La fusione fredda e il segreto dell’universo

La storia dell “E-Cat,” il dispositivo proposto da Rossi e Focardi che dovrebbe produrre energia da una reazione nucleare fra nickel e idrogeno, si sta rapidamente sgonfiando dopo il clamore del primo annuncio del Gennaio 2011. Un ulteriore chiodo sulla bara arriva da parte di Antonio Turiel, fisico spagnolo, che ha esaminato la questione in un certo dettaglio nel suo blog “The Oil Crash.”

L’articolo di Turiel si intitola “Non ci sono miracoli: l’imbroglio dell’E-Cat.” E’ in Spagnolo; ma per chi è in grado di leggerlo ne vale la pena per le molteplici considerazioni molto interessanti sulla fisica nucleare, sul metodo sperimentale e su altri aspetti del progresso scientifico. Qui, mi limito a tradurre un pezzetto che mi sembra il “cuore” di tutta la disamina; ovvero risponde a una domanda che mi ero sempre fatta anch’io: se esistessero reazioni nucleari di bassa energia, potremmo vederne tracce in natura? Nel caso della fissione nucleare, per esempio, sappiamo bene che gli atomi di uranio si fissionano spontaneamente: è un fenomeno facilmente osservabile. In natura, è esistito persino un “reattore nucleare naturale” sul nostro pianeta un paio di miliardi di anni fa, dimostrando che quello che abbiamo fatto con reattori e bombe nucleari è compatibile con i fenomeni naturali che conosciamo. Ma, per quanto riguarda le reazioni nucleari di bassa energia, non troviamo niente di spontaneo osservabile in natura, almeno per ora.

Secondo Turiel, certe interpretazioni delle “reazioni nucleari di bassa energia” sono incompatibili con quello che sappiamo dell’universo. L’argomento è complesso e meriterebbe ulteriore approfondimento, ma le considerazioni di Turiel mi sembrano estremamente interessanti e ve le passo qui di seguito. (trovate qui ulteriori dati sull’E-Cat)

 

Non ci sono miracoli: l’imbroglio dell’E-Cat

http://crashoil.blogspot.com/2011/08/no-hay-milagros-la-estafa-del-e-cat.html

Di Antonio Turiel

E’ molto tempo che si fanno esperimenti con la fusione nucleare di bassa temperatura, vale a dire, nella quale i materiali che mostrano la fusione sono a temperatura ambiente e non ai milioni di gradi di temperatura che sono richiesti per installazioni come ITER,  senza dubbio nessuno ne ha mai tirato fuori qualcosa. Come mai? Bene, possiamo dire grazie a Dio. Perché la nostra materia ordinaria è tremendamente stabile. Non è facile manipolare i nuclei atomici con mezzi macroscopici a causa della piccolezza dei nuclei atomici, le forze enormi che operano su di loro e il grande confinamento degli elettroni agli orbitali atomici e nucleari. Se fosse facile manipolare i nuclei, sicuramente ci sarebbero delle reazioni nucleari spontanee in natura, semplicemente per caso. Così, non ci sarebbe niente di irraggiungibile nel nucleo del nickel, in accordo con le spiegazioni di Rossi, col che si potrebbe sperare che fenomeni simili si verifichino con altri atomi, per non parlare di quello che succederebbe con atomi già di per se instabili, come i radioisótopi o isotopi radioattivi di certi elementi. Le reazioni nucleari di fissione a catena sarebbero abituali in natura, così come la cattura degli elettroni da parte dei protoni; convertendosi così in neutroni con l’emissione di raggi gamma letali. In fin dei conti, il nostro pianeta e tutta la materia tenderebbero a formare delle miscele di neutroni che si disintegrerebbero in protoni e elettroni praticamente liberi che sarebbero rapidamente catturati per ritornare a formare neutroni. Questa è una visione estrema che porta la teoria dell’interazione nucleare di Rossi fino alle sue ultime conseguenze; sicuramente si trova che i processi nucleari non sono tanto radicali e che niente di questo genere avviene nel nostro mondo. Non sono un esperto di dinamica atomica e molecolare, però sono convinto che introducendo queste teorie nei modelli si arriverebbe a uno stato di caos incompatibile con quello che vediamo realmente.

 

 

333 comments ↓

#1 Gherardo Gentzen on 09.17.11 at 13:08

Camillo dice:

`Dal momento che i bolognesi non riescono a raccappezzarsi con l’E-Cat a distanza di quasi un anno dalla loro uscita in pubblico, essi dovrebbero essere duramente e individualmente censurati.’

Sono d’accordo, ma solo per aver annunciato senza aver verificato, non per essersi appostati con la Nikon ad aspettare il decollo dell’asino.

Camillo, se invochi delle sanzioni dovresti anche indicare quale struttura dovrebbe comminarle, e quale impatto questa struttura e i suoi criteri potrebbero avere, per esempio sulla libertà di ricerca. Vogliamo instaurare un guardiano dell’ortodossia scientifica? Spero di no.

Può essere utile l’esempio delle università anglosassoni, che sono le più innovative, quelle che attraggono più talento, e che conosco per esperienza diretta pluriennale. I meccanismi di sanzione esistono solo a livello della singola università (quindi non al ministero, per esempio). Il criterio principale è economico e, di conseguenza, della preservazione della reputazione. Infatti i benefici economici all’università derivano da due fonti: contratti di ricerca e rette degli studenti. Le università competono per entrambi gli aspetti, che sono entrambi direttamente influenzati dalla reputazione, individuale e collettiva.

