Sulla necessità di rigore nella ricerca di nuove fonti di energia

 

La consapevolezza della gravità dell’attuale situazione energetica ha portato a alla ricerca – a volte affannosa – di nuove fonti di energia. In molti casi, sfortunatamente, l’ignoranza dei principi più elementari della fisica ha spinto qualcuno a proporre “soluzioni” al problema che sono versioni appena un po’ aggiornate del vecchio moto perpetuo (valga per tutti, questo recente esempio). Tuttavia, non è impossibile pensare che si possano trovare aree poco esplorate della fisica dove potremmo trovare nuove forme di energia. La ricerca in questa direzione prende oggi spesso la forma della cosiddetta “fusione fredda” nelle sue varie versioni di LENR (“low energy nuclear reactions”), piezofusione, sonofusione, “E-Cat”, e altri. Senza entrare nel merito sulla possibilità  fisica di reazioni nucleari di fusione capaci di produrre energia a temperatura ambiente, va detto che il fatto di lavorare su un argomento “di frontiera” non significa che si possano buttare a mare le regole della ricerca e ignorare la necessità di misure accurate e riproducibili, come pure esimersi dalle regole del dibattito scientifico. Teorie e rivendicazioni molto ambiziose come quelle che si sentono sostenere in questo campo richiedono prove e misure particolarmente rigorose che, spesso, sono mancate (vedi per esempio, il caso dell’ E-Cat)

Su questo punto, interviene Alessio Guglielmi, ricercatore presso l’Università di Bath, in Inghilterra, che critica un articolo apparso recentemente su un blog italiano a proposito della cosiddetta “piezofusione”. Nell’ambito del dibattito in corso, mi sembra importante ricordare a tutti i partecipanti che la scienza non si fa con le chiacchere e neppure con le buone intenzioni. Proprio per il fatto che ci troviamo in una situazione difficile in termini di disponibilità di energia occorre lavorare col massimo rigore e la massima serietà nella ricerca di nuove fonti. (Ugo Bardi)

 

Lettera aperta indirizzata agli autori della “Nota Breve sulla Cavitazione Piezonucleare ” Fabio Cardone, Giovanni Cherubini, Roberto Mignani, Walter Perconti, Eliano Pessa, Andrea Petrucci, Francesca Rosetto e Guido Spera, pubblicato sul blog “22 passi d’amore” il 20 Febbraio 2012

Di Alessio Guglielmi

Innanzitutto mi presento, e mi qualifico come un ricercatore che con fatica ma alla fine con successo è riuscito a vincere il conservatorismo accademico. Sono un ex direttore di ricerca dell’INRIA (ente nazionale di ricerca francese), recentemente spostatosi all’università di Bath come reader (cioè professore straordinario) in un gruppo leader mondiale nella semantica della computazione. Mi occupo di logica matematica e sono l’autore di una teoria inizialmente molto controversa (chiamata deep inference) che mette in discussione alcuni `dogmi´ molto ben radicati della logica. Questa teoria ha incontrato grande ostilità e molta derisione per cinque/sette anni, ma si è poi imposta, al punto che negli ultimi cinque anni abbiamo avuto finanziamenti, per canali competitivi normali, per quasi cinque milioni di euro. Questo è notevole per una ricerca di matematica pura, che non ha bisogno di attrezzature di alcun genere. Dalle stalle alle stelle, per così dire. Naturalmente, anche come conseguenza della mia esperienza, non mi ritengo un conservatore. Mi sono semplicemente convinto che le dure regole del gioco scientifico fortifichino anche chi si ribella ai dogmi, e quindi, pur contestando a volte il merito, accetto sempre il metodo scientifico e l’etica che ne consegue.

Da un anno mi interesso alla storia della fusione fredda di Rossi, e più recentemente anche di piezonucleare. Non essendo un esperto di queste materie, non entro nel merito delle questioni scientifiche, e mi limito ad osservare gli aspetti metodologici. Con grandissima sorpresa, ho notato che scienziati professionisti regolarmente inquadrati in organismi di ricerca pubblici indulgono in pratiche tipiche della scienza patologica. Mi riferisco soprattutto al caso Rossi, ma non vi sfuggirà che anche il piezonucleare viene visto con sospetto (e non viene aiutato in questo senso da certe dichiarazioni di Carpinteri sull’arroganza della scienza ufficiale). Ho quindi molto apprezzato l’inizio della vostra nota, che rivendica, si direbbe con orgoglio, la pubblicazione dei vostri risultati su riviste perfettamente ortodosse e rispettate.

Tuttavia, proprio a questo proposito, noto un’apparente, grave deviazione dalla normale etica scientifica, per cui spero di ottenere da voi una risposta che chiarisca tutti i dubbi.

