Search Results for 'kitegen' ↓
maggio 19th, 2012 — Notizie
di Ugo Bardi

Il Kitegen, nuova tecnologia eolica di alta quota, ha effettuato in questi giorni i primi voli controllati del sistema detto “Stem” in una configurazione vicina a una che potrebbe produrre energia utile. Ne potete vedere un filmato qui. Pur con tutte le cautele del caso, è un progresso che fa ben sperare. E’ tempo, allora, di riassumere un po’ la situazione.
Il mio collega (e amico) Antonio Turiel ha pubblicato qualche mese fa un post dal titolo “non ci sono miracoli nella scienza.” E’ un’affermazione profondamente corretta, come si rendono conto tutti quelli che si occupano professionalmente di ricerca e sviluppo. Purtroppo, la crisi in cui ci troviamo ha spinto invece molta gente a ridursi a sperare nei miracoli. Sarebbe bello se si potesse ottenere energia in abbondanza ignorando le leggi della fisica e mettendo insieme aggeggi strani, ma, alla fine, uno si trova in mano soltanto delle grandi delusioni.
Nel mondo reale, lo sviluppo di nuove tecnologie richiede tempo, fatica e risorse; oltre alla consapevolezza che non si possono fare miracoli. Ma le prospettive sono buone per chi lavora seriamente. L’energia solare che arriva tutti i giorni sul nostro pianeta è circa 10.000 volte più grande di quella che produciamo oggi in tutto il mondo. Se riusciamo a sfruttarne anche una piccolissima parte, e a sfruttarla saggiamente, non ci sono e non ci saranno problemi energetici per il futuro.
Ci sono molti modi per sfruttare questa energia che si manifesta principalmente in forma di sole e di vento. Fra queste, le turbine eoliche tradizionali sono una tecnologia che funziona abbastanza bene, ma possono sfruttare soltanto quella frazione di vento che soffia ad altezze che si possono raggiungere con una torre eolica. Quasi tutto il vento, con tutta la sua energia, sta molto più in alto. Allora, nasce l’idea di andare più in su, mandando in quota un aquilone per raccogliere l’energia e trasmetterla a un generatore a terra.
Questo è il concetto di base dell’idea dell’ “eolico di alta quota” di cui il Kitegen è una realizzazione pratica. A partire dall’idea iniziale di Massimo Ippolito, il progetto Kitegen si è gradualmente sviluppato fino ad arrivare al punto attuale, quando, proprio in questi giorni, abbiamo visto i primi voli del sistema detto “Stem” in una configurazione abbastanza simile a quella che potrebbe essere un sistema operativo. E’ un risultato che fa ben sperare nel futuro di una tecnologia che potrebbe avere eccellenti efficienze di conversione.
Il Kitegen non è il solo progetto in corso nel mondo – anche se è fra i più avanzati - sul concetto di “eolico di alta quota.” Ce ne sono molti altri e l’idea si sta espandendo rapidamente. Se andate a vedere il sito dell’ultimo congresso internazionale a Leuven nel 2011, vi potete fare un’idea del rapido sviluppo della tecnologia.
Come sempre, tuttavia, occorre una certa cautela. La tecnologia eolica di alta quota è estremamente promettente ma ancora a uno stadio iniziale. Ci vorrà ancora tempo prima di validarla e arrivare a una commercializzazione. Questo richiederà anche investimenti non piccoli – non c’è niente di gratis a questo mondo; nemmeno i miracoli.
Se poi la tecnologia dell’eolico di alta quota manterrà tutte le sue promesse, sarà un grande risultato. Ma non facciamo l’errore di sperare nei miracoli. Dobbiamo comunque ricordarci che viviamo su un pianeta finito e che nessuna tecnologia ci potrà mai permettere di continuare a crescere all’infinito. Teniamolo presente e andiamo avanti.
______________________
Trovate qui il blog del kitegen. Qui e qui trovate due miei articoli che descrivono il potenziale dell’eolico di alta quota.
dicembre 16th, 2010 — Notizie
Certo, è impressionante l’effetto che fanno quelle pasticchine blu…….
Prima della cura:

