Rinnovabili vere e false: Fotovoltaico e eolico contro bioetanolo

di Ugo Bardi

E’ sempre un divertimento sbugiardare le fesserie degli anti-rinnovabilisti. Questa del fatto che le rinnovabili come il fotovoltaico o l’eolico “occupano troppo spazio” è forse la più gettonata, nonostante sia stata sbugiardata in varie salse molte volte. Però non è completamente falsa quando applicata a cosiddette “rinnovabili” che poi non lo sono, come il bioetanolo.

Così, ecco alcuni dati relativi al caso degli USA (da “Jo Abbess“). La figura si spiega da sola ma, per chi proprio non mastica l’inglese, mostra le aree necessarie per produrre il 100% dell’energia necessaria per i veicoli su strada. Notate gli infinitesimali pallini relativi al fotovoltaico e al vento (e notate che negli USA, i veicoli su strada sono tanti e consumano parecchio). Notate anche le enormi aree relative all’etanolo che, vale la pena di ripeterlo, NON è una buona idea e NON è neanche rinnovabile dato che per produrlo si usa carbone per la distillazione e petrolio per i fertilizzanti.

Se poi voleste ingrandire queste aree a rappresentare tutto il consumo di energia negli USA, dovreste moltiplicare circa per tre. I pallini per il FV e per il “piede” del vento rimangono infinitesimali, mentre le aree necessarie per l’etanolo si allargano a coprire praticamente tutta l’area degli States.

Insomma, le rinnovabili vere (fotovoltaico e eolico) non occupano assolutamente troppo spazio. Per le rinnovabili finte (etanolo), invece, vale il principio che o si mangia o si riempie il serbatoio della SUV. A voi la scelta.

10 comments ↓

#1 Gianni Comoretto on 07.04.11 at 13:22

Si riempie il serbatoio del MIO SUV e si mangia (a casa MIA). Voi arrangiatevi.
Purtroppo funziona così, chi ha il SUV non ha problemi a recuperare il cibo. E non si fa problemi a toglierlo a chi non ha il SUV.

#2 Pippo on 07.04.11 at 15:25

Ci sono dei talebani del consumo del territorio in rete, propugnano lettere ai sindaci per una campagna contro il fotovoltaico su terreni liberi.
Ho provato un paio di volte a lasciare dei messaggi sui loro forum ma non ci sentono, hanno i paraocchi.
Nessuna discriminazione su terreni comunque incolti ecc.
Chissà chi li sovvenziona?
O sono così di loro?
Non metto nessun link per evitare ulteriore pubblicità alle loro deliranti proposte.
Ci mancavano pure questi, speriamo che gli costruiscano una centrale a carbone sotto casa!

#3 Franco Noce on 07.04.11 at 18:36

approfitto del nuovo post sui biocombustibili, per riproporre una domanda.

Dando per assodato il giudizio critico sui biocarburanti, vorrei capire se è possibile ricavare una stima dell’EROEI della loro produzione, utilizzando il parametro di valutazione che in Europa è utilizzato per qualificare i biocombustibili, il “risparmio (o sequestro) di CO2”.
Con questo indice si intende il rapporto
(83,2 g CO2eq – emissioni nel ciclo di produzione g CO2eq)/83,2 g CO2eq
dove 83,2 g CO2 eq/MJ è il valore convenzionale per la combustione di combustibili fossili.
Le istruzioni per il calcolo sono rigorose (per quello che vale il mio giudizio).
Ora, evidentemente le emissioni di GHG nel ciclo di vita sono fortemente collegate all’energia spesa, ma il calcolo non è perfettamente coincidente (ad es. comprende le emissioni di NOX dal campo).
E’ sufficientemente corretto ricavare il valore dell’EROI dall’indice indicato?
in pratica:
1/(1 – il rapporto di cui sopra). es: indice risparmio 60% -> EROEI = 1:0,4 ovvero 2,5:1.

