L’E-Cat perde vapore

Di Ugo Bardi

L’ “Energy Catalyser” (E-Cat) è un dispositivo che è stato annunciato da due Scienziati italiani come capace di risolvere i problemi energetici del mondo per mezzo della fusione nucleare. Sfortunatamente, ci sono seri dubbi su queste affermazioni. Nella figura sopra (da una relazione di Peter Ekstrom ) è visibile uno dei problemi dell’ E-Cat:il buffetto di vapore prodotto dal dispositivo è troppo piccolo per indicare che produce veramente energia. (Questo post è stato pubblicato su “The Oil Drum” il 27 Luglio 2011)

 

Andrea Rossi e Sergio Focardi hanno recentemente annunciato di aver sviluppato un dispositivo (l’ “energy catalyzer” o “E-Cat”) capace di produrre energia utile dalla reazione di fusione a bassa temperatura. Se fosse funzionante come riportato, l’ E-Cat sarebbe una vera rivoluzione, non solo per la scienza, ma anche per la vita quotidiana. Avremmo un dispositivo semplice, capace di produrre una grande quantità di energia a basso costo senza generare inquinamento significativo e potremmo dire addio alla crisi energetica ed al riscaldamento globale allo stesso tempo.

In un mio precedente post su”The Oil Drum” ho esaminato l’E-Cat lasciando aperta la possibilità che fosse un reale dispositivo a fusione. Qui, riesamino la questione sulla base di nuovi dati. Alla luce di ciò sembra molto inverosimile che l’E-Cat possa funzionare come viene sostenuto.

L’idea dell’E-Cat pone le sue radici sul precedente lavoro di Martin Fleischmann e Stanley Pons che, nel 1996, sostenevano di essere riusciti a fondere dei nuclei di deuterio insieme (“fusione fredda”) e ad ottenere un’abbondante fonte di energia. Tuttavia, le affermazioni di Fleishmann e Pons erano basate su misurazioni sperimentali imperfette che si rivelarono non avere nulla a che fare con la fusione fredda nella loro impostazione. Ciò non ha scoraggiato altri scienziati dal ricercare fenomeni simili; una ricerca che continua a tutt’oggi. Rossi e Focardi hanno riportato di essere stati in grado, nel processo, di fondere nuclei di nickel con nuclei di idrogeno a basse temperature, generando nuclei di rame ed energia utile. Secondo le loro affermazioni, la reazione dev’essere attivata fornendo un po’ di energia alla cella di reazione, ma il calore che ne risulta prodotto potrebbe essere 30 volte maggiore o anche di più.

Le prime reazioni alle dichiarazioni di Rossi e Focardi sono state caute (per esempio le mie e quelle di Kjell Aleklett) o anche di appoggio diretto (Hanno Essen e Sven Kullander). In ogni caso, queste reazioni iniziali erano basate sostanzialmente sulle dichiarazioni degli inventori dell’E-Cat. Nel mondo scientifico, c’è una credenza condivisa per cui quando un collega ti dice qualcosa che lei/lui ha fatto, non si presume subito che sia sbagliato, un inganno o un imbroglio studiato per far soldi. Comunque, quando la misurazione è importante, quando risulta cruciale per lo sviluppo di una nuova teoria o per smentirne una vecchia, allora dev’essere mostrato in dettaglio che sia stata correttamente eseguita a che possa essere indipendentemente ripetuta. Ovviamente, gli inventori non sono obbligati a mostrare esattamente come la loro invenzione funzioni, ma è nel loro interesse mostrare che funzioni.