Dopo la cura:

novembre 27th, 2010 — Eolico, Kitegen, Tecnologie

Ultime foto dal Kitegen in costruzione a Sommariva, in Piemonte. Vedete che è stato montato lo “stem” vero e proprio, ovvero il componente tubolare che manovra i cavi dell’aquilone.
Certo, in questa foto il povero stem sembra un po’ ammosciatino; verrebbe voglia di proporre una pasticchina di viagra o qualcosa del genere. Comunque, vedete che il lavoro va avanti. Fra breve, si dovrebbe cominciare a far volare l’aquilone, e allora il prototipo sarà come deve essere secondo il progeo:

ottobre 8th, 2010 — Notizie
Dal Corriere di Chieri e Dintorni del 1 Ottobre 2010.
ottobre 2nd, 2010 — Notizie
Di Ugo Bardi

Massimo Ippolito in piena forma davanti ad alcuni componenti del Kitegen in costruzione
Sono di ritorno dal Piemonte e vi posso portare ottime notizie. Il kitegen è in pieno decollo. Ero un po’ preoccupato dopo le notizie sull’abbandono del sito di Berzano, ma mi sono potuto rassicurare in pieno dopo aver visitato il nuovo sito. Tutti i pezzi necessari sono disponibili; il sito è assicurato – senza rompiscatole nel raggio di qualche km dall’impianto, il permesso di volo anche. In sostanza, non ci sono più ostacoli alla costruzione del primo prototipo in dimensioni reali di una macchina capace di produrre energia su scala industriale. C’è anche un accordo sulla vendita di energia a un produttore locale.
L’impressione che da lo stabilimento è veramente particolare: i pezzi e i materiali sono allo stesso tempo estremamente semplici e sofisticati. Il kitegen è una tecnologia reale, di avanguardia, che sfrutta in pieno quel modo di costruire modernissimo che usa il software per ottimizzare la gestione dei materiali. Questo minimizza le spese e rende possibili cose una volta impensabili. Questa è l’alta tecnologia che sta creando una vera rivoluzione nel modo di costruire oggetti meccanici. Qualche decina di anni fa, il kitegen non sarebbe stato possibile – oggi lo è.
Ed ecco qui il “ragno” dove saranno localizzati tutti i componenti. In posa, il modesto sottoscritto (UB) insieme a Mario Marchitti

settembre 23rd, 2010 — Notizie
di Pietro Cambi (dal blog “crisis“)

Finalmente è disponibile on line una intervista al sottoscritto ed a Carlo Perassi, di WOW, sul Kitegen e sul Kitves, ovvero la sua versione marina.
E’ andata in onda su Radio 24, per il programma Archimede.
L’intervistatore, Maurizio Melis, mi ha fatto una ottima impressione. Preparato, scrupoloso e competente. Se i giornalisti fossero tutti come lui l’informazione farebbe un bel balzo nel nostro paese e con lei la consapevolezza dei cittadini.
Per quanto mi riguarda sono moderatamente soddisfatto.
Avrei potuto fare meglio, ma enormi bischerate non ne ho dette*.
La potete ascoltare qui.
Ed il Kitegen?
Riassunto dei recenti sviluppi.
Qui troverete le ultime news ufficiali.
Di seguito quelle “ufficiose”.
Ora vi sono due installazioni in atto, una a Berzano San Pietro ed una a Sommariva Perno, sempre in piemonte.
Quella di Berzano è ANCORA in mezzo alla palude amministrativa. Quella di Sommariva no.
Molti pezzi sono stati duplicati, con alcune differenze nei materiali e nella forma.
In pratica vi sono pezzi per una macchina e mezzo, piu’ o meno.
Li ho visti personalmente, tre giorni fa.
Cosi stando le cose si tratta solo di decidere dove finire di realizzare la prima macchina.
Per motivi affettivi e di puntiglio Massimo preferirebbe installare vicino a casa sua a Berzano.
Dato il prolungarsi dello stallo, tuttavia, è probabile che la prima macchina funzionante sarà, alla fine, quella di Sommariva.
Una volta deciso di installare macchine, rulli, tamburi pulegge e pezzi vari si potrà cominciare con le prove entro un paio di settimane.
Allo stato, pare che la decisione avverrà entro Settembre.
entro Ottobre, alla buon’ora, si dovrebbe/potrebbe partire.
*almeno una si, però: oltre a Sequoia ( e non Kitegen) i partners sono NOVE e non otto, di SETTE e non di cinque paesi.
giugno 26th, 2010 — Notizie

