ITALIAN PV SUMMIT: CRONACHE DA UN ALTRO MONDO

Ieri a Verona si è concluso il terzo Italian PV Summit.

Francesco Meneguzzo ha partecipato tra i relatori  per Aspo italia, ricevendo tra l’altro molti riconoscimenti per il recentissimo studio sull’impatto POSITIVO del fotovoltaico sul costo dell’energia elettrica in Italia.

Contemporaneamente  Beppe caravita, sul sole 24 ore, ha scritto un ottimo riassunto della nostra posizione, che cominca ad essere condivisa, evidentemente, da molte teste pensanti del paese.
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-05-02/costi-rinnovabile-155044.shtml?uuid=Aa2sYlTD

Ecco le impressioni di Francesco sull’evento.

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Finalmente si parla di ENERGIA: non di bancabilità, di condizioni per l’investimento, dell’instabilità normativa italiana che pure rimane sempre sullo sfondo, ma di energia! Se ne parla a Verona in una affollatissima Conferenza che ha visto il confronto di centinaia di operatori, A.D. delle più grandi società e gruppi italiani e internazionali, analisti, Associazioni, Enti pubblici.

Esemplificativo il sottotitolo del Summit italiano sul fotovoltaico: “ROADMAP TO GRID PARITY” – la strada verso la parità sulla rete, cioè verso quel momento in cui l’elettricità prodotta dal sole o dal gas, per esempio, avranno lo stesso costo.

E il bello è che, per le sue caratteristiche climatiche e per i costi strutturalmente alti dei combustibili utilizzati nel “mix termoelettrico” nazionale, gas naturale in testa, l’Italia è considerata da tutti gli analisti internazionali come il primo Paese al mondo in cui la “parità” sarà raggiunta per primo! Quando? Già nel 2014 al sud Italia, nel 2016-2017 al Nord, e in Toscana in qualche momento intermedio; come dire “domani” quando si parla di scenari energetici. Dopo di che, non ce ne sarà per nessuno!

Per dire la verità, Giuseppe Sofia, A.D. di Conergy Italia, uno dei leader del fotovoltaico, ha dimostrato quasi sommessamente che, includendo la previsione dell’aumento del costo del gas naturale (fin troppo facile, purtroppo: Gazprom prevede +40% da oggi alla fine dell’anno), l’energia erogata da un impianto fotovoltaico installato oggi nel corso della sua vita operativa (30 anni, ma anche 40) costerà meno di quella fornita dalle centrali termoelettriche italiane!

Grande rilievo, sia al Summit che sulla home page del Sole 24 Ore, è stata data all’analisi condotta congiuntamente dal CNR – Istituto di Biometeorologia di Firenze e dall’Associazione ASPO Italia (Francesco Meneguzzo), insieme alla società di analisi e sviluppo Cautha Srl (Giuseppe Artizzu), presentata direttamente dagli Autori, in cui si dimostra chiaramente come la maggior parte delle incentivazioni prelevate direttamente dalla bolletta elettrica dei consumatori italiani – privati e imprese – sia recuperata attraverso la diminuzione del prezzo dell’elettricità indotto dall’effetto di “peak shaving” (abbattimento dei fabbisogni e quindi esclusione dal mercato delle centrali turbogas meno efficienti e molto costose), con un particolare “privilegio” proprio per i grandi consumatori, i cosiddetti “energivori”, industrie strategiche per il Paese, riducendo l’esborso complessivo a una piccola percentuale del prelievo complessivo. In pratica, il fotovoltaico è quasi gratis per l’Italia!

Il medesimo argomento è stato ripreso con enfasi da Valerio Natalizia, Presidente del GIFI, gruppo delle imprese fotovoltaiche italiane di Confindustria, che lo ha utilizzato anche nelle trattative con il Governo per il Quarto Conto Energia.

Se da una parte il fotovoltaico si avvia a grandi passi a competere da pari a pari, anche trascurando i formidabili vantaggi in termini di qualità dell’ambiente e rispetto del clima, con la generazione termoelettrica, dall’altra i grandi player internazionali si stanno attrezzando con strumenti finanziari e produttivi impressionanti: dai cinesi di LDK Solar e Suntech, ai norvegesi (norvegesi!!!) di REC, ai tedeschi di Schott Solar, agli americani di First Solar e Sunpower (questi ultimi appena acquisiti dal “big oil” Total, che la dice lunga….), solo per menzionare i produttori intervenuti al Summit, tutti stanno almeno raddoppiando le proprie capacità produttive fino ciascuna a decine di GW all’anno (decine di migliaia di MW all’anno), secondo un modello di “integrazione verticale” in cui ciascuno di questi produrrà proprio tutto, dal silicio di grado solare ai cosiddetti “wafer”, alle celle e infine ai moduli, e qualcuno anche gli Inverter, in cui per altro la stessa Toscana eccelle (si pensi alla Power One di Terranuova Bracciolini, Arezzo).

