Al via la prima centrale nucleare in Italia!

Di Ugo Bardi


Secondo i dati del GSE, il totale di potenza fotovoltaica installata in Italia ha raggiunto i 7 GW in Giugno di quest’anno. Tenendo conto della resa del fotovoltaico, che possiamo considerare intorno a 1200 ore equivalenti all’anno, questi impianti tutti insieme hanno una potenza media superiore a quella di un impianto nucleare tipico.

Considerando che l’energia fotovoltaica viene dalle reazioni nucleari che avvengono nel sole, beh, in fondo è energia “nucleare” anche quella! La differenza con il nucleare classico è che questi impianti fotovoltaici sono stati installati in poco più di un anno, non producono scorie, non richiedono combustibile e non si rischiano fughe radioattive. Se continuiamo così, avremo l’equivalente delle quattro centrali che il referendum ha bocciato in un altro paio di anni al massimo.

 

 

64 comments ↓

#1 G on 07.26.11 at 08:21

@Robertok06
“ITER e’ un concetto modificabile in un reattore vero che produce energia elettrica senza troppi problemi”

Cioè già Iter sarà in grado di produrre energia elettrica ?

“ma non hanno capito nulla, perche’ il processo proposto e’ passivo, non utilizza pompe per far passare l’acqua nelle membrane, utilizza le correnti marine/oceaniche.”

Se comunque il rapporto di rendimento (tra estrazione uranio dall’acqua di mare e il suo successivo uso) è 7:1, conviene usare l’energia meccanica per produrre elettricità tramite turbine o no ?

#2 G on 07.26.11 at 08:31

Io ho fatto riferimento a un precedente articolo del Prof. Bardi:
http://aspoitalia.blogspot.com/2007/12/si-pu-estrarre-uranio-dallacqua-di-mare.html

Se le premesse sono queste sinceramente la vedo molto difficile oltre che illogica……
Mi sembra una forzatura se devo comunque trovare una tecnologia che mi dia l’energia necessaria per estrarre l’uranio, tanto vale che se la trovo la applichi direttamente per la produzione diretta…
In sostanza è semplicemente una tecnologia per produrre un vettore molto costoso con una filiera già complessa quando si estrea da depositi tradizionali ricchi. A questo punto se proprio voglio un vettore perchè non posso o non voglio consumare sul posto userei l’idrogeno.

#3 Roberto on 07.27.11 at 07:56

@G le correnti marine, come il vento, sono gratis

http://www.inference.phy.cam.ac.uk/withouthotair/c24/page_174.shtml

“It is premature to speak about long-term uranium scarcity when the entire nuclear industry is so young that only one cycle of resource replenishment has been required.” http://www.world-nuclear.org/info/inf75.html
Further reading: Herring (2004); Price and Blaise (2002); Cohen (1983).
The IPCC, citing the OECD, project that at the 2004 utilization levels, the uranium in conventional resources and phosphates would last 670 years in once-through reactors, 20 000 years in fast reactors with plutonium recycling, and 160 000 years in fast reactors recycling uranium and all actinides (Sims et al., 2007).

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Japanese researchers have found a technique for extracting uranium from seawater. The price estimate of $100 per kg is from Seko et al. (2003) and [y3wnzr]; the estimate of $300 per kg is from OECD Nuclear Energy Agency (2006, p130). The uranium extraction technique involves dunking tissue in the ocean for a couple of months; the tissue is made of polymer fibres that are rendered sticky by irradiating them before they are dunked; the sticky fibres collect uranium to the tune of 2 g of uranium per kilogram of fibre.

#4 Roberto on 07.27.11 at 09:37

@G sinceramente non capisco il problema; come da Ugo Bardi medesimo stesso
http://www.theoildrum.com/node/4558

“… Since crude oil has an energy content of about 12 kWh/kg, we would be using some 12 MWh that, used in a high efficiency combined cycle gas turbine would produce about 6 MWh of electric power. One kg of uranium in a nuclear fission plant can generate about 40 MWh of electric power and, therefore, the process could have a reasonable EROEI of about 7.. etc”

inoltre i 40MWh con EROEI of about 7 ( appunto 40MWh/6MWh) si riferiscono al quantitativo di U minerale usato nei reattori attuali PWR NON nell’uso dell’U nei futuri reattori FBR con resa di gran lunga superiore essendo possibile bruciare U238 e non solo meno di 7grammi di U235 contenuti appunto in 1000 grammi di U minerale come ho gia’ riportato sopra dal sito withouthotair

