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ASPO Italia ASPO-Italia Associazione per lo studio del picco del petrolio, del gas e delle materie prime Energia, Economia, Ambiente http://www.aspoitalia.it/index.php 2015-07-29T04:33:13+02:00 Joomla! - Open Source Content Management Benvenuto in ASPO Italia 2008-10-27T02:49:49+01:00 2008-10-27T02:49:49+01:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/55-uncategorised/217-home Administrator webmaster@aspoitalia.org

<div class="feed-description"><h2><strong style="color: black;">Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio</strong></h2> <p><span style="color: #135cae; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-weight: bold;"><strong style="color: black;">Sezione Italiana di ASPO International</strong></span></p> <p> </p> <table style="background-color: #d0ffc5;" border="0" cellspacing="20" cellpadding="20" align="center"> <tbody> <tr> <td width="160"><img src="http://www.aspoitalia.it/images/stories/logoaspoitalia_lowres.png" alt="" width="160" border="0" /></td> <td align="justify"> <h4><strong>Cos'è ASPO Italia?</strong></h4> <p style="color: black;">ASPO Italia è la sezione italiana dell'associazione scientifica ASPO (Association for the Study of Peak Oil) il cui scopo principale è lo studio del Picco del Petrolio, delle sue gravi conseguenze sui sistemi ecologici, economici e sociali, e della mitigazione di questi effetti. Si occupa inoltre dell'esaurimento delle risorse non rinnovabili, dell'inquinamento, dei cambiamenti climatici, e più in generale dei limiti alla crescita economica. ASPO Italia è formata principalmente, ma non solo, da studiosi ed esperti nei campi dell'energia, delle risorse, dell'economia e dell'ambiente.</p> </td> </tr> </tbody> </table> <p> </p> <table style="background-color: #d0ffc5;" border="0" cellspacing="20" cellpadding="20" align="center"> <tbody> <tr> <td align="justify"> <h4><strong>Cos'è il Picco del Petrolio?</strong></h4> <p style="color: black;">Il Picco del Petrolio (Peak Oil, in inglese) è il momento in cui la produzione petrolifera di una regione, di una nazione o del mondo dovrebbe raggiungere il suo massimo. Dopo questo punto, essa declina inesorabilmente, con pesanti conseguenze sulla disponibilità di energia. Una fondamentale prova della correttezza di questa teoria fu data da M. King Hubbert quando, nel 1956, predisse correttamente che il picco della produzione petrolifera degli Stati Uniti sarebbe avvenuto intorno al 1970. </p> <h3><a href="http://www.aspoitalia.it/intro/intro.html">Presentazione grafica sul Picco del Petrolio.</a></h3> <p>Per rimanere aggiornati c'è il <a href="https://aspoitalia.wordpress.com/">Blog Risorse, Economia ed Ambiente</a></p> </td> <td align="center" width="250"> <p><a href="http://www.aspoitalia.it/intro/intro.html"><img src="http://www.aspoitalia.it/images/stories/aspo 2008 base case.jpg" alt="" width="250" border="0" /></a></p> </td> </tr> </tbody> </table></div> <div class="feed-description"><h2><strong style="color: black;">Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio</strong></h2> <p><span style="color: #135cae; font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 13px; font-weight: bold;"><strong style="color: black;">Sezione Italiana di ASPO International</strong></span></p> <p> </p> <table style="background-color: #d0ffc5;" border="0" cellspacing="20" cellpadding="20" align="center"> <tbody> <tr> <td width="160"><img src="images/stories/logoaspoitalia_lowres.png" alt="" width="160" border="0" /></td> <td align="justify"> <h4><strong>Cos'è ASPO Italia?</strong></h4> <p style="color: black;">ASPO Italia è la sezione italiana dell'associazione scientifica ASPO (Association for the Study of Peak Oil) il cui scopo principale è lo studio del Picco del Petrolio, delle sue gravi conseguenze sui sistemi ecologici, economici e sociali, e della mitigazione di questi effetti. Si occupa inoltre dell'esaurimento delle risorse non rinnovabili, dell'inquinamento, dei cambiamenti climatici, e più in generale dei limiti alla crescita economica. ASPO Italia è formata principalmente, ma non solo, da studiosi ed esperti nei campi dell'energia, delle risorse, dell'economia e dell'ambiente.</p> </td> </tr> </tbody> </table> <p> </p> <table style="background-color: #d0ffc5;" border="0" cellspacing="20" cellpadding="20" align="center"> <tbody> <tr> <td align="justify"> <h4><strong>Cos'è il Picco del Petrolio?</strong></h4> <p style="color: black;">Il Picco del Petrolio (Peak Oil, in inglese) è il momento in cui la produzione petrolifera di una regione, di una nazione o del mondo dovrebbe raggiungere il suo massimo. Dopo questo punto, essa declina inesorabilmente, con pesanti conseguenze sulla disponibilità di energia. Una fondamentale prova della correttezza di questa teoria fu data da M. King Hubbert quando, nel 1956, predisse correttamente che il picco della produzione petrolifera degli Stati Uniti sarebbe avvenuto intorno al 1970. </p> <h3><a href="intro/intro.html">Presentazione grafica sul Picco del Petrolio.