Al via la prima centrale nucleare in Italia!

Di Ugo Bardi


Secondo i dati del GSE, il totale di potenza fotovoltaica installata in Italia ha raggiunto i 7 GW in Giugno di quest’anno. Tenendo conto della resa del fotovoltaico, che possiamo considerare intorno a 1200 ore equivalenti all’anno, questi impianti tutti insieme hanno una potenza media superiore a quella di un impianto nucleare tipico.

Considerando che l’energia fotovoltaica viene dalle reazioni nucleari che avvengono nel sole, beh, in fondo è energia “nucleare” anche quella! La differenza con il nucleare classico è che questi impianti fotovoltaici sono stati installati in poco più di un anno, non producono scorie, non richiedono combustibile e non si rischiano fughe radioattive. Se continuiamo così, avremo l’equivalente delle quattro centrali che il referendum ha bocciato in un altro paio di anni al massimo.

 

 

64 comments ↓

#1 Massimiliano (Rupo) on 07.14.11 at 18:34

Eheheh, grande Ugo.
Questo sì che è pensare in modo sistemico!!
(Ammetto che dal titolo mi ero preoccupato :-) )

#2 Pippo on 07.14.11 at 18:47

Al via la prima rete di TAV!
Trasporti in Assenza di Velocità ha raggiunto ormai milioni di utenti.
Grazie all’uso della rete internet non è più necessario spostarsi fisicamente per fare molte delle attività a cui eravamo abituati.
Pensate, anche gli abitanti della Val Susa sono favorevoli!
———————-
Emh, scusate, sarà il caldo, ma mi è venuta questa metafora parafrasando l’articolo qui sopra.
Comunque, viva il nucleare da fusione… solare!

#3 Ugo Bardi on 07.14.11 at 18:59

Bella questa, Pippo! Grazie.

#4 Domenico on 07.14.11 at 19:24

E’ un modo di ragionare che tante volte abbiamo criticato. Si tratta di una mezza verità, come ben sai. Non è affatto vero che 7 GW equivalgono ad una centrale nucleare di 1000 MW! quella che è equivalente è la produzione media annuale, ma senza la rete elettrica i 7 GW non servirebbero ad illuminare nemmeno una lampadina di notte. Semplicemente perchè di notte non ci sono. So bene che tu conosci perfettamente questa fondamentale differenza, ma altre persone non la conoscono affatto e il tuo pezzo può essere interpretato in modo errato, ingenerando false aspettative, che il fotovoltaico non potrà soddisfare.
Prudenza!
Domenico

#5 Ugo Bardi on 07.14.11 at 19:36

Domenico, anche il tuo è un modo di ragionare che tante volte abbiamo criticato e sono sicuro che sai anche tu che questa che dici è una mezza verità. Nessuno dice che la rete elettrica italiana deve funzionare tutta a fotovoltaico. Il fotovoltaico può e deve raggiungere un livello adeguato di penetrazione, il resto deve essere assicurato da altre fonti rinnovabili, dalla conservazione e dalla gestione intelligente della rete. Finché non abbiamo superato questo livello, e ci siamo ancora ben lontani, 1 kWh prodotto dal FV vale come in kWh prodotto dal nucleare o da qualunque altra fonte. So bene che tu conosci perfettamente questa fondamentale differenza ma altre persone non la conoscono affatto e il tuo commento può essere interpretato in modo errato, ingenerando false critiche al fotovoltaico

#6 Renzo Riva on 07.14.11 at 22:52

…da riaprire i manicomi.
Mandi,
Renzo Riva
C.I.R.N. F-VG – Comitato Italiano Rilancio Nucleare
renzoslabar@yahoo.it
http://renzoslabar.blogspot.com/
+39.349.3464656

#7 Maurizio T. on 07.15.11 at 00:26

Ugo, di Riva conoscevo questo:

…youtube.com/watch?v=lpytTCL78qI

quello qui sopra dev’essere Totò, perché in quanto a umorismo non lo batte nessuno

#8 fabio1979 on 07.15.11 at 00:35

Finalmente una buona notizia
e vista la differenza dei consumi tra il picco del 20 luglio 2007 e questi giorni direi che le centrali endotermiche che abbiamo saranno sufficienti per tutta la transizione fino all’abbandono completo dei fossili.

#9 Efi on 07.15.11 at 09:39

“1 kWh prodotto dal FV vale come in kWh prodotto dal nucleare o da qualunque altra fonte” Dici? Ok, allora producimelo, che so io, alle 22.15.
E poi “ingenerando false critiche al fotovoltaico”, voglio sperare che almeno le critiche giuste al fotovoltaico si possano fare? O ha già messo di essere una tecnologia ed è stato elevato al rango di culto?
Che so io, come fare un ragionamento sui costi e su quanto potranno realisticamente calare in futuro. Considerando che già sono noti i limiti fisici di questa tecnologia. O sul fatto che i pannelli FV non crescono sugli alberi ma che sono prodotti con grande uso di energia prodotta con sistemi convenzionali e quindi inquinanti. Insomma, le critiche, intese come ragionamenti che si possono e si devono fare su qualsiasi tecnologia.

#10 Jojo_me on 07.15.11 at 10:00

@Efi
Ma alla frase devi aggiungere anche “Finché non abbiamo superato questo livello, e ci siamo ancora ben lontani…”, sennò sembra che qui si parla senza cogniozione di causa..

#11 simone on 07.15.11 at 13:15

sui costi? dal 2006 ad oggi si sono più che dimezzati, siamo arrivati a 2700 euro/kWp con una tecnologia che ha ancora un rendimento del 14%. ci sono ancora grandi margini di diminuzione sul breve periodo, il costo dei pannelli incide quasi al 60% del costo totale dell’impianto.
In più, con un eroei ben inferiore ai maggiori combustibili fossili. Ma ora basta, quasi 6 GWp installati in poco più di un anno parlano da soli!

#12 Efi on 07.15.11 at 13:33

@Simone.
6 GWp installati in poco più di un anno non dicono molto. Sono certo tu sappia, che specialmente per il solare e l’eolico l’installato non corrisponde al’energia prodotta. Quindi potresti averne installato anche 6000 di GWp, che la notte o quando non c’è vento nel caso dell’eolico, devi per forza andare con le fonti tradizionali. Quindi per ora si parla al massimo di risparmiare combustibili fossili. A dirla tutta neppure cosi tanto, come ci piacerebbe, perché comunque una centrale a combustibili fossili non la puoi accendere e spegnere come faresti con il fornello della cucina di casa. Devono stare sempre accese. Quindi anche se distribuissero i pannelli fv gratis con una efficienza al 100% (e sto facendo ipotesi fantascientifiche), senza un sistema efficiente di stoccaggio dell’elettricità, risparmieresti più fossile, ma non potresti farne comunque a meno. Ma in realtà il mio intervento era volto a capire un’altra cosa e una frase come “Ma ora basta, quasi 6 GWp installati in poco più di un anno parlano da soli!”, rafforza la mia idea che alcuni non parlino di tecnologia ma di una sorta di fede.

