Niente miracoli nella scienza: il caso dell’ E-Cat

Grazie al lavoro di traduzione di Valentina Gori e Massimiliano Rupalti, presentiamo qui il testo completo del lavoro di Antonio Turiel sulla questione dell “E-Cat” apparso in precedenza in Spagnolo sul blog di  Turiel The Oil Crash. L’articolo è di alcuni mesi fa, ma Turiel è stato indubbiamente profetico quando ha detto: “nei prossimi mesi questa bolla di sapone si sgonfierà progressivamente e finirà in una nicchia del tempio maggiore del Culto all’Energia Libera”. Quindi, vale la pena di leggersi questo articolo che va a fondo alla questione e mette in luce le contraddizioni e le incoerenze della storia dell’E-Cat

 


Cari Lettori,

 Una settimana fa alcuni lettori mi hanno chiesto di commentare un’invenzione ideata da due italiani, Andrea Rossi e Sergio Focardi (presentati come professori dell’Università di Bologna), il congegno conosciuto come E-CAT (Energy Catalizer). Si suppone che questo dispositivo sia capace di produrre energia elettrica a partire da nichel, acqua e da un catalizzatore non rivelato. Immettendo 400w di energia elettrica nel sistema, quando esso arriva al suo regime stazionario di funzionamento, produrrebbe un eccesso di calore con una potenza di uscita stimata di 12.400W. Questo comporterebbe un ritorno da questa operazione pari a 31 volte l’energia impiegata (attenzione, questo non è l’EROEI, perché non tiene conto del costo energetico della fabbricazione del dispositivo, della produzione del nichel, del catalizzatore, ecc), il che non è niente male. Se fosse vero, sarebbe una rivoluzione energetica, potremmo farla finita coi problemi associati al Picco del Petrolio e il tutto fornirebbe un magnifico stimolo economico. C’è solo un problemino: non può funzionare.

Durante le ultime settimane ho letto alcuni documenti per elaborare questo post e la verità è che non ho potuto evitare di provare una sensazione di fastidio, di tedio, di perdita di tempo. Quando si tratta di annunci esagerati o truffe, un semplice numero di argomenti (come quelli che smontano la fattibilità commerciale dei prototipi, coi quali il commentatore condisce i post con tanta impazienza) basta per chiudere la discussione, ma qui non si possono usare argomenti semplici. E non perché gli argomenti dei proponenti l’E-CAT siano stati particolarmente ingegnosi, ma perché l’imbroglio è montato basandosi sull’ingenuità e sull’ansia dei disperati che sono disposti a credere a qualsiasi cosa che li liberi dal dover accettare che non si può risolvere la dipendenza dal petrolio e che dobbiamo accettare una vita più austera – anche se probabilmente sarebbe una vita più felice. I fautori dell’E-CAT mettono tutto ciò che si avvicina all’invenzione di fronte a un dilemma perverso: dati i fatti sperimentali (scarsamente documentati, in realtà), ci sono due possibili spiegazioni ai risultati dell’esperimento. La prima è che si sta misurando male il flusso di calore che esce dalla macchina (in realtà, come discuterò più tardi, non si sta misurando in assoluto); la seconda, che tutta la fisica atomica e molecolare sviluppata durante l’ultimo secolo è sbagliata, e che così si producono processi che non dovrebbero avere luogo e non si producono altri effetti secondari indesiderati e conseguenza logica dei precedenti. Dato che alcuni effetti tanto drammatici come quelli della seconda possibilità avrebbero dovuto essere osservati da molto, una persona con una certa formazione in Fisica considererà che la prima spiegazione è la più plausibile (e soprattutto dopo aver appreso dei precedenti penali di Rossi, vedi sotto). Ma i fanatici dell’energia del punto 0 contrattaccheranno immediatamente dicendo che il più grande problema della “scienza ufficiale” è il suo immobilismo e la sua incapacità di accettare idee nuove (detto fatto, notare il parallelo con l’invenzione dell’aereo sulla destra, ndT). Quando uno scienziato risponde loro che non c’è problema nel rivedere le cose, aggiornarle ed a volte persino cambiarle interamente, che giustamente ciò va bene perché è così che la Scienza progredisce, ma che questo richiede tempo, una sperimentazione accurata ed esaustiva, controllare e misurare tutte le variabili, isolare tutti i processi descrivendoli e comprendendoli bene, per essere sicuri di come siano le cose nella realtà… ma questi gli contestano di cercare di mettere stupidamente i bastoni fra le ruote alla grande invenzione del xxi secolo e che nella sua chiusura mentale non è capace di accettare che esistano fenomeni che sfuggono alla sua comprensione. Lo scienziato può dir loro, quindi, che non si parla tanto di comprensione, quanto di descrizione. Di descrivere in maniera precisa in quali condizioni accade cosa (anche se fossero gli ingredienti per un sortilegio) ed essere sicuri che il fenomeno sia ripetibile e controllabile. Ma a questo punto i fanatici dell’energia libera generalmente si scollegano. L’illusione di un futuro che riempia le nostre speranze ecocide più stupide sospende la capacità di ragionare e ci rende propensi a cadere nelle trappole che ci tendono. Infine, analizziamo gli aspetti più evidenti dell’imbroglio, aspettando che col tempo vengano alla luce tutti i trucchi occulti.

 Per cominciare, vi raccomando di leggere sintesi giornalistica e l’analisi un po’ più tecnica (in apparenza, perché la presunta scienza è totalmente superficiale) che ha sintetizzato in castigliano Qmunty nel suo blog. Passiamo ora alla mia analisi:

La non misurazione dell’eccesso di calore prodotto.

