Capannori: città delle tecnologie del futuro

Di Ugo Bardi

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Il palazzo del comune di Capannori. Non che sia particolarmente bello, anzi. Però si riscatta con un bell’impianto fotovoltaico che ha sul tetto.

Capannori è un paese in provincia di Lucca, in Toscana, dove sono state realizzate una serie di iniziative pratiche per adattarsi alla contrazione energetica in corso. Capannori è il paese dei rifiuti zero, della vendita dei prodotti alla spina, della buona gestione delle risorse in generale. Nessuna di queste cose è stata inventata a Capannori, ma l’adozione di tutte queste cose insieme ne ha fatto un comune all’avanguardia in Toscana, e alla pari con molti comuni evoluti nel nord Italia

Il mese scorso, sono stato a Capannori, invitato da Alessio Ciacci, assessore all’ambiente che, molto gentilmente, mi ha fatto vedere un po’ tutto quello che hanno realizzato. Ne ho fatto un piccolo servizio fotografico, del quale vi passo alcune immagini e commenti.

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Per cominciare, ecco Alessio Ciacci accanto al pannello che indica la potenza generata dai pannelli e l’energia generata nel tempo. Un’ottima idea che da subito un’impressione positiva di quello che i pannelli possono fare. Qui, in una giornata non particolarmente luminosa, i pannelli facevano tranquillamente il loro mestiere.

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D’altra parte, Capannori è noto non tanto per il fotovoltaico, quanto per il fatto di essere la città Toscana che per prima si è mossa verso i “rifiuti zero”. Qui vedete un’immagine del rettilineo che porta al centro città. Notate l’assenza di cassonetti. In tutto il comune, i rifiuti si raccolgono con il metodo del “Porta a Porta”.

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Una delle caratteristiche del sistema di gestione dei rifiuti di Capannori, oltre al porta a porta, è il sistema del “porta e incassa”. I cittadini possono portare i loro rifiuti separati a delle “isole ecologiche” appena fuori città e riceverne un credito che poi verrà pagato in moneta dall’azienda che gestisce la raccolta. Nella foto vedete un impiegato di ASCIT che fa vedere come funziona la macchina automatica che pesa i rifiuti e che da la ricevuta.

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Ed ecco la ricevuta rilasciata dalla macchina. Il punteggio sarà poi pagato direttamente al cittadino.Non sono grosse somme quelle che uno può fare in questo modo, ma è un segnale di qualcosa che funziona.

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Un’altra delle novità introdotte a Capannori è il “latte alla spina”. Prodotto da un azienda locale, questo latte a filiera corta costa meno del latte industriale che si compra nei negozi e nei supermercati.

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Ecco il sottoscritto seduto sulla panchina accando al distributore che beve il latte appena versato nella bottiglia. Vi posso dire che è buono!

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Capannori è una città sempre piena di sorprese piacevoli. Ecco un coloratissimo banco di vendita in un negozio che espone i detersivi alla spina. Niente spreco di plastica per i recipienti usa e getta.

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Un altro negozio di Capannori dove si vendono detersivi alla spina. Vedete il sottoscritto insieme alla proprietaria sorridente con suo figlio. Mi dice Ciacci che queste nuove iniziative incontrano sempre qualche perplessità al momento della loro introduzione. Ma una volta che sono avviate, i sondaggi indicano che il livello di soddisfazione della popolazione è molto alto.

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Altra piacevole sorpresa di Capannori: fontana pubblica: acqua potabile accessibile a tutti. La fontana è molto evoluta; la pompa è azionata da un pannello fotovoltaico e c’è un sensore di movimento che ferma lo zampillo quando non c’è nessuno nelle vicinanze.

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Per finire, un’immagine del convegno “Rifiuti zero” che si è tenuto a Capannori a Giugno del 2008. Con il microfono in mano, sta parlando il sindaco Carlo del Ghingaro. Seduto con la camicia a quadrettoni, vedete Rossano Ercolini, molto attivo sulla gestione dei rifiuti. Con la giacca marrone, Eugenio Baronti, che ha iniziato la rivoluzione capannorese come assessore all’ambiente (ora è assessore regionale).

9 comments ↓

#1 Massimo Brogi on 05.14.09 at 12:37

Davvero una serie di iniziative molto interessanti, a me in particolare, che sono già fruitore dell’acqua pubblica di qualità presso il fontanello delle Piagge, interessa particolarmente quella del latte e quella del negozio dei detersivi.
Quella del latte perchè l’ho provato in Abruzzo, è buonissimo e perchè il trattamento industriale serviva quando dalle stalle non si poteva controllare la qualità in uscita, ma oggi forse serve solo all’industria.
Quella dei detersivi perchè ci vedo la possibilità di mettere su un’attività economica in grado di contribuire alla riduzione degli imballaggi e la nostra dipendenza dalla grande distribuzione.
Complimenti a Bardi per il bel post

#2 Massimo Brogi on 05.14.09 at 12:41

Aggiungo anche che il conferimento dei rifiuti nelle isole ecologiche lo si può fare anche a Firenze, noi lo facciamo da molto tempo per tutto ciò che non si può o non è corretto conferire nell’indifferenziato, solo che sono poche sul territorio e non sono adeguatamente pubblicizzate. Muoversi a Firenze non è come muoversi a Capannori, un maggior distribuzione delle stesse ed una maggior comunicazione non guasterebbe.
Chissà se si può fare qualcosa per sensibilizzare il gestore dei rifiuti o altre autorità in questa direzione?
Saluti

#3 Pippo on 05.14.09 at 17:56

Sì, tutto molto bello, sarebbe semplice copiarlo ovunque.
Qui a Torino siamo più furbi, ora costruiremo un bell’inceneritore. Opsss! Volevo dire, “termovalorizzatore”.
Si trova lavoro dalle parti di Capannori? Quasi quasi ci vado ad abitare!

#4 Frank on 05.14.09 at 18:40

Spero che sia modello per la città del futuro, anche se temo che, come ci ricorda Pippo, nelle grandi città il mostro-inceneritore sarà duro a morire. La sua uccisione dovrebbe coincidere necessariamente con azioni eclatanti di ribellioni a chi ha interesse (economico) che venga fatto

#5 Weissbach on 05.14.09 at 19:44

Ugo, cosa bevi, sei pazzo?
E i colibatteri?!?

#6 Ciacci Magazine » Blog Archive » Capannori: città delle tecnologie del futuro on 05.15.09 at 15:33

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#7 Anonimo on 05.15.09 at 23:00

mezzo megaWatt?
ma hai bevuto mezzo ettolitro
di vino?

#8 Ugo Bardi on 05.16.09 at 15:50

Si, vero. Ma così è un piccolo errore di un fattore 100 fra amici? 🙂

#9 Cristiano Bottone on 05.18.09 at 10:33

Tutto si può fare anche nelle grandi città. A Bologna, che comunque è ben lungi dall’essere un modello di sostenibilità, sulla nuova sede del comune svetta un enorme impianto fotovoltaico, in giro ci sono al momento 63 distributori di latte alla spina e aumentano i negozi a filiera corta per gli alimentari, le iniziative di filiera corta nei negozi convenzionali, le attività dei GAS, ecc… piano piano si cambia (purtroppo anche l’inceneritore gode di ottima salute, ma la crisi ha ridotto sensibilmente la quantità di rifiuti che ci finisce dentro).