Gli eco-troll, ovvero quelli che fanno polemica con se stessi

di Ugo Bardi

Diceva Giulio Andreotti che a pensar male si fa peccato ma, di solito, ci si azzecca. Credo che siano parole sante. E’ vero che si può anche sbagliare per eccesso di diffidenza, come è capitato a me recentemente a proposito di un servizio TV delle iene. Però, il più delle volte ci si azzecca.

Allora, guardate questo commento che mi è arrivato oggi da uno che si firma”Solaris”

Solaris C++
Solaris@tiscali.it
92.10.153.219
Submitted on 15/11/2011 at 09:03

Ben detto signor Bardi, quelli che sono contro la fede nelle rinnovabili dovrebbero essere bannati senza se e senza ma. Ma come fanno a non vedere che sole e vento sono dappertutto e sono pure gratis? Detto questo gli infedeli nuclearisti possono portare tutti i numeri e le obbiezioni anche documentate e autorevoli o meno che vogliono, mai riusciranno a far vacillare la mia fede assoluta e incorruttibile nel sole e nel vento. Il nostro futuro e’ radioso come il sole che splende a mezzogiorno, non come la mezzanotte senza vento.

Puzza di falso lontano un miglio, vero? E non solo puzza: è proprio falso! Basta guardare l’IP del commentatore e ci si accorge subito che è lo stesso IP di un tale che si firma “Tito Scanzani” e che impesta da tempo il blog NTE con commenti anti-rinnovabili.

Allora, cosa fa questo signor Tito Scanzani (ammesso che sia il suo vero nome)? Se le canta e se le suona; ovvero manda messaggi pro-rinnovabili per poi rispondere con messaggi anti rinnovabili. Ma cos’è, un eco-troll? Ovvero, si fa l’eco da solo? E non c’è solo lui. E’ di ieri la scoperta su “climalteranti.it” che ci sono commentatori che appaiono con nomi diversi ma lo stesso IP in una sceneggiata che ricorda molto questa di NTE.

E’ notevole l’ingenuità di questi troll che credono che basti cambiare nick e account di posta per auto-moltiplicarsi senza farsi scoprire. Sono veramente dei grandissimi cialtroni. Ma, a parte questo, qual’è lo scopo di questa tattica? Beh, uno scopo possibile è creare confusione e sviare la discussione. Ma io credo che lo scopo vero sia un altro e che abbia a che vedere con il fatto che questi qui sono pagati un tanto a commento (non è cosa che mi invento io, se ne discute nel web in inglese, come ho raccontato qui e qui). Allora, in questo modo imbrogliano il loro datore di lavoro e incassano qualcosina in più facendo polemica con se stessi. Furbacchioni, vero? E pensare che hanno la faccia tosta di offendersi quando li chiami “troll”.

Lo so che su questa interpretazione non ho prove dirette,  ma ricordatevi il detto di Andreotti: a pensar male………. Comunque vada, la miglior tattica con i troll è sempre di non dargli da mangiare; ovvero, non rispondere.

 

 

 

10 comments ↓

#1 ijk_ijk on 11.15.11 at 17:25

L’avere lo stesso IP non comporta automaticamente essere la stessa persona. Potrebbe essere l’IP di uscita da una rete privata. Dietro l’ip di casa mia siamo solo in 2 ma dietro l’IP di un ministero o dell’ENI o della FIAT ci sono migliaia di persone. Sarebbe da approfondire.

#2 Ugo Bardi on 11.15.11 at 17:34

Beh, diciamo che nulla è mai completamente certo in un mondo di specchi come l’internet. Ma certe cose sono altamente probabili.

Fra le altre cose, questo “Tito Scanzani” esiste su internet soltanto come commentatore del blog NTE. Non se ne trova traccia in nessun altro luogo. Inoltre, sul sito “paginebianche.it” non esiste nessuno che si chiami con quel nome. Infine, il suo indirizzo email è qualcosa come “grog@tiscali.it”. Vabbé che può darsi che non abbia telefono, ma credo di poter dedurre con probabilità discretamente buona che è un’identità fittizia, inventata apposta per rompere le scatole su questo blog

#3 Ugo Bardi on 11.15.11 at 18:28

In ogni caso, una “reverse search” dell’IP di questo signore mi trova:

92.10.153.219
IP:
92.10.153.219
server location:
Ashford in United Kingdom
ISP:
TalkTalk

Cosa ne pensate?

#4 Simone Martini on 11.15.11 at 19:50

Ne approfitto per dire che una volta, qui su Nte, ho postato un commento come Carlo Rubbia..:-) era troppo forte la tentazione… ma era giusto per fare una battuta.
Sulla possibilità che esistano commentatori che non siano in buona fede… credo che un’associazione che si occupa dello studio del picco del petrolio, o del riscaldamento globale, lo debba mettere in conto, denunciarlo quando ve ne è motivo, come in questo caso, così da scoraggiare altri interventi, e continuare per la propria strada… informando quante più persone possibile e mantenendo alta l’attenzione sulle tematiche legate all’ambiente.

