La leggenda del vetro rotto dell’aereo riparato con il nastro adesivo

di Ugo Bardi

Esce oggi su tutti i media italiani la storia del vetro “riparato con ilnastro adesivo” sull’aereo Ryanair che avrebbe poi costretto l’aereo a un atterraggio di emergenza. Si pubblica anche la foto che “un passeggero” avrebbe fatto del vetro mentre veniva riparato. Sopra, foto presa da “Repubblica.” (vedi anche testo più in basso)

Ora, questa cosa del vetro dell’aereo riparato col nastro adesivo non ha a che fare con l’energia rinnovabile, il soggetto di questo blog. Però, credo che vada commentata come un esempio della incredibile facilità con la quale le leggende si diffondono su internet.

La prima cosa da notare è la sciatteria dei giornali italiani (Repubblica è fra i primi in questo campo) che non si peritano di citare la fonte della notizia. Una breve ricerca sul web, la fa risalire a un articolo sul “Daily Mail. che, quanto ad affidabilità, è all’incirca pari a quella della Pravda al tempo di Stalin (in effetti quasi alla pari, addirittura, con l’affidabilità di “Repubblica”). Che poi questa foto sia stata presa da “un passeggero in partenza” sembra quantomeno poco probabile. Quando sei a salire sull’aereo non ti ci fanno girare intorno (giustamente) a prendere fotografie. Tanto più che se l’aereo lo stavano ancora riparando, non ci avrebbero fatto salire sopra i passeggeri.

A parte l’improbabilità della foto, non c’è nessuna evidenza che il finestrino sia stato riappiccicato con quello che il Daily Mail definisce “sticky tape” e che repubblica traduce con “nastro adesivo”. In realtà, i finestrini degli aerei sono bloccati da un adesivo che garantisce la tenuta stagna della cabina pressurizzata. Questo adesivo richiede un certo tempo per indurirsi e esistono delle procedure per le quali un finestrino nuovo deve essere coperto con qualcosa che viene chiamato “speed tape” e che protegge il finestrino o altri piccoli problemi per un certo periodo. Questo speed tape è fatto apposta per resistere nelle condizioni di volo di un aereo – è una procedura del tutto normale e codificata.

Insomma, non è impossibile che la riparazione al finestrino sia stata fatta male per qualche ragione, ma sicuramente le cose non sono andate come ci raccontano: – se l’aereo Ryanair è dovuto tornare indietro non è stato perché qualcuno ha fatto una riparazione abborracciata con il nastro adesivo comprato in mesticheria. Ovviamente, però, tutta la leggenda è andata giù senza la minima critica in tutti i media. Non so se l’abbia inventata un concorrente di Ryanair o qualche giornalista in cerca dello scoop del giorno. In ogni caso, è tipica:  un’ulteriore dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, di come sia facile inventarsi leggende in qualsiasi campo. Dopo questa storia, non ci dovremmo stupire che c’è gente che crede veramente che le torri eoliche facciano venire il cancro.

 

Da Repubblica del 26 Ott 2011. Un’immagine scattata da un passeggero e Ryanair, la compagnia aerea low cost irlandese, finisce di nuovo nelle polemiche. Stavolta per un incidente su un volo partito lo scorso settembre da Londra Stansted e diretto a Riga, in Lettonia. L’aereo, con a bordo 200 persone, è dovuto tornare indietro dopo venti minuti a causa del cedimento di una riparazione sul vetro anteriore fatta con il nastro adesivo. Come testimonia questa immagine il nastro era stato fissato poco prima del decollo ma l’irish Aviation Authority assicura che tutto si è svolto secondo il protocollo e che la riparazione era solo un’ulteriore precauzione presa dai tecnici per prevenire la rottura del vetro che già nel volo precedente aveva mostrato dei cedimenti
(a cura di Benedetta Perilli)

__________________________________________________________________________

NOTA AGGIUNTA POSTERIORMENTE: ULTERIORE ANALISI DEI DATI

Ho ragionato sopra ulteriormente sulla faccenda del “finestrino riparato col nastro adesivo”. Più ci ragiono sopra, più mi sembra chiaro che è un imbroglio. Allora, per prima cosa, guardate la foto qui sopra: è quella pubblicata nel primo rapporto del Daily Mail, quello che ha dato origine alla valanga di notizie sull’argomento.

