Un pericolo mortale ci sovrasta: le rinnovabili !!

 

Vi ricordate Johnny Stecchino/Benigni che, preso un taxi a Palermo veniva messo in guardia dal tassista su due gravissimi problemi endemici della città ovvero…il traffico e la carenza di acqua potabile? Il dialogo, ovviamente, era surreale e suscitava grandissima ilarità nel pubblico tutto.

Ecco.

Lo stesso sta succedendo in questi mesi con le energie rinnovabili, che sono soggette ad un vero e propro fuoco di sbarramento ed accusate di ogni nefandezza e nequizia tra cui, addirittura, l’aumento del costo della vita.

E’ una campagnia stampa premeditata a cui Aspo risponde con vigore grazie ad un ottimo documento di Francesco Meneguzzo, membro del Comitato scientifico dell’associazione, che sbugiarda questo ed altri tentativi di disinformazione.

Il documento è disponibile a questo link.

Qui riporto solo un paragrafo, che spero risvegli la vs. curiosità.

“proprio l’aumento della potenza da fotovoltaico, unica fonte che sta crescendo così tanto … contribuirà a tenere bassi i prezzi dell’elettricità nel paese, nonostante l’aumento della domanda. I prezzi dell’elettricità all’ingrosso … quest’anno (2010, NdA) non saliranno, nonostante la domanda sia cresciuta del 4%. Rimarranno bassi, anche perché legati al valore di scambio del gas naturale, in questo periodo molto basso, con la conseguenza … che le grandi centrali a carbone potrebbero vedere i loro profitti dimezzati nei prossimi 12 mesi”.

11 comments ↓

#1 francescoG on 04.06.11 at 11:13

le rinnovabili presto dovranno preoccuparsi di questo:http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html la notizia del secolo…. Ugo Bardi e meno male che erano “fuffa” (questa volta la riproducibilità è “perfetta”)……scusate se non è in tema…

#2 Simone Martini on 04.07.11 at 19:40

Insomma, perchè preoccuparsi per il peak oil, quando il fotovoltaico potrà fornire a tutti elettricità a basso costo, addirittura, come dice jacopo fo, gratuita. Sarà tutta una discesa…

#3 Francesco Meneguzzo on 04.07.11 at 22:59

@Simone Martini
Provocazione intelligente.
Quello che abbiamo iniziato a dimostrare – ci sarà da approfondire ancora, ovviamente – è “soltanto” che l’effetto dell’immissione di potenza FV consistente (oggi ca. 12% al picco nei giorni feriali) produce in un regime di libero mercato (infatti, più in germania che in italia) una diminuzione del prezzo di equilibrio e quindi una riduzione del costo della componente energia (e probabilmente anche di quella “reti”) in bolletta elettrica.
Una diminuzione tale da compensare e perfino superare la quota-parte di incentivazione al FV stesso nella componente “oneri generali” e precisamente “A3”. Tutto qui.
Questo non significa naturalmente, né automaticamente, che l’elettricità FV sia a basso costo (anche se certamente le stime andrebbero rivalutate parecchio!), né tanto meno che possiamo cavarcela così col peak oil. Sia perchè il peak oil impatta enormemente sui trasporti, sia perchè il mondo è grande e il peak oil sta mettendo in crisi intere aree economiche con impatti finanziari globali.
Le trasformazioni richieste sono così enormi e incombenti (per es. l’introduzione su vasta scala dei veicoli elettrici in sostituzionedel parco circolante, la ristrutturazione delle reti, ecc), che nessuno può dire sensatamente come sarà il futuro. Di sicuro in salita, altro che in discesa!
Soltanto, oggi abbiamo un elemento in più per sperare, tutto qui, e anche per apprezzare per una volta quello che abbiamo fatto, nonostante che probabilmente in Italia finirà poco più che a questo punto grazie non solo al governo ma anche a una opinione pubblica arretrata che si merita classi dirigenti a tutti i livelli dello stesso tenore e qualità.