Il punto fondamentale dell’argomentazione di Rossi e Focardi è che si produce una certa quantità di vapore di acqua secco (cioè, che esce solo vapore acqueo e che non si disperde acqua allo stato liquido); a partire dall’acqua che si constata che sparisce dal recipiente e presumendo che tutta si sia convertita in vapore a 101° è come si calcola la potenza dell’E-Cat. Il problema, alla fine è che questa è una stima indiretta nella quale si sta assumendo che l’unico processo che ha luogo è il semplice aumento di temperatura e vaporizzazione di questa massa d’acqua… il che può essere certo o meno, perché è difficile controllare tutte le variabili. La cosa naturale sarebbe misurare tutta l’uscita dal tubo, cercare di contenere il sistema in un circuito chiuso in cui entrate ed uscite siano controllabili, ma non si fa niente di questo. Siccome non ci sono dati, tutto ciò che si può fare è speculare e suppongo che Rossi (che pare essere colui che porta il peso della promozione dell’E-Cat) conti su questo per aumentare la suspence. Tuttavia, si può speculare e provare a stimare, con una discreta incertezza, qual è l’output energetico dell’E-cat semplicemente cercando nei video che Rossi diffonde, ed è esattamente questo ciò che ha fatto Peter Ekström, dell’Università di Lund. Le sue analisi, riassunte in questo breve testo, mostrano che in realtà non si produce alcun eccesso di calore, che tutta l’energia che entra nel sistema spiega perfettamente ciò che si osserva, quel piccolo sbuffo di vapore che esce dal “tubo di scappamento” dell’E-Cat (e con l’aggiunta che Rossi lo manipola regolarmente per svuotarne l’acqua, il che fa pensare che una parte della stessa che “evapora”, venga in realtà eliminata in forma liquida). Una cosa importante da chiarire ai profani è che c’è un’enorme differenza fra il sapere qualcosa con una certa approssimazione, anche se ampia, e non saperla affatto (abbiamo spiegato qui questa differenza). E l’analisi di Peter Ekström, nonostante le sue grandi incertezze, ci mostra che l’eccesso di potenza generata non può essere nemmeno lontanamente dei 12.000 Watt annunciati e che potrebbe anche essere pari a zero. Come spiega Ugo Bardi in un post sull’ E-Cat, di fronte a queste critiche ragionevoli Rossi risponde dicendo che Ekström è un pagliaccio e che a Ottobre, quando entrerà in funzione il suo impianto pilota in Grecia, vedranno che ha ragione. Nessun tentativo di misurare seriamente la potenza che si genera. E, come hanno fatto notare altri ricercatori, se si stessero dissipando 12.400 Watt nell’atmosfera di una stanza in cui la macchina opera per ore (per “dimostrare” il suo funzionamento) si dovrebbe produrre un aumento sensibile della temperatura della detta stanza, direttamente percepibile dagli esseri umani che vi si trovano.

 

Il processo che ha luogo secondo gli inventori, contraddice tutta la Fisica Nucleare e Molecolare che conosciamo.

Ho già detto che questo in sé stesso non è grave se si dimostra la sua veridicità, pero prima bisogna portare prove documentate e sufficienti del fatto che certi processi avvengano. Non voglio entrare in dettagli grossolani, ma lasciate che vi dia un’infarinata di Fisica Atomica e Molecolare per comprendere la misura del nonsenso. Perché se l’E-Cat funzionasse come si dice, implicherebbe l’esistenza di una macchina capace non solo di trasmutare gli elementi (finalmente la Pietra Filosofale!) ma, se mal utilizzata, di distruggere l’intero pianeta. Quello che segue è una spiegazione molto dettagliata e tecnica che certamente non interesserà la maggioranza dei lettori. Coloro che non abbiano inclinazione per questi aspetti scientifici, possono saltare questa sezione e passare a quella successiva.

 Do per scontato che sappiate che la materia ordinaria è formata da atomi e che gli atomi sono costituiti da protoni e neutroni, nel nucleo, e di elettroni che orbitano intorno al nucleo. I protoni hanno una carica positiva, gli elettroni una carica identica ma di segno negativo e i neutroni sono neutri e pertanto non interagiscono elettricamente. In un atomo non ionizzato, la carica elettrica del nucleo si compensa con quella dell’orbita esterna, vale a dire che ci sono tanti elettroni nell’orbita quanti sono i protoni nel nucleo (i neutroni, non avendo carica, non entrano in questa somma). Così, l’atomo è neutro. Le cariche di segno opposto si attraggono, cosicché gli elettroni tenderebbero a cadere verso il nucleo (i protoni sono circa 2.000 volte più massicci degli elettroni, così l’effetto della forza elettrostatica è inferiore su di essi). Tuttavia non lo fanno, perché orbitano, allo stesso modo in cui la Luna orbita introno alla Terra, o la Terra intorno al Sole, seguendo una traiettoria di eterna caduta che si chiude su sé stessa e che, pertanto, fa sì che l’urto non avvenga. Bene, questa è la visione classica fino a che, con la scoperta delle leggi sul magnetismo, si è compreso che una particella caricata ed accelerata dovrebbe emettere radiazione e, pertanto, gli elettroni dovrebbero perdere progressivamente energia fino a cadere nel nucleo. In realtà, con l’introduzione della Meccanica Quantistica, si è capito che il mondo subatomico è molto più complesso e che le particelle non si trovano in uno stato fisico concreto, ma si muovono in una specie di “zuppa di realtà”, una nuvola di probabilità che fa sì che non si trovino in un luogo concreto, ma in una miscela di tutti gli stati possibili. In alcuni, i più probabili, con più probabilità che in altri. Sì, lo so già, suona confuso, ma questa è l’ interpretazione di Copenhagen, lo standard della Meccanica Quantistica. Pertanto, gli elettroni non possono situarsi in qualsiasi punto, ma in punti determinati, detti orbitali atomici, che sono come le autostrade che circondano il nucleo e sono il luogo dove, con maggior probabilità, si può trovare un elettrone. Questi orbitali non sono arbitrari, anzi risultano risolvere l’equazione fondamentale della Meccanica Quantistica,l’equazione di Schrödinger, nel caso dell’atomo.

E’ ovvio che, se un atomo si trova sottoposto ad un campo di forze esterno, questi orbitali si possono deformare ed eventualmente si potranno metter in moto gli elettroni di essi. Il numero di protoni nel nucleo è ciò che determina la forma e le proprietà degli orbitali che lo circondano ed è dunque ciò che definisce le sue proprietà chimiche, come ora vedremo. Pertanto, per sapere di che elemento chimico si tratti, dobbiamo solo contare i protoni del suo nucleo: 1 per l’idrogeno, 2 per l’elio, 6 per il carbonio, 8 per l’ossigeno, 20 per il calcio, 26 per il ferro, 28 per il nichel, 29 per il rame, … Il numero di neutroni può variare, e così si possono avere atomi di ferro con differente numero di neutroni, però chimicamente tutti si comporteranno come ferro. Con quelli chiamati isotopi, che si distinguono per la loro massa atomica, giungiamo al conteggio totale di protoni e neutroni; per esempio il nichel-58 è l’atomo di nichel ( 28 protoni ) che ha 30 neutroni ( e così la sua massa atomica è 58= 28 protoni + 30 neutroni).