Notate un po’ di cosette su questa faccenda. Una è la prospettiva dell’immagine. Mi risulta che il naso di un Boeing 737 si trova a un altezza di circa 3 metri da terra.Notate come sono messi i passeggeri mentre salgono su uno di questi aerei. Notate l’altezza del naso rispetto alle persone.

 

Per fare una foto come quella mostrata, bisogna essere a una certa distanza e/o su una piattaforma sopraelevata. Un passeggero che si avvicina all’aereo in condizioni normali non è assolutamente in grado di fare una foto del genere.

Ora, notate un’altra cosetta: l’ingrandimento e la foto stessa sembrano prese da prospettive differenti, ovvero pesantemente ritoccate. Notate anche le “braccia” del tecnico che lavora al finestrino. Non ci stanno proprio.

Non so cosa ne pensate voi, ma questo ha tutta l’aria di essere un fotomontaggio. Ovvero, qualcuno ha preso una foto del muso dell’aereo e ci ha appiccicato sopra alla buona l’immagine dei due tizi, ritoccando il tutto (malamente) col photoshop o qualcosa del genere.

E non è finita qui. Sembra in effetti che l’articolo abbia origine non nel Daily Mail, come avevo pensato, ma nel “The Sun” che è un “tabloid” se possibile ancora più indegno. Nell’articolo del “Sun” leggiamo che:

“Passengers watched in horror as ground crew put the tape around the edge of the windscreen shortly before take-off from Stansted, Essex, to Riga, Latvia.

Ovvero “I passeggeri quardavano terrorizzati mentre una squadra di terra metteva il nastro attorno al bordo del finestrino poco tempo prima che l’aereo decollasse da Stansted verso Riga, in Latvia. ”

Da dove guardavano? La cosa è strana, perché leggiamo anche che:

“But one passenger, Anthony Neal, 33, of Bromley, Kent, said: “We were kept in the dark, and were terrified. I could see guys taping in the windscreen with what looked like duct tape or gaffer tape.

ovvero: “Ma uno dei passeggeri, Anthony Neal, 33 annu, di Bromley, Kent, ha dichiareto “siamo stati tenuti al buio e eravamo terrorizzati. Potevamo vedere degli uomini che incollavano sul finestrino quello che sembrava nastro adesivo.”

Al buio? Ma la foto è presa di giorno. Vuol dire che era buio dentro la cabina passeggeri? Ma la cabina non è mai buia se fuori è giorno. E poi, se erano dentro la cabina passeggeri, come facevano a vedere questi qui che incollavano qualcosa sul finestrino della cabina di pilotaggio?

E, per finire, ciliegina sulla torta: chi è che ha fatto la fotografia? Beh, c’è proprio scritto sull’immagine; lo vedete in basso a sinistra: è un certo Lee Thompson, che ci ha anche messo sopra il copyright – lo vedete benissimo il simbolo del copyright a sinistra. Strano che un “passeggero” metta il copyright su una foto fatta probabilmente con un telefonino.

 

Ma chi è questo “Lee Thompson”? Beh, l’articolo su “The Sun” ce ne da anche una fotografia. Eccola qua, vedete che faccino disgustato ha questo sig. Thompson?

He, he…..ma questa è una faccia nota. Questo qui è  un fotografo professionale del “The Sun” Eccolo qui, come appare nel suo sito. Non so cosa ne pensate voi, ma a me sembra proprio lui. Eh, già, bella coincidenza che il passeggero della Ryanair, per l’appunto, fosse ANCHE il fotografo del giornale “The Sun”. Vi sembra?

 

E questo spiega molto bene perché negli articoli successivi al primo, avevano tagliato la foto in modo da togliere il copyright di Lee Thompson dato che si erano accorti di averla fatta troppo sporca…..