#4 Simone Martini on 04.08.11 at 16:02

Bè, grazie per la risposta. Che il fv contribuisca a tenere bassi i prezzi mi sembra un fatto positivo.
Ma più che altro speravo in una risposta al mio commento sul post Fotovoltaico e biodiversità. Dopo Fukushima mi sono reso conto di saperne veramente poco di rinnovabili. Apprendo solo ora dal post di Terenzio L. che l’eolico non potrà fornirci più dell’ 8,5% del fabbisogno energetico… e il geotermico, le biomasse? quale sarà il ruolo che dovrà giocare il fotovoltaico…
In ogni caso proverò a cercare su Aspo, lì qualcosa lo troverò di sicuro.

#5 david c on 04.10.11 at 15:45

rispondo a Simone Martini:
Secondo la mia visione, nel futuro non ci sarà bisogno di tanta energia come oggi.
Ci sono tanti sistemi per ridurre il bisogno di energia.
1)Uno è il risparmio, ovverosia rinunciare all’energia,(che non è quello che auspico).
2) far pesare l’energia per quello che effettivamente costa in termini sanitari, ambientali e sociali , come ad esempio aumentare le tasse sull’energia fossile e ridurre per pari importo le tasse sul lavoro che tutto sommato sarebbe un provvedimento di giustizia.
3)si puo’ far uso delle cosidette buone pratiche di programmazione della propria vita, ad esempio, nel campo della mobilità fare sue servizi con lo stesso viaggio invece che far due viaggi oppure girare in due o piu’ piuttosto che da soli.
3)l’efficenza, cioè fare le stesse cose con minore fabbiasogno di energia: il frigo di classe A++ invece che di classe B, la casa isolata che non ha quasi piu’ bisogno di energia, la macchina piu’ efficente per fare gli stessi km con minor energia, Il treno o la nave piuttosto che il tir.
Secondo il mio parere il margine di miglioramento è altissimo, penso che con una politica seria 2/3 del fabbisogno energetico potrebbe essere ridotto.
A quel punto l’apporto delle energie rinnovabili diventerebbe molto piu’ significativo, e se adesso l’eolico potrebbe fornirci solo 8,5% di energia se venisse sfruttato per bene, il suo contributo si triplicherebbe, e diverrebbe del 25%,(non perchè si produce piu’ energia ma perchè le necessità di energia sono inferiori) che assieme ad altre fonti energetiche diventerebbe maggioritario.
Non credo assolutamento al paradosso di Jevron (mi pare sia questo il nome) che dice che piu’ una fonte diventa efficiente, piu’ se ne consuma, perchè se ad esempio una casa ha bisogno di essere scaldata, non ha nessuna importanza se il risultato venga fatto isolandola bene oppure bruciando metano, l’importante è il risultato indipendentemente da come questo venga raggiunto.

#6 diana on 04.12.11 at 16:07

Ma qualcuno qui dentro ha letto il PAN (Piano Nazionale Rinnovabili), che spiega come dovremmo arrivare al famoso 17% al 2020?
😉

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/recuperi/Notizie/PAN_Energie_rinnovabili.pdf

Il comparto elettrico dovrà contribuire in modo significativo (quasi 27% dei consumi lordi finali di elettricità) per compensare il risultato meno brillante nei trasporti e nel settore termico. Ma non tutte le energie sono ‘uguali’: 1000 MW installati di idroelettrico a bacino sono diversi -per quanto riguarda energia prodotta e programmabilità- da idroelettrico ad acqua fluente e da fotovoltaico. Chi andrà a convincere i vari comitati locali della necessità di costruire linee elettriche di trasmissione e distribuzione per portare l’energia rinnovabile ai luoghi di consumo?

#7 pasquino on 04.12.11 at 23:06

beh se è per questo di bufale se ne raccontano anche in ASPO. Prendiamo per esempio la germania, che rappresenta il paese che maggiormente investe in rinnovabili-nel 2008 l’energia prodotta dal fotovoltaico in è stato dell’ordine dei 4 TWh, supponendo che via stato un raddoppio della produzione fotovoltaica per gli anni successivi e un non aumento dei consumi di energia elettrica, la percentuale di contributo ai consumi di elettricità (639 TWh)del fotovoltaico rappresenta appena l’1,2% che diventano un misero 0,4% se riferiti al consumo totale di energia.
Carissimi colleghi di ASPO Italia, diciamola la verità perchè se è vero che grazie all’italica ignoranza in Italia non si costruiranno centrali nucleari è sicuramente vero (come fece l’avvocato Pecoraro Scanio) che si continueranno a costruire linee elettriche ai confini per importare energia nucleare dall’estero perchè all’estero la scienza è scienza e non spettacolo di varietà.