La promessa del kitegen, energia eolica di alta quota, è di avere energia elettrica a basso costo, senza problemi di intermittenza e in abbondanza tale da soddisfare in pieno le nostre esigenze. Il kitegen potrebbe essere molto meno costoso, meno pericoloso e più pratico dell’energia nucleare. Il problema è che ancora il kitegen rimane un progetto, mentre l’energia nucleare, bene o male, esiste da cinquant’anni. Su questo punto, c’è un commento di Massimo Ippolito, inventore del kitegen, che pubblichiamo qui con il suo consenso.
Sono certamente consapevole, ed è comunque un grande onore, quando il KiteGen viene opposto idealmente al nucleare. Ma sarebbe sufficiente, anzi sarebbe una grande conquista che il KiteGen venisse opposto o meglio confrontato in concretezza con il CCS, la Fusione nucleare, i reattori di IV Generazione, l’idrogeno, le foglie artificiali, il solare termodinamico, lo sfruttamento di maree onde e correnti e per finire con il “risparmio” energetico.
Sono tutti presidi che non hanno ancora prodotto nulla di convincente a livello teorico o ideale e tantomeno pratico, ma tutti hanno i rispettivi “bandwagon”, e tanto denaro pubblico per la sperimentazione ed il sostegno. In quanto concetti e tecnologie, essi sono ad un livello di sviluppo inferiore al KiteGen, e spesso hanno già dimostrato a caro prezzo di non essere praticabili.
Il “risparmio” energetico, che con il buonsenso sembra essere incontestabile, viene puntualmente opposto al KiteGen, con la triste locuzione che NON bisogna produrre altra energia ma risparmiarla. In questo periodo storico stiamo risparmiando energia, a causa del prezzo insostenibile, ma le aziende chiudono, la gente perde le case oppressa dai debiti e gli affamati terminali del mondo sono improvvisamente aumentati di centinaia di milioni.
La critica consapevole e i distinguo al concetto di risparmio energetico non è condotta praticamente da nessuno, a parte Franco Battaglia e Carlo Stagnaro sembra in modo quantomeno indigesto. Bisognerebbe impegnarsi a sostiture idealmente il concetto ambiguo e foriero di sciagure del risparmio energetico con il limpido, preciso ed onesto concetto di drastica limitazione delle emissioni antropiche di CO2, con il l’intento di non ammettere ulteriori confusioni.
Tornando al nucleare le proiezioni economiche, sebbene molto cautelative suggeriscono un costo dell’energia prodotta dal KiteGen di almeno 5 volte inferiore al nucleare, e tempi di realizzazione inferiori. Trovo incomprensibile che non sia ancora partita una iniziativa governativa seria, per verificare la consistenza di queste affermazioni.
Massimo Ippolito
giugno 10th, 2010 — Notizie
Di Ugo Bardi

Un immagine da Berzano di San Pietro, non lontano da Torino. E’ il “ragno” del kitegen in costruzione (il tizio con il casco è il modesto sottoscritto). Quello che si vede è parte della struttura di supporto del kitegen che contiene i generatori e le pulegge. Piano, piano, si dovrebbe arrivare a qualcosa come questo che vedete qui sotto. Ci vorrà un po’ di pazienza, ma piano, piano….