</a></h3> <p>Per rimanere aggiornati c'è il <a href="https://aspoitalia.wordpress.com/">Blog Risorse, Economia ed Ambiente</a></p> </td> <td align="center" width="250"> <p><a href="intro/intro.html"><img src="images/stories/aspo 2008 base case.jpg" alt="" width="250" border="0" /></a></p> </td> </tr> </tbody> </table></div> CCS, mito e realtà 2015-07-01T09:40:47+02:00 2015-07-01T09:40:47+02:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/archivio-articoli-italiano-1/350-ccs-mito-e-realta Dario Faccini dfaccini@libero.it <div class="feed-description"><p><em><strong>Di Dario Zampieri</strong></em></p> <p style="text-align: justify;">La Carbon Capture and Storage (CCS) è spesso vista come una panacea rispetto all’aumento del diossido di carbonio in atmosfera. L’idea di sequestrare sotto terra il CO<sub>2</sub> ha indubbiamente un suo fascino psicologico, ma quanto assomiglia alla pratica di nascondere alla vista lo sporco mettendolo sotto il tappeto? Un esame della fattibilità tecnica della CCS a scala globale rivela che questa pratica è un mito, soprattutto rispetto al tempo ristretto che rimane all’umanità per rimediare alle emissioni climalteranti.</p> <p>Continua a leggere nel pdf in allegato:</p></div> <div class="feed-description"><p><em><strong>Di Dario Zampieri</strong></em></p> <p style="text-align: justify;">La Carbon Capture and Storage (CCS) è spesso vista come una panacea rispetto all’aumento del diossido di carbonio in atmosfera. L’idea di sequestrare sotto terra il CO<sub>2</sub> ha indubbiamente un suo fascino psicologico, ma quanto assomiglia alla pratica di nascondere alla vista lo sporco mettendolo sotto il tappeto? Un esame della fattibilità tecnica della CCS a scala globale rivela che questa pratica è un mito, soprattutto rispetto al tempo ristretto che rimane all’umanità per rimediare alle emissioni climalteranti.</p> <p>Continua a leggere nel pdf in allegato:</p></div> La “crescita verde” è una grande mistificazione. 2015-06-19T22:15:49+02:00 2015-06-19T22:15:49+02:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/traduzioni/349-la-crescita-verde-e-una-grande-mistificazione Dario Faccini dfaccini@libero.it <div class="feed-description"><p style="margin-bottom: 0.28cm; line-height: 107%;">16 giugno 2015</p> <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 107%;">Traduzione in Italiano di <i><b>Mirco Rossi </b></i>di un'intervista a Philippe Bihouix.</p> <p style="margin-bottom: 0.28cm; line-height: 107%;"><span lang="en-US">Autore di </span><span lang="en-US"><i><b>L’âge des Low Tech. </b></i></span><i><b>Vers une civilisation techniquement soutenable</b></i><b>,</b> l'ingegnere Philippe Bihouix mette in guardia dal crescente esaurimento delle risorse metalliche. E sottolinea che, a causa del loro bisogno di metalli rari, le nuove energie non sono una panacea: un'energia illimitata e pulita è un mito, bisogna ... risparmiare, riciclare, rilocalizzare. Una manutenzione energizzante.</p> <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 107%;"><a href="http://www.reporterre.net/La-croissance-verte-est-une-mystification-absolue">http://www.reporterre.net/La-croissance-verte-est-une-mystification-absolue</a></p> <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 107%;">Per continuare la lettura scarica il pdf:</p></div> <div class="feed-description"><p style="margin-bottom: 0.28cm; line-height: 107%;">16 giugno 2015</p> <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 107%;">Traduzione in Italiano di <i><b>Mirco Rossi </b></i>di un'intervista a Philippe Bihouix.</p> <p style="margin-bottom: 0.28cm; line-height: 107%;"><span lang="en-US">Autore di </span><span lang="en-US"><i><b>L’âge des Low Tech. </b></i></span><i><b>Vers une civilisation techniquement soutenable</b></i><b>,</b> l'ingegnere Philippe Bihouix mette in guardia dal crescente esaurimento delle risorse metalliche. E sottolinea che, a causa del loro bisogno di metalli rari, le nuove energie non sono una panacea: un'energia illimitata e pulita è un mito, bisogna ... risparmiare, riciclare, rilocalizzare. Una manutenzione energizzante.</p> <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 107%;"><a href="http://www.reporterre.net/La-croissance-verte-est-une-mystification-absolue">http://www.reporterre.net/La-croissance-verte-est-une-mystification-absolue</a></p> <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 107%;">Per continuare la lettura scarica il pdf:</p></div> Assemblea 2015 ASPO Italia 2015-05-19T22:39:02+02:00 2015-05-19T22:39:02+02:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/55-uncategorised/347-assemblea-2015-aspo-italia Dario Faccini dfaccini@libero.it <div class="feed-description"><p>Sabato 23 Maggio, presso il Camplus Bononia a Bologna si terrà l'Assemblea annuale dei soci ASPO Italia.