Autocarri elettrici: il fallimento dell’immaginazione

Di Ugo Bardi

Sono di ritorno dal convegno ASPO di Vienna che si è tenuto la settimana scorsa. Interessante convegno sotto molti aspetti ma va anche detto che alcune delle presentazioni erano caratterizzate da un completo fallimento dell’immaginazione. Una di queste era dedicata al trasporto su strada dove l’oratore ha speso qualche tempo a “dimostrare” che un autocarro elettrico è impossibile.

Il conto, secondo lui, è presto fatto. Prendete un camion esistente, immaginate che debba avere la stessa autonomia e caratteristiche di un camion esistente. Dopo di che, potete calcolare che deve avere a bordo circa otto tonnellate di batterie. Impossibile, vero?

Certo, impossibile se uno continua a pensare “all’interno della scatola”. Se non cerchi soluzioni nuove, stai sicuro che non ne troverai mai e se vuoi che tutto rimanga per forza come prima puoi anche fare a meno di tediare gli ascoltatori per venti minuti a un convegno dove si cerca di parlare di innovazione.

Allora, come si risolve il problema dei trasporti in un mondo che avrà sempre meno petrolio? Beh, tutto il sistema va ripensato in vista di nuove forme di energia; principalmente rinnovabili. Nel post che segue, dal blog “Mondo Elettrico“, Massimo De Carlo ci racconta della possibilità dello sviluppo del “filocarro” che non ha certamente bisogno di otto tonnellate di batterie a bordo. Come vi dicevo, basta un po’ di immaginazione per pensare “fuori dalla scatola”

 

Il filocarro della Siemens, ottima iniziativa

di Massimo De Carlo
Lunedì 7 Maggio Siemens ha annunciato il lancio di un suo progetto  ‘eHighway of the Future’ per la realizzazione di un veicolo che noi di MondoElettrico abbiamo più volte segnalato come idea per il trasporto merci del futuro.

Si tratta del ‘filocarro‘.

Il concetto su cui si basa l’ eHighway è rappresentato dall’elettrificazione di un autocarro pesante e dalla messa in posa di corsie autostradali selezionare sulle quali sono sospesi cavi elettrici, bifilari, così come conosciamo per i filobus presenti in molte strade delle città di tutto il mondo. La soluzione eHighway è una soluzione ecologica, sostenibile ed efficiente per il trasporto odierno di prodotti i più vari con i camion contenendo di costi nelle infrastrutture e nei veicoli.
La tecnologia diventerà più flessibile adottando vari sistemi di trazioni per gli autocarri sia diesel elettrico, all-electric, con celle a combustibile, con motore termico a metano, scelti e confrontati in una sperimentazione a breve sulle strade della California a Los Angeles and Long Beach.

Mi piacerebbe realizzare un sistema simile con materiale e tecnologia italiana in stabilimenti situati nel territorio italiano, convertendo (ecco la parola magica) mezzi già esistenti, ricordando a chi è in grado di recepire il messaggio che il filocarro è già stato prodotto e utilizzato qui da noi qualche decennio fa in Valtellina.

L’argomento lo abbiamo trattato nei seguenti post:
Il filocarro svedese
Due idee elettriche per l’industria
I filocarri della Valtellina

Sullo stesso argomento:
Camion elettrico/ibrido alimentato come un filobus. Due piani di robustezza
La busvia elettrificata più lunga del mondo

7 comments ↓

#1 alex on 06.04.12 at 16:28

CM ho già scritto sul blog di Massimo in merito a qsta soluzione: esistono già le autostrade elettrike e i carri elettrici, si kiamano ferrovie 😉
Su qelle ha senso investire relegando x legge il trasporto su gomma solo in un range di 100/200 km.
CM dire scienza … nn fantascienza 🙂

Alex

#2 Massimo De Carlo on 06.05.12 at 07:19

Alex conosci un paese al mondo che abbia una rete ferroviaria che permetta di sostenere il trasporto al 100% ? Qualora ve ne fosse uno che lo volesse fare, sarebbe accettabile aggiungere altre infrastrutture quali, per esempio, la TAV di VAL di Susa, sia in termini di distruzione del territorio e di investimenti fuori dal tempo?