 Le reazioni chimiche, che sono ciò che sperimentiamo quotidianamente, sono ricombinazioni degli orbitali degli atomi che hanno una certa affinità e che quando si trovano vicini modificano la loro struttura elettronica, cioè la struttura dei loro orbitali e formano nuovi orbitali, chiamati ora molecolari, in cui gli elettroni circolano e passano da un atomo all’altro rigirando il complesso che ora si chiama molecola. Nelle reazioni chimiche spontanee la formazione di molecole comporta generalmente una dispersione di energia; ciò significa che le nuove autostrade degli elettroni, i nuovi orbitali ora diventati molecolari, richiedono meno energia per esistere rispetto agli orbitali atomici di ogni atomo preso separatamente. Nel processo di formazione della molecola, quell’energia in esubero si emette sotto forma di fotoni ( particelle senza massa, i quanti, o particelle fondamentali del campo elettromagnetico ) che sono, in genere, assorbiti rapidamente da altri atomi e molecole per trasformarsi in calore ( il calore non è altro che il movimento disordinato di atomi e molecole in una sostanza: quanto più vibrano i suoi atomi più caldo è un corpo ). Le molecole saranno tanto più forti quanta più energia si sprigionerà nella loro formazione giacché questo implica che per poter ricostruire gli orbitali atomici precedenti sia necessario l’apporto di quell’energia.

 Abbiamo parlato delle forze che operano a livello di orbita elettronica, la parte più esterna dell’atomo, però ancora non abbiamo detto nulla sulle forze che agiscono nei nuclei. Nel nucleo agiscono forze centinaia di volte più forti di quella elettromagnetica, e centinaia di settilioni (un settilione = 1.000.000.000.000.000.000.000.000; equivale al quadrilione) di volte più forte di quella di gravità:la forza nucleare forte. Dev’essere più potente della forza elettromagnetica e attraente per mantenere legati i protoni del nucleo, giacché, essendo essi carichi dello stesso segno, si respingono elettrostaticamente. E’ una forza che non si manifesta su una scala perché, a differenza della gravità o dell’elettromagnetismo, è a raggio molto corto: un quadrilionesimo di metro (1 femtometro), che è poco più che il raggio del protone ed il raggio del neutrone. Dunque, la forza nucleare forte agisce solamente quando due protoni si trovano vicinissimi, il che è difficile da realizzare giacché i protoni, repellendosi elettrostaticamente e con una forza che si fa più intensa quanto più vicini sono, tendono a separarsi. Per unire due protoni bisognerebbe mandarli l’uno contro l’altro con i centri perfettamente allineati sulla traiettoria ed a una grandissima velocità, che dovrebbe essere quella giusta perché possano arrivare a toccarsi ma non molto di più perché, se non si toccassero o se ci fosse troppa energia cinetica, schizzerebbero via. Data la natura quantica (soprattutto le sue caratteristiche ondulatorie) dei protoni, l’unione di due di queste particelle è impossibile. Fortunatamente i neutroni, essendo particelle senza carica, sperimentano comunque la forza nucleare forte, ma possono avvicinarsi a bassa velocità ai protoni ed agganciarsi ad essi attraverso l’interazione nucleare forte; nel processo, protoni e neutroni si fondono e una parte delle loro masse diventa un fotone ad alta energia. Pertanto l’unione di protone e neutrone è stabile, in modo analogo a quel che succedeva negli orbitali molecolari, solo che qui le distanze d’interazione sono tipicamente un milione di volte più corte e dunque le forze nucleari implicate sono un bilione di volte più intense rispetto alle forze dell’unione molecolare. Non c’è da stupirsi, quindi, se i fotoni emessi siano molto più energetici di quelli delle reazioni molecolari, nell’ordine di milioni di volte. Sono i pericolosi Raggi Gamma.

La stabilità dei nuclei atomici dipende dal difficile equilibrio tra la forza nucleare forte, che è attrattiva, e la forza elettromagnetica, che tra protoni è repulsiva. Il lettore si immagini un nucleo tipico, con molti protoni e neutroni, nel seguente modo: i protoni si respingono elettrostaticamente, ma sono legati da catene molto corte e molto forti, che è la forza nucleare forte. Perché il nucleo sia più stabile conviene che ci siano abbastanza neutroni che separano i protoni fanno in modo che la repulsione elettrostatica non sia molto forte che stabiliscano vincoli mediante la forza nucleare forte con altri neutroni e protoni circostanti. Man mano che si prendono nuclei ogni volta maggiori, con maggior numero di protoni ( elementi chimici più pesanti ) il nucleo si fa più instabile e, giunto a un certo punto, tende a stabilizzarsi spontaneamente, emettendo tipicamente particelle e fotoni molto energetici: si dice allora che il nucleo è radioattivo. Le emissioni radioattive (particelle alfa – che sono nuclei di elio con due protoni e due neutroni – , particelle beta – che sono essenzialmente elettroni – , neutroni e raggi gamma ) possono destabilizzare altri nuclei e produrre reazioni di fissione di nuclei atomici a catena…ma questo è già un’altra storia.

Bene. Fin qui la teoria. I signori Rossi e Focardi dicono che nel loro dispositivo si stanno producendo reazioni di fusione nucleare. Cioè atomi più grandi stanno assorbendo nuclei di atomi più piccoli, formando così nuclei di maggior numero atomico. Qui inizia il primo problema: secondo loro la macchina produce idrogeno per elettrolisi e successivamente quell’idrogeno (il cui nucleo ha solo un protone – gli altri isotopi si presentano in quantità irrisorie), grazie al disegno della macchina, viene assorbito dai nuclei di nichel (simbolo Ni, numero atomico 28) per formare rame (simbolo Cu, numero atomico 29). Si suppone che il nichel che sta usando sia un nichel naturale, il quale secondo wikipedia è per un 68% Ni-58, per un 26% Ni-60 ed il resto altri isotopi; pertanto, dato l’assorbimento del protone di idrogeno, dovremmo osservare un 68% di Cu-59, un 26% di Cu-61 e il resto altri isotopi; però, come spiega Ugo Bardi, la composizione isotopica del rame trovato nella macchina è la stessa del rame naturale, che secondo wikipedia è un 69% di Cu-63 e un 31% di Cu-65, senza altri isotopi in quantità significative. Il rame è molto vicino alla cosiddetta valle di stabilità nucleare, che è dove si situano gli elementi più stabili, ma le leggi di stabilità nucleare sono un po’ complesse in generale, e soprattutto in questa zona. Il fatto è che nel caso del rame, per compensare il protone in più rispetto al nichel, bisogna aggiungere un minimo di 4 protoni in più; di fatto gli isotopi Cu-59 e Cu-61 sono instabili come mai s’era visto. Come risolvere questa contraddizione così tanto ovvia? Beh, se avete letto la parte dell’intervista si Ny Teknik a Kullander ed Essén del post di Qmunty avrete visto che Rossi propone che abbiano luogo non una reazione di fusione nucleare, ma otto o nove, con conseguente disintegrazione beta, alcune delle quali in particelle beta caricate positivamente (positroni, le antiparticelle degli elettroni). E qui andiamo al nucleo della questione.