Per spiegare i limiti dei biofuel è infatti molto più efficace ragionare in termini di EROEI, ma il dato fornito è il “risparmio di CO2”, con valori che vengono indicati fra il 35% ed il 90%, cioè, se il mio metodo è almeno grossolanamente valido, con eroei da 1,5:1 a 10:1, una differenza enorme e comunque sempre valori modesti. Naturalmente il 90% è tutto da dimostrare.
Grazie, Franco

la pagina con i criteri per i calcoli e altro, qui:
(http://ec.europa.eu/energy/renewables/biofuels/sustainability_criteria_en.htm).

#4 Ugo Bardi on 07.04.11 at 21:09

Beh, come al solito, dipende. L’EROEI dei biocombustibili varia molto a seconda di quale biocombustibile e delle condizioni di manifattura. Per esempio, mi risulta che l’etanolo prodotto dalla canna da zucchero brasiliana abbia un EROEI intorno a 7; che è accettabile. Fatto in vece dal mais, come si fa negli USA, è un disastro.

Il punto che volevo fare con questo post, comunque, è più che altro a proposito dello spazio occupato. Anche con un EROEI alto, se non rimane più spazio per le piante alimentari, allora è un disastro lo stesso!

#5 Franco Noce on 07.05.11 at 11:59

caro Ugo, grazie della risposta, anche se mi viene il dubbio che tu non abbia letto la domanda :).
Nessun problema, sei più che scusato.
Franco

#6 Silvio on 07.05.11 at 12:33

Condivido che sia assurdo coltivare mais per fare andare le auto (anche se per chi muore di fame non cambia nulla, perché comunque non possono comprare quel mais, né gli agricoltori possono regalarglielo). Però il quadrato rosso fa riferimento alla cellulosa, che non si mangia e si può ricavare da terreni non agricoli (erbacce, canneti, arbusti crescono senza fertilizzanti, hanno bisogno di acqua, questo sì). Il quadratino del solare, così a spanne, sono pur sempre 10 miliardi di metri quadrati, considerando il prezzo al metro dei pannelli sono tante risorse e poi bisognerebbe anche cambiare tutto il parco automezzi. Il fotovoltaico, per ora, è più adatto per gli usi domestici.

#7 Ugo Bardi on 07.05.11 at 12:38

Mah, l’avevo interpretata così. Ovvero, se l’EROEI poteva essere utilizzato per sbufalare il concetto di “biofuel”. E avevo risposto in questi termini

In effetti, la tua domanda è più complessa e implica uno step precedente, ovvero se possiamo utilizzare la riduzione di emissioni per calcolare l’EROEI. A questa non avevo risposto perché è una cosa che mi sta profondamente antipatica proprio come concetto. Quando i burocrati ti dicono che “facendo la cosa X si risparmiano N tonnellate di emissioni di CO2” mi viene una specie di storcimento delle budella, perché questo ragionamento va contro ogni logica della gestione dei sistemi dinamici e contro il sano principio che in questi sistemi non puoi fare una cosa soltanto.

Quindi, trovo altamente idiotico fare delle misure di certe cose che avvengono sulla base di cose che non avvengono (emissioni evitate). In pratica, poi, questo introduce un ulteriore elemento di incertezza perché per stimare le emissioni di ciclo di vita devi fare delle ipotesi sul mix produttivo e anche il tipo di GHG. Insomma, mi sembra che lo dici tu stesso che è una scemenza. Confermo.

#8 Franco Noce on 07.05.11 at 14:32

naturalmente hai ragione, è un modo idiota di procedere. Resta il fatto che se cerchi informazioni, le trovi organizzate in quel modo. si potrebbe anche trattare di informazioni molto dettagliate e pure micragnose nei particolari, ma o una riparte dai dati di base (se li trova) oppure si trova in mano un numero (la maledetta % di risparmio) di cui si fa assai poco. amen.
Grazie, Franco

#9 hemp on 07.08.11 at 21:58

La Direttiva 2009 28 CE del 23 aprile 2009 per la promozione delle Fonti Energetiche Rinnovabili FER ha fissato per ogni paese della Ue-27 la quota che le FER dovranno raggiungere nel 2020.

#10 Rinnovabili vere e false: Fotovoltaico e eolico contro bioetanolo | Energy News on 07.26.11 at 09:51

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