#13 Roberto on 07.15.11 at 13:44

“Secondo i dati del GSE, il totale di potenza fotovoltaica installata in Italia ha raggiunto i 7 GW in Giugno di quest’anno. Tenendo conto della resa del fotovoltaico, che possiamo considerare intorno a 1200 ore equivalenti all’anno, questi impianti tutti insieme hanno una potenza media superiore a quella di un impianto nucleare tipico”

peccato che la potenza media non significhi assolutamente nulla dal momento che ogni compito richiede la SUA potenza in quel MOMENTO specifico della giornata, si veda questo video http://www.youtube.com/watch?v=zZFn2I-TvjM . Poi anche ammettendo i dati piu’ ottimistici sostenuti dal prof Bardi abbiamo: 7GWpx3mld=21mld€ per produrre 1200hx7GW=8.4TWh slegati peraltro dalla domanda effettiva dell’utenza come da video. E l’odiata alternativa nucleare? 4-5mld installati di GW nucleari produrrebbero gli stessi 8.4TWh annui per 40-60ANNI con la parte del costo del kWh relativo a: combustibile nucleare, gestione totale delle scorie, decommissioning e spese assicurative abbondantemente coperte da 0.02€/kWh ovvero una spesa annua di 0.17miliardi di euro. Guarda caso l’assicurazione annua degli impianti FV e’ di circa 25€/kWp installato ovvero 25€/1200kWhfv=0.02€/kWh

Spendere 21mld per risparmiarne .. 0 (intendo proprio zero) non mi sembra un grande affare.

#14 Mimmo on 07.15.11 at 14:05

…vabbuo’, mentre qualcuno continua con le polemiche il mondo che non muore si evolve.
Qualcuno aveva scritto ‘il futuro è tutto rinnovabile’, io avevo scritto ‘ W le centrali nucleari, non per fissione ma per fusione, non sulla Terra ma sul Sole’.

#15 Rassegna stampa | Lame in Transizione on 07.15.11 at 14:56

[...] la notizia della prima centrale atomica italiana . Poi a pensarci bene sono proprio le temperature di questi giorni che portano all’attenzione [...]

#16 Samuel on 07.15.11 at 16:28

Effinchè una centrale fotovoltaica (o come preferite: l’insieme di tante piccole “centrali” fotovoltaiche) possa dare lo stesso servizio di una centrale termoelettrica, come dice Efi: occorre un sistema efficiente di stoccaggio dell’elettricità. Attulmente l’energia prodotta dai pannelli FV può tutt’al più sostituire quella prodotta dalle centrali di picco (come le centrali turbogas)… soprattutto d’estate, quando nelle fasi centrali della giornata viene usata molta corrente elettrica per alimentare i climatizzatori.
Le centrali termoelettriche (a combustibile fossile) possono essere eventualmente sostiuite con altri tipi di fonti rinnovabili (biomasse, geotermia, idroelettrico ecc…).

#17 Domenico on 07.15.11 at 19:14

Non è vero affatto che 1 kwh fotovoltaico ha lo stesso valore di 1 di qualunque altra fonte. Il valore è misurato essenzialmente da due voci: il credito di energia e quello di potenza (valore ambientale a parte). Mentre per il credito di energia, 1 kWh PV vale quanto gli altri, per il credito di potenza il suo valore è pressochè nullo, perchè il fotovoltaico non consente di sostituire i generatori convenzionali in rete. In altri termini il valore del pV si confronta solo sul risparmio di energia, cioè sui costi variabili, ma non sul risparmio dei costi fissi dei generatori in rete.
Questi concetti sono fondamentali per capire esattamente il posto che le fonti intermittenti possono oggi occupare nel sistema elettrico italiano e questo posto è e rimarrà marginale se non si provvede a sviluppare i sistemi di accumulo adeguati al ruolo primario che si dovrebbe pretendere per queste fonti in relazione all’esigenbza del risanamento ambientale. Se no, torno a ripetere, rischiamo di ingenerare false aspettative che non troveranno riscontro nella realtà.
Ciò detto, mi taccio.

#18 Filippo Zuliani on 07.15.11 at 21:33

Un applauso commosso a Domenico (Coiante?).

#19 Pippo on 07.16.11 at 08:22

Ottime le precisazioni tecniche nei commenti seguenti all’articolo.
Però mi permetto di spezzare una lancia a favore di quanto aveva scritto Bardi all’inizio.
In modo ironico ha fatto capire al grande pubblico che non ha conoscenze di bilanci energetici che il fotovoltaico è una strada possibile e certa.
Bisogna anche fare articoli come questi, pura operazione di marketing, per combattere gli anti-rinnovabili che sono ben pagati per sparlare sul nostro futuro energetico.
Se si va sempre a cercare il pelo nell’uovo quando si scrive un articolo per un blog non se ne esce vivi.

#20 saraceno on 07.16.11 at 10:32

Vorrei alla fine di tutti questi commenti notare che il rapporto GSE sul fotovoltaico dice che nel 2010 il fotovoltaico ha prodotto 1905 GWh e che questo è costato sulle bollette circa 5 miliardi di €, più o meno quanto costruire una centrale nucleare da 1 GW che nel 2010 avrebbe prodotto 8760 GWh.
Vorrei anche notare che 2011 per produrre quei 1905 GWh con quelle celle, sulle bollettesaranno ancora caricati 5 miliardi cioè la costruzione di una seconda centrale e così per i 20 anni degli incentivi.

Si stima che il totale degli incentivi graveranno (in 25 anni) per 150 miliardi di € quanto costerà al giappone la ricostruzione dopo lo tsunami. E tutto per una tecnologia che nasce superata. Grazie nall’ingresso dei Cinesi sul mercato oggi il costo di un cella al silicio è di circa 2€ al W, malgrado questo il fotovoltaico resta molto caro,per la bassa efficenza delle celle (10-15%) che obbliga ad usare aree molto grandi. Oggi il costo dei pannelli fotovoltaici il 40 % del costo dell’impianto, il restante 60% è dovuto alle strutture di supporto che crescono con l’ estensione dell’impianto ed è incomprimibile per cui una volta finiti gli incentivi questo fotovoltaico si fermerà. Serve una nuova tecnologia con efficienze maggiori per cui, invece di buttare soldi in questo fotovoltaico (foraggiando mafie e quantalro) sarebbe meglio investire in ricerca.