Insomma, continuiamo a basarci su un sistema cosiddetto “democratico” dove si suppone che i cittadini siano informati e continuiamo a propinargli disinformazione con la più assoluta allegria e nessuno protesta. Boh? Come dicevo all’inizio, nessuna sorpresa se poi la gente crede alle cose più strane, dalle scie chimiche al climategate.

 

 

 

 

 

21 comments ↓

#1 catello on 10.26.11 at 13:03

Le torri eoliche…fanno venire il cancro! Con i soldi destinati a questi interventi, energeticamente inutili, si sarebbero potuti realizzare interventi energeticamente utili – come la riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Noi termotecnici di Torino, la città più inquinata d’Italia e seconda in Europa, sappiamo benissimo che il finanziamento delle “lobby rinnovabili” causerà una maggiore probabilità di cancro ai polmoni dei nostri figli.

#2 marcosclarandis on 10.26.11 at 13:45

Catello, il tuo percorso logico che collega il finanziamento delle lobby delle rinnovabili (perchè gli metti le mutande fatte di parentesi?) ai cancri polmonari dei cittadini metropolitani non fa apparentemente una piega.
Ma credo che sia insidiosamente fallace.
Occorrono strumenti sia di risparmio energetico ,sia di produzione energetica rinnovabile per uscire da questo ginepraio ambientale.E una rinnovata Weltangschauung.
(visione del mondo)
Et et non aut aut.
In latino moderno:
Questo e quello non questo o quello.

Marco sclarandis

#3 Daniela on 10.26.11 at 14:38

Divertente e ironico, come sempre, professor Bardi.
E comunque, se è per quello, io ho salvato un transatlantico mettendo il chewing gum su un buco del pavimento della mia cabina.
E’ che poi si era scaricata la macchina fotografica per immortalare il tutto e inoltre l’elicottero che doveva permettermi di fotografare l’esterno della chiglia a dimostrazione che la nave non stava affondando era senza carburante a causa di mancato finanziamento non coperto dalla legge sui condoni.
Repubblica si è persa qualcosa di grosso…

#4 markogts on 10.26.11 at 17:57

Catello, concordo con Marco, non capisco da dove venga il ragionamento risparmio energetico O fonti rinnovabili. E’ la fallacia della falsa alternativa. Perché piuttosto non diciamo risparmio energetico O finanziamenti alle “assimilate”?

Resto comunque d’accordo che oggi la legge sia troppo blanda sulle scelte impiantistiche ed edilizie sotto il profilo energetico. Ad esempio, bisognerebbe vietare la possibilità di staccarsi dal riscaldamento condominiale, rendere obbligatoria subito la contabilizzazione del calore e sempre obbligatoriamente stabilire un percorso di “incappottamento” di tutto il patrimonio edilizio nazionale.

#5 Pippo on 10.26.11 at 20:57

Accipicchia prof. questa volta ha superato se stesso con questo articolo da debunker!
Mi sa che vuole prendere il posto di Paolo Attivissimo!
Scherzo, però è anche vero che sempre più i giornali per riempire siti e pagine prendono tutto quello che trovano.
Come facciamo a fidarci di loro?
Molti anni fa a scuola un insegnante ci disse che per capire se è una notizia sia vera bisogna vedere quante sono le fonti che la danno. Più sono e più è verosimile.
Ma col pressapochismo dei giornalisti italiani questa uguaglianza non ha più valore.
Dovrei fidarmi di quello che mi dicono sul TAV o sulle centrali nucleari?

#6 Ugo Bardi on 10.26.11 at 21:51

Eh… grazie Pippo. La cosa è che fare il debunking è appassionante. Ti ci diverti proprio – Oggi ci ho perso perlomeno un paio d’ore e si che avrei avuto altre cose da fare……. Ma questa della Ryanair era troppo bella, non ho potuto lasciarla correre.

#7 marcosclarandis on 10.26.11 at 23:35

“Se l’universo brulica di alieni, dove sono tutti quanti?”