Gli aspetti di comunicazione esterna e pubbliche relazioni sono ben codificati e gestiti da strutture apposite, e i ricercatori che per imperizia dovessero danneggiare l’università sono passibili di licenziamento. Le regole in proposito, e gli organismi di controllo, riguardano le modalità, non i contenuti. Quindi, per esempio, si può censurare un caso di plagiarismo, ma non un errore scientifico. In un caso come quello di Bologna, un comitato universitario potrebbe per esempio sanzionare l’annuncio fatto senza supporto peer reviewed. In un’università anglosassone, tuttavia, non sarebbe mai capitato che un ricercatore convocasse una conferenza stampa e mettesse un filmino amatoriale su Youtube, perché l’idea sarebbe stata vagliata prima dall’ufficio delle pubbliche relazioni e da quello legale, oltre che da un qualche comitato di controllo. L’università avrebbe poi offerto supporto tecnico professionale, se la cosa fosse andata avanti. Questo per quanto riguarda i modi.

Per quanto riguarda i contenuti, cioè gli aspetti scientifici, la libertà dei ricercatori è totale. Tuttavia, i ricercatori vengono periodicamente valutati, e la progressione di carriera è prevalentemente condizionata dall’ottenimento di fondi di ricerca. Nel caso di Bologna, i ricercatori che verificassero l’accrocco di Rossi sarebbero ben visti per aver portato un contratto da mezzo milione, che non è tanto ma nemmeno pochissimo. Naturalmente lo dovrebbero fare senza portare alcun discredito all’università, quindi senza allertare Youtube, la stampa e i blog, proprio per non essere esposti all’accusa di certificare la volatilità asinina. Un problema semmai potrebbe sorgere in seguito. Se, come conseguenza della decisione di essersi appostato per vedere l’asino volare, un ricercatore perdesse credibilità scientifica o semplicemente tempo, e quindi ulteriori fondi di ricerca, allora la sua carriera potrebbe soffrire.

A questo proposito c’è una differenza tra USA, Canada e Australia (e altri paesi minori) da un lato e UK dall’altro: la Thatcher ha abolito la tenure, per cui in UK si può licenziare un ricercatore anche solo per mancanza di fondi. Questo succede spesso, anche in università di buon livello, e i ricercatori che vengono licenziati per primi sono quelli con meno fondi di ricerca. Questo ovviamente crea una pressione psicologica che può portare a rimanere al sicuro entro campi ortodossi e possibilmente di moda, e infatti si vede abbastanza bene una perdita di creatività e forza di attrazione dell’università britannica a vantaggio di quella statunitense.

I paesi anglosassoni sono paesi liberisti dove la cultura manageriale e del controllo e valutazione è forte da secoli. Il problema del controllo dell’ortodossia se lo sono posto da tempo e hanno optato per il no: l’ortodossia non si controlla e non si impone. Periodicamente, di solito quando vincono i tories in UK, un governo prova a dare indirizzo alla ricerca e fatalmente provoca una caduta di produttività. La storia si sta ripetendo proprio ora in UK, e già si vedono i più brillanti fuggire in USA. Per questi argomenti consiglio la lettura del Times Higher Education, disponibile online, e che offre una visione fedele di quello che i ricercatori vivono sulla propria pelle.

Non è che il sistema anglosassone sia perfetto, tutt’altro, ma senz’altro produce ricerca eccellente, quindi ho pensato che fosse utile partire da lì per giustificare la mia opinione. La mia conclusione è che si dovrebbero sanzionare o almeno scoraggiare le pubbliche relazioni alla bolognese, ma lasciare solo al tempo e alla peer review il giudizio sulla volatilità asinina.

#2 Camillo on 09.17.11 at 15:44

@Gherardo Gentzen

Molto interessante l’articolo che hai scritto sulla libertà di ricerca, i rapporti tra università e autorità politica, la gestione della ricerca nel Regno Unito.
Nel caso che stiamo trattando, a parte la sconsiderata esposizione mediatica dei fisici bolognesi, che tutti hanno stigmatizzato, forse perfino nel clan Passerini, molti hanno espresso il dubbio che i bolognesi si siano abbandonati a una sorta di circonvenzione di incapace.
I bolognesi potrebbero avere avuto la sensazione di guadagnare qualcosa da un lavoretto facile facile, di avere di fronte un pollo da spennare. La cosa però è finita male, perché hanno dimostrato incapacità sia teorica, sia sperimentale, sia mediatica.
Tutti sappiamo che avrebbero potuto chiedere a Rossi di esibire un reattore dove invece dell’idrogeno veniva introdotto argon o azoto, un gas qualsiasi. La prova sarebbe risultata “cruciale” (come dicono gli scolastici) e non avrebbe comportato spese, quindi finanziamenti speciali.
I bolognesi fanno invece i sostenuti, per convincere Rossi che per avere una certificazione su carta intestata servono mesi di lavoro, studi approfonditi; non ricorrono alla prova in bianco, che è sempre in mente a qualsiasi ricercatore. Non gli conviene chiudere subito la partita, i soldini di Rossi fanno comodo.
Non fanno così anche gli avvocati quando vogliono gonfiare le notule? Tirano fuori le spese dei praticanti che hanno dovuto fare code negli uffici.
Ma forse sbaglio: i bolognesi sono convinti che il gattone funzioni. Purtroppo è possibile che siano in buona fede. Allora sarebbe un disastro per la credibilità dell’intera Buona Mamma bolognese.