Esaminiamo, quindi, la situazione dell’E-cat come si presenta in questo momento. Nessuna prova diretta di una reazione nucleare all’interno del dispositivo è stata riportata, per esempio, l’emissione di raggi gamma. La sola prova disponibile è indiretta e proviene dalla grande quantità di calore in eccesso che si afferma venga prodotto dal reattore. In quanto unica base dell’affermazione del fatto che avvenga una reazione nucleare, il calore in eccesso (se c’è) prodotto dal reattore avrebbe dovuto essere misurato con estrema cura a con le necessarie precauzioni per assicurarsi che sia significativo. Sfortunatamente sembra che non sia andata così. L’impostazione sperimentale per le misurazioni del calore sembra inadeguata e dilettantesca; i risultati sono poco chiari e la ripetibilità non è stata dimostrata. Sembra legittimo pensare che l’affermazione di “fusione fredda” di Rossi e Focardi poggi su prove scarse o anche su nessuna.

Una misurazione calorimetrica attendibile del calore prodotto dall’E-Cat potrebbe essere eseguita effettuando cicli di acqua di raffreddamento all’interno di un serbatoio isolato e misurando le temperature dell’acqua. Conoscendo la quantità di acqua, sarebbe possibile ottenere una prima stima del calore prodotto. Questo, di per sé, potrebbe non essere sufficiente. La misura del calore potrebbe essere validata rimpiazzando l’E-Cat con un resistore e quindi misurando la potenza necessaria per scaldare l’acqua alla stessa temperatura raggiunta con l’E-Cat in azione. Ma il test cruciale sarebbe uno a “in bianco” in cui verrebbe mostrato che c’è una differenza significativa fra il calore generato da un E-Cat in funzione ed un dispositivo dove il “catalizzatore” sia assente.

E’ chiaro, tuttavia, che gli inventori dell’E-Cat non hanno fatto nulla del genere. Non hanno chiuso il ciclo di raffreddamento, hanno lasciato sfogare il vapore e stimato la quantità di calore creato presumendo che tutta l’acqua che passa per l’E-Cat venga vaporizzata. Questo è ovviamente un’impostazione molto povera che garantisce grandi errori semplicemente perché non c’è modo di essere sicuri che tutta l’acqua venga vaporizzata. Inoltre, è chiaro da questo film che questo è il modo in cui sono state interpretate le misurazioni.

Anche un’impostazione sperimentale povera può dirci qualcosa se usiamo delle precauzioni elementari. Semplicemente usando 2 E-cat, uno attivo e l’altro senza il catalizzatore, potrebbe essere possibile vedere una differenza, se esiste un eccedenza di calore. Ma Rossi ha rifiutato di affrontare la questione di un test a vuoto. Potrebbe valere la pena di menzionare, a questo punto, che la caduta della “fusione fredda” del 1996 annunciata da Fleischmann e Pons cominciò quando non poterono dimostrare di aver eseguito un test a vuoto nei loro esperimenti.

Complessivamente, Peter Ekstrom fa delle considerazioni convincenti quando mostra che l’E-Cat non produce alcun eccesso di calore. Come risposta Rossi non ha trovato niente di meglio di dare del “clown” a Ekstrom. Questa risposta è stata successivamente cancellata dal blog di Rossi, ma si può ancora trovare in rete, per esempio qui. Questo è solo un esempio dell’attitudine generale del Sig. Rossi riguardo a chi lo critica. Steven Krivit ha descritto correttamente diversi dei punti deboli delle dichiarazioni di Rossi e Focardi. Quindi, possiamo aggiungere che le misurazioni fatte in Svezia hanno mostrato che il presunto rame creato dalla trasmutazione nucleare nell’E-Cat ha la stessa composizione isotopica del rame naturale. Questo è semplicemente impossibile.

Naturalmente, tutto ciò non prova che l’E-Cat non possa funzionare come descritto, ma l’onere della prova resta agli inventori ed è chiaro che essi sono assai lontani dall’essere capaci di mostrare che il loro dispositivo è una macchina che produce energia basata sulla fusione nucleare. Sembra che la storia dell’E-Cat stia dirigendo rapidamente verso il reame della ‘scienza patologica’. Grandi annunci di rivoluzioni scientifiche supportati da piccole o nessuna prova, ricette ambiziose su come salvare il mondo per mezzo di qualche macchinario miracoloso, oscure esternazioni mascherate come teorizzazioni scientifiche, insulti ad hominem ai non credenti, ecc. E’ uno schema ben conosciuto. Da ora in avanti, potremmo aspettarci di vedere un’onda di teoria della cospirazione in relazione all’E-Cat. Alla fine, passerà anche questo.

