Un milione di posti di lavoro in meno

Di Ugo Bardi

 

Vi ricordate degli slogan di solo qualche elezione fa? “Un milione di nuovi posti di lavoro.” Sicuramente era un’esagerazione ma, perlomeno, andava nella giusta direzione.

Bene, ultimamente sembra che i governi, nazionali e locali, si siano messi d’accordo per distruggere quanti più posti di lavoro possibile – magari non proprio un milione, ma insomma un buon numero. A livello nazionale, il governo sta facendo tutto il possibile per distruggere l’industria fotovoltaica che negli ultimi tempi era rimasta l’unica che riusciva a crescere e a creare lavoro.

Ma sembra che anche a livello locale si stia facendo il possibile per fare qualcosa del genere. A Firenze, il comune si è messo d’impegno ad affossare un primato che la città aveva dal tempo del sindaco Primicerio, quello di una città che faceva tutto il possibile per favorire i veicoli elettrici: silenziosi e non inquinanti. Di più, come ci racconta Massimo De Carlo, le ultime normative escludono esplicitamente dai benefici i veicoli retrofittati – ovvero veicoli trasformati da convenzionali in elettrici.

Ora, questo tipo di trasformazioni ha tantissimi vantaggi, per esempio non richiede di rottamare un vecchio veicolo per costruirne uno nuovo. E la trasformazione richiede manodopera; ovvero crea lavoro qui in Italia – al contrario di comprare il veicolo già fatto in Corea o a Taiwan. E, ovviamente, i nostri amministratori non trovano di meglio che fare del loro meglio per affossare una buona idea. Ci deve essere qualcosa nella politica che la rende l’arte di prendere sempre la decisione sbagliata

_____________________________________________________

 

Articolo di Massimo de Carlo su “Mondo Elettrico

Firenze e i veicoli elettrici. No alla conversione elettrica. Firenze, la Toscana, l’Italia – prima parte.

Ricordate che all’inizio del mese avevamo affrontato,  nel post intitolato  Firenze, nessun incentivo all’acquisto di veicoli elettrici,  l’argomento degli incentivi destinati (si fa per dire) ai veicoli elettrici  .

Firenze è stata la prima città al mondo a stanziare contributi per l’uso (quindi l’acquisto) di veicoli elettrici a due, tre, quattro ruote. Piccoli o grandi contributi su ogni singolo ‘articolo’ in base al prezzo di listino. Una importante comunicazione di indirizzo programmatico recepita da una comunità cittadina del tutto conscia del fatto che fosse necessario cambiare paradigma per la mobilità privata e non al fine di migliorare le condizioni di vivibilità. L’aria era satura di particolato atmosferico e il rumore cresceva col crescere del traffico veicolare imperante. I veicoli con motore termico distruggono i monumenti e la salute dei cittadini. Passare all’elettrico era ed è l’unica soluzione possibile ed auspicabile. La comunicazione, come dicevo, da parte dell’Amministrazione era quella di consentire l’accesso al centro storico, o meglio entro la cerchia dei viali, solo ai veicoli elettrici a partire  dall’anno 2000. Ricordo ai lettori che eravamo nel 1996/1997. Quindi una comunicazione chiara e definita, un programma, una finalità concreta con una tempistica sufficiente per organizzarsi.

Lasciamo perdere quello che è avvenuto dopo (ovvero perché ciò non è avvenuto)  e torniamo ai giorni nostri.
Il fondo destinato all’acquisto di veicoli elettrici destinato ai cittadini e alle aziende dal ’97 si è più volte esaurito e più volte è stato ricostituito. Adesso è definitivamente essiccato e, come sappiamo per certo non verrà riattivato per volontà dell’attuale Amministrazione. Un ultimo sussulto si è avuto con la stesura dell’ultima (sterile) stesura di un Protocollo che, leggendolo, ci ha incuriosito alquanto. Ne parliamo adesso.

I vecchi Protocolli seguono una linea storica del tutto coerente; si aggiustano i contributi; si aggiorna l’entità del contributo per ogni categoria di veicolo elettrico. Per le bici con aiuto di pedalata un tot, per i quadricili un tot, per le auto e i furgoni due tot. Nell’ultimo (sterile) Protocollo c’è una aggiunta piuttosto strana e, oserei dire, biasimevole, se mi è consentito utilizzare il termine .

Entriamo ancor più nello specifico andando a leggere i vecchi Protocolli. L’ultimo, attivo fino ad esaurimento, i precedenti e lo sterile ultimissimo.