#3 cataflic on 09.17.11 at 16:12

@Camillo
non crederai davvero che i bolognesi stiano gabbando il “povero” Rossi?

Il “nostro” ha usato con abilità le varie pedine a sua disposizione per tentare uno scacco matto, ma si è dovuto accontentare di una patta.
Per lui l’importante è essere creduto un giocatore di scacchi….tornerà alla carica , magari con una dama portatile e cercherà compagni di giochi…!

#4 Camillo on 09.17.11 at 22:24

@cataflic

non crederai davvero che i bolognesi stiano gabbando il “povero” Rossi?

L’ho pensato fin da gennaio. Per me Rossi è un invasato, tutta la sua strana storia personale lo dimostra. I bolognesi, un po’ per ignoranza, un po’ perché l’odore di soldi alluzza, si sono buttati in un culdisacco anche se, per la dinamica che regola la vita delle Università, non ne riceveranno gran danno.

tornerà alla carica , magari con una dama portatile e cercherà compagni di giochi…!

E’ difficile che torni alla carica; deve solo augurarsi che nessuno abbia investito un euro o un dollaro nel gatto. Se fosse successo, nessuno lo potrà liberare da una gragnuola di denunce.

#5 Camillo on 09.17.11 at 22:39

Gherardo Gentzen

Sono d’accordo, ma solo per aver annunciato senza aver verificato, non per essersi appostati con la Nikon ad aspettare il decollo dell’asino.

Credo che i colleghi poco indulgenti di Capiluppi gli rimproverebbero proprio di essersi appostato con la Nikon fuori dal recinto degli asini. Gli rinfaccerebbero che ci sono migliaia di testi autorevoli e migliaia di prove sperimentali che dimostrano che gli asini non possono volare.
Bisogna avere il coraggio di estrarre il generale dal particolare. Può darsi che nessuna legge naturale impedisca che un asino voli, ma dobbiamo comportarci come se tale legge esistesse.
Si fa lo stesso con la termodinamica. Niente impedisce alla molecole di profumo di entrare disciplinatamente nella boccetta da cui sono uscite, ma noi affermiamo che ciò non avverrà mai.

#6 Gherardo Gentzen on 09.17.11 at 23:13

Certo, probabilmente i colleghi rimprovereranno (per usare un eufemismo) Capiluppi & Co., ma va bene così, no? Non andrebbe bene se ci fosse un organismo censorio che dirige la ricerca.

Mi sembra chiaro che mettersi a fare fusione fredda significhi correre dei rischi. Va bene per i coraggiosi o per chi non ha niente da perdere.

#7 Camillo on 09.18.11 at 06:14

@Gherardo Gentzen

Mi sembra chiaro che mettersi a fare fusione fredda significhi correre dei rischi. Va bene per i coraggiosi o per chi non ha niente da perdere.

Questo è l’equivoco in cui è caduto Passerini, tra altri. Passerini è convinto che la fusione fredda sia una ricerca di avanguardia per coraggiosi mentre, a mio parere, si tratta di una ricerca per persone fondamentalmente ignoranti, come la ricerca sul moto perpetuo.
Quando si afferma che le LENR non sono accettate dalla scienza main stream significa che le LENR fanno estrema violenza su quanto si conosce di chimica nucleare (sto attento a non coinvolgere la fisica nucleare).
Per farti un’idea, credo che nessuno del nostro blog, tra cui il possibilista Pietro Cambi, sia in grado di spiegare perché la DD di F&P e la reazione di F&R generano calore. Tsyganov è addiritura costretto a ricorrere ai bosoni virtuali. Preparata è ricorso a “tre miracoli” (la definizione è sua, non dei suoi critici) messi in fila per reggersi a vicenda.
Però affermano che in qualche parte, forse nell’Iperuranio o nell’Atlantide del Timeo, qualcuno ha realizzato una LENR dove si genera calore; l’excess heat, come lo chiamano, è segno caratteristico di tutte le LENR, forse l’unico. Calore la cui presenza non viene giustificata.
A giudicare da come lavorano i bolognesi, c’è da pensar male.
Se qualcuno mi propone un articolo recensito dove viene descritta una LENR, lo leggerei volentieri.
La ricerca sulla ff è stata giustamente definita career killer.
Non andrebbe bene se ci fosse un organismo censorio che dirige la ricerca, ma nelle Università italiane esistono commissioni che stabiliscono come distribuire i fondi della ricerca. E’ un organismo censorio? Non mi sembra. Mio genero è stato in Antartide e ci ritorna, ma in base a una decisione che supera il Dipartimento di Chimica. Se ne uscissero solo delle stupidate, i soldi sarebbero velocemente destinati altrove.

#8 Camillo on 09.18.11 at 06:32

@Livio Varalta

Grazie per avermi fatto recuperare “L’E-Cat perde vapore”.
Dovere seguire tre o quattro thread per volta complica la vita, specie di notte quando ogni tanto mi appisolo sulla tastiera.
Ancora non capisco perché un ingegnere ambientale debba pilotare un thread sulla ff.