maggio 2nd, 2010 — Notizie

Come forse avrete saputo, il secondo prototipo del sistema di energia eolica ad alta quota Kitegen è (o dovrebbe) essere in costruzione in Piemonte, nel comune di Berzano di San Pietro in provincia di Asti. Dopo i primi test su un sistema mobile, questo è un prototipo che è previsto avere già tutte le caratteristiche di un sistema in grado di produrre energia.
Purtroppo, come tutto quello che è innovativo, anche il Kitegen si trova a dover affrontare quello che è stato chiamato l “Effetto Banana“, dove “banana” sta per “build absolutely nothing anywhere near anything”, ovvero “non si costruisce assolutamente niente in nessun posto vicino a nessuna cosa”.
Così, già prima che si cominciasse a metter mano al cantiere, il lavori sono stati fermati da un solerte intervento della guardia forestale che ha accusato la ditta Sequoia di aver tagliato troppi rami nel ripulire il sentiero che porta alla cima del colle dove dovrebbe sorgere il primo impianto. Ovviamente, si tratta di un piccolo dispetto – o forse un’intimidazione – da parte di quelli che non vogliono nessun cambiamento, di nessun tipo, di nessuna portata, in nessun luogo e in nessun momento.
E’ un’inerzia sociale che fa veramente paura, specialmente in una società che – teoricamente – loda l’innovazione e sostiene di basarsi su di essa. In pratica, la serie di leggi e lacci burocratici rende quasi impossibile innovare e questa è una vera tragedia in un momento come l’attuale, quando abbiamo disperatamente bisogno di trovare strade nuove per liberarci dalla dipendenza dai combustibili fossili e dai disastri che stanno provocando.
Per fortuna, non tutti hanno questo atteggiamento di chiusura totale. Qui, riproduco la lettera aperta scritta dal consigliere comunale di Bersano, Felice Celestino, che ha capito certe cose e non ha peli sulla lingua nel dirle. Lo ringrazio per il permesso di riprodurre questa lettera. Buona lettura.
_______________________________________________________
LA MADRE DEI CRETINI E’ SEMPRE INCINTA ?
Lettera aperta ai Cittadini di Berzano S. Pietro
del Consigliere di Maggioranza Felice CELESTINO
L’Amministrazione Comunale ha concesso il permesso di costruzione del prototipo del KITEGEN e – puntuale – è arrivato il ricorso, contro la decisione, da parte di una decina di cittadini (cinque famiglie). Scopo di questa lettera è puntualizzare aspetti noti e meno noti della vicenda e illustrare le conseguenze – positive e negative – per Berzano. Naturalmente il contenuto è espresso a titolo personale.
L’attuale sistema di norme (dalla Costituzione in giù) consente a qualunque cittadino di chiedere un permesso di costruzione, ottemperando a una lunga pletora di adempimenti.
Il comune sul cui territorio sorgerà la costruzione, esaminati quegli adempimenti e verificatane la correttezza, è tenuto a rilasciare il permesso. Voglio affermare che la concessione non è “a discrezione”, bensì un obbligo, vale a dire – ancora una volta – che se il comune rifiutasse, commetterebbe un illecito e il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) potrebbe costringerlo a rivedere le sue decisioni, anche ricorrendo al commissariamento.
Semplice, essenziale, lineare. Non c’è bisogno di avere studiato a Harvard per capire il meccanismo.
Come mai dieci cittadini (cinque famiglie), con una cultura oscillante tra la scuola dell’obbligo e l’università, hanno deciso di presentare ricorso contro una decisione praticamente obbligata?
Sono forse figli della signora di cui al titolo?
Sono giunto alla conclusione che i miei dieci concittadini (cinque famiglie) non hanno rapporti di parentela con la signora in questione, ma semplicemente sono mal consigliati e fanno i furbetti.
Il cattivo consiglio deriva dal livore e dall’antipatia che, negli anni, hanno sviluppato nei confronti dell’inventore del KITEGEN, sentimenti di bassa lega che hanno motivazioni psicoanalitiche o psichiatriche. Mi domando: si può affossare un progetto che il mondo ci invidia, adducendo motivazioni poco nobili e irrazionali? Vediamo adesso perché dico che “fanno i furbetti”.
L’Amministrazione Comunale ha cercato di mediare, accogliendo i timori dei vicini di casa di Massimo Ippolito, limitando, nella fase sperimentale, l’altezza di esercizio del KITEGEN a 200 m., in modo che in caso di “rovinosa caduta”, tutto resti confinato nel perimetro dei terreni che l’inventore possiede intorno alla propria abitazione.
Questo compromesso non è stato sufficiente per gli intransigenti oppositori, né è bastato il parere favorevole degli organi competenti nazionali, regionali e della Comunità Alto Astigiano. In poche parole “. . questo matrimonio non s’ha da fare!” Perché?