</p> <p>In allegato la locandina.</p> <p>I lavori sono aperti a tutti.</p></div> <div class="feed-description"><p>Sabato 23 Maggio, presso il Camplus Bononia a Bologna si terrà l'Assemblea annuale dei soci ASPO Italia.</p> <p>In allegato la locandina.</p> <p>I lavori sono aperti a tutti.</p></div> L'eccesso di petrolio e gli alti prezzi riflettono un problema di accessibilità 2015-03-24T22:56:46+01:00 2015-03-24T22:56:46+01:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/traduzioni/346-l-eccesso-di-petrolio-e-gli-alti-prezzi-riflettono-un-problema-di-accessibilita Dario Faccini dfaccini@libero.it <div class="feed-description"><p><br />Di <a href="http://ourfiniteworld.com/author/gailtheactuary/">Gail Tverberg</a> da <a href="http://ourfiniteworld.com/2015/03/09/the-oil-glut-and-low-prices-reflect-an-affordability-problem/">Our Finite World</a> 9/3/2015, traduzione di Massimiliano Rupalti</p> <p style="text-align: justify;"><br />Per molto tempo c'è stata la convinzione che il declino dell'offerta petrolifera si verificherà in corrispondenza di alti prezzi del barile. La domanda supererà l'offerta. A me sembra che sia il contrario – il declino dell'offerta arriverà attraverso bassi prezzi del petrolio.</p> <p style="text-align: justify;"><br />L'abbondanza di petrolio che stiamo vivendo ora riflette una crisi mondiale di accessibilità. A causa della mancanza di accessibilità, la domanda è depressa. Questa mancanza di domanda mantiene bassi i prezzi – al di sotto del costo di produzione di molti produttori. Se il problema dell'accessibilità non può essere risolto minaccia di far cadere il sistema scoraggiando gli investimenti nella produzione di petrolio.</p> <p style="text-align: justify;">Continua a leggere nel documento allegato.</p></div> <div class="feed-description"><p><br />Di <a href="http://ourfiniteworld.com/author/gailtheactuary/">Gail Tverberg</a> da <a href="http://ourfiniteworld.com/2015/03/09/the-oil-glut-and-low-prices-reflect-an-affordability-problem/">Our Finite World</a> 9/3/2015, traduzione di Massimiliano Rupalti</p> <p style="text-align: justify;"><br />Per molto tempo c'è stata la convinzione che il declino dell'offerta petrolifera si verificherà in corrispondenza di alti prezzi del barile. La domanda supererà l'offerta. A me sembra che sia il contrario – il declino dell'offerta arriverà attraverso bassi prezzi del petrolio.</p> <p style="text-align: justify;"><br />L'abbondanza di petrolio che stiamo vivendo ora riflette una crisi mondiale di accessibilità. A causa della mancanza di accessibilità, la domanda è depressa. Questa mancanza di domanda mantiene bassi i prezzi – al di sotto del costo di produzione di molti produttori. Se il problema dell'accessibilità non può essere risolto minaccia di far cadere il sistema scoraggiando gli investimenti nella produzione di petrolio.</p> <p style="text-align: justify;">Continua a leggere nel documento allegato.</p></div> Comunicato ASPO-Italia, 18 ottobre 2014 2014-10-19T22:18:58+02:00 2014-10-19T22:18:58+02:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/comunicati-ufficiali/343-comunicato-aspo-italia-18-ottobre-2014 Dario Faccini dfaccini@libero.it <div class="feed-description"><h2 style="text-align: center;">Idrocarburi Italiani: continua l'uso dell'iperbole</h2> <p style="text-align: justify;">Incassata, con il decreto Sblocca Italia, la licenza di trivellazione su tutto il territorio <span style="line-height: 1.3em;">nazionale, le Compagnie Petrolifere e i loro agenti di pubbliche relazioni, continuano la </span><span style="line-height: 1.3em;">campagna di comunicazione volta a convincere l’opinione pubblica della straordinaria </span><span style="line-height: 1.3em;">consistenza delle riserve petrolifere (diventate ora 700 Mtep) e delle straordinarie prospettive </span><span style="line-height: 1.3em;">occupazionali (creazione di 100.000 posti di lavoro).</span></p> <p><span style="line-height: 1.3em;">Continua a leggere nel pdf in allegato.</span></p></div> <div class="feed-description"><h2 style="text-align: center;">Idrocarburi Italiani: continua l'uso dell'iperbole</h2> <p style="text-align: justify;">Incassata, con il decreto Sblocca Italia, la licenza di trivellazione su tutto il territorio <span style="line-height: 1.3em;">nazionale, le Compagnie Petrolifere e i loro agenti di pubbliche relazioni, continuano la </span><span style="line-height: 1.3em;">campagna di comunicazione volta a convincere l’opinione pubblica della straordinaria </span><span style="line-height: 1.3em;">consistenza delle riserve petrolifere (diventate ora 700 Mtep) e delle straordinarie prospettive </span><span style="line-height: 1.3em;">occupazionali (creazione di 100.000 posti di lavoro).