 

 

 

Tradotto da Massimiliano Rupalti

 

 

 

656 comments ↓

#1 Susan on 08.26.11 at 19:56

@Livio
Che Focardi Fosse al’oscuro delle sparate di Rossi mi è stato confermato da come parla del suo “calcolatore” in panne. Per lui un Laptop o un teminale VT100 collegato ad un vax non fanno troppa difefrenza.
Probabilmente per spedire una mail deve farsi aiutare da qualcuno, figurarsi navigare per i blog e controllare quello che si dice in giro per internet.

#2 Gwon on 08.26.11 at 21:29

Che dire… il Prof. Focardi non mi sembra così fuori dal mondo, tant’è che afferra anche alcune domande in inglese e in qualche occasione corregge Rossi. Mi sembra che tra i due ci sia un rapporto più di simbiosi che di parassitosi. In particolare, come già segnalato da Livio, anche a me ha stupito molto l’ultima battuta di Focardi, i.e. “mi sono molto divertito”. A me quella scenetta sembrava più quella del gatto e della volpe con pinocchio piuttosto che un mite vecchietto che veniva turlupinato. Quell’ultima frase apre a molte interpretazioni, una che non mi dispiacerebbe troppo sarebbe del tipo “mi sono molto divertito con l’amico Andrea a prendervi per il …. per otto mesi, non è stato per soldi o per fama ma solo per farvi ragionare sui rischi che corre l’umanità e che bisogna muoversi per trovare delle soluzioni credibili e non aspettare la manna dal cielo che non arriverà mai.”
A prescindere da come vada a finire, o meglio ipotizzando che l’e-cat sia una bufala, questo sarebbe il finale migliore. Una lezione durata quasi un anno sul fatto che non ha senso non accettare la situazione attuale e non attuare tutto quanto tecnologicamente possibile, senza aspettare improbabili miracoli, per cambiare la tendenza. Fosse davvero così farei i complimenti ad entrambi, ma chissà perchè credo che non ci sarà neppure questo educativo finale.

#3 Gwon on 08.26.11 at 23:19

@Livio
Cambiando un attimo discorso …
Hai seguito un pò invece la vicenda Piantelli & co. ?
Dici che Lumenenergia, l’acquisto di un capannone a Siena, il dissesto finanziario della società e Tiziano Ghidini c’entrano qualcosa ? Anche qui sembra un bel puzzle anche se in scala minore. Non è escluso che anche l’università di Siena possa farne parte.

#4 Anonimo on 08.27.11 at 04:12

@Gwon

Mi pare che siamo già entrati in clima di bilanci.
I possibilisti stanno cautamente e accortamente diventando impossibilisti. Si descrivono per mezzo di percentuali; prima erano fifty fifty, ora sono a 0,1 % di speranza. Come si trattasse di una gara o di una scommessa indipendente dal merito scientifico, su cui non entrano mai.
Che lezione si può trarre da questa vicenda? Che spregiudicatezza e ignoranza si sono incontrate formando una miscela micidiale, forse mai vista prima. E’ ignorante anche Randell Mills, ma l’ignoranza privata non fa male; fa male l’ignoranza accademica, l’ignoranza di chi dovrebbe insegnare agli altri.
Qualche esempio.
Daddi si affida a un diagramma di Feynman clamorosamente sbagliato; Preparata viola il principio di minima azione; Rossi è convinto che i gamma possano scaldare le schermature di piombo; Daddi è convinto che le reazioni di Focardi producano solo raggi X; Bianchini usa solfuro di zinco per fare dosimetria gamma; nessuno ritiene opportuno cercare gamma nel gatto; viene usata acqua in due fasi per misurare l’energia in uscita. Loris Ferrari afferma:
In pratica, si è passati dall’Evento al Fatto, dal “si dice” al “si misura”. Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna possono ora studiare l’apparecchiatura di Rossi in modo continuativo ed approfondito.
Insomma, imperizia teorica più imperizia sperimentale. Lo studio “continuativo e approfondito” dei bolognesi non ha ancora dato risultati.
Nessuno pretende che siano Fermi, ma un po’ più di rendimento sul lavoro sarebbe gradito, dopo la baldanza esibita il 14 gennaio, le interviste, la ricerca di visibilità.