#3 Davide on 06.05.12 at 13:33

non so se esistano ancora, ma chi ha dai 30anni in su si ricordera’ senz’altro le (ex) popolarissime “autopiste” o “autoscontro” delle fiere di paese.
Funzionavano tramite una rete elettrificata posizionata in alto sulla “pista” dalla quale le macchinette pescavano energia tramite un’antenna flessibile a contatto.
Per quale motivo un sistema del genere non e’ possibile per vetture e camion almeno sulle strade principali e/o autostrade? Pericolosita’, inefficienza o altro?

#4 Davide on 06.07.12 at 10:59

Stamattina guidando e sorpassando il solito serpentone di camion ho ripensato a questo articolo e mi e’ venuto un dubbio: come possono i cavi della foto trasportare un cosi’ alto quantitativo di potenza ed energia da soddisfare la richiesta di cosi’ tanti automezzi che si trovano a transitare sulla stessa linea-strada contemporaneamente? Una densita’ “di motori” ben diversa da una linea ferroviaria o tramviaria o filobus

#5 marcosclarandis on 06.08.12 at 08:46

Si può, Davide.
Se ti studi anche solo i rudimenti fondamentali dell’elettrotecnica, capirai che si può.
(molto sinteticamente, la linea va alimentata in più punti)
E poi tieni conto che un motore di un locomotore ferroviario può avere la potenza di qualche decina di automotrici Tir.
In ogni caso, un mondo a mobilità elettrica non è da considerarsi identico ad un mondo a mobilità ad idrocarburi.
Lo spreco termodinamico a cui ci ha abituato prima il carbone e poi molto di più il petrolio e il gas non durerà nemmeno fino alla metà di questo secolo.
Dobbiamo imparare dalla plurimiliardaria esperienza dell’evoluzione dei viventi.
Con venticinque watt, di cento totali con cui funziona il nostro organismo, noi umani siamo la dimostrazione
di quanto profondi possono essere gli abissi e le vette di
efficienza o il suo contrario.
Un ciliegio sforna migliaia di semi ogni anno, e sembra un folle spreco, solo per garantire che qualche suo discendente prosegua la schiatta.
Noi sforniamo ormai miliardi di cianfrusaglie, recapitate da ogni dove dappertutto, ma cominciamo ad intuire che ciò potrebbe essere la ragione della imminente nostra estinzione.
Che cosa ci può insegnare allora un albero di ciliegie?
Neanche i Giapponesi, che lo adorano, sembrano avere capito fino in fondo la lezione.

Marco Sclarandis

#6 Gabri on 06.08.12 at 10:17

Quando sono stato in Russia ho visto un filocarro in citta’ che si muovava sulla fitta rete filiviaria che là esiste ancora. Era una autocarro di servizio. Inoltre la loro rete ferroviara e’ impressionante e gestita benissimo

#7 Monster Boy on 06.17.12 at 14:22

Già abbandonata l’idea di usare super batterie super capienti che non esistono ancora?
Cos’è la riscoperta del filobus? E dove il cavo non c’è come va, a spinta? 🙂
(a Milano se non sbaglio c’è sia la ferrovia, che il tram, che il passante ferroviario, che il filobus)
(ne conosco un’altra “nuovissima” elettro-tecnologia: la funicolare, un mezzo su rotaia trainato da un cavo d’acciaio)
Quoto Alex. E ottima anche la domanda di Davide e aggiungo: da qualche parte ci sarà la fonte primaria di energia, che viene solo spostata, dal mezzo che si muove a qualche altra parte. Cosa si usa al giorno d’oggi in maggioranza per produrre energia elettrica per muovere i treni in Italia? (prima consultare Terna) Gli idrocarburi? Al massimo (tralasciando i costi infrastrutturali che non oso immaginare:) si finirebbe a bruciare la benzina da un altra parte, come per l’energia nucleare, che alla fine usiamo tranquillamente solo che la produciamo da un altra parte. Tutto qua:(