Yo-hooo: un GWh e mille barili di….

di Pietro Cambi

pannelli faeta

Circa un mese fa i tre impianti fotovoltaici della ditta “Alterenergy” di cui abbiamo parlato in questi articoli hanno superato la simbolica soglia di un GWH prodotto. Certo: rispetto  ai 300.000 e passa consumati in Italia pare piccola cosa ma in realtà è una quantità di energia terrificante. Essendo io (Pietro Cambi) socio e amministratore della ditta Alterenergy, questa è una cosa che mi fa particolarmente piacere.

E’ quanto basta, per dire, per accendere le luci, le lavatrici, le televisioni, gli ipad nelle case di TUTTE le famiglie della nostra città, Firenze, per un giorno ( una famiglia consuma circa 5-8 kWh/giorno e Firenze ha circa 350.000 abitanti,  130.000 famiglie escludendo i comuni limitrofi). In realtà ci stanno probabilmente anche bar, osterie, ristoranti, musei, strade, uffici, …insomma TUTTA la città.

Sicuramente tutto il centro storico e le aree limitrofe.

Messa cosi, immaginare di avere dato energia a tutte queste persone, come riflettevo qualche giorno fa passando dal Piazzale Michelangelo, dal quale Ringo Reenberg ha preso questa recente, bellissima, foto, è abbastanza impressionante. Sarà una goccia nel mare, magari, ma è la NOSTRA goccia ed a noi sembra importante!

foto hdr by Ringo Reenberg

Oppure , sempre per visualizzare 1 GWh, potreste considerare a quanto equivale, in termini di barili di petrolio equivalenti.

Considerando una efficienza del 50% nella produzione di energia elettrica in italia ( in verità siamo ancora ad un livello medio più basso), si può grossolanamente considerare che un GWh corrisponda all’energia elettrica prodotta bruciando 1000 barili di petrolio.

Volete sapere che effetto farebbero 1000 barili di petrolio?

Beh, se immaginiamo una pila triangolare, piu’ o meno delle dimensioni che si intuiscono da questa foto, considerando anche quelli che si vedono solo parzialmente, all’incirca ci siamo.

Sono sicuro che qualcuno si metterà a contare i barili ed a fare due conti: vedrete che il numero è quello, leggermente per difetto, anzi…

E’ un bel mucchio di energia elettrica, superiore di oltre dieci volte a quella che noi soci di alterenergy potremo consumare nell’arco delle nostre intere vite. Se consideriamo anche l’energia consumata per muoverci, vestirci, ammobiliare le ns case, nutrirci etc etc, ancora non ci siamo. Probabilmente raggiungeremo il punto in cui abbiamo annullato la ns impronta energetica totale entro la fine di quest’anno.

Allora potremo festeggiare, insieme agli altri filibustieri, yo hoo ed una bottiglia di rhum!!!

18 comments ↓

#1 greg on 06.29.12 at 20:47

1000 barili di petrolio o circa 2kg di pellets di uranio che produrrebbero circa 140grammi di scorie radioattive o un cubetto di 2~3 cm di lato

#2 mauriziodaniello on 06.30.12 at 09:16

@greg
Peccato che per tenersi quel cubetto radioattivo ci vogliono circa 100mq di strutture e monitorarlo 24/24ore per millenni!!!
:-))

#3 greg on 06.30.12 at 14:35

A maurizio:
Non c’e’ nulla di irrisolto nella gestione delle scorie da un punto di vista tecnico ed economico. http://www.world-nuclear.org/info/inf04.html

#4 Paolo Musumeci on 06.30.12 at 16:28

complimenti davvero!!!

#5 Cremaschi on 07.02.12 at 11:35

@greg: non si chiede all’oste se il suo vino è buono.
Complimenti a Pietro, ma non facciamone come al solito una questione ideologica. Il problema di produrre e gestire l’energia è vitale per la nostra civiltà e non può essere affrontato come una crociata contro o pro un singolo modo di farlo: l’approccio giusto è sfruttare sinergicamente tutto quello che la natura ci offre, valutando a fondo benefici e costi (specie quelli non apparenti e regolarmente non conteggiati nei confronti di parte).

#6 greg on 07.03.12 at 07:49

a Cremaschi: a un ingegnere nucleare si chiede come funziona l’industria nucleare come a un cardiologo si chiede come curare una cardiopatia. Mi sembra incontestabile.

“è sfruttare sinergicamente tutto quello che la natura ci offre, valutando a fondo benefici e costi” giustissimo e sono proprio i conti e gli aspetti tecnici che non rendono le rinnovabili adatte alla nostra civilta’.

#7 PietroCambi on 07.05.12 at 10:59

Proprio oggi, ironia della sorte, la notizia del giorno è che a Fukushima il disastro fu causato da gravissimi errori di gestione. Tenendo conto che l’Italia NON è il Giappone, SPECIALMENTE sul piano umano, e di altre e varie considerazioni, non ultima il fatto che le scorie vanno gestite per MILLENNI, ad un costo annuale crescente ( la Francia attualmente spende alcuni miliardi di euro/anno e noi siamo ancora oltre i 300 milioni/anno) mi pare EVIDENTE che affermare apoditticamente che le rinnovabili non sono adatte alla nostra civiltà è leggermente azzardato, se l’alternativa che si propone è quella del nucleare. Per dirla più chiaramente: è platealmente in cattiva fede, data la ( sedicente) competenza di chi fa tali azzardate affermazioni.