@ant0p

il parallelo tra lenr e asini che volano è solo un’iperbole franchiniana:))

Può scegliere altri paragoni, basta visitare il sito di Passerini. Se vuole stare nel classico, pensi al moto perpetuo.
Ma che differenza concettuale esiste fra tra il moto perpetuo e un asino che vola?

#9 Livio Varalta on 09.18.11 at 08:45

@Gherardo Gentzen
e per conoscenza @Camillo

Uno dei concetti da determinare è: dove finisce la scuola ed inizia la ricerca. Il concetto di Camillo (eventualmente lo stesso mi migliorerà) è che bastano conoscenze scolastiche e universitarie e tenersi aggiornati per determinare se le reazioni LERN e sorelle accadono o no nelle condizioni descritte dai loro sostenitori: basta studiare…
Nel tuo campo, se ti trovi nelle condizioni di dover spiegare la tabellina del 9, lo consideri scuola o ricerca?

#10 Camillo on 09.18.11 at 10:12

@Livio Varalta
@Gherardo Gentzen

Uno dei concetti da determinare è: dove finisce la scuola ed inizia la ricerca

Sono del tutto d’accordo.
Per favore, va al messaggio # 64 del Thread di Pietro Cambi. Esprimo lo stesso concetto.
Se i bolognesi pretendono di insegnarci a usare la tavola pitagorica, qualcuno deve avere il potere di richiamarli all’ordine.
La ricerca sulla ff si rivolge a materia nota in chimica nucleare come la tavola pitagorica. Per Pietro Cambi può sembrare un settore affascinante da esplorare, ma deve convincersi che non è così.
E la fusione solare è non deve essere confrontata con la fusione perseguita dagli uomini, come crede Sertorio, aggiungendo un po’ di supponenza. Cosa fa, vuole insegnarci il mestiere?
C’è necessità di tornare un po’ a scuola.
Buona domenica

#11 Gherardo Gentzen on 09.18.11 at 15:06

Caro Camillo, ancora non capisco se tu vorresti un’entità col potere di richiamare all’ordine i bolognesi (che per ora non esiste) o ti bastano gli attuali meccanismi di assegnazione dei fondi di ricerca (che non credo finanzino facilmente fusione fredda e ricercatori borderline). Io penso che un organismo censorio sia molto pericoloso.

Caro Livio, quando mi affidano articoli o progetti di ricerca da valutare, li valuto con la più grande imparzialità di cui sono capace, e se sbagliano la tabellina del 9 scrivo un giudizio negativo motivato. Quindi l’articolo difficilmente verrà pubblicato o il progetto difficilmente verrà finanziato. Così fanno tutti, è un processo democratico e distribuito che funziona abbastanza bene. Non è perfetto ma non si sa come fare meglio.

Se il sistema fosse centralizzato invece che distribuito, per esempio in una commissione ministeriale, funzionerebbe molto meno bene. In quel caso un pregiudizio ideologico avrebbe più possibilità di fermare ricerche controverse ma valide, che invece nel sistema attuale un pertugio lo possono trovare, seppure con difficoltà.

Parlo per esperienza personale: la mia ricerca all’inizio era molto controversa e mi bocciavano tutto, articoli e progetti. Molti colleghi mi pigliavano apertamente per il culo. Ho fatto una vitaccia, con due bambine piccole su contratti temporanei. Ho insistito, per dieci anni, e adesso non solo non ho più difficoltà a pubblicare e ad essere finanziato, ma decine di persone lavorano sulla mia teoria, in molti centri di ricerca nel mondo. Non ho mai piagnucolato e non mi sono mai lamentato né delle lobby accademiche (che esistono) né tantomeno della protervia della `scienza ufficiale’. Ho semplicemente insistito finché i miei lavori sono capitati nelle mani di colleghi di grande prestigio e autorevolezza, che ne hanno riconosciuto il valore e hanno convinto gli altri a leggerli. Questo non sarebbe successo se invece di un sistema distribuito ci fosse stata una cupola di tromboni a decidere delle sorti dei borderline come me.

Voglio dire, per quanto possa sembrare evidente che la fusione fredda sia un asino che vola, sarebbe controproducente avere un organismo con la capacità di impedirne la ricerca. Lo stesso organismo farebbe senz’altro danni da altre parti. Insomma, il problema non è tanto stabilire dove finisce la scuola e inizia la ricerca in certi casi specifici, quanto dare il potere a qualcuno di farlo in tutti i casi.

#12 Camillo on 09.18.11 at 17:00

@Gherardo Gentzen

ancora non capisco se tu vorresti un’entità col potere di richiamare all’ordine i bolognesi.

Come sempre nella vita, il caso specifico si inquadra male nella norma generale.
Nel caso dei bolognesi, visto che si sono apertamente e volontariamente sottoposti al giudizio del pubblico, dovrebbero accettare il giudizio del pubblico fino alle estreme conseguenze. I media hanno diffuso per mesi le loro argomentazione, la loro divulgazione scientifica fasulla, creando danno culturale, speranze e sconcerto.
Se Rossi va a fondo, dovrebbero andare a fondo con lui. L’idea di vederli belli come prima, dopo avere sussurrato “sorry”, a insegnare in una Università italiana mi sconcerta.
Nel mio Centro abbiamo saputo fermarci quando abbiamo capito che nella reazione di F&P mancavano i neutroni; abbiamo dimostrato senso di responsabilità; tutti d’accordo, compresa la Direzione.
La mia speranza è che, sottoposti a una peer pressure insostenibile, dessero le dimissioni e cercassero un lavoro più adatto alla loro capacità.
Altrimenti si avrebbe la sensazione che esista una sorta di solidarietà pelosa tra baroni.
I bolognesi avrebbero potuto regolarsi su una quantità di commenti disponibili in internet, avrebbero potuto approfittare di una quantità di clues per fermarsi in tempo. Oltre che incapacità sperimentale e teorica hanno ostentato protervia, insistenza nel mantenere viva l’illusione di una fonte di energia inesauribile.
Questo caso dimostra che la totale “irresponsabilità” di un accademico non può essere accettata.