Cinquanta soluzioni al paradosso di Fermi e al problema della vita extraterrestre

di Stephen Webb.

Un libro meraviglioso per imparare a ragionare.
Da renderne obbligatoria la lettura a chiunque voglia intraprendere la carriera politica.Con un minimo di decenza.

Marco Sclarandis.

#8 Fabio Bassotto on 10.26.11 at 23:47

Buona sera Prof.
Ogni tanto la leggo anche su FB e vorrei, se puo’, un suo giudizio su questa notizia:
Macchina acchiappa-CO2 nell’aria pronta per 2018 – tecnici Gb
Reuters – 26/10/2011 15:57:49
ROMA, 26 ottobre (Reuters) – La tecnologia geo-ingegneristica necessaria ad assorbire dall’atmosfera le emissioni di anidride carbonica, responsabili del cambiamento climatico, può essere disponibile entro il 2018. Lo ha annunciato oggi la britannica Ime, Istituzione di Ingegneria Meccanica.

L’Ime darà questa sera una dimostrazione su piccola scala della tecnologia per la cattura aerea, mentre il governo britannico ed esperti universitari discuteranno il possibile uso dell’invenzione.

La macchina, che somiglia a un gigantesco schiaccia mosche, è migliaia di volte più efficiente nell’assorbimento del CO2 nell’aria rispetto a un albero più o meno delle stesse dimensioni, dice l’istituto.

Una volta catturato, il CO2 potrebbe essere usato per processi industriali oppure essere depositato in sicurezza sottoterra.

“Oltre a essere una tecnologia vitale per far fronte alle difficoltà nel gestire le emissioni come quelle prodotte dall’aviazione e dalle navi, questa tecnologia potrebbe essere anche uno strumento vitale per fissare un prezzo definitivo per il C02”, dice Tim Fix, responsabile del settore ambientale dell’Ime.

“Ciò potrebbe fornire più certezza alle società che vogliono investire in grandi progetti come la costruzione di nuove centrali elettriche, centrali eoliche o fabbriche”.

Le soluzione geo-ingegneristiche per controbilanciare le emissioni crescenti di anidride carbonica, come le apparecchiature per la cattura aerea, sono relativamente poco sviluppate, e il loro costo reale è una questione che viene dibattuta.

Ma dato che sembra improbabile che i negoziati internazionali sul clima riescano a rendere vincolanti le riduzioni delle emissioni, le tecnologie di questo tipo cominciano a essere considerate come una soluzione.

Molti esperti la considerano comunque una “ultima ratio”, e secondo loro i governi dovrebbero concentrarsi su tecnologie come l’energia solare ed eolica e sull’efficienza energetica.

Per l’Ime gli apparecchi per la cattura aerea possono essere prodotti a costo minore e a una scala minore rispetto ad altre tecnologie per la mitigazione dei cambiamenti climatici, come la cosiddetta Ccs (Cattura e stoccaggio del carbonio), considerata troppo costosa dal governo britannico.

Grazie. Fabio Bassotto MN

#9 Davide on 10.27.11 at 08:32

Lungi da me il voler sostenere la veridicita’ della storia volevo solo puntualizzare che una foto con una prospettiva simile secondo me e’ perfettamente possibile in molti aereoporti scattandola dalle vetrate dei gates molte delle quali si affacciano propio sul parcheggio dell’aereo oppure dal primo tratto del tunnel di imbarco (il tratto non a fisarmonica). poi zummata elettronicamente.
Per il resto tutte fregnacce come dice il Prof.

#10 marcosclarandis on 10.27.11 at 08:56

Fabio Bassotto,c’è un articolo su “Le Scienze” di qualche mese fa sulla ricattura della CO2 atmosferica.
Per quello che posso dedurre dal mio bagaglio di conoscenze in proposito, credo che l’impresa di riacchiappare i miliardi di tonnellate di anidride carbonica in esubero sia velleitaria come il recupero del senno perduto sulla Luna.
Quand’anche fosse realizzabile fisicamente, finanziarmente ritengo sia irrealizzabile.
E quand’anche lo fosse finanziarmente sarebbe difficilissimo attuarlo politicamente.
Gli aerei di linea non si rattoppano con lo scotch del cartolaio.
Il clima globale non si riporta indietro all’era preindustriale in quattro e quattr’otto con l’inspiratutto dei gonzi.