Per come è stato progettato l’ E-Cat è possibile che faccia un’elettrolisi dell’acqua, cioè separa l’idrogeno e l’ossigeno di una molecola d’acqua. Ciò non ha nulla di straordinario, è un processo conosciuto da oltre un secolo: si fa passare elettricità nell’acqua e si trovano idrogeno nel catodo e ossigeno nell’ anodo, certamente con spreco di energia. Dico che è probabile che faccia un elettrolisi dell’acqua perché possiamo vedere il disegno del dispositivo nel brevetto dell’ E-Cat:

 

 

Sicuramete, come commenta Steven Krivit in New Energy Times (da dove ho tratto questa illustrazione) questo diagramma è molto simile quello di un altro brevetto (del 1995) di Francesco Piantelli, che aveva già proposto un dispositivo di fusione nucleare a bassa temperatura e che, casualmente, risulta essere amico di Sergio Focardi. Di fatto, il disegno del brevetto di Rossi è una brutta copia dell’originale:

 

 

 Infine, si suppone che il disegno dell’apparato e l’uso di un misterioso e ancora non rivelato catalizzatore (che scommetto sia un composto del rame :P) favoriscono l’assorbimento massivo e continuato dei nuclei di idrogeno da parte della polvere di nichel. Ricordatevi che vi ho detto che un protone ha un modo molto complicato di avvicinarsi a un nucleo atomico a causa della repulsione elettrostatica. Ad un certo punto Rossi invocò la possibilità di un effetto tunnel per spiegare perché il protone era capace di superare la barriera coulombiana (repulsione elettrostatica); tuttavia c’è il piccolo dettaglio della piccola sezione efficace dei nuclei di fronte al movimento lento e disordinato come quello che logicamente hanno i nuclei dell’idrogeno. Cioè: i nuclei del nichel rappresentano un bersaglio piccolo e lontano; persino considerando l’effetto tunnel (che sarebbe sempre una minuscola possibilità, che dà luogo a una scarsissima proporzione di nuclei trasmutati) il difficile è accertare i piccoli nuclei di nichel in mezzo al vuoto dello spazio interatomico, e che l’atomo più piccolo ha un raggio (distanza dal centro del nucleo all’orbita elettronica) che è centinaia di migliaia di volte più grande del raggio del suo nucleo. Senza necessità di usare la calcolatrice (scarsa possibilità dell’effetto tunnel, moltiplicato per l’assolutamente insignificante sezione efficace) risulta evidente che la probabilità d’impatto e trasmutazione è terribilmente bassa. Per compensare, Rossi spiega, per bocca di Kullander e Essén, che si forma una specie di mini-atomo di idrogeno, con l’elettrone praticamente inzuppato nel protone, che potrebbe così non venire respinto dal nucleo e giungere a colpirlo, e una volta in esso il “neutrone virtuale” si smaschererebbe e l’elettrone si vivrebbe la sua vita, restando il protone inzuppato nel nucleo (quest’ipotesi tanto sconclusionata è figlia di un’altra più vecchia, conosciuta come falsa teoria dell’ idrino). D’altra parte, i protoni assorbiti sperimenterebbero un decadimento beta positronico per diventare neutroni, e così via fino a formare gli isotopi del rame in questione, e nella proporzione giusta.

 Ci sono enormi problemi con questa descrizione così rocambolesca dei fatti. Ogni assorbimento di un nucleone dovrebbe portare ad un’emissione di radiazione gamma, e ancor più se si producono vari assorbimenti a catena, fino a giungere al prodotto finale: il Cu-61 e il Cu-65. Tuttavia non vi sono emissioni di raggi gamma nell’E-Cat (in mancanza di un dispositivo che lo misuri abbiamo una buona indicazione: Sergio Rossi è ancora vivo, così come tutti quelli che hanno fatto dimostrazioni dell’apparato). Inoltre ci dovrebbero essere significative emissioni di particelle beta positive e negative che dovrebbero causare effetti importanti nei dispositivi elettronici dell’E-Cat ed in qualunque altro apparato vicino. Anche se si volesse far credere che la maggior parte di queste radiazioni vengano assorbite dall’apparato e usate per produrre calore in uscita, mai si potrà evitare, per la semplice applicazione delle leggi della Meccanica Statistica e della Meccanica Quantica, che una parte di queste radiazioni esca dall’apparato (che manca di qualunque tipo di blindaggio) e che produca effetti considerevoli e letali. D’altro canto l’energia di queste radiazioni e il ritmo con cui si starebbero producendo, implicano una potenza da decine a migliaia di volte maggiore dei 12.400 watt di potenza d’uscita riportati (come intuisce Qmunty nel suo articolo). E’ impossibile che queste radiazioni gamma e beta siano assorbite dall’E-Cat, ma se lo fossero la potenza d’uscita dell’apparato sarebbe mostruosa, vaporizzerebbe tutto il contenuto d’acqua del dispositivo in pochi secondi e, di conseguenza, ucciderebbe gli assistenti alla dimostrazione. Dato che nulla di ciò è accaduto, la ovvia conclusione è che le tanto congetturate reazioni nucleari non stanno avendo luogo.