John Bockris fu cacciato dall’Università del Texas A&M con questa motivazione:

For a trained scientist to claim, or support anyone else’s claim to have transmuted elements is difficult for us to believe and is no more acceptable than to claim to have invented a gravity shield, revived the dead or to be mining green cheese on the moon. We believe that Bockris’ recent activities have made the terms ‘Texas A&M’ and ‘Aggie’ objects of derisive laughter throughout the world…

F&P furono cacciati dall’Università dello Utah.

Non c’è nessuna ragione per avere maggiore riguardo per i bolognesi. La solo ragione che riconosco è che “tengono famiglia” e che è difficile trovargli un lavoro alternativo.
Che cosa rispondiamo a Susan che non vorrebbe avere quegli insegnanti per i suoi figli? Che si cerchi un’altra Università? E se abita a Bologna e non avesse i mezzi per spedirli a Padova?

#13 anonymous (imbecile) on 09.18.11 at 18:35

@Camillo e GG
John Bockris non fu cacciato dall’Università del Texas A&M e quello citato era soltanto il testo della petizione dei colleghi che a ragione o a torto chiedevano che lo fosse.

La storia è interessante proprio nel senso chiarito dal post #301 di GG

cfr.
http://en.wikipedia.org/wiki/John_Bockris#cite_note-9

#14 Camillo on 09.18.11 at 19:05

@anonymous
@Gherardo Gentzen

John Bockris non fu cacciato dall’Università del Texas A&M e quello citato era soltanto il testo della petizione dei colleghi che a ragione o a torto chiedevano che lo fosse.

Grazie per la precisazione.
Quello di Bockris è un bell’esempio di quello che può fare la peer pressure applicata con determinazione.
Capiterà anche ai bolognesi o i colleghi si limiteranno a ridacchiare quando passano? C’è da scommettere che non ci sarà nessun documento scritto di riprovazione.
In ogni caso Bockris si beccò un IgNobel per le sue trasmutazioni chimiche.
“the transmutation of base elements into gold”, recita Wikipedia.
La libertà di ricerca è sacra; gli oggetti della ricerca lo sono meno.

#15 antonio on 09.18.11 at 19:51

@ camillo

ma perchè dovrebbero essere puniti quelli di unibo?
forse mi sono perso qualche passaggio, ma mica hanno validato l’ ecat?
mi risulta che si siano resi disponibili a fare dei test sul gatto, avendo 500k euro da rossi, o no?
quindi non faranno nulla di diverso da quello che i laboratori di mezzo mondo fecero nel 1989 dopo l’ annuncio di F&P.
anzi, almeno i bolognesi si beccheranno 500k eurozzi (se rossi glieli dà), nel 1989 tutti i costi dei test erano a carico di chi li faceva.
A meno che oggi la fisica non abbia escluso senza ombra di dubbio l’ impossibilità della fusione fredda grazie a nuove scoperte avvenute dopo il 1989.
Se queste scoperte successive a F&P non ci sono state, seguendo il suo ragionamento, bisognerebbe cacciare a calci in culo tutti i fisici e chimici che cercarono di replicare F&P nel 1989.
Se invece oggi sono pensionati bisognerebbe revocare loro la pensione.
O no?

#16 ant0p. on 09.18.11 at 22:12

@camillo franchini
—-Può scegliere altri paragoni, basta visitare il sito di Passerini. Se vuole stare nel classico, pensi al moto perpetuo.
Ma che differenza concettuale esiste fra tra il moto perpetuo e un asino che vola?—–

anche il moto perpetuo è un’iperbole..se uno mi dice che con la zpe (zero point energy) riesce a moltiplicare l’energia in ingresso con effetti controversi e apparentemente strani mi incuriosirei, perchè aggiunge qualcosa di nuovo alla sua elucubrazione..molto probabilmente è una vaccata lo stesso, però non è semplicemente sperare che la circuitazione chiusa del lavoro di un campo magnetico stazionario sia diversa da 0..in quel caso non ci sarebbero speranze di vedere ‘asini volanti’, ma in caso di cose più elaborate (che coinvolgono nel tentativo di moto perpetuo altre cose molto più complesse) non ci si trova di fronte all’ingenuo tentativo di negare un bilancio energetico semplice.