Quando ci domandiamo del perchè le cose vanno male in italia questa è una delle ragioni …

#21 Domenico on 07.16.11 at 12:14

Grazie, Saraceno, per aver detto quello che non potevo dire io per non apparire ancora più negativo di quanto mi si rimprovera.
Il discorso è sempre lo stesso del bicchiere riempito a metà: per alcuni è mezzopieno e per altri è mezzovuoto. La verità è che è a metà.
Come ho cercato di dimostrare in numerosi lavori, per far divenire il fotovoltaico una tecnologia energetica, cioè capace di sostituire il petrolio, sono necessari due linee d’intervento promozionale: lo sviluppo del mercato e un deciso break through tecnologico.
Il difetto dell’attuale politica d’incentivazione è che è tutta rivolta al mercato, senza curare minimamente l’altro aspetto, quello della ricerca. Ho più volte dimostrato che anche a costo zero dei moduli, il costo del resto del sistema (60%) è già sufficiente a rendere il costo del kWh non competitivo. Questo è il motivo per affrontare decisamente il discorso dello sviluppo tecnologico verso migliore efficienza e valorizzare il kWh rendendolo tecnicamente uguale a quello termoelettrico convenzionale (incentivare la ricerca dei sistemi d’accumulo). Se non si fa anche questo, sono d’accordo con Saraceno, si rischia di buttare via tutti i soldi che si stanno mettendo sullo sviluppo del mercato.

#22 Filippo Zuliani on 07.16.11 at 17:52

Pero’, Domenico, non e’ pur vero che il mercato mira all’ottimizzazione (e alla riduzione dei costi) di per se’? In altri termini, incentivando il mercato, poi il mercato stesso incentivera’ la ricerca di nuove soluzioni a maggiore efficienza – quindi andando oltre la ricerca “di base” – per il semplice fatto che nuove soluzioni fanno fare quattrini e shares di mercato a scapito di quelle vecchie e inefficienti?

#23 Filippo Zuliani on 07.16.11 at 23:31

@saraceno e domenico
secondo il GSE i circa 2000 GWh prodotti col fotovoltaico sono costati 5 miliardi di euro. Secondo i documenti di ASPO Italia di Coiante (1.26 miliardi) e Meneguzzo (meno di Coiante) invece il costo totale e’ molto inferiore. C’e’ qualcosa che non torna o sbaglio io?

#24 Stefano on 07.18.11 at 10:24

5 miliardi di euro per 2000 GWh equivale a 2.5 euro al kWh, ma l’incentivo in CE non è mai stato superiore a 0.5 euro!!!

Saraceno e Domenico SPARLANO a partire dai dati inopinabili, figuriamoci come possano essere credibili i ragionamenti soggettivi.

#25 G on 07.18.11 at 23:36

Ma solo di costi vivi sapete parlare? Aprire un pò di più il cervellino per vedere che il nucleare ha dei costi occulti che nessuno può calcolare ? Fukushima ve la ricordate o l’avete già dimenticata ? Secondo alcune stime per mettere in sicurezza gli impianti e ripristinare parzialmente la situazione si dovranno spendere in un ventennio 200 mld$. Questo lo avete tenuto in considerazione nei vostrei bei calcoli della serva ?
Chiedetelo ai giapponesi quanto sono contenti del nucleare in un paese ad alto rischio sismico e soggetto a tsunami. Oltre a questo il nucleare ha dei problemi atavici che ancora non sono stati risolti, Yucca mountain (10 mld$) e Asse (da 1 a 10 mld€) non vi dicono nulla ? Bello fare quattro calcoli nel best case scenario e tralasciare tutto quello che non va ? Ah ma si voi siete i fenomeni che sostengono che il nucleare è enviroment friendly perchè non produce co2……(FALSO), comunque consuma enormi quantità d’acqua, a proposito chiedete ai francesi che producono l’80% dal nucleare e il 12% da idroelettrico come sono stati nei mesi scorsi con problemi di siccità……
E poi gran bella scelta gli epr dell’Areva, complimenti……. un bel prototipo che a Okiluoto non sapevano neppure come costruire e ha fatto scappare i tedeschi della Siemens… piuttosto gli AP1000 della Westinghouse che almeno sulla carta sono più sicuri….. Magari non vi siete neppure documentati sul MOX…….
Il FV non è ottimale ma in ottica smartgrid non è malvagio e rende il massimo quando i consumi sono massimi. Sicuramente è più efficiente il solare termodinamico per gli impianti grossi. Ci sono poi altre alternative, ma certo non le valuterà chi è fissato con tecnologie belliche di 50 anni fà avrà difficoltà a valutarlo. Meditate gente, meditate……

#26 Jojo_me on 07.19.11 at 09:49

@Saraceno e Domenico:

“Nell’anno 2010 sono stati incentivati impianti fotovoltaici per una potenza pari a 3.459,1 MW. L’incentivo complessivo stimato, al netto dei conguagli, è stato di 773 milioni di euro a fronte di una produzione prevista pari a 1.899 GWh”

Fonte:

http://www.gse.it/attivita/statistiche/Documents/Solare%20fotovoltaico%20-%20Rapporto%20Statistico%202010.pdf

Rapporto fotovoltaico GSE 2010, pag 32.

Voi invece dove leggete?

#27 m a r i o on 07.19.11 at 12:13

la produzione fotovoltaica del 2010, secondo Terna SpA, la società che si occupa della produzione e dispacciamento dell’energia in Italia, è stata di 1,6 Gwh . posto il relativo link così chi vuole può verificare: http://www.terna.it/default/Home/SISTEMA_ELETTRICO/dispacciamento/dati_esercizio/rapporto_mensile.aspx
l’aggravio in bolletta corrispondente a tutto il 2010 è perciò di 1,6Gwh x 0,39 cent = 624 milioni di euro. corrisponde ad un aumento in bolletta di 0,2centesimi per kwh. Anzichè pagare ad es. 22 cent/kwh abbiamo pagato 22,2 cent/kwh.
concordo quindi con Jojo_me. i dati delle 2 fonti sono similari.

#28 robertok06 on 07.21.11 at 16:22

Ottima notizia, caro Bardi, grazie!… posso contare quindi su questo GW “nucleare” per accendere le lampadine di casa mia da novembre a marzo, quando torno a casa dopo il lavoro? E per far funzionare l’asciugacapelli alle 6:30 di mattina dopo che ho fatto la doccia, tutto l’anno?

Roberto

#29 robertok06 on 07.21.11 at 19:37

@G #25

Ma dai? Problemi d’acqua a causa della siccita’ in Francia nei mesi scorsi? Chi te l’ha raccontata questa fesseria?
Io abito in Francia, e posso assicurarti, posso fornirti tutti i links che vuoi, che nessun reattore ha avuto il minimo problema. Chi ha avuto problemi e’ stata l’agricoltura, in particolare nella zona centro-occidentale del paese. Hanno perfino dovuto abbattere dei capi di bestiame, a causa della mancanza di foraggio.
I reattori francesi non consumano acqua: la prendono dai fiumi e la restituiscono leggermente piu’ calda.
I 58 reattori francesi hanno sempre esportato verso l’Italia, la Svizzera (che ci “gira” l’elettricita’ facendoci la cresta sopra), la Germania, il Belgio, l’UK, e nei giorni di scarso vento e/o alta domanda anche verso la Spagna.
Vai su questo sito http://www.rte-france.com e clicca su ECO2mix, vedrai in tempo reale la produzione da tutte le fonti francesi, e anche l’export/import.