“Fast breeder reactors, using uranium from the oceans
If fast reactors are 60 times more efficient…”

#5 G on 07.27.11 at 10:10

@Roberto
“Secondo i dati disponibili pompare attraverso una di queste membrane richiede oltre 1 kW per un flusso di 1 m3/ora.. Questo corrisponde a 3.6 MW per un flusso di 1 m3/sec. Se vogliamo pompare 2000 m3/sec attraverso una membrana “perfetta” (0vvero che assorbe il 100% di uranio) dobbiamo utilizzare una pompa che ha una potenza di oltre 7 GW. Questo per dare combustibile a una centrale da 1 GW di potenza. Messa così, evidentemente, la cosa non ha senso.”

Lasciamo stare che logicamente non possono essere utilizzate pompe perchè logicamente al costo di 7 GW ne otterrei 1. Si dovranno utilizzare nel caso correnti marine, queste correnti marine col loro flusso produrranno circa 7 GW anziche stare ad impazzire per trasformarli in uno pseudovettore, sarebbe più logico trasformarle da subito in energia elettrica, no ?

#6 Roberto on 07.27.11 at 15:38

@G , leggi il link su oildrum di Bardi il dato di un EROEI pari a 7 l’ho preso da li’.

#7 G on 07.27.11 at 17:34

@Roberto
Vedremo come andrà in futuro, secondo me sarà molto più facile che quando l’uranio avrà costi troppo alti si passerà al torio con fbr o reattori più tradizionali.

#8 Roberto on 07.27.11 at 19:49

@G: considerando una resa di 40mila kWh /kg di U minerale abbiamo che al prezzo attuale di circa 50$/libbra l’uranio incide per meno 0 .01€ sul costo complessivi del kWh. al prezzo di 250$/libbra l’incidenza sarebbe meno di 0.02€/kWh

puoi divertirti a cambiare i paramteri qui
http://www.wise-uranium.org/nfcc.html

#9 Luca on 07.28.11 at 10:08

Il futuro è qui .. il futuro è la… datevi un occhiata agli scenari tracciati da IEA nel World Outlook Energy 2010 e 2011 (international energy agency) da qui al 2030 e al 2050 elaborati oltretutto da ENEA.
nel 2030 l’energia elettrica richiesta sarà 4 volte quella richiesta oggi;
il 30% sarà fornita da energie rinnovabili
il 30% sarà fornita da carbone … si carbone.. il petrolio è destinato a finire, il prezzo lieviterà e l’economia non riesce a stare al passo con l’aumento della richiesta elettrica. La soluzione? ricorrere a fonti a basso costo. dal 2030 in poi l’uso del carbone tornerà a calare.

Cosa? le emissioni? credete che un paese rischi il collasso per rispettare gli accordi di Kyoto e tutti i futuri accordi quando gli Stati Uniti manco hanno aderito ed il New England emette sostanze nocive quanto l’intera Germania?! Kyoto purtroppo si sta rivelando un fallimento e secondo me a dir tanto il 25% dei paesi che hanno ratificato l’accordo riusciranno a rispettarlo veramente. Tra questi non rientra l’Italia ed è un dato di fatto.

In ogni caso nel 2030 il nucleare sarà ancora meno sfruttato. e coprirà solo il 10% del fabbisogno mondiale.

Le energie rinnovabili su cui si punterà forte saranno l’eolico, le biomasse e l’idroelettrico (anche se non al massimo del potenziale).

Questo scenario è ALTAMENTE probabile visti gli andamenti del costo del petrolio e visti gli andamenti delle riduzioni di CO2 .. ah giusto scusate forse più corretto dire aumenti di CO2.

Smettete di guardare notizie distribuite da aziende-siti di parte e cercate dei reali rapporti IMPARZIALI.