La vostra nota cita i tre articoli di F. Cardone, R. Mignani e A. Petrucci:

[1] Piezonuclear decay of thorium
Physics Letters A 373 (2009) 1956-1958

[2] Reply to “Comment on ‘Piezonuclear decay of thorium’”
Physics Letters A 373 (2009) 3797-3800

[3] Reply to “Comment on ‘Piezonuclear decay of thorium’”
Physics Letters A 374 (2010) 698-700

Gli articoli [2] e [3] sono risposte a critiche ricevute da [1] in due altri articoli, uno di G. Ericsson, S. Pomp, H. Sjöstrand ed E. Traneus, e l’altro di L. Kowalski, tutti pubblicati da Physics Letter A.

Il problema è che esiste un altro articolo, immediatamente successivo a tutti questi, che è critico del vostro lavoro [1] in modo devastante, e a cui non sembra abbiate mai dato una risposta. L’articolo è

[4] G. Ericsson, S. Pomp, H. Sjöstrand, E. Traneus
Piezonuclear reactions – do they really exist?
Physics Letters A 374 (2010) 750-753
http://arxiv.org/pdf/0910.3501v1.pdf

In aggiunta alle molte critiche di natura scientifica, in questo articolo si ipotizza addirittura una manipolazione dei dati sperimentali in [1], poi ripetuta in [2]. La conclusione dell’articolo di Ericsson et al. è la seguente:

————–

`To summarize, we have shown that the claim by Cardone et al. of accelerated (and since the Reply even gamma-less) “transformation” of thorium due to cavitation is not substantiated by the experimental evidence presented. We have also shown that the experimental procedures and the treatment of data are below the standards normally accepted by the physics community. Furthermore, we have even discovered serious errors and shortcomings in the presented data. Under these circumstances we must conclude that the claims made in papers [1] and [2] should be considered as mere speculation on the part of the authors.´

Mia traduzione:

`Per riassumere, abbiamo dimostrato che l’affermazione di Cardone et al. di “trasformazione” accelerata del torio dovuta a cavitazione (e dal momento della Reply anche senza gamma) non è supportata dall’evidenza sperimentale presentata. Abbiamo anche dimostrato che le procedure sperimentali e di trattamento dei dati sono al di sotto degli standard normalmente accettati dalla comunità della fisica. Inoltre, abbiamo scoperto seri errori e mancanze nei dati presentati. In queste circostanze dobbiamo concludere che i risultati rivendicati negli articoli [1] e [2] devono essere considerati come semplici speculazioni da parte degli autori.´

————–

Mi sarei aspettato che nella vostra nota comparisse una replica anche all’articolo [4], che è di gran lunga il più critico del vostro lavoro. Perché avete replicato alle altre critiche ma non a questa? Non dovrebbe essere difficile ottenere la pubblicazione di una replica da Physics Letters A (anche considerando che tutti gli articoli qui menzionati sono stati trattati e accettati da Franco Porcelli, editor di Physics Letters A, afferente al Politecnico di Torino come Alberto Carpinteri). In ogni caso, avreste potuto pubblicare la vostra replica in proprio.

Si fa fatica a capire come possiate ignorare l’articolo [4]. La normale etica scientifica impone che, nel caso non si possa replicare a una critica, l’articolo criticato venga ritirato, e non venga più utilizzato come riferimento sia per ulteriore ricerca sia per l’ottenimento di fondi. Insomma, vi sarei molto grato se poteste spiegare questa situazione all’apparenza molto spiacevole, e poteste quindi rassicurarci sul fatto che il metodo scientifico, e in questo caso la semplice ragionevolezza, sono da voi perseguiti fino in fondo.

Vorrei aggiungere, dal momento che questa lettera sarà probabilmente divulgata a un pubblico di non specialisti, che questa mia richiesta non deve essere interpretata come un attacco personale. Non lo è, si tratta semplicemente della richiesta di adesione all’etica scientifica cui siamo tutti chiamati.

Nella speranza di ottenere un chiarimento esaustivo e puntuale, faccio a tutti voi i miei migliori auguri di ottenere i risultati che perseguite, e che sarebbero importantissimi per noi tutti.

Cordialmente,

-Alessio Guglielmi
University of Bath
http://alessio.guglielmi.name/

8 comments ↓

#1 Livio Varalta on 02.22.12 at 09:40

Ciao Ugo, ciao Alessio,
ottima iniziativa.