EDF ha messo in arresto alcuni reattori durante dei periodi di consumo particolarmente basso, per esempio a maggio ci sono stati dei week-end lunghi a causa di festivita’ locali, e nonostante questo hanno esportato senza sosta… fino a 11 GW di pacotenza istantanea.

Saluti,

Roberto

#30 robertok06 on 07.21.11 at 20:14

@ Filippo Zuliani #25

2000 GWh di FV equivalgono a 1.7 GWp medi installati.
Questi sono pannelli “vecchi”, installati in periodi antecedenti al crollo dei prezzi (che comunque in Italia non sono mai scesi come all’estero). Io direi una media di 3-4 Euro/Wp… quindi 5-6.5 miliardi di Euro di capitale.

Saluti,

Roberto

#31 LOLLO on 07.22.11 at 10:26

Ma dai…

@ Roberto Z alias robz40 alias robertok06…

…hai detto a tutti che abbandonavi il blog del forum nucleare italiano perché ambivi a venire a trollare da qua?

Ma questo sì che è il segno della disfatta del nucleare!!!
:-DDD

#32 G on 07.22.11 at 11:38

@RobertoK06
“Chi ha avuto problemi e’ stata l’agricoltura, in particolare nella zona centro-occidentale del paese. Hanno perfino dovuto abbattere dei capi di bestiame, a causa della mancanza di foraggio.”

La Francia consuma parecchia acqua per la produzione cerealicola, se non erro è detta “granaio d’Europa”.
Se i fiumi scendono sotto determinate portate i reattori si devono spegnere o ridurre le potenze, pena togliere acqua necessaria alla sussistenza delle colture. I reattori nucleari hanno un rendimento termico molto basso e “consumano” parecchia acqua. Per consumano logicamente non intendo “distruggono”, intendo fanno cambiare stato da liquido a gassoso….. l’acqua surriscaldata passa attraverso torri di raffreddamento e viene dispersa nell’ambiente, mi sembra che il ciclo duri circa 8 giorni. Ricordo che il vapor acqueo, per quanto con un ciclo vitale breve (ma continuo), è uno dei peggiori gas serra esistenti. Alcuni avanzano ipotesi che nelle zone dove ci sia più alta concentrazione di reattori il microclima si sia modificato, anche se mi sembra non ci siano studi a riguardo. Da quello che so la Francia esporta di notte l’eccesso di produzione elettrica e l’Italia è il primo acquirente, grazie alla flessibilità degli impianti italiani per la modulazione della produzione, se costa meno acquistare gli scarti degli altri piuttosto che bruciare gas o carbone, perchè no ? Nonostante questo la Francia è costretta ad importare nei momenti di picco da quasi tutti i paesi vicini, in precedenza importava molto dalla Germania, ma ora che ha chiuso le centrali nucleari più vecchie questo mi sembra non sia più possibile. Gli enormi consumi elettrici francesi sono stati dovuti anche a politiche dissennate….. tipo l’incentivazione del riscaldamento elettrico……. forse non hanno mai superato la famosa frase “del così economica da non potersi misurare”. Fatti poi una ricerca se è conveniente (anche solo economicamente)usare MOX piuttosto che uranio arricchito. La Francia ha creato un mostro nel nucleare civile, per le manie di grandeur nel nucleare militare. Lasciamo stare le tante porcate che Cogema ha fatto fino agli anni ’80 grazie alla tecnocrazia imperante che ha dominato la politica e all’ignoranza dei politi stessi, famoso è il siparietto Sarkozy /Royale di qualche anno fa nel quale entrambi dimostravano la rispettiva totale incompetenza nel settore. Ci sarebbe ancora molto da scrivere ma ora non ho tempo.

#33 G on 07.22.11 at 12:52

Giusto qualche link se no magari sembra che mi invento le cose ;)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/francia-la-siccita-minaccia-gli-impianti-nucleari-manca-lacqua-per-il-raffreddamento/117049/

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-06-02/primavera-calda-1900-spettro-162246.shtml?uuid=Aarp8hcD

#34 G on 07.22.11 at 13:20

@Robertok06
“Ottima notizia, caro Bardi, grazie!… posso contare quindi su questo GW “nucleare” per accendere le lampadine di casa mia da novembre a marzo, quando torno a casa dopo il lavoro? E per far funzionare l’asciugacapelli alle 6:30 di mattina dopo che ho fatto la doccia, tutto l’anno?”

Lo sai vero che si parla di mix di fonti vero ? Credo che nessuno propugni un uso esclusivo del FV… anzi diciamolo francamente ai livelli attuali è ancora ben poco competitivo. Il FV va bene per la sua semplicità, le sue scarse se non esistenti esternalità e la sua capacità di essere facilmente disribuito. Torno a ripetere che per produzioni maggiori e per limitare il costo di stoccaggio si può ben utilizzare il solare termodinamico (intrinsecamente capace di stoccare calore nei sali fusi) e altro. Se proprio si sta facendo qualche passo avanti anche nelle batteria, tipo quelle nas della Ngk (sodio/zolfo) che risolvono molti problemi di altre tecnologie. http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=3990:batteria-gigante-da-4-mw&catid=25:the-project&Itemid=65
Quindi dobbiamo stare sempre a stressare con queste panzane sull’impossibilità di gestire l’intermittenza ? Diciamo che se si deve stoccare energia i costi logicamente aumentano ma non è un problema tecnico. Comunque sul FV dato quelle che possono essere le sue dimensioni non penso sarà mai un grosso problema rischiare di perdere quello che viene prodotto.
Forse è più un problema dell’eolico che in molti casi è più imprevedibile. Al momento solo pochi paesi possono vantare alte percentuali nell’uso di rinnovabili (tipo Austria) ma un giorno probabilmente tutti avranno le possibilità e le tecnologie per farlo. Il FV è solo una piccola parte, ma il nucleare a fissione ciclo uranio/plutonio non è certo una alternativa intelligente e mi sa che purtroppo con Fukushima se ne siano resi conto in tanti.

#35 robertok06 on 07.22.11 at 17:56

@G #32

Salve: sei completamente fuori strada.
1) Non puoi citare come referenza articoli/blog del Fatto Quotidiano: la loro rubrica Ambiente&Veleni e’ il peggior luogo dove uno puo’ documentarsi in materia di energia;
2) La Francia esporta giorno e notte verso l’Italia, la Svizzera, e la Germania, piu’ Belgio e UK. Puoi verificare facilmente quanto dico andando sul sito http://www.entsoe.org, ti iscrivi (e’ gratuito) e poi puoi vedere i dati in tempo reale, e anche quelli passati, di export/import da ognuno dei paesi europei con i paesi confinanti. Vedrai che l’Italia importa costantemente, e la Francia esporta costantemente. Ci sono dei rari momenti in cui importa dalla Spagna, ed in passato dalla Germania (non adesso che hanno fermato piu’ della meta’ dei loro reattori). Per farti un esempio, a meta’ dicembre 2010 c’e’ stato un periodo di temperature ben al di sotto della media stagionale (piu’di 8 gradi sotto la media), ed ogni grado di meno in Francia corriponde a piu’ di 2 GW di potenza elettrica aggiuntiva… i 58 reattori di EDF hanno fornito 63 GW di elettricita’ notte e giorno senza problemi, ed hanno continuato ad esportare, in maniera ridotta, verso i paesi vicini. Controlla sul sito che ti ho indicato sopra.