#8 AA on 04.13.11 at 09:59

pasquino, lei è rimasto un po’ indietro con gli argomenti, diciamo agli anni ’80.
Nel frattempo il mondo è andato avanti.
All’estero la scienza non fa varietà, ma crea effetti spettacolari direi, quasi apocalittici.
Studi un po’ meglio il problema, e non si fermi ai poderosi argomenti del Ministro Romani.

#9 Simone Martini on 04.13.11 at 21:51

Nel mio mondo ideale sarebbe come dici tu, David: riduzione dei consumi, efficienza, rinnovabili.
Sul paradosso di Jevons… probabilmente funziona, in linea di massima, lo dice un ricercatore del cnr… credo ci si possa fidare. Effettivamente poi è anche vero che una volta che hai portato la tua casa in classe a è difficile immaginare come si possa continuare a sprecare energia.
Cmq, le cose che dici… bene o male le so anch’io. Un’idea me la sono fatta di come dovrebbero andare le cose. Quello che mi manca… ecco per es. è un bel grafico a torta con la percentuale del potenziale di sviluppo di ogni rinnovabile (magari tenendo in considerazione anche i rispettivi costi in c.euro/kwh): Rinnovabili – 8,5% eolico, a% geotermico, b% biomasse, c% fotovoltaico, d% idroelettrico, e% termodinamico, f% solare termico a bassa temperatura. Efficienza – g% isolamento termico, h% recupero di calore, i% trasporto su ferro etc.
Oggi ancora c’è chi sostiene che le rinnovabili non potranno che dare un contributo, neanche particolarmente significativo, a soddisfare il fabbisogno energetico… a me invece piacerebbe sapere quali misure bisognerebbe adottare per raggiungere questo famoso 100% di rinnovabili, e quali ripercussioni potrebbe avere, per es, sul costo dell’energia. Una stima insomma…
In particolare mi piacerebbe capire quale ruolo dovrà giocare il fv, e di conseguenza quale sarà il suo impatto (certo non estetico) sul consumo di suolo – continua >>>

#10 Simone Martini on 04.14.11 at 00:21

Rettifico: Quale ruolo dovranno giocare fv, biomasse e biocombustibili (se ne parla nel documento linkato da Diana).
Già oggi la disponibilità di terreno fertile pro-capite non è sufficiente a garantirci l’indipendenza alimentare… Nel 2050? Quando forse saremo 90’000’000, forse l’1, il 2% o più dei terreni agricoli saranno occupati dal fv, un’altra percentuale dalle biomasse, un’altra ancora per la produzione di biocombustibili, un’altra sarà cementificata, e gli speculatori fondiari si saranno ingrassati?
Di fondo è questo che mi preoccupa, il prezzo dei terreni agricoli. E’ anche per questo mi faccio tante domande.
Oggi per comprarti un pezzo di terra grande abbastanza da poterti sfamare puoi arrivare a spendere in scioltezza 30’000, almeno dalle mie parti, + un 18% d’imposte, + agenzia, + notaio, nel caso un geometra x il frazionamento…
Bè come minimo quando sento parlare di fv a terra mi si drizzano le antenne

#11 paolo mazzanti on 04.25.11 at 17:20

Ricordiamoci che il solare non è solo fotovoltaico (anche se il governo non lo considera nei conti). In un futuro non lontano dal deserto del Sahara potrà arrivare energia dal sole a costi competitivi ed in quantità enormi (esiste il progetto Desertec, che prevede entro il 2050 energia per sodisfare oltre il 15 % della domanda europea!). Perchè non pensare a qualcosa di ridotto nell’Italia del sud?