l’altro giorno per curiosità vedevo cosa cacchio intendevano col progetto-meg (cosa spesso additata come la tipica megabufala evidente), e nonostante sia una cosa piuttosto inverosimile e probabilmente sballata, introducono degli effetti particolari che esistono sul serio, come i picchi di tensione quando un circuito viene interrotto..poi in realtà c’è anche un picco negativo all’attivazione del circuito che potrebbe vanificare tutto, però se mi dicono che in realtà questo picco è un piccolo effetto locale di zpe, non sono in grado di troncarli a tavolino (stessa cosa che succede con la ff e le lenr, non si possono troncare a tavolino..), come minimo vorrei vedere qualche verifica sperimentale seria se dichiarano di aver ottenuto risultati macroscopici..se poi le verifiche serie si rifiutano di farle cavolacci loro, ma se fossi un’università lascerei sempre le porte aperte per verifiche serie di queste cose, senza stare a fare megaesperimenti costosissimi, ma visto che lenr e cose simili spesso sono cose che costano molto poco non vedo perchè non buttarci du’soldi a fondo perso..non si dovrebbe vergognare nessuno, ma purtroppo nelle università l’ambiente è ancora troppo ingessato e burocratico e ci troviamo di fronte a situazioni grottesche come quelle del df a bologna, con questi che per pararsi il culo devono fingere che per una prova della serva fattibile a costo zero in due giorni ci vogliono tempi biblici solo per fare il setup:))

devo dire che il messaggio 311 di gg è abbastanza ragionevole,va nella direzione giusta..io andrei anche molto più in là, l’anarchia scientifica per me funzionerebbe benissimo..già su 22p nonostante tutti i macelli, la mancanza di esperti accademici e le discussioni infinite che non portano a niente, alla fine se uno è capace di orientarsi ha molti più elementi reali per valutare la vicenda di rossi di quelli che si avrebbero solo con le fonti ufficiali..non so..leggete gli articoli usciti ultimamente su focus, fanno ridere i polli per chi ha seguito bene le cose non-ufficiali e caotiche su internet, se ci si dovesse basare solo su quelgli articoli e sulle dichiarazioni del df e rossi staremmo a zero sul serio, mentre con 22p e krivit qualcosa di più consistente è saltato fuori..chiaramente non sono informazioni bell’e pronte, ci vuole molta capacità critica e tempo orientarsi e selezionare quello che è più o meno importante, però se quella è l’anarchia la preferisco di gran lunga..

#17 ant0p. on 09.18.11 at 22:18

e chiudo riconoscendo a franchini in questo campo anarco-scientifico che si è messo in gioco il più possibile, nonostante i suoi argomenti siano limitati a un ambito che non m’interessa per il momento, però ci prova, gli va riconosciuto. altri al posto suo si sarebbero trincerati molto di più, avrebbero mollato dopo due risposte:))

#18 Camillo on 09.18.11 at 22:51

@Antonio

ma perchè dovrebbero essere puniti quelli di unibo?
forse mi sono perso qualche passaggio, ma mica hanno validato l’ ecat?
mi risulta che si siano resi disponibili a fare dei test sul gatto, avendo 500k euro da rossi, o no?

La risposta è già stata fornita da Livio Varalta, messaggio # 309:

Uno dei concetti da determinare è: dove finisce la scuola ed inizia la ricerca. Il concetto è che bastano conoscenze scolastiche e universitarie e tenersi aggiornati per determinare se le reazioni LERN e sorelle accadono o no nelle condizioni descritte dai loro sostenitori: basta studiare…

Io credo che l’E-Cat avrebbe dovuto essere stoppato a priori, perché era in contraddizione con quanto si sa delle reazioni nucleari.
Ancora adesso nessuno ha spiegato da dove verrebbe il calore che fa bollire l’acqua dell’aggeggio. I raggi gamma non possono essere accettati come generatori di calore. Cosa resta?
Tutte le dichiarazioni e le troppo frequenti uscite mediatiche dei bolognesi sono superficiali e inaccettabili; dimostrano una precaria conoscenza della materia.
E’ molto chiaro che il gruppo si è trovato in mano una patata bollente che non sa come gestire.
Essersi fatti irretire da un filosofo con un passato criticabile merita la più severa censura.
Da un gruppo di laureati ci si aspetta maggiore prudenza nel comportamento e maggiore cultura.

#19 Monster Boy on 09.18.11 at 23:16

“mi risulta che si siano resi disponibili a fare dei test sul gatto, avendo 500k euro da rossi, o no?
quindi non faranno nulla di diverso da quello che i laboratori di mezzo mondo fecero nel 1989 dopo l’ annuncio di F&P.”
appunto con soli 20 anni di ritardo, si credevano i migliori.
La ricerca scientifica è un task sfidante che richiede persone veramente competenti, capaci e professionali. Non vedo come si possa sperare, con tutta la bontà del mondo, che gente così non faccia altro che prendere granchi mostruosi e mettersi a lavorare con millantatori alla Rossi. E’ vero o no che hanno cercato di realizzare la fusione fredda x 20 anni quando tutti avevano già detto che non era possibile (l’ufficio brevetti americano non la ammette neanche!)? Possibile che poi ci si lamenta sempre che i cervelli migliori scappino all’estero. E’ come se un collega di GG si mettesse a studiare l’equazione 2+2=5. Il tasso di fallimento nella ricerca è alto, fa parte del lavoro ok; ma non è che se si mette lì un brocco, poi si deve difenderlo perché anche i ricercatori migliori possono sbagliare e perché la ricerca è molto difficile. Un asino lì non ci deve stare, se no il tasso di fallimento va al 100%, il che equivale a non perseguire la ricerca di niente.
E’ pure molto probabile ormai che non ci arriveranno proprio mai, a riconoscere i propri errori: usare la sonda di umidità per misurare il titolo, e continuare a non ammetterlo, fa capire a che livello siamo. Non vedo proprio come si possa pensare di portare avanti un piano di ricerca con gente così. Se ne sono usciti sui giornali dicendo di avere in mano la soluzione ai problemi energetici: Levi si è arrabbiato dicendo che lui stesso aveva verificato ogni minimo dettaglio e che l’e-Cat produceva calore, dando degli idioti a chi aveva avanzato qualche dubbio. E adesso dove siamo? Non sono meglio dei vari millantatori delle free energy che ci sono in giro, che però almeno non lavorano in centri di ricerca e almeno si possono filtrare un po’ meglio.