</span></p> <p><span style="line-height: 1.3em;">Continua a leggere nel pdf in allegato.</span></p></div> Commenti sullo Sblocca Italia 2014-10-03T01:16:55+02:00 2014-10-03T01:16:55+02:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/comunicati-ufficiali/341-commenti-sullo-sblocca-italia Dario Faccini dfaccini@libero.it <div class="feed-description"><p>Di Luca Pardi</p> <p>Testo portato all'audizione del 29 settembre all'VIII Commissione (Ambiente) della Camera nell'ambito dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto cosiddetto "Sblocca Italia".</p> <p><em><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; text-align: justify; font-size: 11.8181819915771px; line-height: 1.3em;">In questo documento ci limiteremo a commentare il cosiddetto decreto “Sblocca Italia” nella parte che riguarda il piano di sviluppo delle risorse di idrocarburi nazionali. Non toccheremo, se non marginalmente, gli aspetti ambientali del suddetto sviluppo, certi che altre organizzazioni ambientaliste siano in grado di farlo meglio di noi, e svilupperemo invece un ragionamento quantitativo ed economico sugli idrocarburi e, in particolare, sul petrolio che è il nostro argomento statutario principale...</span></em></p></div> <div class="feed-description"><p>Di Luca Pardi</p> <p>Testo portato all'audizione del 29 settembre all'VIII Commissione (Ambiente) della Camera nell'ambito dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto cosiddetto "Sblocca Italia".</p> <p><em><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; text-align: justify; font-size: 11.8181819915771px; line-height: 1.3em;">In questo documento ci limiteremo a commentare il cosiddetto decreto “Sblocca Italia” nella parte che riguarda il piano di sviluppo delle risorse di idrocarburi nazionali. Non toccheremo, se non marginalmente, gli aspetti ambientali del suddetto sviluppo, certi che altre organizzazioni ambientaliste siano in grado di farlo meglio di noi, e svilupperemo invece un ragionamento quantitativo ed economico sugli idrocarburi e, in particolare, sul petrolio che è il nostro argomento statutario principale...</span></em></p></div> Basso prezzo del petrolio: segno del collasso della bolla del debito che porterà alla fine delle forniture di petrolio? 2014-09-25T01:30:30+02:00 2014-09-25T01:30:30+02:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/traduzioni/340-basso-prezzo-del-petrolio-segno-del-collasso-della-bolla-del-debito-che-portera-alla-fine-delle-forniture-di-petrolio Dario Faccini dfaccini@libero.it <div class="feed-description"><p align="JUSTIFY">Di Gail Tverberg, dal <a href="http://ourfiniteworld.com/2014/09/21/low-oil-prices-sign-of-a-debt-bubble-collapse-leading-to-the-end-of-oil-supply/">blog OurFiniteWorld</a>, 21/9/2014</p> <p align="JUSTIFY">Traduzione Luca Pardi, revisione Alessandro Maini</p> <p align="JUSTIFY"><em>Negli ultimi tempi il prezzo del petrolio e di altre materie prime è in calo. Questa è una buona o una cattiva notizia?</em></p> <p align="JUSTIFY"><br />Continua a leggere nel pdf allegato.</p> <p> </p></div> <div class="feed-description"><p align="JUSTIFY">Di Gail Tverberg, dal <a href="http://ourfiniteworld.com/2014/09/21/low-oil-prices-sign-of-a-debt-bubble-collapse-leading-to-the-end-of-oil-supply/">blog OurFiniteWorld</a>, 21/9/2014</p> <p align="JUSTIFY">Traduzione Luca Pardi, revisione Alessandro Maini</p> <p align="JUSTIFY"><em>Negli ultimi tempi il prezzo del petrolio e di altre materie prime è in calo. Questa è una buona o una cattiva notizia?</em></p> <p align="JUSTIFY"><br />Continua a leggere nel pdf allegato.</p> <p> </p></div> Il vero limite dello sviluppo 2014-09-05T21:14:22+02:00 2014-09-05T21:14:22+02:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/archivio-articoli-italiano-1/339-il-vero-limite-dello-sviluppo Dario Faccini dfaccini@libero.it <div class="feed-description"><h1 style="text-align: center;">Il vero “Limite dello Sviluppo”</h1> <p align="JUSTIFY"><em>Di Dario Faccini, 5/9/2014</em></p> <p align="JUSTIFY">Un nuovo studio ci mette di fronte alla realtà dei fatti. Quella realtà che non è stata capita dagli analisti, da molti ricercatori e men che meno dai politici. L'attuale crisi non ha origine dal sistema finanziario, questi ne è solo la causa contingente. Il problema vien da molto più lontano ed è ben più pervasivo. Di certo non si può risolvere cambiando qualche regola finanziaria qua e là.</p> <p align="JUSTIFY">Un articolo di divulgazione sullo studio condotto dal prof. Graham Turner, “<a href="http://www.sustainable.unimelb.edu.au/files/mssi/MSSI-ResearchPaper-4_Turner_2014.pdf">Is global collapse imminent?</a>” (E' imminente un collasso globale?)</p> <p align="JUSTIFY">Parole chiave: picco, petrolio, limiti allo sviluppo, limits to growth, world3, turner, aggiornamento, crisi, modello, previsione, effetto seneca.