Nexit anidride carbonica missa reverti.

Nescit vox missa reverti (Orazio, Ars poetica, 390)

Il senso della locuzione oraziana si può trovare anche in alcune opere in lingua italiana:

« Voce dal sen fuggita
Poi richiamar non vale;
Non si trattien lo strale
Quando dall’arco uscì »

(Pietro Metastasio, Ipermestra, Atto II, scena I)

« Ché non retorna mai
La parola ch’è detta,
Sì come la saetta »

(Brunetto Latini, Il Tesoretto, canto XVI, vv. 1606-1608)
Rinverdiamo le foreste e lasciamo il carbonio fossile sottoterra piuttosto, non sarà tecnologicamente all’avanguardia, ma alla lunga funziona.

Un saluti, Marco Sclarandis.

#11 Ugo Bardi on 10.27.11 at 10:32

Davide, questo punto lo spiego meglio sul mio post in Inglese a:

http://cassandralegacy.blogspot.com/2011/10/anti-cassandra-effect-legend-of-plane.html

dove dico che la foto poteva essere stata presa da una certa distanza. Ma, da notare, che le vetrate dei gates sono di solito nettamente più in alto del muso dell’aereo, quindi la prospettiva non torna lo stesso. Insomma, una delle tante discrepanze della storia.

#12 Marino on 10.27.11 at 12:04

una osservazione: forse nella dichiarazione, probabilmente tarocca del passeggero, “kept in the dark” significava non “essere tenuti fisicamente nell’oscurità”, ma “essere tenuti all’oscuro”, nel senso di non essere informati

#13 Ugo Bardi on 10.27.11 at 12:07

Mah…. può anche darsi, Marino, ma mi sembra un tantino stiracchiata…. poi, tarocco per tarocco….

#14 Tito Scanzani on 10.27.11 at 19:53

Bell’articolo del prof Bardi

segnalo anche questo articolo questa volta da quotidiano The Independent , forse si presta al debunking 😉

http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/dominic-lawson/dominic-lawson-why-wont-huhne-celebrate-our-gas-windfall-2375433.html

Dominic Lawson: Why won’t Huhne celebrate our gas windfall?

It doesn’t take a degree in economics to realise that if the Government is genuinely concerned about rising energy prices and fuel poverty, it should immediately abandon the fatuous and massively subsidised wind-power experiment and instead… dash for gas. …
The truth, in any case, is that the Government’s whole

carbon-reduction plan based on hugely expensive “renewable” energy is on life-support and will soon have the plug pulled.

Chancellor Osborne’s declaration at the Conservative Party Conference that “we will cut our emissions no faster than our fellow countries in Europe” sounded the death knell to the hubristic policy of being “a world leader in climate change”; and last week it emerged that the European Union is finally questioning its own policy of cutting emissions regardless of what the rest of the world does.

A leaked draft of its Energy Roadmap 2050 states that: “If co-ordinated action on climate among the main global players fails to strengthen in the next few years, the question arises how far the EU should continue with an energy-system transition oriented to de-carbonisation.”

Since no non- European country has any intention of signing a mandatory carbon reduction treaty, it is clear that the game is up.

#15 Tito Scanzani on 10.27.11 at 20:24

“We were kept in the dark, and were terrified. I could see guys taping in the windscreen with what looked like duct tape or gaffer tape. ”

to be kept in the dark in inglese significa essere tenuti all’oscuro (dei fatti) NON essere tenuti al buio tipo con le luci spente

#16 Ugo Bardi on 10.29.11 at 18:42

Dunque, mi mancano un po’ di risposte; sono stato impegnato in questi giorni con il convegno ASPO.