E i prezzi di tutte le componenti che vanno poi a costituire gli impianti fotovoltaici stanno diminuendo e tutti i produttori e gli analisti, per esempio quelli della prestigiosa “IHS – iSuppli”, tedesca, prevedono che il calo continuerà deciso fino almeno al 2015, dopo di che più lentamente – ma allora il fotovoltaico competerà liberamente con le altre fonti convenzionali …

Una ulteriore interessantissima prospettiva è stata quella della autosufficienza energetica tutta rinnovabile, perseguibile attraverso un mix di fonti rinnovabili, idroelettrico geotermico eolico biomasse e fotovoltaico, insieme alla diffusione dei veicoli elettrici, le cui batterie sostituibili saranno lo “stoccaggio” del futuro e che già oggi possono rendere indipendente una abitazione, prelevando energia fotovoltaica quando disponibile e restituendola di notte e quando serve: pare fantascienza ma è la realtà che sta arrivando a grandi passi! E pensare che nel 2007 quando Francesco Meneguzzo e i colleghi di ASPO Italia avevano proposto di consentire la riconversione alla trazione elettrica dei veicoli tradizionali, un solo voto, di Rifondazione Comunista, affossò l’emendamento!

Sullo sfondo, si diceva, rimane l’instabilità normativa italiana: se col glorioso “Secondo Conto Energia” che – giova ripeterlo – alla fine non è costato praticamente niente ai consumatori italiani! – l’Italia è stato il Paese trainante del fotovoltaico nel mondo, la leadership passa ora nuovamente alla Germania, come sottolineato da diversi analisti. Un’occasione, anche industriale, che il nostro Paese rischia di perdere a causa delle inutili incertezze di questi ultimi mesi.

Viste da qui, dal PV Summit, solo in parte “Italian” e molto “Global”, le polemiche anche toscane sulle installazioni su terreno – qui dimostrate come vero “motore” della crescita a livello industriale e globale del fotovoltaico (e allo stesso tempo così limitate in termini di superficie occupata) – appaiono così piccole e in fondo così miserabili che quasi verrebbe voglia di non accennarvi neppure, se non fosse che la Toscana è la nostra terra …

Per approfondimenti:

INTRODUZIONE.
http://www.italianpvsummit.com/IT/

PROGRAMMA (vedi mio intervento nella III Sessione del 2 maggio – ore 15:20)
http://www.italianpvsummit.com/IT/programma/

CRONACA E APPROFONDIMENTI:
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-05-03/fonti-verdi-valgono-miliardi-085820.shtml?uuid=AaXYmvTD

ARTICOLO SU NOSTRO LAVORO, DI BEPPE CARAVITA:
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-05-02/costi-rinnovabile-155044.shtml?uuid=Aa2sYlTD

 

6 comments ↓

#1 ANT48 on 05.04.11 at 18:59

Poi ci ripenso meglio con più calma, intanto: Bene! Bello!

#2 Nicola Dall'Olio on 05.04.11 at 22:55

Bene, bello, ma continuo a pensare che non tutto il fotovoltaico a terra è bene e bello e che le polemiche che sorgono non sempre sono strumentali e miserabili. L’autonomia energetica dai combustibili fossili è certo un obiettivo imprescindibile, ma questo non significa che altri obiettivi, altrettanto importanti (difesa del paesaggio tanto per citare qualcosa che sta nella costituzione e che è alla base della nostra identità nazionale) non debbano essere considerati, cercando di contemperare le divergenti esigenze. E’ una questione di pianificazione e buon governo del territorio, ciò che manca da sempre in Italia. Il FV a prescindere, ovunque e comunque, mi spiace, ma è altrettanto ideologico dello sviluppismo a prescindere.

#3 Pippo on 05.05.11 at 08:02

Leggendo questo articolo mi viene da pensare che allora, ogni tanto, i liberisti hanno ragione, il mercato si auto-regola.
Il fotovoltaico prenderà piede in modo massiccio per un puro calcolo economico.
Ma allora tutte le nostre ansie per il futuro erano inutili?
Forse ne avremo ancora perché l’Italia non ha un Piano Energetico alternativo a quello che comprendeva la costruzione di numerose centrali nucleari.
Ora che vogliono affossare il referendum e solo posticipare la costruzione, basterà l’evidente vantaggio economico del fotovoltaico a superare le logiche politiche ed imprenditoriali che stanno dietro al nucleare?
Senza contare che con il fotovoltaico in parte si toglie potere ai grandi fornitori di energia decentralizzando la produzione.
Pensando al TAV in Val di Susa anche quello è economicamente ed energeticamente insostenibile eppure partiranno a breve i primi cantieri.

#4 franco noce on 05.05.11 at 19:46

Caravita ha mantenuto la promessa.

#5 Simone Martini on 05.05.11 at 23:00

Ma si potrebbe già fare una stima di quello che potrebbe essere il costo dell’energia una volta raggiunta la grid parity?

#6 gigieffe on 05.31.11 at 23:59

“…recentissimo studio sull’impatto POSITIVO del fotovoltaico sul costo dell’energia elettrica in Italia.”

L’ho sempre detto che il fotovoltaico fa AUMENTARE il costo dell’energia elettrica in Italia.

C’era bisogno di uno studio di Aspo per scoprirlo?

Bye

Gigi