3) I reattori e le loro torri di raffreddamento (quelli che ce le hanno, non tutti) restituiscono ai fiumi la quasi totalita’ dell’acqua che usano per il loro raffreddamento. Alcuni reattori sono stati fermati quest’estate, come succede ogni anno, quando la domanda e’ piu’ bassa. In questo periodo stanno generando 44-47 GW, contro i 63 del dicembre scorso.
Neanche durante l’eccezionale calura del 2003 i reattori vennero fermati, contrariamente alla leggenda “ambientalista”. Controlla: http://www.edf.fr (lo so, perche’ abitavo gia’ qui all’epoca, non parlo per sentito dire).

Roberto

#36 robertok06 on 07.22.11 at 17:59

@Lollo:

Lolluccio mio…. io, robertok06, non ho nulla a che fare con gli altri due roberti da te citati. A volte uso il nickname peakoil2010, ma mi firmo sempre con il mio nome di battesimo.

Saluti, e mi raccomando, in assenza di cose intelligenti da dire sulla materia della discussione buttala sulla diatriba personale, e’ un tecnica che funziona (con i fessi).

Roberto

#37 robertok06 on 07.22.11 at 18:28

@me stesso, #35:

il sito corretto per controllare l’import/export elettrico dei vari paesi e’: http://www.entsoe.net/home.aspx

R.

#38 LOLLO on 07.22.11 at 22:33

@36 robertok06

…che peccato, non sai quanto mi dispiace! :-(

Ci saremmo davvero divertiti un sacco, sai?

#39 G on 07.23.11 at 01:34

@Robertok06
Grazie per il sito, non mi va di estrapolare dati e fare verifiche, può essere che al momento la Francia non abbia problemi per la produzione di energia elettrica, ma abbia problemi di siccità per i raccolti e basta. Li bisognerebbe verificare il rapporto di dipendenza se e quanto esiste. Per le importazioni dall’estero prendo atto che sono limitate e saltuarie, ma comunque esistono. Prendo atto che un grado centigrado sotto la media stagionale comporta maggiori consumi per 2 GW (mi sembrano tantini…..ma può essere) a causa del dissennato uso di termoconvettori eletrici. Mi sembra comunque che l’articolo del fatto quotidiano facesse riferimento a un documento dell’observatoir nucleaire organismo indipendente, http://observ.nucleaire.free.fr/DOSSIER-SECHERESSE-BLACK-OUT-NUCLEAIRE-ETE-2011.pdf
Sicuramente questi comunicati avranno un taglio differente rispetto a quelli di Areva o Edf, come del resto lo sono quelli del Criirad.
Probabilmente anche chiedere ora ad Areva o Edf come va il nucleare risponderebbero, alla grande ! ;)
Comunque a prescindere dai dettagli il mio discorso sul nucleare era molto più generalizzato.

#40 Roberto on 07.23.11 at 07:51

“LOLLO on 07.22.11 at 10:26 Ma dai…

@ Roberto Z alias robz40 alias robertok06…etc ”

Non conosco il tuo alias sul forum newclear ne’ m’importa piu’ di tanto, vedo che hai seguito il link da me postato. Per la cronaca Lollo o cicchessia, Roberto Z era il nick sul forum newclear, robz40 e’ invece il mio canale youtube. Io vivo in Gran Bretagna mentre roberto06 in Francia e l’industria nucleare la conosce strabene per validissimi motivi. Come ho detto piu’ di una volta i problemi legati ad una politica energetica che ha buttato al macero le centrali nucleari ed incentivato 8GWp solari in Italia sono tuoi, non miei ne’ di roberto06. Fino ad ora gli effetti di tali scelte si possono tutto sommato imboscare e addolcire e far credere l’impossibile… ma il tempo e’ galantuomo e le leggi della fisica non mentono. E’ impossibile estrarre dall’ambiente piu’ energia con una potenza specifica al metro quadro superiore a quella presente nell’ambiente stesso in quel momento. In futuro forse ti verrranno in mente di queste parole. Saluti e baci e buona permanenza.

#41 Cocomeri freschi anche per Natale: nuovo metodo di stoccaggio energetico sviluppato a Nottingham — Nuove Tecnologie Energetiche on 07.23.11 at 18:57

[...] gente faccia polemica sull’energia rinnovabile con il discorso della sua intermittenza. Nei commenti di un articolo precedente, mi è arrivato uno che ha detto “se non posso far funzionare l’asciugacapelli alle [...]

#42 robertok06 on 07.24.11 at 17:50

@G #39

Salve: ti do un consiglio, che sarai libero di seguire o meno… lascia perdere la CRIIRAD, Sortir du Nucleaire, Greenpeace, osservatori “indipendenti” sul nucleare vari… perche’ non ci capiscono una mazza al quadrato.
Ti faccio un esempio: io lavoro a ITER, sono andato a vedere un “dibattito pubblico su ITER”, da una parte c’era la deputata europea dei verdi francesi Michelle Rivasi (fondatrice della CRIIRAD ed ex direttore di Greenpeace France), e dall’altra c’era un fisico che lavora al CERN, tale Jean-Marie Brom. Quando ho letto il volantino pubblicitario mi sono detto “la deputata dei verdi sara’ CONTRO il progetto ITER, il fisico che lavora al CERN sara’ a FAVORE”… potrebbe essere interessante, no?
Nella sala c’erano 2-3 cento persone (piena, era una piccola sala riunioni comunale). In realta’ lui era il portavoce di Sortir du Nucleaire (ma nel volantino non l’avevano scritto)… ha iniziato spiegando come ITER funzionera’, quando sara’ finito fra 10 e piu’ anni… non ne ha azzeccata una che sia una… poi e’ stata la volta della “replica” di lei, il deputato europeo: ha prima cercato di far paura alla gente dicendo che ITER usera’ il trizio radioattivo e quindi tutta la popolazione attorno al sito e’ destinata a morire fra mille tormenti a causa delle radiazioni e delle mutazioni genetiche… poi ha detto che piuttosto che finanziare un progetto di ricerca avanzata come ITER la Francia dovrebbe spendere i suoi soldi aiutando gli agricoltori in difficolta’…
Il resto dell’ora e mezza di “dibattito” fra due pezzi grossi del parlamento europeo (la Rivasi e’ membro di un paio di importanti comitati sulla ricerca in Europa) e di Sortir du Nucleaire te/ve lo risparmio, ho fatto fatica a contenere i conati di vomito…