 E’ da molto tempo che si fanno esperimenti su reazioni nucleari di fusione a bassa temperatura, cioè, in cui i materiali da fondere sono a temperatura ambiente e non a milioni di gradi di temperatura che si richiedono per installazioni quali li ITER, e tuttavia ancora non si è ottenuto nulla. Perché? Beh, possiamo dire “grazie a Dio!”. Perché la nostra materia ordinaria è terribilmente stabile. Non è facile manipolare i nuclei atomici con mezzi macroscopici, data la minutezza dei nuclei atomici, le straordinarie forze che su di essi agiscono ed il grosso confinamento degli elettroni negli orbitali atomici e nucleari. Se fosse facile manipolare i nuclei sicuramente si avrebbero reazioni nucleari spontanee, in natura, semplicemente per caso. Inoltre non c’è nulla di particolare nel nucleo del nichel secondo la spiegazione di Rossi e ciò che ci dovremmo aspettare, cioè che fenomeni simili si abbiano con altri atomi, e questo per non parlare di ciò che succederebbe con altri atomi già di per se instabili come i radioisotopi o gli isotopi radioattivi di alcuni elementi. Le reazioni nucleari di fissione a catena sarebbero comuni in natura, così come la cattura degli elettroni da parte dei protoni, che diventerebbero così neutroni con letali emissioni di raggi gamma. Alla fine il nostro pianeta e tutta la materia tenderebbero a formare un amalgama di neutroni, che si disintegrerebbero in protoni ed elettroni, praticamente liberi, che sarebbero rapidamente catturati per tornare a formare neutroni. Questa è una visione estrema, che porta la teoria dell’interazione nucleare di Rossi alle sue estreme conseguenze; certamente egli accamperebbe che i processi non sono tanto radicali e che per questo nulla di simile succede nel nostro mondo. Io non sono un esperto in dinamica atomica e molecolare, ma sono convinto che, introducendo le sue teorie nei modelli, si giungerebbe a uno stato di caos incompatibile con ciò che realmente vediamo. Difatti, nella sua manifestazione più benigna, le teorie di Rossi rappresenterebbero in modo effettivo una quinta interazione fondamentale, da aggiungersi alle quattro conosciute ed estensivamente sperimentate, e addirittura forte e di ampio raggio.

 Riassumendo, tutta la teoria che si sta usando per giustificare i risultati è pura stravaganza che non concorda nemmeno approssimativamente con ciò che si vede. Ciò dovrebbe essere evidente per un fisico navigato in questo campo, perciò la mia unica conclusione possibile è che siamo davanti ad un deliberato tentativo di frode. Il che ci invita ad analizzare anche altri aspetti del caso.

 

Comunicazione scientifica fallace.

 Essendo probabilmente consapevole della debolezza dei suoi argomenti (mettendola alla meglio) o che la sua manipolazione potrebbe esser smascherata (mettendola alla peggio), Rossi non ha provato a pubblicare i suoi risultati in una rivista scientifica. Per i profani dico che per pubblicare un articolo in una rivista specializzata, due revisori anonimi, colleghi professionisti, debbono leggere e criticare l’articolo, mettendo in luce suoi punti deboli. In tal modo l’articolo si migliora e si correggono gli aspetti più deboli; in tali occasioni, se il lavoro è fatto male, l’articolo viene rifiutato, sebbene ciò non impedisca che si possa pubblicare nella stessa rivista o in altra dopo un’accurata revisione. Della quarantina di articoli che ho pubblicato nella mia carriera scientifica, circa un terzo furono inviati ad altra rivista precedentemente, dove furono respinti nella maggioranza dei casi perché il mio articolo non si adeguava allo stile o all’argomento della rivista, e molte poche volte per serie critiche al contenuto (nei fatti e in senso stretto questo non m’è mai capitato). Rossi e Focardi affermano che il loro articolo sia stato respinto da varie riviste perché il tipo di scienza che propongono è troppo di rottura ed i guru del convenzionalismo non lo vogliono accettare (o almeno questo danno a intendere). Secondo quanto spiega Steven Krivit, Rossi riconobbe di non aver inviato a pubblicazione l’articolo che descrive il processo dell’ E-Cat a nessuna rivista, ma soltanto a una base di preprints (articoli non ancora pubblicati) elettronici molto popolare nella comunità fisica, ArXiv, e l’articolo fu da loro respinto. Ciò mi sorprende! O ArXiv è cambiato molto o non si respinge nessun articolo: è un data base enorme e non si revisiona nulla; difatti pubblicare un articolo su questo data base non si considera una pubblicazione scientifica, non ha valore di per sè. Dobbiamo riconoscere che il comportamento di Rossi e Focardi è un po’ anomalo se davvero ci fosse una volontà di comunicare la scienza che sta dietro all’E-Cat. O, chiaramente, non la vogliono comunicare perché non possono a causa del brevetto, vero? Beh, non è così per due motivi: uno perché un brevetto è una pubblicazione, come ora spiegheremo, due perché Rossi ha creato un blog al quale ha dato il pomposo nome di Journal of Nuclear Physics, dove pubblica ciò di cui ha voglia, ma lo presenta come se si trattasse di una effettiva rivista scientifica (certamente se date un’occhiata agli “articoli” di questa pagina web vedrete moltissime cretinate; alcuni autori propongono teorie che vanno persino in contraddizione con i principi dell’E-Cat in ultimo…). Ovviamente in questa pseudo-rivista non vi è il minimo processo di revisione seria degli articoli in essa pubblicati, il che le toglie la poca credibilità che poteva avere.


Invocazione vana del brevetto.

 Come in tante altri casi, è luogo comune che l’esistenza di un brevetto renda impossibile la divulgazione di una grande scoperta o persino il suo sfruttamento commerciale. Niente di più lontano dalla realtà. Un brevetto è, per cominciare, una pubblicazione. Chi richiede un brevetto vuole rendere pubblici i dettagli di un metodo di interesse industriale o di un sistema per la produzione di certi servizi o beni; non per motivi altruistici, è chiaro, ma piuttosto per poter difendere davanti ai tribunali che l’inventore (che non deve essere per forza il titolare del brevetto) ha scoperto tale metodo e che pertanto, per poterlo usare bisogna pagargli i diritti, una licenza d’uso. Perché altre persone nel mondo possano sapere cosa è stato brevettato e cosa no è, tra le altre cose, per poter fare i propri brevetti, i brevetti sono perfettamente pubblici (ci sono data base di brevetti registrati in internet, che sebbene siano pubblici non significa che sian gratuiti). Pertanto, lo ripetiamo, con un brevetto non si può né dar fine a un invenzione, né mantenere occulti i suoi dati, né niente, nemmeno quando il brevetto sia in fase si valutazione: i processi di valutazione possono durare anni, ma questo non impedisce di iniziare a dare la licenza e sfruttare il brevetto; mentre il brevetto è in fase di valutazione chi vuole sfruttarla dovrà pagare al suo titolare quanto convenuto e, se alla fine una o più rivendicazioni del brevetto (quelle cose che l’inventore dice d’aver inventato) non sono riconosciute, chiunque potrà reclamare per quelle parti senza pagare niente di niente. Dunque, come già detto, non ha alcun senso la segretezza di Rossi e Focardi rispetto alla propria invenzione; punto in più: se il famoso catalizzatore segreto non fa parte di un brevetto, allora non è protetto commercialmente per cui, nel momento che qualcuno ne faccia un campione e lo analizzi, potrebbero trovarsi davanti a qualcuno che fa un E-Cat differente usando lo stesso catalizzatore che non fa parte del processo brevettato e così non gli deve pagare una lira. La segretezza sul catalizzatore quindi, va a discapito di Rossi e Focardi e va contro a ciò che può sembrare all’incauto.