Col termine “bufala” non si indica per forza una truffa.

E’ vero, però una bufala che arriva all’Università dà molto dispiacere; vede, sono all’antica; appartengo a tempi in cui i professori erano prudenti e soprattutto erano colti.
Non è ancora tutto finito; la bufala può trasformarsi in truffa se qualcuno ha investito denaro sulla fiducia.
Secondo me Rossi tornerà ad avere problemi con i tribunali. E’ il suo destino, è fatto così.

#5 ant0p. on 08.27.11 at 05:28

@camillo franchini (anonimo riconoscibilissimo:))
—-possibilisti stanno cautamente e accortamente diventando impossibilisti. Si descrivono per mezzo di percentuali; prima erano fifty fifty, ora sono a 0,1 % di speranza—-

no, io sono al 25.5%, dimezzo o raddoppio la distanza della percentuale dallo 0% o dal 100% a ogni fatto evidentemente visibile: la sfiatella era un fatto negativo e quindi ho dimezzato da 51% a 25.5%. se viene fuori un altro fatto negativo passo al 12.25%, se invece è positivo torno al 51%, se ci fosse un altro fatto positivo 75.5% ecc.:))
quello che si dice a livello teorico/psicologico non lo considero, a meno che non sia direttamente legato a un’evidenza sperimentale..se non ci sono neutroni la prendo come una cosa neutra:)) visto che per adesso sono interessato solo alla parte calorimetrica. in quel caso i fatti sono importanti perché sono direttamente legati alla produzione di energia, la parte nucleare non è detto che sia nemmeno da prendere in considerazione seriamente..se i kw non ci sono si torna sulle discussioni inutili sulla ff cià fatte milioni di volte e in cui ognuno rimane sulle sue posizioni.

#6 Livio Varalta on 08.27.11 at 08:03

@Gwon scrive:
“””@Livio
Cambiando un attimo discorso …
Hai seguito un pò invece la vicenda Piantelli & co. ?””””

Potrei risponderti: “no, e non intendo seguirla…” …ma è meglio specificare:
I motivi per i quali seguo le vicende ff e correlate sono:
-i concetti scientifici…
-i concetti sociologici (università, bufale,truffe…)
-i concetti psicologici (Rossi, Focardi, Levi, gli egregi del DF, blogger, commentatori…)

Come cronaca e vicende specifiche, seguo l’E-Cat e quanto gli gira intorno…
Nella mia mentalità, se dovessi allargare il discorso dal punto di vista della cronaca, dovrei interessarmi di giapponesi, americani, e quanti altri…

Ed anche con quello che mi propongo di fare vedo di moderarmi: a Xanthi, Grecia, ho mandato 40 e-mail all’Università, Comune, Istituzioni, Giornali… ora hanno spunti per andare avanti da soli… non posso salvare il mondo tutto da solo… (tante faccine che sorridono…)

“””Non è escluso che anche l’università di Siena possa farne parte”””
Ecco, questo è un argomento che mi “solletica” …ed eventuali possibili truffe che provengano dal filone Piantelli… mi terrai aggiornato?
A proposito! Piantelli & Co puntavano sull’azionariato diffuso o qualcosa del genere se ricordo bene… forse qui c’è da lavorare…