere installati su supporti idonei a raggiungere l’inclinazione ritenuta ottimale, purché l’impianto non risulti visibile, anche facendo ricorso a schermature (,) rispetto a spazi pubblici limitrofi all’edificio posti a quota altimetrica inferiore”