#20 Livio Varalta on 09.19.11 at 00:17

@Camillo

I concetti di Gherardo sono Chiari.
Se fossimo in un paese anglosassone e fossimo anglofoni non avremmo difficoltà ad accettare questi principi. In un paese anglosassone non sarebbe successa una “reazione a catena” del genere: Focardi, Levi, Villa, Bonetti, Campari, Bianchini, Zoccoli, Ferrari, Capiluppi e Zerbetto… …massimo a metà della reazione ci sarebbe stato qualcuno che avrebbe detto agli altri: leggetevi un buon libro…
Purtroppo siamo in Italia… paese dal quale se ne sono dovuti andare due giovani, marito e moglie, ricercatori (andando in meglio effettivamente) stufi di dover accettare l’imposizione del barone universitario: lo stesso pretendeva che le loro pubblicazioni fossero firmate anche da suo figlio, non particolarmente brillante… (visto su RAI 3)
Camillo, comunque mi sto convincendo che il sistema anglosassone deve andare bene anche in Italia: una regolamentazione diversa diventerebbe mafia… che è peggio…
Camillo, non ci rimane che il blog… e qualche e-mail… io dico: questi strumenti, se usati bene, qualcosa possono fare… Hai notato che, se escludiamo Focardi in videoconferenza, è dal 23 giugno (intervista di Levi) che i bolognesi non si fanno vedere? Ed anche dal nord recentemente è sceso solo un giornalista…

#21 Livio Varalta on 09.19.11 at 00:29

@Ant0p
MEG
Se ti hanno promosso a scuola guida dovresti sapere cos’è uno spinterogeno…

#22 Camillo on 09.19.11 at 05:30

@Monster Boy

Sono colto da un accesso di invidia; Lei ha scritto con grande efficacia tutto quello che c’è da scrivere sull’atteggiamento da tenere con i bolognesi.
Verrebbe voglia di metterci dentro anche il prorettore, vero Livio?
Spero che abbia ragione Livio che ritiene che in qualche misura anche un blog può essere d’aiuto per fare riflettere le persone che contano. Siamo una goccia del mare, ma chissà…

#23 Camillo on 09.19.11 at 09:43

@Livio Varalta

In un paese anglosassone non sarebbe successa una “reazione a catena” del genere: Focardi, Levi, Villa, Bonetti, Campari, Bianchini, Zoccoli, Ferrari, Capiluppi e Zerbetto… …massimo a metà della reazione ci sarebbe stato qualcuno che avrebbe detto agli altri: leggetevi un buon libro…

Sarebbe andata proprio così.
Una cosa mi allarma nella catena, la presenza di Zerbetto. Finora in Italia la chimica non si era fatta sedurre dalla ff, a parte alcuni ignoti messi subito a tacere. Zerbetto è un chimico, se ricordo bene: ti risulta che sia entrato nel giro degli sconsiderati? Se è così, non c’è più religione.

#24 Livio Varalta on 09.19.11 at 12:08

@Camillo
“””” Zerbetto è un chimico, se ricordo bene: ti risulta che sia entrato nel giro degli sconsiderati?””””

“”””
http://www.queryonline.it/2011/06/23/e-cat-intervista-a-giuseppe-levi/

Tornando alla prima fase delle misure, una delle critiche che erano state fatte alle misure di Fleischmann e Pons era stata che i team di fisici trovavano l’eccesso di calore ma non le radiazioni, mentre i team di chimici trovavano le radiazioni ma non il calore. Le persone che ha citato sono tutti fisici, pensate di avere anche un chimico nel gruppo?

Già la prima relazione è passata tra le mani del prof. Zerbetto, il direttore del Dipartimento di Chimica.””””

Diamoci alla filosofia Zen….

#25 Livio Varalta on 09.19.11 at 12:20

@Camillo
“””Verrebbe voglia di metterci dentro anche il prorettore, vero Livio?”””
…l’avevo messo in lista… poi l’ho cancellato… eccesso di prudenza…

Ecco il Braga pensiero:
http://www.youtube.com/watch?v=LPeM_fpKivE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=_aO0YKjVwbU
http://www.youtube.com/watch?v=9PEMXxuy75Y&feature=related
http://www.lartedinnovare.it/content/ricerca-sviluppo/dario-braga
http://www.unibo.it/Portale/Ateneo/FundRaising/5PerMilleCosaAbbiamoFatto.htm

Effettivamente, ragionando in modalità “Gherardo Gentzen” Dario Braga ed anche, secondo me, Capiluppi non dovrebbero entrare nei paricolari (sezioni d’urto, neutroni, raggi gamma, sonde Galantini, ecc). Certo che, con la pulce che gli abbiamo messo nell’orecchio, Dario Braga dovrebbe aver messo tutti attorno ad un tavolo… Se non lo sapremo per certo, avremo comunque modo di intuirlo…

#26 Gwon on 09.19.11 at 16:42

Segnalo a chi potesse interessare un nuovo blog sull’e-cat per il momento tratta solo delle incongruenze sulla vicenda Defkalion e ho come il sospetto che non durerà molto in quanto le “supposizioni” lì descritte probabilmente non piacciono a molti. Vi ho trovato alcuni dettagli che mi erano sfuggiti …
http://tia86.blogspot.com/

#27 Livio Varalta on 09.19.11 at 17:14

@Gwon
Kataclisma Francesco è stato rapito dagli alieni…
Tia è stato bannato…
Il Santo e ant0p sono stati ammoniti…
Attento quando fai 22Passi, comportati bene… mai far emergere la verità….

