Appello di Aspo Italia per le rinnovabili

Di seguito un appello ai Sindaci ed ai consigli comunali italiani, invitati ad approvare una mozione a favore delle energie rinnovabili.

L’appello  e la mozione sono stati redatti da Francesco Meneguzzo, membro del comitato scientifico di Aspo Italia.

Alla Cortese Attenzione

  • SINDACI DEI COMUNI D’ITALIA
  • PRESIDENTI DEI CONSIGLI COMUNALI D’ITALIA
  • PRESIDENTI DELLE UNIONI COMUNALI
  • PRESIDENTI DELLE COMUNITA’ MONTANE

Oggetto: Proposta di MOZIONE per rilanciare le fonti energetiche rinnovabili e la strategia energetica nazionale

Egregi Signori,

Il Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 3 marzo u.s. rappresenta una gravissima battuta d’arresto nel virtuoso sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia, tanto più pesante in quanto il settore che colpisce vanta ormai decine di migliaia di occupati diretti e centinaia di migliaia nell’indotto, nonché alla luce dell’esigenza di ripensare l’intero sistema di approvvigionamento energetico emersa in tutta la sua portata in seguito agli eventi del Nord Africa e al gravissimo incidente nucleare in Giappone, che aggravano un quadro preesistente di declino delle fonti fossili convenzionali.

E’ necessario far sentire quanto più possibile la voce dei territori e delle comunità, per questo ci permettiamo di sottoporre alla Vostra importante considerazione una “Mozione”, allegata alla presente, che il Vostro Consiglio potrà decidere di approvare al fine di indurre il Governo e il Parlamento a ripensare profondamente la strategia energetica del nostro Paese.

Con Ossequio,

ASPO ITALIA

ASSOCIAZIONE PER LO STUDIO DEL PICCO DEL PETROLIO

www.aspoitalia.it

Presidente
Ugo Bardi

Dipartimento di Chimica, Università di Firenze

ugo.bardi@unifi.it

Vicepresidente
Luca Pardi

Istituto per i Processi Chimico-Fisici, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Pisa.

pardi@ipcf.cnr.it

Segretario
Toufic El Asmar

Consultant – Seed Communication and Information

United Nations – Food and Agriculture Organization

UNFAO – Roma (Italy)

toufic.elasmar@gmail.com

Tesoriere
Marco Bressan

Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova

anganelo@gmail.com

Membri del Comitato Scientifico e Soci ASPO

Pietro Cambi

Geologo, esperto indipendente

pietro.cambi@tin.it

Giuseppe Grazzini

Dipartimento di Energetica, Università di Firenze

giuseppe.grazzini@unifi.it

Emilio Martines

CNR-IGI. Padova

e_martines@yahoo.com

Domenico Coiante

Associazione Amici della Terra, Roma

d.coiante@libero.it

Renato Guseo

Dipartimento di Scienze Statistiche, Università di Padova

guseo@stat.unipd.it

Francesco Meneguzzo

CNR-IBIMET, Firenze

F.Meneguzzo@ibimet.cnr.it

Gianni Comoretto

Istituto Nazionale di Astrofisica

comore@arcetri.astro.it

Leonardo Libero

Giornalista, Torino

leonardolibero@fastwebnet.it

Luca Mercalli

Società Meteorologica Italiana, Torino

RaiTre “Che Tempo Che Fa”

luca.mercalli@nimbus.it

Massimo De Carlo

EVCG – Electric Vehicles Consultant Group, Firenze/Padova

decarlo@aae.it

Luca Lombroso

Dip.Ing.dei Mat.e Ambiente Univ. Di Modena e Reggio E.