</p> <p align="JUSTIFY">In allegato l'articolo completo da scaricare.</p> <p> </p></div> <div class="feed-description"><h1 style="text-align: center;">Il vero “Limite dello Sviluppo”</h1> <p align="JUSTIFY"><em>Di Dario Faccini, 5/9/2014</em></p> <p align="JUSTIFY">Un nuovo studio ci mette di fronte alla realtà dei fatti. Quella realtà che non è stata capita dagli analisti, da molti ricercatori e men che meno dai politici. L'attuale crisi non ha origine dal sistema finanziario, questi ne è solo la causa contingente. Il problema vien da molto più lontano ed è ben più pervasivo. Di certo non si può risolvere cambiando qualche regola finanziaria qua e là.</p> <p align="JUSTIFY">Un articolo di divulgazione sullo studio condotto dal prof. Graham Turner, “<a href="http://www.sustainable.unimelb.edu.au/files/mssi/MSSI-ResearchPaper-4_Turner_2014.pdf">Is global collapse imminent?</a>” (E' imminente un collasso globale?)</p> <p align="JUSTIFY">Parole chiave: picco, petrolio, limiti allo sviluppo, limits to growth, world3, turner, aggiornamento, crisi, modello, previsione, effetto seneca.</p> <p align="JUSTIFY">In allegato l'articolo completo da scaricare.</p> <p> </p></div> Esportazioni di petrolio USA 2014-07-11T20:20:20+02:00 2014-07-11T20:20:20+02:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/comunicati-ufficiali/337-esportazioni-di-petrolio-usa Dario Faccini dfaccini@libero.it <div class="feed-description"><h1 style="text-align: center;">Esportazioni di petrolio USA<span style="font-size: 15px; font-family: Arial; color: #000000; background-color: transparent; font-weight: bold; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline;"><span style="font-size: 15px; font-family: Arial; color: #000000; background-color: transparent; font-weight: normal; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline;"><br /></span></span></h1> <h2 style="text-align: center;"><span id="docs-internal-guid-4e168055-26a6-05af-e17f-5d678d9777e0">(Comunicato ASPO-Italia, 11 luglio 2014)</span></h2> <p>Recentemente la stampa ha riportato la notizia che il governo USA ha autorizzato l’esportazione di petrolio. Tale notizia, anche a causa della cattiva titolazione degli articoli di giornale, è diventata, nell’opinione pubblica la prova che gli Stati Uniti sono diventati esportatori di petrolio e di gas, grazie alle nuove tecniche di estrazione che vanno sotto il nome di fracking (fatturazione idraulica). Questa affermazione è priva di fondamento in quanto l’esportazione riguarda una quantità di petrolio nettamente inferiore a quella che viene costantemente importata per soddisfare il fabbisogno nazionale. Gli Stati Uniti NON SONO ESPORTATORI NETTI DI IDROCARBURI e probabilmente non lo saranno mai. Nel 2013 i consumi di petrolio negli USA ammontavano in media a più di 19 milioni di barili al giorno mentre la produzione si attestava sugli 11-12 milioni di barili al giorno. Una differenza di 7-8 milioni di barili che non potrà essere facilmente colmata.</p> <p><br />Articolo sul Blog di ASPO Italia: <a href="http://aspoitalia.wordpress.com/2014/07/11/import-export-di-propaganda/">"Import-Export di...propaganda"</a>.</p> <p dir="ltr"> </p> <p dir="ltr"> </p> <p> </p></div> <div class="feed-description"><h1 style="text-align: center;">Esportazioni di petrolio USA<span style="font-size: 15px; font-family: Arial; color: #000000; background-color: transparent; font-weight: bold; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline;"><span style="font-size: 15px; font-family: Arial; color: #000000; background-color: transparent; font-weight: normal; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline;"><br /></span></span></h1> <h2 style="text-align: center;"><span id="docs-internal-guid-4e168055-26a6-05af-e17f-5d678d9777e0">(Comunicato ASPO-Italia, 11 luglio 2014)</span></h2> <p>Recentemente la stampa ha riportato la notizia che il governo USA ha autorizzato l’esportazione di petrolio. Tale notizia, anche a causa della cattiva titolazione degli articoli di giornale, è diventata, nell’opinione pubblica la prova che gli Stati Uniti sono diventati esportatori di petrolio e di gas, grazie alle nuove tecniche di estrazione che vanno sotto il nome di fracking (fatturazione idraulica). Questa affermazione è priva di fondamento in quanto l’esportazione riguarda una quantità di petrolio nettamente inferiore a quella che viene costantemente importata per soddisfare il fabbisogno nazionale. Gli Stati Uniti NON SONO ESPORTATORI NETTI DI IDROCARBURI e probabilmente non lo saranno mai. Nel 2013 i consumi di petrolio negli USA ammontavano in media a più di 19 milioni di barili al giorno mentre la produzione si attestava sugli 11-12 milioni di barili al giorno. Una differenza di 7-8 milioni di barili che non potrà essere facilmente colmata.