La strategia dei dieci furbetti (cinque famiglie) è semplice: punzecchiare, logorare, sfiancare . . . Tutto quello che si può mettere in campo per distruggere il morale e la motivazione a proseguire.
Per esemplificare, l’autore del progetto e i suoi soci della Sequoia hanno investito capitali facilmente immaginabili nell’impresa. Non è difficile ipotizzare che, viste le lungaggini pretestuose e i tempi di ritorno delle somme impegnate, decidano di ubicare il prototipo in un comune meno ostile.
A seguito del ricorso dei dieci berzanesi (cinque famiglie), Carabinieri e Guardia Forestale stanno indagando e il Giudice ha già acquisito le carte da esaminare per verificare la correttezza dell’operato dell’Amministrazione Comunale, che sul, piano formale, è stata ineccepibile.
Intanto – però sono partiti alcuni “pizzini” e ci sono state segnalazioni di infrazioni, esposti e ordinanza di sospensione dei lavori di costruzione (mai iniziati) da parte del Segretario Comunale. Sono state raccolte le prove che si tratta di un gravissimo falso. A cosa serve tanto zelo? A salvaguardare qualche ciliegio nel bosco ceduo di Massimo Ippolito? A impedire che i falchi della zona vadano a schiantarsi contro il lenzuolo del KITEGEN?
Ci sarebbe di che ridere, se non ci fossero conseguenze importanti per il Pianeta, per l’Italia e per Berzano. Nell’ordine: per il Pianeta il KITEGEN limiterà drasticamente le immissioni di CO2 in atmosfera; l’Italia presenterà all’Esposizione Universale di Shangai del maggio 2010 il KITEGEN come progetto pilota, Berzano di San Pietro diventerebbe un centro mondiale di progresso e innovazione. Il Pianeta e l’Italia non perderanno nulla perché KITEGEN diventerà presto operativo in ogni caso, magari ubicato in un paese più accogliente del nostro. Berzano perderà – invece – un’occasione irripetibile per i millenni a venire e questo, come cittadino e come amministratore, lo considero inaccettabile.
Allo stato attuale, non è dato sapere se il ricorso dei dieci furbetti (cinque famiglie) sarà accolto o cestinato, ma una cosa è certa: l’Immagine di Berzano di S. Pietro, già notevolmente deteriorata nel circondario, uscirà da questa telenovela come quella di un paese retrivo, meschino e intellettualmente sottosviluppato, cosa che rifiuto con tutte le mie forze.
Già in passato i dieci ricorrenti (cinque famiglie) si erano distinti affossando il progetto di ricavare energia dalle biomasse, e anche in occasione di una conferenza informativa sul KITEGEN, democraticamente organizzata, avevano esibito una tracotanza da fare invidia alle quattro famiglie che controllano Corleone o Gela. Inoltre, al sottoscritto sono giunte velate minacce mafiose e accuse di essere al soldo di Sequoia. I furbetti possono adire tutte le vie consentite, ma facciano attenzione a non usare scorciatoie illegali, come amicizie più o meno potenti, pressioni ricattatorie, intimidazioni, (in una sola parola: MAFIA) perché farebbero scattare immediatamente rivalse morali (deterioramento della stima, amicizia, affetto da parte dei Berzanesi) e legali (intervento della Magistratura) dal momento che Berzano di San Pietro non è in provincia di Palermo.
Sappiano che le altre duecento famiglie di Berzano sono favorevoli alla realizzazione del KITEGEN sul territorio del Comune, perché è un’opera di prestigio, utile all’Umanità e – non ultimo – perché porterebbe alla comunità berzanese grandi vantaggi di immagine ed economici. Infatti è previsto da un contratto, registrato presso un notaio, che il 10% della vendita di energia finisca nelle casse asfittiche del Comune e a beneficio delle famiglie berzanesi.
Tralascio deliberatamente la questione “sicurezza del KITEGEN” perché è stata ampiamente valutata da organi nazionali rigorosissimi e sviscerata in ogni più minuto particolare.
Concludo sottolineando il fatto importante che la nostra piccola Comunità non ha bisogno di contestazioni, divisioni e diatribe; che la bellezza straordinaria di questo territorio deve indurre sentimenti di condivisione e fratellanza per la fortuna di risiedervi; che l’occasione offerta al Paese è una benedizione del cielo anziché una sciagura come viene prospettata. Non approfittare di questa circostanza sarebbe un delitto imperdonabile contro le generazioni future, oltre che per quelle presenti.
E’ arrivato il momento di prendere posizione.
Personalmente lo sto facendo con questa lettera.
Felice CELESTINO
Valle Ochera 21 14020 BERZANO DI SAN PIETRO (AT)
agosto 4th, 2009 — Notizie