Vorrei ribadire un concetto: chi ha qualcosa da proporre, in qualsiasi campo, deve proporlo e riproporlo ai pari, a persone cioè che lavorano nello stesso campo e, possibilmente, con preparazione superiore. Alessio ha portato un esempio personale, se si ha qualcosa di buono in mano, prima o poi, l’affermazione arriva. La Verità è Oggettiva.
Si possono percorrere altre strade: i fortunati e bravissimi possono raggiungere rapidamente l’affermazione; complimenti, e Nobel a loro!
Quando, invece, l’affermazione non viene, i tempi si dilungano e si prendono le scorciatoie delle esibizioni senza possibilità di controllo, conferenze per pochi intimi ignoranti, piagnistei come bambini incompresi, combutta con politici amici per ottenere finanziamenti bypassando il parere delle commissioni scientifiche, la mia opinione più benevola è che non si ha niente da proporre.
L’opinione malevola la stanno dimostrando da se le persone oggetto di questi ragionamenti. Basta analizzare i loro comportamenti, affermazioni ed esibizioni.

#2 Andrea Petrucci on 02.22.12 at 13:29

Riposta breve al commento di Alessio Guglielmi.
Spero utile anche per altri.

Caro collega,

non posso dare ora un chiarimento puntuale su quanto da te rilevato.
Ti riporto come sono andati i fatti riguardanti la pubblicazione su PLA.
Abbiamo risposto alle prime due critiche degli svedesi con gli articoli
che ho riportato nella nota qui sotto e l’editor di PLA ha permesso che le
nostre reply venissero pubblicate subito dopo i remarks. Per quanto
riguarda il terzo articolo degli svedesi, abbiamo preferito non
rispondere perchè i loro remarks non erano altro che iterazioni più
dettagliate di quanto riportato nei primi due articoli. Non abbiamo voluto
continuare nello scambio di botta e risposta un po’ sterile che si era
instaurato visto che gli svedesi non presentavano nessun ulteriore
risultato.

Quando poi è stato pubblicato l’articolo dei canadesi, pubblicato su PLA,
in cui si diceva che era stato ripetuto l’esperimento del Torio e che i
risultati non erano compatibili con i nostri, abbiamo scritto un articolo
di risposta sul quale PLA ha detto semplicemente che l’argomento
piezonucleare, dopo essere stato “pubblicizzato” da loro, doveva ora
essere indirizzato a riviste speializzate (se non le ho cestinate, ma
penso di no, posso podurre le email).

Questo articolo si trova su Arxiv con il seguenti id:

arXiv:1001.5391v2 [physics.gen-ph]

Con questi articoletto si spiega il perchè l’esperimento canadese non ha
nulla a che fare con il nostro, cosa che per altro ho ribadito nella nota,
e si danno dei commenti e consigli su come ripetere questi esperimenti
piezonucleari. Questo articolo troppo specificatamente legato agli altri
pubblicati su PLA non è stato per ora sottomesso ad alcuna rivista.

Credo che sia stato abbastanza chiaro nella nota sul senso da dare
all’esperimento sul Torio, e penso che la cosa da fare sia quella di
sperimentare perchè tante sono ancora le domande da porre alla Natura e
tante sono le risposte che si dovranno, con umiltà, interpretare.

Grazie per l’interessamento che hai nelle nostre ricerche.

Un saluto cordiale.
Andrea Petrucci

#3 Livio Varalta on 02.23.12 at 17:16

Ugo,
discolpati!

http://22passi.blogspot.com/2012/02/nota-breve-sulla-cavitazione.html

OTC ha detto…
Ho visto che la lettera di Guglielmi, a cui Petrucci ha dato una più che esauriente spiegazione, è stata pubblicata in pompa magna sul blog aspoitalia del prof. Bardi, blog definito da Franchini di “altissimo livello scientifico”.

Nella lettera si mettono in luce i pericoli di usare metodi da “scienza patologica” (che nel caso in questione non c’entrano nulla, visto che si tratta di un normale scambio di opinioni tra studiosi), tuttavia tali metodi c’entrano, e molto, con le tematiche propinate da tale blog in questi anni, in particolare con il tema del riscaldamento globale:

Ecco infatti le preoccupate grida d’allarme di Bardi nel 2006:

Ovvero, il riscaldamento globale potrebbe essere un problema talmente grave che potremmo essere condannati a continuare ad inquinare l’atmosfera per evitare danni peggiori. Sembrerebbe che stiamo cavalcando una tigre: dopo che ci siamo saliti sopra, non possiamo più scendere.