Saluti,

Roberto

#43 G on 07.24.11 at 20:39

@Robertok06
Guarda sul fatto che in parecchi non capiscano molto sul nucleare ci credo…….. mi ricordo dei curiosi siparietti Sarkozy – Royale.
In linea di principio sarei anche favorevole alla fusione calda, solo che nonostante gli ingenti investimenti mi sembra che nella migliore delle ipotesi ci vorranno diverse decadi prima di avere qualcosa di utilizzabile…
iter-demo e con tanti se poi si vedrà…….
Ti dirò non sono neppure completamente chiuso al nucleare da fissione, magari col torio se in effetti i vantaggi possano essere maggiori rispetto agli svantaggi.
In ultima istanza potrebbe essere accettabile anche il nucleare da fissione tradizionale, con centrali però il più possibile intrinsecamente sicure (non mi dispiace l’AP1000).
Escluse queste ipotesi o troppo lontane nel tempo o con problemi ancora da risolvere, è logico che io sia a favore di energie alternative rinnovabili.
Come già detto il FV è molto limitato e costoso e la densità di energia producibile per mq è logicamente limitata. Il solare termodinamico è più economico e più scalabile e offre dei vantaggi intrinseci, da qui si potrà sremere di più. Il geotermico sottomarino potrebbe essere utile, ho dato un occhio al progetto Marsili e sulla carta sembra interessante. L’eolico non funziona bene ovunque, ma dove si può è economico anche se molto discontinuo, vedremo se applicazioni avanzate lo renderanno più interessante. L’idroelettrico probabilmente può dare ancora risorse interesanti. Mareomotrice e simili forse è residuale. Molto però potrà esseredato dal risparmio energetico e da una razionalizzazione dei consumi e della rete. Nonostante questo salvo rari casi di paesi molto fortunati siamo ben lontani da un abbandono dei fossili, c’è da sperare che le tecnologie attuali si evolvano parecchio nel giro di qualche decennio e che quelle dove da decenni si lavora finalmente portino dei frutti. Mal che vada speriamo in un miglioramento nella fissione……
Sono dell’opinione che bisogna tenere tutte le strade aperte, ma non per questo fare delle scelte di lungo corso con tecnologie antiquate senza cercarne altre con una maggiore logica. A proposito quali saranno gli sviluppi della fusione calda nei prossimi decenni ? Ci si arriverà in tempo ? Prima voi o gli americani coi laser ?

#44 Roberto on 07.25.11 at 08:31

la soluzione a lungo termine che ha piu’ probabilita’ di tutte le altre di essere la fonte energatica sulla quale l’umanita’ potra’ fare affidamento e’ questa http://www.inference.phy.cam.ac.uk/withouthotair/c24/page_164.shtml

“Fast breeder reactors, using uranium from the oceans
If fast reactors are 60 times more efficient, the same extraction of ocean uranium could deliver 420 kWh per day per person. At last, a sustainable figure that beats current consumption! – but only with the joint help of two technologies that are respectively scarcely-developed and unfashionable: ocean extraction of uranium, and fast breeder reactors.”

#45 G on 07.25.11 at 18:19

@Roberto
Prima di pensare di estrarre l’uranio dall’acqua di mare, forse farei un pensierino al torio, no ?

#46 Roberto on 07.25.11 at 21:28

@G : giusto menzionalrlo il libro withouhotair parla anche del torio a pagina 166 http://www.inference.phy.cam.ac.uk/withouthotair/c24/page_166.shtml

Thorium is a radioactive element similar to uranium. Formerly used to make gas mantles, it is about three times as abundant in the earth’s crust as
uranium.

If we assume, as with uranium, that these resources are used up over 1000 years and shared equally
among 6 billion people, we find that the “sustainable” power thus generated is 4 kWh/d per person.

An alternative nuclear reactor for thorium, the “energy amplifier” or “accelerator-driven system” proposed by Nobel laureate Carlo Rubbia and his colleagues would, they estimated, convert 6 million tons of thorium to
15 000 TWy of energy, or 60 kWh/d per person over 1000 years. Assuming conversion to electricity at 40% efficiency, this would deliver 24 kWh/d
per person for 1000 years. And the waste from the energy amplifier would be much less radioactive too. They argue that, in due course, many times more thorium would be economically extractable than the current 6 million tons. If their suggestion – 300 times more – is correct, then thorium and the energy amplifier could offer 120 kWh/d per person for 60 000 years.

#47 Roberto on 07.25.11 at 21:45

In parole povere il futuro e’ inevitabilmente nucleare perche’ i numeri dicono che e’solo da li’ possiamo estarre 1)energia in abbondanza, 2)a comando e 3)con la potenza necessaria. Le carattersistiche 2 e 3 non appartengono ad eolico e fotovoltaico costruite peraltro grazie all’uso di un’enorme quantita’ di combustibili fossili in maniera diretta o indiretta perche’ enormi sono le estensioni e le apparacchiature per catturare un forma di energia molto diluita nelle varie forme come quella solare.

In tema di politica energetica possono e devono parlare solo i numeri. Senza numeri qualsiasi idea e qualsiasi argomento restano elucubrazioni o aria fritta .

#48 robertok06 on 07.25.11 at 22:57

@G #43

Salve:

quelli di NIF arriveranno probabilmente a generare la fusione con le loro microsfere prima di noi, ma non cambia nulla, perche’ la loro modalita’ di funzionamento e’ completamente diversa dalla nostra. ITER e’ un concetto modificabile in un reattore vero che produce energia elettrica senza troppi problemi, quelli di NIF devono ancora inventare il modo di generare neutroni in una maniera “steady state” simile agli spari di 3000 secondi di ITER.

Saluti,

Roberto

#49 robertok06 on 07.25.11 at 23:02

@G #45

L”estrazione dell’U dall’acqua di mare e’ gia’ stata sperimentata da degli studiosi giapponesi, 10-15 anni fa. Si tratta solo di industrializzare il processo, il che verra’ fatto solo quando il prezzo dell’uranio salira’ ad un livello tale da rendere l’industrializzazione pratica (come per tutto il resto, daltronde).
Ci sono degli “esperti nucleari” (uno fra essi il fisico delle particelle Dittmar, del politecnico di Zurigo/CERN) che dicono che l’energia necessaria per estrarlo dall’acqua di mare e’ maggiore di quella che si otterrebbe dall’U estratto… ma non hanno capito nulla, perche’ il processo proposto e’ passivo, non utilizza pompe per far passare l’acqua nelle membrane, utilizza le correnti marine/oceaniche.

Ne hanno discusso a lungo qualche mese (anno?) fa su The Oil Drum… una querelle infinita… (ma interessantissima).