#5 Gregorio Guidi on 11.15.11 at 20:49

Il commento e’ evidentemente dello stesso Scanzani, ma mi sembra anche evidente che sia solo un tentativo di fare del sarcasmo, magari venuto male, non mi sembra il tentativo di fare un finto intervento pro-rinnovabili.

In ogni caso, mi sembra che si stia un po’ scivolando verso il complottismo… a parte alcuni casi circoscritti e documentati, i post si spiegano semplicemente con il fatto che a tutti piace discutere e fare polemica, parlare senza necessariamente conoscere bene l’argomento, fare il tifo per una teoria o per un’altra, farsi simpatie e antipatie, trolleggiare un po’ senza un motivo particolare… e’ la natura umana.

Non so se siete avvezzi a blog e forum, ma vi assicuro che in quasi tutti quelli che ho visto le dinamiche sono le stesse, qualunque sia l’argomento, dalla cucina ai giochi per computer… quindi il rasoio di Occam mi fa pensare che nessuno sia pagato per stare su questi blog.

Tu stesso Ugo avevi scritto un bell’articolo su come la maggior parte di noi non e’ portata per il dibattito scientifico, quello “Costacurta senza Baresi non sa giocare”…

#6 Ugo Bardi on 11.16.11 at 09:31

Mi è arrivato un nuovo commento di questo che si firma “Tito Scanzani” nel quale ammette di essere stato lui a mandare il messaggio incriminato. Dice di non essere pagato per quello che fa e mi saluta (spero per sempre) dicendomi “buon blog”. Non ho prove che lui sia pagato – quindi questo rimarrà sempre dubbio. Ma ricambio cordialmente i saluti (ripeto, sperabilmente a non rivederci)

#7 Ugo Bardi on 11.16.11 at 09:38

x Gregorio. Si, è perfettamente possibile che certi comportamenti non arrivino da gente stipendiata per farli. Può darsi benissimo che siano il risultato di una disperata esigenza psicologica di farsi sentire da parte di persone a cui mancano gli strumenti culturali per esprimersi in modo diverso. In questo caso, sarebbero effettivamente simili a quelli che discutono di calcio nei bar di periferia.

Va anche detto, però, che il trollismo organizzato non è una favola; è un fenomeno conosciuto. Ovviamente, non è mai possibile dire se uno specifico troll è effettivamente un provocatore pagato oppure semplicemente un poveraccio un po’ fuori di testa. Ma certi comportamenti si spiegano male altrimenti. Questo qui, “Tito Scanzani” in particolare, si è costruito una falsa identità apposta per venire a trollare in questo blog. Poi se ne inventa un altra per “contro-trollare,” insomma, sembra più un disturbatore professionista che uno semplicemente fuori di testa. Ma, ripeto, non è una cosa che si può provare.

#8 Ugo Bardi on 11.16.11 at 09:40

Per finire con questa serie di commenti, vi posso raccontare che ho ricevuto alcuni messaggi privati da persone che mi pregano di non diffonderli, ma che mi dicono che, in effetti, loro sono coinvolti nel trollaggio professionale. Mi dicono e non mi dicono, non si sbottonano troppo; come è ovvio. Ma mi confermano che, si, certe cose succedono. E’ tutto un mondo sommerso; sotto certi aspetti addirittura affascinante. Ma ne sappiamo molto poco.

#9 marcosclarandis on 11.16.11 at 10:45

Ugo, come sappiamo fin dai tempi delle scritture sui papiri e le tavolette d’argilla, tutti alberghiamo in noi un Titotito.
Tra l’altro così mi venne spontaneo di soprannominare lo Scanzani rispondendo ad un suo post nel tuo blog.
Tutti noi siamo potenzialmente Caino e Abele.
E per quanto scegliamo una parte da recitare, ci rimane il desiderio d’immedesimarci in quella opposta.
Il mondo sommerso che un Titotito ti ha fatto scoprire con lampante evidenza Ugo, è il mondo che renderà la transizione ad una nuova epoca, estremamente drammatica, perchè ancora più difficile e pericolosa.
Sarà come in una commedia di Shakespeare, arrangiata da un’Agatha Christie e filmata da un Dario Argento.
Bisognerebbe saperne di più, tutti e alla svelta, pure.
I posteri avranno delle avvincenti storie da raccontarsi sul mezzo secolo che ci aspetta noi qui presenti.
Una delle loro antologie si chiamerà comunque:
Antiche Tecnologie Energetiche.

Un saluto,

Sidnaralcs Ocram, (per i Caini amici)

#10 jail on 11.27.11 at 20:36

Il problema è che chi legge tutto e di frequente,ha i mezzi per individuare immediatamente la buona fede,mentre i lettori “di passaggio”,a volte faticano,ed è a questa tipologia che loro puntano.
Comunque il problema esiste e sarebbe interessante sviscerarlo,anche se facendolo,daremmo loro quell’importanza che è uno dei loro fini.