</p> <p><br />Articolo sul Blog di ASPO Italia: <a href="http://aspoitalia.wordpress.com/2014/07/11/import-export-di-propaganda/">"Import-Export di...propaganda"</a>.</p> <p dir="ltr"> </p> <p dir="ltr"> </p> <p> </p></div> Fracking: la lusinga dei derrick 2014-05-13T00:10:34+02:00 2014-05-13T00:10:34+02:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/comunicati-ufficiali/336-fracking-il-fascino-indiscreto-dei-derrick Dario Faccini dfaccini@libero.it <div class="feed-description"><p> </p> <p style="text-align: center;"> <span style="font-size: large;"><span lang="it-IT"><em><strong>Fracking</strong></em></span></span><span style="font-size: large;"><span lang="it-IT"><strong>: la lusinga dei derrick.</strong></span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"> <span lang="it-IT">Miti e realtà dei nuovi idrocarburi non convenzionali.</span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"> 13<span style="color: #000000;"><span lang="it-IT"> maggio 2014</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">E' in atto una campagna di pressione sull'opinione pubblica, finalizzata a spingere i governi europei a seguire la strada intrapresa dagli Stati Uniti nel campo dell'estrazione degli idrocarburi non convenzionali, in particolare </span><span lang="it-IT"><em>shale gas</em></span><span lang="it-IT"> e </span><span lang="it-IT"><em>tight oil</em></span><span lang="it-IT"> (gas e petrolio da scisti), usando la tecnica della fratturazione idraulica (</span><span lang="it-IT"><em>fracking</em></span><span lang="it-IT">).</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Tale campagna si avvale di due risultati ottenuti in USA grazie al </span><span lang="it-IT"><em>fracking</em></span><span lang="it-IT">:</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">1) la forte crescita della produzione di gas e petrolio da scisti</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">2) il crollo del prezzo del gas.</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Tali indiscutibili risultati vengono presentati come duraturi, considerando pressoché permanente l’attuale produzione di idrocarburi non convenzionali in USA e ipotizzando che il più grande consumatore-importatore di petrolio e gas stia per trasformarsi in esportatore. Mentre l’opinione pubblica europea viene lusingata dalla possibilità di ripetere quel miracolo anche nel nostro continente, liberando l’Europa dalla schiavitù delle forniture di gas russo.</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">I dati disponibili indicano che:</span></span></p> <ol> <li> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">la produzione di idrocarburi da scisti </span><span lang="it-IT"><span style="text-decoration: underline;">non ha il carattere di permanenza dichiarato</span></span><span lang="it-IT">, ma si esaurirà nel corso di circa un decennio.</span></span></p> </li> <li> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">La profittabilità economica dello sfruttamento dello shale gas è ancora tutta da dimostrare e tutta l'avventura potrebbe rivelarsi una nuova bolla finanziaria.</span></span></p> </li> <li> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Il rendimento energetico, misurato dall'ERoEI, è sicuramente inferiore a quello delle risorse convenzionali e probabilmente molto inferiore.</span></span></p> </li> <li> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">La possibilità di estendere il modello statunitense all'Europa e al resto del mondo è resa difficile, e forse impraticabile, da diversi fattori di ordine economico, giuridico, sociale e geologico.</span></span></p> </li> </ol> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Lo sforzo pubblicitario dell'industria legata alle fonti fossili non dovrebbe distogliere i governi europei dallo sforzo di sviluppare una infrastruttura energetica sostenibile, mitigare gli effetti ambientali, sociale ed economici dell'uso delle fonti fossili di energia, favorire il processo di transizione alla sostenibilità attraverso un rapido processo di risparmio e sviluppo dell'uso delle risorse rinnovabili in tutte le attività economiche.</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT"><br />In allegato il documento completo.</span></span></p></div> <div class="feed-description"><p> </p> <p style="text-align: center;"> <span style="font-size: large;"><span lang="it-IT"><em><strong>Fracking</strong></em></span></span><span style="font-size: large;"><span lang="it-IT"><strong>: la lusinga dei derrick.</strong></span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"> <span lang="it-IT">Miti e realtà dei nuovi idrocarburi non convenzionali.