Saluti,

Roberto

#50 Roberto on 07.26.11 at 08:11

@roberto06: ci puoi dare il link di oil drum con la querelle infinita? avevo posto la domanda un po’ di tempo fa’ al prof Mac Kay su FAQ e questa fu la risposta

Q: I’d like to have your opinion about the possibility of extracting Uranium from sea water and using it in fast breeder reactors (page 165) and using the heat produced by the nuclear reactor. The concentration is 3.3mg of Uranium per cubic metre so the maximum amount of energy that we can extract form the Uranium contained in a cubic metre of sea water would be about E=mcc/1200=3.3exp(-6)x(300exp6)(300exp6)/1200=247MJ, of which 247/3= 82MJ(electric) =23KWh(e) and 247×2/3=165MJ(thermic). As the latent heat of vaporization of liquid water is 2.5 MJ/kg, we would need at least 2500MJ/cubic metre to evaporate the water to get the 35gr/litrex1000= 35Kg of salts where the 3.3mgr of Uranium is contained well above the 165MJ(thermic) that we could get out of it. Evaporation might be a crude method and there might be different technologies I don’t know anything about. Still, 23 kWh is not much and we use it in 2-3 days in our house. Is it realistic to extract Uranium from sea water to power the future? Uranium is now conveniently extracted form rich deposits and still doable from phosphates but there must be a point where the EROEI is negative. What’s your opinion on this?

A: Indeed, if the extraction method involved evaporating all the water, it would be very energy-expensive! However, you can find out about the actual Japanese methods for extraction from seawater mentioned on page 165 by looking up the references cited in the chapter’s endnotes on page 174. – http://www.inference.phy.cam.ac.uk/withouthotair/c24/page_174.shtml

Look for the number “165″ to find the relevant references

#51 G on 07.26.11 at 08:21

@Robertok06
“ITER e’ un concetto modificabile in un reattore vero che produce energia elettrica senza troppi problemi”

Cioè già Iter sarà in grado di produrre energia elettrica ?

“ma non hanno capito nulla, perche’ il processo proposto e’ passivo, non utilizza pompe per far passare l’acqua nelle membrane, utilizza le correnti marine/oceaniche.”

Se comunque il rapporto di rendimento (tra estrazione uranio dall’acqua di mare e il suo successivo uso) è 7:1, conviene usare l’energia meccanica per produrre elettricità tramite turbine o no ?

#52 G on 07.26.11 at 08:31

Io ho fatto riferimento a un precedente articolo del Prof. Bardi:
http://aspoitalia.blogspot.com/2007/12/si-pu-estrarre-uranio-dallacqua-di-mare.html

Se le premesse sono queste sinceramente la vedo molto difficile oltre che illogica……
Mi sembra una forzatura se devo comunque trovare una tecnologia che mi dia l’energia necessaria per estrarre l’uranio, tanto vale che se la trovo la applichi direttamente per la produzione diretta…
In sostanza è semplicemente una tecnologia per produrre un vettore molto costoso con una filiera già complessa quando si estrea da depositi tradizionali ricchi. A questo punto se proprio voglio un vettore perchè non posso o non voglio consumare sul posto userei l’idrogeno.

#53 Roberto on 07.27.11 at 07:56

@G le correnti marine, come il vento, sono gratis

http://www.inference.phy.cam.ac.uk/withouthotair/c24/page_174.shtml

“It is premature to speak about long-term uranium scarcity when the entire nuclear industry is so young that only one cycle of resource replenishment has been required.” http://www.world-nuclear.org/info/inf75.html
Further reading: Herring (2004); Price and Blaise (2002); Cohen (1983).
The IPCC, citing the OECD, project that at the 2004 utilization levels, the uranium in conventional resources and phosphates would last 670 years in once-through reactors, 20 000 years in fast reactors with plutonium recycling, and 160 000 years in fast reactors recycling uranium and all actinides (Sims et al., 2007).

165
Japanese researchers have found a technique for extracting uranium from seawater. The price estimate of $100 per kg is from Seko et al. (2003) and [y3wnzr]; the estimate of $300 per kg is from OECD Nuclear Energy Agency (2006, p130). The uranium extraction technique involves dunking tissue in the ocean for a couple of months; the tissue is made of polymer fibres that are rendered sticky by irradiating them before they are dunked; the sticky fibres collect uranium to the tune of 2 g of uranium per kilogram of fibre.

#54 Roberto on 07.27.11 at 09:37

@G sinceramente non capisco il problema; come da Ugo Bardi medesimo stesso
http://www.theoildrum.com/node/4558

“… Since crude oil has an energy content of about 12 kWh/kg, we would be using some 12 MWh that, used in a high efficiency combined cycle gas turbine would produce about 6 MWh of electric power. One kg of uranium in a nuclear fission plant can generate about 40 MWh of electric power and, therefore, the process could have a reasonable EROEI of about 7.. etc”

inoltre i 40MWh con EROEI of about 7 ( appunto 40MWh/6MWh) si riferiscono al quantitativo di U minerale usato nei reattori attuali PWR NON nell’uso dell’U nei futuri reattori FBR con resa di gran lunga superiore essendo possibile bruciare U238 e non solo meno di 7grammi di U235 contenuti appunto in 1000 grammi di U minerale come ho gia’ riportato sopra dal sito withouthotair

“Fast breeder reactors, using uranium from the oceans
If fast reactors are 60 times more efficient…”

#55 G on 07.27.11 at 10:10

@Roberto
“Secondo i dati disponibili pompare attraverso una di queste membrane richiede oltre 1 kW per un flusso di 1 m3/ora.. Questo corrisponde a 3.6 MW per un flusso di 1 m3/sec. Se vogliamo pompare 2000 m3/sec attraverso una membrana “perfetta” (0vvero che assorbe il 100% di uranio) dobbiamo utilizzare una pompa che ha una potenza di oltre 7 GW. Questo per dare combustibile a una centrale da 1 GW di potenza. Messa così, evidentemente, la cosa non ha senso.”

Lasciamo stare che logicamente non possono essere utilizzate pompe perchè logicamente al costo di 7 GW ne otterrei 1. Si dovranno utilizzare nel caso correnti marine, queste correnti marine col loro flusso produrranno circa 7 GW anziche stare ad impazzire per trasformarli in uno pseudovettore, sarebbe più logico trasformarle da subito in energia elettrica, no ?

#56 Roberto on 07.27.11 at 15:38

@G , leggi il link su oildrum di Bardi il dato di un EROEI pari a 7 l’ho preso da li’.

#57 G on 07.27.11 at 17:34

@Roberto
Vedremo come andrà in futuro, secondo me sarà molto più facile che quando l’uranio avrà costi troppo alti si passerà al torio con fbr o reattori più tradizionali.