Addirittura.

http://www.aspoitalia.it/documenti/bardi/oscuramentoglobale.html

Riporto, tra le tante, un articolo pubblicato un paio di settimane fa sul Wall Street Journal, e firmato da 16 scienziati, tra cui un Premio Nobel per la Fisica, dal titolo eloquente:

No Need to Panic About Global Warming
There’s no compelling scientific argument for drastic action to ‘decarbonize’ the world’s economy.

http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204301404577171531838421366.html?mod=WSJ_hp_mostpop_read

Ecco uno dei passi più salienti:
In September, Nobel Prize-winning physicist Ivar Giaever, a supporter of President Obama in the last election, publicly resigned from the American Physical Society (APS) with a letter that begins: “I did not renew [my membership] because I cannot live with the [APS policy] statement: ‘The evidence is incontrovertible: Global warming is occurring.’

Ed ancora: ‘The lack of warming for more than a decade—indeed, the smaller-than-predicted warming over the 22 years since the U.N.’s Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) began issuing projections—suggests that computer models have greatly exaggerated how much warming additional CO2 can cause. Faced with this embarrassment, those promoting alarm have shifted their drumbeat from warming to weather extremes, to enable anything unusual that happens in our chaotic climate to be ascribed to CO2. The fact is that CO2 is not a pollutant. CO2 is a colorless and odorless gas, exhaled at high concentrations by each of us, and a key component of the biosphere’s life cycle.’”

Della serie: non guardare la pagliuzza nell’occhio degli altri …
22 febbraio 2012 17:30

#4 Paolo C. on 02.23.12 at 19:50

@Livio Varalta

Quell’appello è stato ampiamente sbufalato:

http://www.skepticalscience.com/examining-the-latest-climate-denialist-plea-for-inaction.html

E il WSJ ha dovuto pubblicare la replica dei climatologi:

http://www.skepticalscience.com/check-with-climate-scientists-for-views-on-climate.html

#5 Pinco Palla on 02.24.12 at 00:10

Essere definito da Franchini di “altissimo livello scientifico”, potrebbe essere controproducente, riporto per completezza quanto è emerso in merito al Franchini e al suo operato:

Curiosando in rete sul tema del documento NASA citato da Celani ho trovato questo documento, secondo me di estremo interesse:

http://www.vglobale.it/pub/Allegato/Malatesta_Arata.pdf [ndr, link al pdf con la lettera integrale]

Il Prof. Francesco Malatesta (professore di Chimica presso l’Università degli Studi di Pisa) fu con Franchini uno dei più feroci critici di Celani in occasione della replica dell’esperimento di Arata, e quella linkata è la sua lettera di scuse:

Le lettere del collega Francesco Celani del 22 marzo e quella di McKubre del 23/3/2006 mi costringono a rivedere criticamente la questione della cella di Arata e le posizioni che in buona fede, ma erroneamente, avevo negli ultimi tempi sostenuto.È spiacevole sconfessare convinzioni raggiunte, razionalizzate, sposate (e purtroppo diffuse, sfortunatamente anche abbastanza al di là di quanto fosse volontà mia [chissà a chi si riferisce qui il prof Malatesta ...]) come definitive ed inoppugnabili, scoprendo che invece erano sbagliate.

Ed ancora:

Pertanto, l’effetto di compressione elettrochimica era perfettamente plausibile, e avrei dovuto essere capace di rendermene conto, o quanto meno, di ammettere la mia ignoranza ed essere più umile e prudente, prima di escluderne categoricamente l’esistenza e addirittura sospettare che si trattasse di una mistificazione.

E la frecciata:

Spero che il linguaggio usato nelle presenti spiegazioni sia tale da poter essere parimenti compreso sia dai chimici sia dai fisici (ammesso che queste suddivisioni abbiano senso).

Dal fanghificio si può uscire :)

Onore al prof Malatesta, il suo comportamento ammirevole non è da tutti specialmente in ambito accademico.

Lo stesso non si può certo dire del suo ex-sodale [ndr, Camillo Franchini], che dovrebbe solo prendere esempio ed invece è tuttora impegnato a spargere fango a tutto spiano.

#6 Cardone2 | fusionefredda on 02.24.12 at 12:59

[...] http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2012/02/22/sulla-necessita-di-rigore-nella-ricerca-di-nuove-fonti-… [...]

#7 giovanni sala on 03.14.12 at 16:07

per lumanita”propongo sistema d”energia permanente mai piu petrolio,vento ,aqcua ,sole, venti anni di ricerca mi anno permesso di creare una fonte di energia inesauribile ,mai piu”pali della luce , tralicci e kilometri di filo ,tutto si svolgera”nelle vicinanze della nostra casa , tutto elettrico diventera il sistema mondiale ,volendo possiamo mettere da parte anche il gas . tutto per adesso e top sicret . se volete piu chiarimenti ne possimo parlare . cordiali saluti ( gio sala sistem energy).

#8 giovanni sala on 03.14.12 at 16:09

mai piu” petrolio per creare energia