</span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"> 13<span style="color: #000000;"><span lang="it-IT"> maggio 2014</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">E' in atto una campagna di pressione sull'opinione pubblica, finalizzata a spingere i governi europei a seguire la strada intrapresa dagli Stati Uniti nel campo dell'estrazione degli idrocarburi non convenzionali, in particolare </span><span lang="it-IT"><em>shale gas</em></span><span lang="it-IT"> e </span><span lang="it-IT"><em>tight oil</em></span><span lang="it-IT"> (gas e petrolio da scisti), usando la tecnica della fratturazione idraulica (</span><span lang="it-IT"><em>fracking</em></span><span lang="it-IT">).</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Tale campagna si avvale di due risultati ottenuti in USA grazie al </span><span lang="it-IT"><em>fracking</em></span><span lang="it-IT">:</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">1) la forte crescita della produzione di gas e petrolio da scisti</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">2) il crollo del prezzo del gas.</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Tali indiscutibili risultati vengono presentati come duraturi, considerando pressoché permanente l’attuale produzione di idrocarburi non convenzionali in USA e ipotizzando che il più grande consumatore-importatore di petrolio e gas stia per trasformarsi in esportatore. Mentre l’opinione pubblica europea viene lusingata dalla possibilità di ripetere quel miracolo anche nel nostro continente, liberando l’Europa dalla schiavitù delle forniture di gas russo.</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">I dati disponibili indicano che:</span></span></p> <ol> <li> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">la produzione di idrocarburi da scisti </span><span lang="it-IT"><span style="text-decoration: underline;">non ha il carattere di permanenza dichiarato</span></span><span lang="it-IT">, ma si esaurirà nel corso di circa un decennio.</span></span></p> </li> <li> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">La profittabilità economica dello sfruttamento dello shale gas è ancora tutta da dimostrare e tutta l'avventura potrebbe rivelarsi una nuova bolla finanziaria.</span></span></p> </li> <li> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Il rendimento energetico, misurato dall'ERoEI, è sicuramente inferiore a quello delle risorse convenzionali e probabilmente molto inferiore.</span></span></p> </li> <li> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">La possibilità di estendere il modello statunitense all'Europa e al resto del mondo è resa difficile, e forse impraticabile, da diversi fattori di ordine economico, giuridico, sociale e geologico.</span></span></p> </li> </ol> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Lo sforzo pubblicitario dell'industria legata alle fonti fossili non dovrebbe distogliere i governi europei dallo sforzo di sviluppare una infrastruttura energetica sostenibile, mitigare gli effetti ambientali, sociale ed economici dell'uso delle fonti fossili di energia, favorire il processo di transizione alla sostenibilità attraverso un rapido processo di risparmio e sviluppo dell'uso delle risorse rinnovabili in tutte le attività economiche.</span></span></p> <p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT"><br />In allegato il documento completo.</span></span></p></div> Comunicato Aspo Italia su Shale Gas del 23 maggio 2013 2013-05-24T11:51:24+02:00 2013-05-24T11:51:24+02:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/comunicati-ufficiali/329-comunicato-aspo-italia-su-shale-gas-del-23-maggio-2013 Luca Pardi pardi@ipcf.cnr.it <div class="feed-description"><p style="text-align: justify;">La sollecitazione allo sfruttamento sostenibile delle risorse di gas non convenzionale locale in Europa è un appello ecologicamente irresponsabile, di valore economico dubbio e con un peso energetico discutibile. Meglio perseguire la via delle rinnovabili, dell’efficienza e della riduzione delle emissioni. Anche quest’ultima strategia garantisce investimenti e occupazione ed ha il valore ulteriore di essere ecologicamente, economicamente e socialmente sostenibile.</p></div> <div class="feed-description"><p style="text-align: justify;">La sollecitazione allo sfruttamento sostenibile delle risorse di gas non convenzionale locale in Europa è un appello ecologicamente irresponsabile, di valore economico dubbio e con un peso energetico discutibile. Meglio perseguire la via delle rinnovabili, dell’efficienza e della riduzione delle emissioni. Anche quest’ultima strategia garantisce investimenti e occupazione ed ha il valore ulteriore di essere ecologicamente, economicamente e socialmente sostenibile.