#58 Roberto on 07.27.11 at 19:49

@G: considerando una resa di 40mila kWh /kg di U minerale abbiamo che al prezzo attuale di circa 50$/libbra l’uranio incide per meno 0 .01€ sul costo complessivi del kWh. al prezzo di 250$/libbra l’incidenza sarebbe meno di 0.02€/kWh

puoi divertirti a cambiare i paramteri qui
http://www.wise-uranium.org/nfcc.html

#59 Luca on 07.28.11 at 10:08

Il futuro è qui .. il futuro è la… datevi un occhiata agli scenari tracciati da IEA nel World Outlook Energy 2010 e 2011 (international energy agency) da qui al 2030 e al 2050 elaborati oltretutto da ENEA.
nel 2030 l’energia elettrica richiesta sarà 4 volte quella richiesta oggi;
il 30% sarà fornita da energie rinnovabili
il 30% sarà fornita da carbone … si carbone.. il petrolio è destinato a finire, il prezzo lieviterà e l’economia non riesce a stare al passo con l’aumento della richiesta elettrica. La soluzione? ricorrere a fonti a basso costo. dal 2030 in poi l’uso del carbone tornerà a calare.

Cosa? le emissioni? credete che un paese rischi il collasso per rispettare gli accordi di Kyoto e tutti i futuri accordi quando gli Stati Uniti manco hanno aderito ed il New England emette sostanze nocive quanto l’intera Germania?! Kyoto purtroppo si sta rivelando un fallimento e secondo me a dir tanto il 25% dei paesi che hanno ratificato l’accordo riusciranno a rispettarlo veramente. Tra questi non rientra l’Italia ed è un dato di fatto.

In ogni caso nel 2030 il nucleare sarà ancora meno sfruttato. e coprirà solo il 10% del fabbisogno mondiale.

Le energie rinnovabili su cui si punterà forte saranno l’eolico, le biomasse e l’idroelettrico (anche se non al massimo del potenziale).

Questo scenario è ALTAMENTE probabile visti gli andamenti del costo del petrolio e visti gli andamenti delle riduzioni di CO2 .. ah giusto scusate forse più corretto dire aumenti di CO2.

Smettete di guardare notizie distribuite da aziende-siti di parte e cercate dei reali rapporti IMPARZIALI.

Un laureando in ingegneria

#60 G on 07.28.11 at 13:18

@Luca
Mi sembra che carbone e petrolio siano strettamente correlati, il carbone può essere trasformato in derivati del petrolio. Non credo che il carbone rimarrà basso ed il petrolio impennerà. Credo che buona parte del gioco in futuro la faranno le riserve non convenzionali, in particolare shale gas. Ci saranno poi differenze sensibili tra le varie aree geografiche e addirittura tra i singoli stati di una data area. Fare previsioni a 20 – 40 anni mi sembra vaticinare un futuro incerto. Immagino che i consumi futuri dipenderanno anche dall’economia e dalle politiche economiche e non mi sembra che attualmente con USA in quasi default tecnico ed Europa in una situazione molto rischiosa si possano fare previsioni molto precise. Anche perchè mi sembra che gli stessi analisti non abbiano certezze su tutte le variabili degli scenari possibili. A lungo termine comunque pare essere logico il bisogno di trovare energie rinnovabili e/o molto abbondanti.
Per quanto riguarda il protocollo di kyoto concordo che è una farsa Cina ed India sono esonerate dall’applicazione e gli USA non lo hanno ratificato. Credo che l’utilità dello stesso sia prossima allo zero ammesso e non concesso che il riscaldamento globale antropico (nel caso fosse rilevante) sia un problema primario.
C’è di buono che quasi sempre una riduzione di CO2 corrisponde a una riduzione dei consumi, nel senso di ricerca di tecnologie più efficienti.

#61 Luca on 07.29.11 at 09:03

bhe io ho visto 3 scenari e , chi più ottimista e chi meno, ma l’andamento è sempre lo stesso.
Probabilmente interpolando le previsioni sulle attuali riserve, i costi di estrazione delle varie risorse e la crescita economica mondiale si è arrivati a poter dire che il carbone sarà fondamentale nell’immediato futuro.
Come ho detto la crescita economica non cresce pari passo con la crescita del fabbisogno di energia perciò si cercherà una fonte al minor basso costo.
Le energie rinnovabili avranno successo ed aumenterà la loro accessibilità solo quando gli incentivi andranno a migliorarne pesantemente l’efficienza e non dandoti una mano a pagare l’impianto.
Comunque dal mio punto di vista sono scenari abbastanza affidabili, ovviamente non possono essere precisi al punto percentuale.
Come esiste la Curva di Hubbert e altre previsioni passate che si sono realmente verificate esistono anche scenari per gli anni che verranno. E’ il loro mestiere in fondo, diamogli almeno un briciolo di fiducia ;)
ps: per le differenze geografiche credo sia piu un discorso legato alle rinnovabili, in base alla presenza di una certa fonte proporzionalmente ci saranno impianti che la sfrutteranno.

#62 Roberto on 07.30.11 at 08:00

il fv in un breve video su FB http://www.facebook.com/pages/Richlight-ti-informa-con-l-ing-Bravi/193863570665927?sk=wall#!/video/video.php?v=10150246346418224&oid=193863570665927&comments

#63 G di Gwon on 07.30.11 at 18:54

@Roberto
L’intervista è abbastanza obiettiva, credo sia giusto sostenere che finora il FV è stato mitizzato. Il FV ha dei limiti intrinseci che non possono essere superati, ma ha anche dei vantaggi rispetto a molte altre tecnologie. Torno a ripetere che il suo uso vantaggioso è situazionale.
Ciò non toglie che esistono già oggi altre tecnologie che possono fornire risultati migliori, ma solo su impianti di grandi dimensioni.

#64 BOB on 08.01.11 at 19:05

..ammazza questi nuclearfanboy..
hanno tutta la giornata per fare decine di interventi trollosi per magnificarci impianti che 1 su 100 fondono
(5 noccioli in meltdown su 550 circa totali al 2011, speriamo non ne succedano altri) e lasciano ragalini
per i nostri discendenti..
..ma è il loro lavoro scrivere nei forum o lo fanno
gratuitamente?..quanto si danno da fare..
..meno male che c’è stato il referendum!!

All’autore:
bell’articolo, io ho capito il senso ed ho apprezzato..
tra l’altro in italia solo a luglio e di giorno
si ha il picco dei consumi (+20% rispetto al resto dell’anno)..ovvero quando il sole c’è.. per cui finchè non si raggiunge il 20% di fotofoltaico è tutto un contributo gradito e abbiamo ancora tempo per sviluppare
le tecnologie di accumulo..

Se poi mi dite che gli incentivi vanno abbassati
o modulati per premiare i pannelli più efficenti
sono daccordo con voi..ma la tecnologia in sè
del FV per me è buona, buonissima!!

Meglio incentivare questa che gli impianti
CIP6 (inceneritori e bruciatori scarti industriali)
come fatto in italia da almeno 20 anni per 5-6
miliardi di euro all’anno!