luca@lombroso.it

Giorgio Nebbia

Università di Bari

nebbia@quipo.it

Claudio Della Volpe

Ricercatore di Chimica Fisica Applicata

Università di Trento

claudio.dellavolpe@ing.unitn.it

Terenzio Longobardi

Ingegnere esperto indipendente, Pisa

terenzio_longobardi@yahoo.it

Mirco Rossi

Divulgatore, studioso indipendente, Venezia

mirco.rossi05@libero.it

Alberto Di Fazio

Istituto Nazionale di Astrofisica

adifazio2000@gmail.com

Pierangela Magioncalda

ERG S.p.A., Genova

pmagioncalda@erg.it

Massimiliano Varriale

WWF, Roma

varrialemassimiliano@virgilio.it

Andrea Fanelli

Ingegnere esperto indipendente, Forlì

ansfans@gmail.com


MOZIONE

“RIPRENDIAMOCI IL SOLE”

IL CONSIGLIO ___________________ DI _____________________

PREMESSO CHE:

  • Il Decreto Legislativo approvato il 3 marzo 2011 (schema di decreto legislativo recante attuazione della Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE), a firma del Ministro Romani e di fatto redatto dai settori più arretrati dell’industria energetica monopolistica nazionale del petrolio, del gas, del carbone e, più recentemente, del nucleare, persegue di fatto l’unico obiettivo di azzerare ex lege il settore nazionale delle energie rinnovabili e in particolare della fonte fotovoltaica;
  • Il settore industriale, economico e finanziario connesso alle energie rinnovabili, prima tra tutte il fotovoltaico è ormai cresciuto, anche nella consapevolezza, come hanno dimostrato all’incontro pubblico del 10 marzo u.s. le migliaia di persone, tra imprenditori, lavoratori, rappresentanti di istituti di credito e fondi d’investimento, associazioni di categoria e ambientaliste e semplici cittadini che hanno affollato il Teatro Quirino di Roma e le strade circostanti, nonché le decine di migliaia di persone che hanno seguito in diretta per via telematica l’intero evento, trasmettendo video, messaggi, segnalazioni di ogni tipo;
  • Le conseguenze immediate del decreto sono spaventose: esso mette infatti letteralmente subito sulla strada decine di migliaia di lavoratori di età media straordinariamente bassa e in gran parte localizzati al sud e al centro Italia, fa chiudere migliaia di aziende, espone le banche e gli investitori italiani ed esteri per decine di miliardi di euro, provoca un danno economico immediato e diretto quantificabile al minimo nel 1% del PIL e un danno diretto all’erario, quindi alle casse dello Stato, per quasi 20 miliardi di euro, oltre ai costi della cassa integrazione e dei sussidi di disoccupazione, impedisce ai Comuni di ricevere centinaia di milioni di euro all’anno in “compensazioni ambientali”, tanto attese nella corrente penuria di trasferimenti statali, preclude al nostro Paese anche solo di avvicinare i pur modesti obiettivi europei previsti al 2020;
  • Lo stesso decreto legislativo espone il sistema Italia a essere considerato dall’estero come un sistema inaffidabile e privo anche della minima certezza del diritto necessaria per intraprendere iniziative imprenditoriali e industriali di qualche rilievo, come è stato sottolineato per esempio dall’Associazione delle Banche Estere.

CONSIDERATO CHE:

  • Se sono grandi lo sconforto e la delusione, non meno salda è la volontà del settore fotovoltaico di controbattere e rilanciare immediatamente, forte di un consenso straordinario e crescente nel Paese;
  • L’energia fotovoltaica non pesa sulle bollette elettriche degli utenti italiani le cifre iperboliche addotte dal Ministro Romani e dai settori più retrogradi di Confindustria, ma soltanto un modestissimo 1,5%, molto meno di quanto ancora oggi pesano le illegittime incentivazioni all’energia derivata dagli scarti di raffineria e dai rifiuti non biodegradabili (Delibera CIP n. 6/1992);
  • Entro il mese di giugno del corrente anno, le installazioni fotovoltaiche italiane erogheranno tanta energia quanto una centrale nucleare; anche soltanto alla metà del trend delle installazioni tenuto finora, l’energia erogata per mezzo del sole, in Italia nell’anno 2020, sarebbe stata pari o probabilmente superiore a quella che le quattro ipotetiche centrali nucleari previste dal Governo potranno fornire non prima di quell’anno, se non oltre;
  • E’ quindi un fatto che l’energia solare in meno di quattro anni ha dimostrato di poter rimpiazzare e spiazzare l’energia nucleare, che a questo punto non trova più alcuna giustificazione se non quella di distribuire in pochissime tasche i soldi prelevati dalle incentivazioni al fotovoltaico, oltre ad aver dimostrato di iniziare a rendere meno dipendente l’approvvigionamento elettrico nazionale dalle stesse centrali termoelettriche convenzionali;
  • Anche in seguito ai drammatici eventi in Giappone, è evidente che, quale misura minima di salvaguardia delle popolazioni rispetto alle installazioni elettronucleari, nessuno potrà risiedere entro 20 km da alcuna centrale, ed entro la medesima distanza dovrà essere abbandonata qualsiasi attività agricola e zootecnica, questo comportando un aumento vertiginoso dei costi, a questo punto stimabili – inclusa la costosissima dismissione delle centrali – in quasi 100 miliardi di Euro per quattro centrali, somma stratosferica, molto superiore a quella necessaria a sostenere il fotovoltaico e, come si verifica in tutto il mondo, a carico della collettività nazionale in forma di sovvenzioni, incentivazioni e garanzie assicurative e fideiussiorie;
  • L’instabilità politica, le rivolte e infine le guerre in numerosi Paesi produttori di petrolio e di gas naturale si sommano al declino strutturale delle medesime risorse, in un combinato di eventi che rende gravemente incerto e sicuramente sempre più costoso l’approvvigionamento delle materie prime energetiche convenzionali ai Paesi, come il nostro, che ne sono sostanzialmente sprovvisti;
  • Un programma di incentivazioni al fotovoltaico, decrescenti nel tempo, come quello approvato nell’agosto 2010 ed entrato in vigore appena all’inizio del 2011, dallo stesso Governo che ora tenta di cancellare le energie rinnovabili, avrebbe consentito, grazie allo straordinario miglioramento dell’efficienza e alla rapidissima diminuzione dei prezzi, di disporre tra pochi anni di energia solare, così come di energia eolica, allo stesso costo di quella convenzionale, garantendo all’Italia un futuro di energia tutta rinnovabile e a costi contenuti e stabili nel tempo.

PRESO ATTO CHE:

  • Sono state avviate presso i Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole sessioni di incontri con le organizzazioni di categoria, le banche e le associazioni, auspicabilmente finalizzate alla definizione di misure atte ad attenuare le conseguenze disastrose del decreto legislativo, nonché a delineare un quadro certo e affidabile di incentivazioni e semplificazioni normative a vantaggio dello sviluppo sostenibile delle fonti rinnovabili.

CHIEDE ALLA GIUNTA ___________

DI IMPEGNARSI TEMPESTIVAMENTE E IN TUTTE LE SEDI PER:

  • Chiedere ai Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole, nonché a tutti gli altri soggetti istituzionali interessati e al Parlamento stesso, di predisporre urgentemente un nuovo Decreto Legislativo che recepisca le istanze delle organizzazioni di categoria e delle associazioni con specifico riferimento al settore delle energie rinnovabili, delle banche, delle associazioni e delle parti sociali, così da assicurare la fattibilità e la stabilità finanziaria dei progetti autorizzati e in corso e di salvaguardare l’occupazione;
  • Chiedere ai Ministri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole, nonché a tutti gli altri soggetti istituzionali interessati e al Parlamento stesso di finalizzare i tavoli di confronto attivati con i rappresentanti del settore delle energie rinnovabili, delle banche, delle associazioni e delle parti sociali alla definizione di un quadro di incentivazioni stabile e di lungo termine, evitando qualsiasi misura retroattiva e inutilmente punitiva, nonché in grado di assicurare lo sviluppo armonioso e coerente di fonti, come il fotovoltaico e l’eolico, che hanno dimostrato la maggiore efficienza e capacità di diffusione ed espansione;
  • Chiedere al Governo e al Parlamento di esprimersi chiaramente e definitivamente, anche per mezzo di una opportuna attività legislativa d’urgenza, in merito alla strategia energetica del nostro Paese nel senso dello sviluppo sostenuto di medio e lungo periodo delle fonti rinnovabili fino alla copertura, per mezzo di queste, della maggior parte del fabbisogno energetico nazionale, nonché nel senso dell’abbandono definitivo dell’opzione nucleare.