</p></div> Comunicato ASPO-Italia sul varo della Strategia Energetica Nazionale 2013-03-20T13:08:01+01:00 2013-03-20T13:08:01+01:00 http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/comunicati-ufficiali/327-comunicato-aspo-italia-sul-varo-della-strategia-energetica-nazionale Luca Pardi pardi@ipcf.cnr.it <div class="feed-description"><p style="text-align: center;">GOVERNO MONTI: GRAVE COLPO DI CODA SULLA SEN</p> <p style="text-align: justify;"><strong>È legittima una Strategia Energetica Nazionale che avvia le nuove trivellazioni petrolifere varata da un governo appena prima di andarsene?</strong></p> <p style="text-align: justify;">L'8 Marzo scorso, il governo Monti, in carica per l'ordinaria amministrazione, ha emanato con decreto interministeriale firmato dal ministro per lo Sviluppo Economico Passera e quello all'Ambiente Clini, la versione finale del documento sulla <a href="http://www.pmi.it/wp-content/uploads/2013/03/Strategia_Energetica_Nazionale.pdf">Strategia Energetica Nazionale</a>. Ad una prima lettura nessuna delle osservazioni più significative, <a href="http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/comunicati-ufficiali/321-comunicato-aspo-italia-sulla-strategia-energetica-nazionale">incluse quelle di ASPO-Italia</a>, raccolte durante la consultazione con i cittadini è stata accolta. Resta, in particolare, la cosiddetta <em>produzione sostenibile di idrocarburi nazionali</em>, un ossimoro che, tradotto, significa approvazione delle nuove trivellazioni in mare, realizzabili grazie all'allentamento dei vincoli ambientali, e in Basilicata, Sicilia, Abruzzo. Una decisione di fine mandato che sarà accolta con molto piacere dalle compagnie petrolifere. La vicenda ricorda sinistramente il famoso decreto CIP6 del 1992 confezionato in regime di ordinaria amministrazione dal governo Andreotti VII, un regalino costato agli italiani l'equivalente di diverse di quelle manovre finanziarie d'emergenza a cui siamo tristemente abituati, nonché un grave ritardo nello sviluppo delle Nuove Fonti di Energia Rinnovabile (si veda la pubblicazione di <a href="http://www.aspoitalia.it/index.php/articoli/archivio-articoli-italiano-1/313-la-dolorosa-istoria-delle-fonti-rinnovabili-italiane">Leonardo Libero</a> sul sito di ASPO-Italia:). Non volendo credere che vi sia un possibile profilo di illegittimità nel varo del decreto (fatto comunque da appurare al più presto da parte del nuovo parlamento eletto), resta il giudizio negativo sull'opportunità politica che un provvedimento così importante possa essere preso da parte di un governo a fine mandato.</p> <p style="text-align: right;">Luca Pardi</p> <p style="text-align: right;">Presidente di ASPO-ITALIA</p></div> <div class="feed-description"><p style="text-align: center;">GOVERNO MONTI: GRAVE COLPO DI CODA SULLA SEN</p> <p style="text-align: justify;"><strong>È legittima una Strategia Energetica Nazionale che avvia le nuove trivellazioni petrolifere varata da un governo appena prima di andarsene?</strong></p> <p style="text-align: justify;">L'8 Marzo scorso, il governo Monti, in carica per l'ordinaria amministrazione, ha emanato con decreto interministeriale firmato dal ministro per lo Sviluppo Economico Passera e quello all'Ambiente Clini, la versione finale del documento sulla <a href="http://www.pmi.it/wp-content/uploads/2013/03/Strategia_Energetica_Nazionale.pdf">Strategia Energetica Nazionale</a>. Ad una prima lettura nessuna delle osservazioni più significative, <a href="index.php/articoli/comunicati-ufficiali/321-comunicato-aspo-italia-sulla-strategia-energetica-nazionale">incluse quelle di ASPO-Italia</a>, raccolte durante la consultazione con i cittadini è stata accolta. Resta, in particolare, la cosiddetta <em>produzione sostenibile di idrocarburi nazionali</em>, un ossimoro che, tradotto, significa approvazione delle nuove trivellazioni in mare, realizzabili grazie all'allentamento dei vincoli ambientali, e in Basilicata, Sicilia, Abruzzo. Una decisione di fine mandato che sarà accolta con molto piacere dalle compagnie petrolifere. La vicenda ricorda sinistramente il famoso decreto CIP6 del 1992 confezionato in regime di ordinaria amministrazione dal governo Andreotti VII, un regalino costato agli italiani l'equivalente di diverse di quelle manovre finanziarie d'emergenza a cui siamo tristemente abituati, nonché un grave ritardo nello sviluppo delle Nuove Fonti di Energia Rinnovabile (si veda la pubblicazione di <a href="index.php/articoli/archivio-articoli-italiano-1/313-la-dolorosa-istoria-delle-fonti-rinnovabili-italiane">Leonardo Libero</a> sul sito di ASPO-Italia:). Non volendo credere che vi sia un possibile profilo di illegittimità nel varo del decreto (fatto comunque da appurare al più presto da parte del nuovo parlamento eletto), resta il giudizio negativo sull'opportunità politica che un provvedimento così importante possa essere preso da parte di un governo a fine mandato.</p> <p style="text-align: right;">Luca Pardi</p> <p style="text-align: right;">Presidente di ASPO-ITALIA</p></div>