 Due ulteriori dettagli per terminare. Il primo, come abbiamo già detto in altra occasione, è che i brevetti durano solo 20 anni, per cui quello che si verificherà che entro alcuni mesi, quando sarà evidente che l’E-Cat non funzione, è che i sostenitori di Rossi diranno che “l’E-Cat è stato messo a tacere dalle grandi multinazionali petrolifere che ne hanno comprato i diritti.” Questo è ridicolo perché a dir molto in quei 20 anni chi detiene il brevetto potrebbe proibirne l’uso commerciale ma non che qualcuno se lo fabbrichi per conto proprio; e terminati quei 20 anni è finita: chiunque può sfruttarlo senza dover pagare dei diritti a nessuno (e ricordiamo che è comunque una pubblicazione). Secondo, il brevetto di Rossi è stato depositato a Maggio del 2008, ed esteso internazionalmente nel 2009. Non è qualcosa di appena brevettato. Ciò che deve succedere a questo signore è che ora debba pagare i diritti di mantenimento, che devono essere abbastanza onerosi dato che è brevettato per il mondo intero, e per far ciò ha bisogno di denaro veloce per mantenere l’apparenza dell’operazione industriale.

Lo strano piano di sfruttamento commerciale.

 Inizialmente è stato postulato che un’impresa greca, Defkalion, avrebbe costruito il primo impianto per Ottobre. Un paese curioso per cominciare il suo spiegamento mondiale! In Agosto ci fu una crisi e s’annunciò che Rossi stava rompendo la relazione con la Defkalion per divergenze finanziarie sulla costruzione dell’E-Cat; proprio in quei giorni sono entrato per caso nel sito della Defkalion (mentre documentavo questo post) e la prima cosa che ti vedevi era una messaggio che diceva che alcune persone avevano agito in nome della Defkalion senza essere legittimate e si chiedeva al visitatore di assicurarsi di stare entrando in contatto con la sede centrale della compagnia. Pochi giorni dopo Rossi annuncia che i piani con la Defkalion si sono ristabiliti e che l’impianto greco va avanti. Quel che è successo qui lo si saprà più in là ma, come tutto il resto, puzza di bruciato. Rossi inoltre afferma che farà niente meno che 100 impianti in Europa. Si deve aggiungere che se i processi nucleari fossero simili a ciò che racconta Rossi, cambiando la scala che ha luogo nei processi (parliamo di impianti capaci di generare 1 Mw, stando a Rossi) si potrebbero produrre altri effetti poco percettibili nel piccolo prototipo da 12.400W, e il rischio di reazioni nucleari con forti emissioni di raggi gamma sarebbe molto grande. Sembra un’imprudenza temeraria lanciarsi allo sfruttamento commerciale di una tecnologia non dimostrata, e dubito seriamente che l’Europa permetta l’installazione nel suo territorio di 100 potenziali bombe termonucleari…a meno che il Governo americano non ritenga che via sia alcun pericolo in questo senso.

Fedina penale di Rossi.

Ho lasciato questa parte alla fine per non dare l’impressione che si attaccasse l’uomo per screditare il suo lavoro, ma dato che questa persona è rinomata per aver preso parte a numerose truffe, credo che la sua fedina sia un fatto importante in questa discussione. I dettagli si possono trovare nell’articolo di Steven Krivit e si riassumono così:

 

  • Rossi, nel 1979 ottenne la laurea in Ingegneria Chimica presso l’ Università di Kensignton in California, una nota fabbrica di diplomi senza alcun valore accademico (paghi e ti danno il titolo, dai!) chiusa per questo motivo qualche anno dopo.

  • Nel 1990 ha fondato un’impresa, la Petroldragon, per convertire rifiuti in combustibile. La cosa è finita male, l’impresa ha fatto bancarotta e lui è finito in carcere per crimini contro l’ambiente, giacché egli si faceva carico dei residui pericolosi non trattati adeguatamente che finivano per contaminare l’acqua e l’atmosfera. Secondo Rossi, quel che è successo è stato che la mafia locale ha indotto il governo italiano a perseguitarlo (tutto questo è successo a Milano, culla di Silvio Berlusconi).

  • Agli inizi degli anni ’90 Rossi si è impegnato con l’esercito degli Stati Uniti nel fornire dispositivi termoelettrici con una potenza d’uscita tra gli 800 e i 1.000 w. I prototipi che ha inviato all’Università del New Hampshire per essere provati avevano solo la decima parte della potenza promessa. Prima che Rossi potesse portare a termine l’ordine la sua fabbrica negli Stati Uniti, ha subito uno strano incendio. Rossi ha provato allora a fabbricare i dispositivi in Italia, ma gli apparati italiani avevano la potenza di soltanto 1W…

  • Nel 1995 è stato imprigionato per traffico illegale d’oro.

Credo che già vi sarete fatti un’idea del personaggio.


Questo è tutto attualmente sull’E-Cat. Senza dar luogo a dubbi, nei prossimi mesi questa bolla di sapone si sgonfierà progressivamente e finirà in una nicchia del tempio maggiore del Culto all’Energia Libera affianco a Nikola Tesla (che si deve rivoltar nella tomba da quanto si invoca invano il suo nome di genio) e altri anche meno degni, abbindolatori di mezzo pelo che si sono spacciati per salvatori dell’umanità quando aspiravano soltanto a salvare i loro portafogli. Questa è la miseria della condizione umana.

 Infine, cari lettori, credo che possiate già farvi un’idea di cosa abbiamo per le mani. A parte considerare deplorevole qualcuno che, in nome della scienza, proponga un concetto tanto inelegante quanto improbabile, l’assurdità sta nel tempo che fa perdere agli altri anziché concentrarci nella cosa più importante; preparare l’indispensabile transizione.