L’ultimo:

a) € 200 per le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico, così come indicato dalla legge n.14 del 3/2/2003;
b) € 300 per ciclomotore a 2/3 ruote (peso inferiore ai 100 kg batterie comprese);
c) € 750 per ciclomotore tradizionale a 2/3 ruote (peso superiore ai 100 kg batterie comprese);
d) € 500 per veicoli ¾ ruote trasporto persone omologate con velocità inferiore o pari ai 25 km/h;
e) € 1.000 per veicoli ¾ ruote trasporto persone omologate con velocità superiore ai 25 km/h;
f) € 1.000 per veicoli ¾ ruote trasporto merci aziendali omologate, se il costo del veicolo al netto di Iva e privo di accessori e allestimenti è inferiore alla somma di Euro 10.329,14;
g) € 3.000 per veicoli ¾ ruote trasporto merci aziendali omologate, se il costo del veicolo al netto di Iva e privo di accessori e allestimenti è superiore alla somma di Euro 10.329,14.

E’ previsto anche un contributo ulteriore, facoltativo, di € 100 per la rottamazione di un ciclomotore a benzina non catalizzato (Euro 0), consegnato durante l’acquisto del mezzo elettrico (biciclette, ciclomotori, veicoli ¾ ruote trasporto persone) al concessionario, rivenditore o direttamente a impresa di rottamazione. I costi della rottamazione sono a carico dell’acquirente

L’ultimissimo (sterile), andando a leggere il suo ‘disciplinare tecnico’, l’ ‘Allegato alla Delibera di Giunta Comunale n. 2010/G/00459 del 15/12/2010’, evidenzio le parole che mi hanno colpito in quanto sono un ‘di più’ un’aggiunta rispetto ai testi dei passati Protocolli.

I contributi vengono erogati per l’acquisto, anche in leasing, di:
a. Bicicletta elettrica, nuova di fabbrica, a pedalata assistita dotata di motore ausiliario
elettrico, così come definito dalla L. n. 14 del 03.02.2003, impiegata per uso privato o
professionale per il trasporto di persone o cose
Importo: 30% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di € 200,00
b. Ciclomotore con cilindrata fino a 50 cc 4 tempi EURO 2 o motociclo 4 tempi fino a 250 cc
EURO 3 conforme alla direttiva 2002/51/CE fase B, e successive,
nuovi di fabbrica e di
prima immatricolazione
. È obbligatoria la rottamazione di veicolo circolante, ai sensi del
successivo art. 7
Importo: € 200,00
c. Ciclomotore elettrico, nuovo di fabbrica e di prima immatricolazione, di tipo tradizionale a
2 o 3 ruote con potenza nominale del motore superiore a 1000 watt
Importo: € 750,00
d. Autovettura elettrica o ibrida (dotata di motore termico ed elettrico),
nuova di fabbrica e
di prima immatricolazione
, destinata al trasporto persone.
Importo: € 2.000,00 con rottamazione obbligatoria di veicolo circolante ai sensi di quanto
previsto al successivo art. 7
€ 1.000,00 senza rottamazione
e. Veicolo commerciale leggero (N1) elettrico o ibrido (dotato di motore termico ed
elettrico), nuovo di fabbrica e di prima immatricolazione, destinato al trasporto di cose ed
avente massa massima non superiore a 3,5 T
Importo: € 6.000,00 con rottamazione obbligatoria di veicolo circolante ai sensi di quanto
previsto al successivo art. 7
€ 3.000,00 senza rottamazione



Letto?

“… nuovo di fabbrica e di prima immatricolazione”


Perché questa modifica?

Per quale motivo?

Si è dichiaratamente schierati contro il retrofit e la conversione elettrica. Errore, grosso errore.
 

5 comments ↓

#1 Daniela on 05.16.12 at 09:32

Anzichè fare da esempio Firenze fa passi indietro, e con il famoso giovanissimo (37 anni non è una età “giovane”) sindaco Renzi.

#2 Paolo Marani on 05.16.12 at 11:15

Dicon tanto dell’antipolitica e della relativa deriva populista.

Orbene, sono assolutamente convinto che un qualsiasi grillino, ancorchè dotato di background ambientale e scientifico minimale, un errore simile (boicottare il retrofit di veicoli per conversione elettrica) non lo avrebbe fatto MAI. Parola di eletto 5 stelle!

#3 Leonardo LIBERO on 05.16.12 at 11:27

La stupidaggine c’è già al punto a), che implicitamente esclude da contributi i kit di trasformazione in elettrica di una bici normale, come questo:
http://www.e-bikekit.com/ o questo :
http://www.goldenmotor.com/ o questo:
http://www.nycewheels.com/conversionkits.html

Che Renzi parteggiasse sfacciatamente per la grande industria non me lo sarei mai immaginato.

#4 Monster Boy on 05.16.12 at 15:55

Sarebbe bello se lo stato desse un lavoro a tutti così che nessuno debba lavorare:)

#5 furgoni elettrici on 05.28.12 at 19:52

Davvero prima si fa un passo avanti e poi per pigrizia si rallenta lo sviluppo dei motori elettrici!!