Henri Becquerel, pioniere della tecnologia fotovoltaica
In un suo recente articolo, Domenico Coiante ci regala una breve ma succosa storia della tecnologia fotovoltaica. E’ curioso notare che le due principali tecnologie che competono fra di loro per sostituire i combustibili fossili, solare e nucleare, hanno un’origine con molti elementi comuni. I primi passi in entrambe furono fatti con la famiglia dei Becquerel, fisici francesi dell’800. Fu Alexandre Edmond Becquerel a scoprire l’effetto fotoelettrico nel 1839, mentre suo nipote, Antoine Henry Becquerel scoprì la radioattività in 1896. Due scoperte che, al loro tempo, sembravano essere soltanto delle curiosità scientifiche, ma col tempo molte cose sono cambiate!
La storia della tecnologia fotovoltaica moderna è una storia di rapido progresso che è ancora ben lontano dall’essersi concluso. Non abbiamo ancora nemmeno sfiorato la rivoluzione energetica che ci aspetta.
Link all’articolo di Domenico Coiante: Note Storiche sul fotovoltaico

5 comments ↓
Io ho un po’ di rammarico sinceramente… a pensare che le rinnovabili si sarebbero potute sviluppare già da tempo ma che si sono trovate la strada bloccata dal petrolio a basso costo e dai progetti nucleari dopo la seconda guerra mondiale. Con il risultato che si cerca di farlo adesso, cioé quando vige un’ideologia economica che vede come bestemmia il sostegno statale. E sentire i nuclearisti lamentarsi delle persone ‘ingrassate dal conto energia’ (come ho sentito dire da alcuni) quando la loro energia ha ricevuto un oceano di denaro pubblico lascia veramente il segno.
In un programma su “La7″ due giorni fa Carlo Ripa di Meana presidente di “Italia Nostra” era contrario in assoluto all’eolico perchè…”deturpa il paesaggio” e al fotovoltaico a terra perchè …”toglie terreno all’agricoltura e riceve troppi incentivi”. Quello che mi dispiace è che questi personaggi, data la loro eta anagrafica avanzata, non vedranno mai la crisi energetica imminente!
Grazie dottor Cojante, come sempre da lei imparo molto.
Concordo con il sig. Giussani e il sig. Tauro: abbiamo perso tempo, Keynes è stato sbertucciato e adesso abbiamo quelli più realisti del re come Ripa di Meana. Tuttavia serve dire che l’uso dei campi agricoli produttivi è meglio che rimanga originale e non come una distesa di FV che sarebbe meglio porre su superfici esistenti già impermeabilizzate (edifici, parcheggi, discariche ecc.). Per ottenere molta energia elettrica dal FV occorrerebbero troppi ettari. E credo inoltre che non si possa pensare di poter pensare alle rinnovabili con la testa ancora profondamente legata al basso costo e alla potenza dell’EE da fossile. E magari alla crescita indeffirenziata.
dovremmo impegnarci di più nella diffusione e nella ricerca sul fotovoltaico, come sta facendo Belvedere spa che nel comune di Peccioli (PI) ha tappezzato un ettaro di terreno con pannelli fotovoltaici ed ha realizzato una discarica che produce energia dai rifiuti..
Perche8 fate il processo alle ntennzioii? O non sapete che il paesaggio e8 tutelato dalla Costituzione Italiana? Vi piacerebbe se qualcuno dicesse che dietro il Vostro commento vi fosse solo un interesse economico da tutelare? Suvvia, un pf2 di serenite0 nel commentare la liberte0 di pensiero di altri soggetti, onlus, enti morali nonche8 riconosciuti portatori di interessi diffusi di interesse pubblico. Al di le0 della vostra opinione, alla quale avete ovviamente diritto.