#8 DB on 07.03.12 at 11:07

Certo che un ingegnere nucleare che fa di questi commenti, fa la figura del bottegaio che ti incensa la sua merce sulla bancarella parlando male del vicino.

Forse un po’ più di dignità, a certi livelli tecnici, non guasterebbe.

#9 Andrea on 07.03.12 at 12:10

Salve

Mi fà piacere leggere di questo vostro successo nel campo della rinovabili.
Ma un pò di anni fà non avevate installato anche una piccola turbina eolica ( era da 6kW se non ricordo male ) ?
Funziona ancora ?

Grazie

Andrea

#10 Ugo Bardi on 07.03.12 at 16:30

Si, si…. continua a funzionare. Ma è una cosetta piccolina: 6kW di picco, poca cosa in confronto ai 600 kW dei nostri tre impianti

#11 greg on 07.03.12 at 17:25

“Certo che un ingegnere nucleare che fa di questi commenti, fa la figura del bottegaio che ti incensa la sua merce sulla bancarella parlando male del vicino.”

Scusi.. e chi dobbiamo chiedere al posto di un ingegnere nucleare dal momento che questo deve sapere cio’ che sta facendo altrimenti rischia di lasciarci le penne? Ha letto il documento wna? Mi sa dire cosa c’e’ di tanto sbagliato in quel documento punto per punto? Ripeto a chi altri dobbiamo chiedere per avere una risposta altrettanto competente come si chiede al cardiologo per una cardiopatia e non al macellaio sottocasa?

#12 Ugo Bardi on 07.03.12 at 19:15

Gargoyle, hai trollato a sufficienza. Ti sei divertito, ma ora basta, per favore. Grazie.

#13 Luca_Folini on 07.04.12 at 09:16

Non sarebbe meglio, sia a livello di occupazione del territorio che di ottimizzazione della distribuzione dell’energia avere i vostri 600kW distribuiti su 200 tetti?
Cmq fermi restando i pregi del fotovoltaico, una sinergia con altre fonti energetiche è sicuramente necessaria, perchè il sole di notte nn c’è (a meno di fare una linea in cc che colleghi tutto il pianeta).

#14 Fabrizio on 07.04.12 at 11:46

@greg
Vista la citazione del chirurgo, forse bisogna quanto meno affiancare una valutazione dei danni sanitari. Le spese sanitarie collegate non si calcolano mai, nè tanto meno il costo formativo delle persone che vivono molto meno e peggio a causa della presenza di reattori nelle vicinanze. Il tutto lasciando da parte il fattore umano.

#15 Davide on 07.05.12 at 10:34

Un Ingeniere nucleare e’ competente per gli aspetti Tecnico-ingenieristici…non e’ necessariamente competente degli aspetti economici e sanitari della tecnologia nucleare….
Ergo chiedere ad un Ing.Nucleare se il nucleare e’ conveniente economicamente e/o nocivo alla salute e’ come chiedere a Veronesi se gli inceneritori fanno venire il cancro … :-)))
Punto 2: e’ vero il fv non produce di notte… i sistemi di accumulo pero’ possono sopperire alla mancanza

#16 Davide on 07.05.12 at 10:38

OPPPsss … volevo dire “ingeGNEre…. “

#17 marcosclarandis on 07.07.12 at 09:56

Pietro Cambi, l’energia rinnovabile non è davvero adatta al nostro tipo di civiltà per il semplice motivo che la nostra civiltà vorrebbe l’energia indefinitamente crescente.
L’energia indefinitamente crescente è una necessità psicologica più che fisica della nostra civiltà ma non di meno reale.
(Come si può evincere dal post odierno su risorse, economia e ambiente)
La nostra civiltà vuole l’energia (etc.etc.) come vuole la vita eterna e l’eterna giovinezza.
In passato, con il mito, siamo riusciti a conciliare il prosaico con l’impossibile, ma dopo Galileo Galilei è diventato tutto più difficile.
Che fare?
Se lo sapessi andrei in giro a concionare in dibattiti e conferenze, lautamente remunerate.
Mi ricordo ogni sera e ogni mattina che prima o poi bisogna pur morire, e anche se potessi spedire la mia bara tra le stelle al prezzo di alcune migliaia di chilowattora, passato l’astrofunerale, non avrei più bisogno di ulteriore energia.
La pratica mnemonica funziona, ma ha una controindicazione: a volte scatena un’avidità sfrenata.

Un saluto. (sempre che di questi tempi si possa ancora scherzare)

Marco Sclarandis

#18 fra on 07.26.12 at 12:22

Complimenti veramente !!!
Sarebbe bellissimo vedere altri mille progetti come questo e a questo proposito mi piacerebbe conoscere qualche dato investimenti/profitti.
Nel senso se qualcuno di noi volesse formare una piccola startUp e investire qualche soldo in un’impresa simile ( piuttosto che investire in borsa/bot ecc … ) cosa si deve aspettare ?
Ti prego condividi la tua esperienza dal punto di vista tecnico/economico in modo da portare questi progetti il + vicino possibile alla gente che non necessariamente ha tutte le competenze tecniche necessari per affrontare un’iniziativa del genere ma ha il desiderio di farlo.
I soldi in banca servono a poco, specie in questi tempi di mare moto … ( a me fanno pure ribrezzo, ma sono un punto importante per orientarsi, purtroppo)