Un laureando in ingegneria

#10 G on 07.28.11 at 13:18

@Luca
Mi sembra che carbone e petrolio siano strettamente correlati, il carbone può essere trasformato in derivati del petrolio. Non credo che il carbone rimarrà basso ed il petrolio impennerà. Credo che buona parte del gioco in futuro la faranno le riserve non convenzionali, in particolare shale gas. Ci saranno poi differenze sensibili tra le varie aree geografiche e addirittura tra i singoli stati di una data area. Fare previsioni a 20 – 40 anni mi sembra vaticinare un futuro incerto. Immagino che i consumi futuri dipenderanno anche dall’economia e dalle politiche economiche e non mi sembra che attualmente con USA in quasi default tecnico ed Europa in una situazione molto rischiosa si possano fare previsioni molto precise. Anche perchè mi sembra che gli stessi analisti non abbiano certezze su tutte le variabili degli scenari possibili. A lungo termine comunque pare essere logico il bisogno di trovare energie rinnovabili e/o molto abbondanti.
Per quanto riguarda il protocollo di kyoto concordo che è una farsa Cina ed India sono esonerate dall’applicazione e gli USA non lo hanno ratificato. Credo che l’utilità dello stesso sia prossima allo zero ammesso e non concesso che il riscaldamento globale antropico (nel caso fosse rilevante) sia un problema primario.
C’è di buono che quasi sempre una riduzione di CO2 corrisponde a una riduzione dei consumi, nel senso di ricerca di tecnologie più efficienti.

#11 Luca on 07.29.11 at 09:03

bhe io ho visto 3 scenari e , chi più ottimista e chi meno, ma l’andamento è sempre lo stesso.
Probabilmente interpolando le previsioni sulle attuali riserve, i costi di estrazione delle varie risorse e la crescita economica mondiale si è arrivati a poter dire che il carbone sarà fondamentale nell’immediato futuro.
Come ho detto la crescita economica non cresce pari passo con la crescita del fabbisogno di energia perciò si cercherà una fonte al minor basso costo.
Le energie rinnovabili avranno successo ed aumenterà la loro accessibilità solo quando gli incentivi andranno a migliorarne pesantemente l’efficienza e non dandoti una mano a pagare l’impianto.
Comunque dal mio punto di vista sono scenari abbastanza affidabili, ovviamente non possono essere precisi al punto percentuale.
Come esiste la Curva di Hubbert e altre previsioni passate che si sono realmente verificate esistono anche scenari per gli anni che verranno. E’ il loro mestiere in fondo, diamogli almeno un briciolo di fiducia 😉
ps: per le differenze geografiche credo sia piu un discorso legato alle rinnovabili, in base alla presenza di una certa fonte proporzionalmente ci saranno impianti che la sfrutteranno.

#12 Roberto on 07.30.11 at 08:00

il fv in un breve video su FB http://www.facebook.com/pages/Richlight-ti-informa-con-l-ing-Bravi/193863570665927?sk=wall#!/video/video.php?v=10150246346418224&oid=193863570665927&comments

#13 G di Gwon on 07.30.11 at 18:54

@Roberto
L’intervista è abbastanza obiettiva, credo sia giusto sostenere che finora il FV è stato mitizzato. Il FV ha dei limiti intrinseci che non possono essere superati, ma ha anche dei vantaggi rispetto a molte altre tecnologie. Torno a ripetere che il suo uso vantaggioso è situazionale.
Ciò non toglie che esistono già oggi altre tecnologie che possono fornire risultati migliori, ma solo su impianti di grandi dimensioni.

#14 BOB on 08.01.11 at 19:05

..ammazza questi nuclearfanboy..
hanno tutta la giornata per fare decine di interventi trollosi per magnificarci impianti che 1 su 100 fondono
(5 noccioli in meltdown su 550 circa totali al 2011, speriamo non ne succedano altri) e lasciano ragalini
per i nostri discendenti..
..ma è il loro lavoro scrivere nei forum o lo fanno
gratuitamente?..quanto si danno da fare..
..meno male che c’è stato il referendum!!

All’autore:
bell’articolo, io ho capito il senso ed ho apprezzato..
tra l’altro in italia solo a luglio e di giorno
si ha il picco dei consumi (+20% rispetto al resto dell’anno)..ovvero quando il sole c’è.. per cui finchè non si raggiunge il 20% di fotofoltaico è tutto un contributo gradito e abbiamo ancora tempo per sviluppare
le tecnologie di accumulo..

Se poi mi dite che gli incentivi vanno abbassati
o modulati per premiare i pannelli più efficenti
sono daccordo con voi..ma la tecnologia in sè
del FV per me è buona, buonissima!!

Meglio incentivare questa che gli impianti
CIP6 (inceneritori e bruciatori scarti industriali)
come fatto in italia da almeno 20 anni per 5-6
miliardi di euro all’anno!