7 comments ↓

#1 Rinnovabili e nucleare: l’Aspo scrive ai sindaci italiani | Indipedia – Indipendenti nella rete on 03.24.11 at 20:31

[…] Il testo della mozione pro-rinnovabili la trovate a questo indirizzo. […]

#2 Mario Lanfranconi on 03.25.11 at 01:12

Energia rinnovabile, pulita e non inquinante: SI grazie oltretutto crea occupazione oltre ad un mondo migliore.

#3 ……….e tornano pure le mozzarelle blu. « Quaderni socialisti on 03.25.11 at 09:56

[…] Il testo della mozione pro-rinnovabili la trovate a questo indirizzo. […]

#4 BORS on 03.25.11 at 13:39

Inoltre, chi volesse attentare al nostro paese, troverebbe nelle centrali nucleari, ottimi obiettivi x la distruzione di intere popolazioni se non del mondo, questa povera, martoriata GEA

#5 BORS on 03.25.11 at 13:44

mi dite ke ho espresso già il mio pensiero(centrali nucleari= obiettivo “appetitoso” per il terrorismo).
Questo penso e lo ripeterò come la pubblicità fino a quando potrò.
Ma se non vi garba la ripetizione vi scriverò ke non voglio il nucleare perké distrugge il BAMBU’, noto cibo dei PANDA e così forse l’acctterete.
GRZ, BO

#6 ANT48 on 03.25.11 at 14:42

Sì, giusto.
Sulle rinnovabili e in particolare sul fotovoltaico mi sembra ci sia poco o nulla da aggiungere.
Ma vorrei fare un commento sul nucleare, visto che quasi di sicuro è il movente o uno dei moventi di un decreto legislativo così pazzesco, per sentire cosa ne pensano gli altri.
Personalmente non sono contrario a priori al nucleare in generale. Semplicemente, sono convinto che per raggiungere degli standard di sicurezza che possano soddisfarmi bisognerebbe spendere delle cifre in ricerca, sviluppo, progetto, costruzione, gestione, prevenzione, dismissione e trattamento delle scorie, di tale portata che il costo del KWh verrebbe ORDINI DI GRANDEZZA più elevato di quello del KWh prodotto con gli altri sistemi, fotovoltaico attuale compreso.
Non si tratta di una convinzione “emotiva”, in particolare l’incidente giapponese non c’entra nulla (benché ovviamente la rafforzi), ci sono arrivato pochi anni fa per gradi osservando nell’arco di quasi quarant’anni i progressi (miserabili rispetto alle mie aspettative) della sicurezza a proposito di questo modo di ottenere energia elettrica, mentre nello stesso tempo qualcuno ci continua a raccontare che il nucleare costa poco.
E’ per questo che al punto in cui siamo sono assolutamente contrario al nucleare in Italia: anche accettando un livello di sicurezza da “sei-meno-meno” (nella mia opinione), ve li immaginate i costi? Roba da capogiro. Altro che Finlandia, come minimo bisogna moltiplicare per tre, e abbiamo parlato solo della costruzione o poco più.
Oltretutto proprio il decreto legge di cui stiamo parlando suggerisce che l’obiettivo non è tanto produrre energia elettrica col nucleare, quanto costruire le centrali “parassitando” più soldi possibile; se poi si farà anche la corrente, meglio, ma è un optional.
E il modo migliore per vincere la gara è uccidere l’avversario, cioè le rinnovabili.

#7 Aspo Italia scrive ai sindaci on 03.26.11 at 16:59

[…] di un livello, la politica locale, che non ha avuto voce finora in scelte energetiche nazionali: Appello di Aspo Italia per le rinnovabili — Nuove Tecnologie Energetiche che ne pensate? Rispondi Citando + Rispondi alla Discussione […]