Saluti

AMT

 

 

18 comments ↓

#1 S.Klauss on 02.19.12 at 23:47

bel post, complimenti, molto chiara la parte dove si discute l’aspetto delle forze nucleari in gioco.

#2 marcosclarandis on 02.20.12 at 12:10

Ma a chi è che non ha mai creduto alle favole, almeno da piccolo?
Poi da grandi si continua a crederci ma s’impara a distinguere ciò che rimane favola da ciò che può diventare realtà.
Peccato che questo articolo non lo leggeranno proprio quegli individui che vogliono vivere solo di favole e pur di farlo sono disposte a rinnegare la realtà stessa.
Che poi possa esistere una pietra filosofale in grado di trasmutare la materia e di convertirla in energia, ancora non lo sappiamo per certo, sebbene tutto ciò che conosciamo ci induca a credere che non possa avere la forma e le fattezze di un sasso raccolto sul greto d’un fiume.

La questione dell’E-cat appare piuttosto come uno scadente gioco di prestigio, di quelli che rievocano i Mangiafuoco di “Pinocchio”.
Che come favola, è al contrario eccellente, capace com’è di trasmutare l’animo di un bambino in un futuro essere responsabile.

Marco Sclarandis

#3 pasquale de santis on 02.20.12 at 13:35

Ma allora Giuliano Preparata,Emilio del Giudice,Piantelli,Cirillo,rapporto 41 dell’enea,Celani ecc ecc ecc sono dei visionari??? Celani il 22 marzo ha una conferenza al CERN.La NASA ha dichiarato che l’effetto f.f e’ reale anche se ha cambiato nome LERN.

#4 Massimo on 02.20.12 at 15:36

Esatto. Francesco Celani presenterà lo stato dell’arte della ricerca sulle “LERN” al CERN : http://www.slideshare.net/matsunobu/automated-master-failover
Che il fenomeno LERN esista NON ci sono piu’ molti dubbi (vedi anche brevetto della NASA). Che l’ e-cat sia o meno una bufala non lo si potra’ mai dire finche’ A.Rossi non accettera’ di farlo testare da indipendenti o fino a che non comincerà a venderlo. Soprende che si perda cosi’ tanto tempo a cercare di smontare Rossi invece che a spiegare le nuove scoperte sulle LERN. Dopo tutto A.Rossi sta spendendo tempo e risorse sue mentre i veri ricercatori avrebbero il DOVERE di approfondire le scoperte sul fronte LERN e non perdere tempo pontificando su lavori che neppure conoscono dato che non possono ancora mettere mano un su e-cat.

#5 Michelanlgelo on 02.20.12 at 15:41

Per me sono tutte chiacchiere, sia quelli che pensano l’ecat funzioni e sia gli scettici. L’unica cosa che conta è aspettare. Se industrie e privati lo useranno, significa che funziona.
La più grande buffonata è dire che qualcosa sia contro le “leggi” della scienza. Quali leggi? Le leggi sono fatte dagli uomini. Non ce ne neanche una esatta e sono sempre soggette a modifiche.
Come dire la sooam delel velocità da V+v e passata a (V+v)/(1+V*v/c^2). Non si tratta di andare CONTRO le leggi, ma di adeguarle, così come si adeguano quelle della costituzione. E come dice Pasquale De Santis: Ma allora Giuliano Preparata,Emilio del Giudice,Piantelli,Cirillo,rapporto 41 dell’enea,Celani ecc ecc ecc sono dei visionari???
Risponda!

#6 Mauro on 02.20.12 at 17:33

http://archiviostorico.corriere.it/2004/novembre/27/Riciclaggio_rifiuti_tossici_Assolto_Andrea_co_7_041127020.shtml

Rossi è stato assolto per “riciclaggio di rifiuti tossici”, non vi siete documentati bene sul fatto..

#7 Ronald on 02.20.12 at 19:18

Non so se l’ apparato di Rossi funzioni o meno, certo il personaggio non è molto credibile, però uk fenomeno delle LERN è ormai accertato, manca solo una soddisfacente spiegazione fisica che potrà avvenire solo con il prosieguo coordinato degli esperimenti, Certo che se per partito preso diciamo che ciò è impossibile questo è oscurantismo scientifico, la fisica classica non ha perso di valore quando è stata sostituita dalla fisica quantistica. E’ immorale che non si spenda praticamente nulla dalle istituzioni pubbliche per ricerche sulla Lern mentre si gettano miliardi per una improbabilmente conveniente fusione nucleare calda!

#8 Luca on 02.20.12 at 19:56

@mauro
Che angioletto. Se legge qui http://ingandrearossi.com/ le verrà addirittura voglia di chiedergli l’IBAN per mandargli un bonifico a almeno l’indirizzo per un cesto di natalizio.

#9 marcosclarandis on 02.20.12 at 20:30

Pasquale de Santis, io ritengo che i visionari meritino il massimo rispetto.
Altra cosa sono i cialtroni.
Io non so se il tizio che sta dietro l’E-cat sia un visionario, un cialtrone o un meticcio fra le due cose , che potrebbe anche essere.
Per esempio, Gregory Mendel il padre della genetica, aveva un pò cialtronescamente barato con i dati a sua disposizione riguardanti i suoi famosi studi sull’incrocio dei piselli, perchè statisticamente erano troppo scarsi ma aveva intuito delle cose giuste e la fortuna che si dice aiuti gli audaci, gli è venuta incontro. Se dovessi scommettere dieci euro che entro due anni l’E-cat diventerà un’invenzione commerciale li scommetterei, ma se dovessi scommetterne cinquanta preferirei spenderli in una pizzeria sconosciuta pur rischiando che mi servano un rancio da caserma.
Se poi il signor Rossi riuscirà a dimostrare con i fatti la sua verità, avrà i miei complimenti sinceri.
Anche l’esistenza dell’energia nucleare, quasi centovent’anni fa, sembrava impossibile ma oggi ne sappiamo abbastanza da decidere se convenga o meno continuare ad usarla per scopi commerciali.
La mia opinione al riguardo è che il gioco non ne valga la candela.E neanche lo stoppino.
E la fusione nucleare calda, potrebbe anche dare dei frutti, ma anche in questo caso, usando un’altra metafora bisognerà vedere se la scala per prenderli non sarà poi così alta da far venire le vertigini a chiunque.
Una ultima considerazione.
Centocinquant’anni di petrolio e gas e trecento di carbone ci hanno ubriacato d’energia a prezzo stracciato.
Se non ci riprendiamo dalla sbornia, e ricuperiamo una ragionevole sobrietà, non c’è invenzione tecnoscientifica che ci possa salvare.
Per stare in salute bisogna stare lontano sia dalla fame che dall’obesità.