Allora, per Fabio Bassotto, la questione degli assorbitori del CO2 è una cosa che non ho studiato in dettaglio. A una prima impressione, mi sembrano macchine costose che non producono niente. Prima di pensarci sopra seriamente, bisognerebbe capire se non costa meno caro costruire impianti rinnovabili in modo da consumare meno fossili. Sennò, ci troviamo in una situazione equivalente a quella keynesiana in cui si mette metà gente a scavare buche e l’altra metà a riempirle. In questo caso, mettiamo metà dei nostri sforzi a generare CO2, l’altra metà a riassorbirlo. Insomma, secondo me è una cosa per un futuro abbastanza remoto.

#17 Ugo Bardi on 10.29.11 at 18:55

Per David, volevo aggiungere qualcosa alla risposta che ho già dato. Allora, è evidente che esiste un punto dal quale si può fare la fotografia mostrata dal “The Sun” dato che è stata fatta! Tuttavia, per quanto ci abbia ragionato sopra, non riesco a trovare una situazione in cui un passeggero potrebbe essersi trovato in condizioni di scattarla.

Rivediamo i concetti: Il muso dell’aereo mi risulta essere a circa 2.8 metri da terra. Guardate la prospettiva dei gradini della scaletta e vedrete che la foto deve essere stata fatta per forza da un altezza di circa 2-2.5 metri da terra. Ora, non è possibile farla dal terminale. Il pavimento del terminale è a una normale altezza per il primo piano di un edificio – quindi più di così. Infatti, notate che quando siete nel terminale, gli aerei sono nettamente più in basso; specialmente quelli abbastanza piccoli come il 737. Nemmeno appoggiando la macchina fotografica per terra si sarebbe potuto fare una foto con quella prospettiva.

Inoltre, la foto è presa da una posizione frontale. Normalmente non è possibile arrivarci via bus, che ti lascia di lato all’aereo. Nemmeno dal tubone che porta all’aereo, che è laterale e che di solito non ha finestre.

Ora , tutto è possibile. Magari per qualche ragione l’autobus ha lasciato i passeggeri a una certa distanza e davanti all’aereo. Quella che io credo sia la spiegazione più ovvia è che il sig. Lee Thompson, essendo un fotografo professionista, ha fatto il suo mestiere di fotografo professionista. Ovvero, ha avuto il permesso di scattare foto degli aerei e l’ha fatto da tutti gli angoli possibili e una di queste è quella che vediamo. Poi l’ha venduta al “The Sun” come è normale che faccia un fotografo professionista, dopo di che qualcuno ci ha ricamato intorno la balla che abbiamo letto.

#18 Mongolfino on 10.30.11 at 08:48

L’articolo era una bufalata ed ha fatto bene e debunkarlo.
infatti:
http://www.baronerosso.it/forum/2840856-post40.html
dove un utente spiega: “ho proprio sottomano la procedura di installazione del parabrezza del Boeing 747-400 e devo dire che a pagina 7 si prevede di usare il nastro Scotch 425 ( vedere allegato) nel caso che il sigillante aerodinamico usato per tappare le fughe ( per dirla in termini non aeronautici ma da muratore) non sia ancora asciutto”

===
Pero’ dovrebbe fare attenzione alle sue motivazioni: la storia giorno notte e buio, ha preso una bella topica, infatti to be kept in the dark significa che non veniva fornita alcuna spiegazione/informazione, nulla a che fare con il sole.
Altrimenti sorgono dubbi su tutto il resto dell’impianto di debunking.

#19 Monster Boy on 10.30.11 at 14:10

Almeno qua non c’è l’università di Bologna.

#20 Davide on 10.31.11 at 11:48

Ha ragione…le vetrate sono generalmente piu’ in alto del muso o piu’ o meno alla stessa altezza per gli aerei piu’ grandi…. in ogni caso la prova finale che si e’ trattato solo di sensazionalismo da 4 soldi viene dritto dal manuale di manutenzione dell’aereo 🙂

#21 maranzio on 11.02.11 at 09:41

qui è tutto lavoro di photoshop, e anche fatto male.