#28 Gwon on 09.19.11 at 21:52

@Livio
Quando ho qualcosa da dire lo dico apertamente, personalmente non ho nulla da guadagnare in questa vicenda. Sono un mero osservatore. Francamente nessuno è perfetto, ma il ban di Tia non mi è piaciuto.
Mi sembra una cosa sbagliata sopratutto da uno come Daniele che sbandiera la sua apertura mentale. Non mi è sembrato giusto neppure fargli un post ad personam …
forse perchè mi ricordo di un paio riferiti a me direttamente ed indirettamente ai frequentatori del mitico “monoblog”. Questa volta (per me) Daniele ha clamorosamente sbagliato anche se la sua audience l’ha presa bene e anzi per il colpo di scena ha fatto impennare le visite… Rimango comunque fedele al mio principio che è giusto ascoltare tutti e che tutti hanno il diritto di esprimersi.

#29 Monster Boy on 09.19.11 at 22:12

@Camillo
Non so come andrà a finire sta storia, ma è una storia da picchiare giù sul tavolo quando si parlerà della spartizione dei fondi per la ricerca scientifica, è meglio non lasciare che troppi soldi siano sperperati in malo modo.

@Livio, Gwon
Quante persone ha espulso, invitato ad andarsene o solamente insultato Daniele oltre a me, GG, Livio, Franchini, Tia? Ho perso un po’ il conto.
Daniele è così, quando i conti non quadrano lui si mette a insultare chi li ha fatti:) Probabilmente D22 a forza di masturbarsi con l’e-Cat ha smesso di dedicarsi alle donne, e visto che l’e-Cat di soddisfazioni ne dà veramente poche, deve rifarsi sugli altri. Speriamo che la frustrazione e gli eccessi d’ira non lo rendano troppo nervoso:) Daltronde da aspirante poeta a profeta mancato è dura: tutta colpa del suo amico insider all’università che gli aveva detto di fidarsi di lui e che funzionava di sicuro al ciendopecciendo:)

#30 Livio Varalta on 09.20.11 at 08:40

Da:
http://dibattiti.wordpress.com/2011/06/09/anche-piantelli-sembra-esserci-vicino/#comments
leggo:
Alyblack scrive:
settembre 19, 2011 alle 18:05
Rispondendo a DIBATTITI
Il prof Piantelli, sta lavorando non manualmente ma come coordinatore e super visore è sempre presente, partecipano al progetto la figlia e altre persone, e ultimamente gli è stata affiancata una scienziata dell’università;agli studi ultimamente ha dato la propia adesione e partecipazione, l’università di Firenze che dovrebbe parceipare con dei fondi per la ricerca.Alcuni esponenti della Nasa si sono fermati alcuni giorni, e hanno preso visione dei risultati e, hanno sottoposto il Prof Piantelli a molte domande e chiarificazioni sul processo… ecc

Ugo Bardi sa qualcosa?

Camillo! Spero in un chiarimento / smentita di Ugo…

… i bolognesi li prendono i soldi…!! i fiorentini ce li mettono!!!… O che son gru…??!!

#31 luca on 09.20.11 at 15:09

I Bolognesi non hanno ancora visto il becco di un quattrino e per quanto riguarda Firenze abbiamo il commento di uno sconosciuto che si fa chiamare Alyblack.
Un po’ pochino neh ?

#32 Livio Varalta on 09.20.11 at 18:51

@Gwon

Questa notizia dovrebbe piacerti

http://notizie.tiscali.it/articoli/scienza/11/09/acqua-mare-batteri-produrre-idrogeno.html

http://www.pnas.org/gca?allch=&submit=Go&gca=pnas%3B1106335108v1

#33 Gwon on 09.20.11 at 20:33

@Livio
Avevo letto le notizie riportate da terzi di terzi di terzi riguardo il gossip sul sistema Piantelli. Tra un pò ci darà informazioni anche la zia della compagna del postino che fa le fa consegne presso la ditta dell’ investitore mascherato. So che hai postato perchè c’era il riferimento all’università di Firenze dopo che in precedenza si era parlato dell’università di Siena. Ma prendere in considerazione il gossip su queste cose forse è veramente una esagerazione. Se siamo arrivati a questo punto veramente la FF (o affini) esiste, perchè esiste nell’immaginario collettivo, anche se non nella realtà.
Per quanto riguarda i batteri che producono idrogeno grazie al differenziale di salinità dell’acqua ben venga se si dimostrerà un metodo di produzione economico …
Io sono convinto che tutto quello che ci serve possiamo già produrlo al giorno d’oggi con sistemi relativamente semplici è solo una questione di costi.