Marco Sclarandis

#10 Antonio Ruggeri Dr. Ing. on 02.20.12 at 20:54

Commento all’articolo di Turiel

La Scienza di questi pretenziosi Scienziati richiede una ammissione di “non Sapere”.
Per quanto riguarda Cold Fusion (io vorrei sapere perche’ la chiamano “Cold”, dal momento che come transmutazione e’ basata su produzione e dissipazione di calore, come nel caso dell’E-Cat, e quindi si dovrebbe dire “fusione a basse temperature), e per il LERN (Low Energy Nuclear Reaction) non c’e’ possibilita’ di usare il termine “Nuclear Reaction”, in quanto con esso si intende che l’atomo viene spaccato, mentre qui sembra che il fenomeno e’ limitato a passaggio da un isotopo al successivo attraverso aggiunta di un neutrone o da un elemento atomico ad un altro quando si aggiunge un protone al nucleo atomico del Nichel).
Si dovrebbe dire trasmutazione isotopica-atomica prodotta da addizione modulare di neutroni o protoni.
Queste due teorie (CF, LERN) e altre derivazioni sono basate sulla disastrosa assunzione che all’interno dell’atomo esistano forti campi elettrici e siano presenti eccezionali valori repulsivi della Forza di Coulomb.
La risposta e’ che nessuno sa, e quelli che pretendono di sapere stanno per perdere credibilita’ in maniera “storica” superiore a tutti i fallimenti del passato, (data la eccezionale importanza della scoperta), quando I loro predecessori opposero Galileo, Giordano Bruno, Fleischmann-Pons eccetera….
La risposta e’ che la moderna Scienza dei fenomeni fisici oggigiorno e’ “artigianato”, tanto per intendere.
E’ artigianato fino e non Scienza, perche’ la vera Scienza si e’ arenata alla negazione di presenza di sostanza nell’ Universo e al momento nel campo Scientifico si raccontano barzellette.
Intendo dire che da quando fu postulata la Legge di Equivalenza dal momento che fu negata la presenza dell’ Etere: come Primigenia sostanza o Energia pura che riempie L’Universo e che e’ alla base di tutti I fenomeni universali (presenza di massa fisica, massa-energia,ed energia in varii stati di esistenza lungo una catena di trasformazioni-degradazioni che terminano in dissipazione) la vera Scienza e’ stata completamente deragliata a causa dell’incompetenza di uomini politici che non hanno Saputo amministrare I fondi dedicati alla Scienza e alla ricerca scientifica.
Vedi il recentissimo esempio di erogazione di fondi sia in America che in Europa per I megalaboratori che da sessantacinque anni (dopo la fine della seconda Guerra mondiale) sono andati avanti a forza di false promesse.
Il risultato della scoperta dei fenomeni su cui l’ E-Cat e’ basato produrra’ una completa rivoluzione nella percezione del modo in cui il mondo fisico e’ basato e funziona.

#11 MaNonVi VergognateUnPo'? on 02.20.12 at 21:49

mettere in mezzo processi terminati con assoluzioni per non sussistenza del fatto come pura operazione di lancio di fango è operazione moralmente discutibile.

io rimango basito. devono essere proprio preziosi gli interessi che le LENR mettono a rischio se si scende su questi livelli.

#12 Claudio on 02.20.12 at 22:52

Tutte queste spiegazioni scientifiche sono molto interessanti e…convincenti tranne il fatto che i prof.Piantelli ,Focardi e Celani non sono certo dei sedicenti inventori , ma stanno sperimentando con successo il fenomeno all’interno di noti centri di ricerca .Certo il rendimento che hanno ottenuto non e’ minimamente paragonabile a quello del Rossi, grazie al suo fantomatico catalizzatore, ma il fatto che ci siano significa che c’e’ qualcosa oltre alla fisica conosciuta .Anch’io ho fatto delle prove ed ho ottenuto dei risultati modesti ma che comunque per la scienza NON dovrebbero esserci.Basta comunque aspettare e se il Rossi avesse bleffato sul rendimento del suo sistema rimangono in pista altri scienziati per continuare la strada da lui tracciata.In questi momenti di crisi mondiale e di ricerca di nuove fonti di energia e’ cruciale provarle tutte…e non nascondersi dietro fantomatiche ed inutili ricerche come il Bosone di Higgs in quel di Ginevra !.

#13 vac on 02.20.12 at 23:37

@Difensori di Rossi.
Quì stiamo tutti aspettando di saperne di più e di vedere como è fatta questa macchinetta….
E’ il comportamento misterioso di Rossi ad indurre al dubbio.
Possibile che per le mani abbia un invenzione così rivoluzionaria dopo un anno ancora non si veda nessun impianto serio in costruzione?

#14 massimo on 02.21.12 at 14:28

I lampi dei gamma sembrano esserci..qualcosa non torna quindi ?
http://sovrappopolazione.blogspot.com/2012/02/fusione-fredda-quei-lampi-gamma-che.html

#15 Sulla necessità di rigore nella ricerca di nuove fonti di energia — Nuove Tecnologie Energetiche on 02.22.12 at 00:10

[…] ← Niente miracoli nella scienza: il caso dell’ E-Cat […]

#16 Il problema con l’E-Cat: la necessità di un maggior rigore nella ricerca di nuove fonti energetiche — Nuove Tecnologie Energetiche on 02.24.12 at 13:03

[…] milioni di esemplari in tempi brevissimi denota comunque una bella faciloneria che fa il paio con la mancanza di rigore nelle misure che avrebbero dovuto dimostrare la presenza di calore in eccesso prodotto […]

#17 E-Cat: situazione senza uscita — Nuove Tecnologie Energetiche on 03.01.12 at 16:31

[…] sta rivelando profetica l’interpretazione che Antonio Turiel ha dato della vicenda dell’ “E-Cat,” l’invenzione che avrebbe dovuto […]

#18 Petroldragon e E-Cat: due storie parallele — Nuove Tecnologie Energetiche on 03.11.12 at 10:23

[…] del 1985 di Rossi a proposito della produzione di petrolio dai rifiuti (c’è un altro brevetto di Rossi del 1991 sull’argomento, che però arriva dopo che la storia della Petroldragon si era conclusa). Come […]