Noi e Tokio: ci giochiamo tutto nelle prossime 48 ore

Un’altra ovvia conseguenza della mancanza di quasi 10 GW di potenza elettrica nucleare: frequenti e prolungati black-outs. la mappa è presa da questo link.

Ormai ci sono pochi dubbi. Non solo le barre di “combustibile” nucleare sono state esposte all’aria, lo sapevamo già da alcuni giorni, a dispetto delle rassicuranti quanto false notizie fatte circolare dalle autorità giapponesi, un fatto segnalato dalla presenza di Cesio e Iodio radioattivo nell’aria, ma ci sono stati importanti “danni”, ovvero (almeno) un inizio di fusione che ha coinvolto un importante percentuale delle barre di combustibile dei reattori 2, 3 e probabilmente 4.

A questo punto, dato per scontato un evento di contaminazione grave, almeno per quanto riguarda l’area in un raggio di un paio di decine di km dalla centrale, resta da capire quali siano i rischi per il resto del mondo.

In sintesi: sono ENORMI, potenzialmente catastrofici ed in grado di mettere a rischio la vita quotidiana di ciascuno di noi. Ma non a causa dell’eventuale arriva di un plume radioattivo ma perché, come, quando e SE, Tokyo dovesse trovarsi sottovento alla centrale di Fukushima, verrebbe fortemente contaminata ed a quel punto, con un livello di radiazioni che potrebbe diventare decine o centinaia di volte quello naturale, in una città già gravemente danneggiata in molte infrastruture e servizi dal terremoto, soggetta ad una specie di coprifuoco ed a frequenti blackouts, anche gli eroici giapponesi pianterebbero baracca e burattini per rifugiarsi in zone più lontane, tranquille e sicure. A questo punto tutto dipenderebbe dalla natura e dalla durata della contaminazione. Se davvero ci trovassimo in una situazione simile a quella di Chernobyl, i livelli di radioattività nell’area potrebbero restare PER DECENNI significativamente più alti di quelli naturali e sarebbe quindi difficile che la città riprendesse la sua vita normale in tempi brevi.

Quali sono le probabilità che questo terribile scenario diventi realtà?

Notevoli, purtroppo.

Pare che a partire dalle prossime 24 ore il vento girerà da Nord-est, spingendo il pennacchio radioattivo proprio sopra Tokyo. Come tutte le previsioni è soggetta a revisioni ed ad errori, ma questa è la situazione, per le prossime 48 ore.

Nel frattempo i dati sui livelli di radioattività vengono rilasciati con il contagocce o non rivelati.

Ad esempio a questo link si possono vedere i livelli ufficiali misurati ma la zona di Fukushima è “under survey” ovvero, in pratica, sotto censura, ormai da tre giorni.

La prefettura di Ibaraki, circa a metà strada con Tokyo, al momento in cui scrivo, ha valori circa venti volte superiori alla norma, essendo arrivata anche a cinquanta volte. Come hanno scritto ipocritamente nelle agenzie di stampa ufficiali “non vi è rischio IMMEDIATO per la salute”. Non immediato, certo, ma nel tempo il numero di morti potrebbe non essere inferiore a quello provocati da terremoto e Tsunami, se gli scenari peggiori dovessero materializzarsi.

Il punto è questo: al di la della tragedia umana, l’attuale sistema economico e finanziario non è in grado di resistere ad un colpo del genere. Già le compagnie di assicurazioni di tutto il mondo sono in fibrillazione di fronte a scenari che prevedono danni oltre i 100 miliardi di dollari. Ma se Tokyo dovesse essere davvero evacuata o finisse per esserlo in forma ufficiosa, per lo spontaneo allontanamento anche solo di una parte della sua popolazione, la mamma di tutte le crisi, fin qui vista, la cosiddetta “crisi dei mutui subprime” sarebbe una bazzecola al confronto. Oltretutto le banche centrali hanno già esaurito le loro riserve nel tentativo, peraltro solo parzialmente e temporaneamente coronato dal successo, di salvare il sistema finanziario ed un paio di paesi europei sono stati “salvati” ( virgolette d’obbligo) solo per il rotto della cuffia. La prossima tempesta, quindi, sorprende la nave già danneggiata, con l’equipaggio esausto e scoraggiato e con le scorte di vivere prossime all’esaurimento.

In sintesi, SE, come purtroppo pare probabile, non si riuscirà a riportare sotto controllo i reattori o almeno a rallentare il rilascio in atmosfera degli isotopi radioattivi la tempesta arriverà anche da noi.

Quanto tempo, eventualmente, abbiamo, prima che si dispieghi in tutta la sua potenza? Alla meglio un paio di settimane: il tempo che comincino ad arrivare le prime contabili dei danni provocati dalla catastrofe. Sto parlando, ovviamente,  SOLO di quelli causati dal terremoto.

Nel frattempo le istituzioni giapponesi continuano a non raccontare tutta la verità.

27 comments ↓

#1 Marco B. on 03.19.11 at 19:12

Seppure la raccontassero, basterebbe la potenza di chi controlla i media a farne un problema ignorato. Una settimana dalla catastrofe, una sola settimana dalla catastrofe, e già siamo tornati a raccontarcela tra picchisti.

#2 Anonimo on 03.19.11 at 19:19

[…] Violento Terremoto in Giappone e possibile Tsunami Noi e Tokio: ci giochiamo tutto nelle prossime 48 ore — Nuove Tecnologie Energetiche __________________ Webcam di Cappadocia (AQ – 1108 m slm): […]

#3 enrico on 03.19.11 at 19:26

Eccomi arrivato qui, con una bella notizia catastrofica, tanto per iniziare….
Da tempo vedo che il futuro dell’informazione è in rete grazie a persone come te, Pietro.
😉

#4 Marco Boc. on 03.19.11 at 20:39

com’è suddivisa l’economia che gravita attorno a tokyo?
credo che l’impatto sull’economia mondiale sia dato dal terziario e dai servizi finanziari – quelli sono immateriali e non verrebbero intaccati da una evacuazione
per quanto riguarda le assicurazioni, basta non pagare
poi uno mica si assicura contro le radiazioni, no?
un mio amico si è fatto una TAC.

#5 ciasky on 03.19.11 at 21:40

grazie pietro, per tutte le notizie e il modo di trattarle che usi nei tuoi blog.
continuerò a seguirti, ovunque. 😉

…per la catastrofe giapponese, se fossi credente, pregherei affinché la tua analisi venisse smentita…

#6 beec on 03.19.11 at 22:12

Salve Pietro,
non so se conoscevi già questo sito in cui sono riportate interessanti misure a Tsukuba, tra Fukushima e Tokio.
http://www.aist.go.jp/aist_e/taisaku/en/measurement/index.html

Saluti Fabrizio

PS
Blogosfere è una vergogna

#7 giolly on 03.19.11 at 23:26

Il rischio è ancora molto elevato, non è necessario essere catastrofisti per dirlo; finora la quantità totale di materiale radioattivo emesso è piccola, ma i reattori NON SONO SOTTO CONTROLLO e ci vorra’ almeno ancora una settimana per vedere come si mette; sempre che si possa lavorare ancora una settimana sul sito.

#8 Stefano Marocco on 03.19.11 at 23:42

E’ ipotizzabile che chiudano i reattori con più di 40 anni? in questo caso come pensano di rimpiazzarli (a spanne 90 reattori da 1000MW)?

#9 Riccardo on 03.20.11 at 00:42

sciocchezze ne ho lette tante in questi giorni. il suo blog ha anche il merito di dirle con scempio dell’analisi logica.

#10 Logico on 03.20.11 at 01:19

continuo a seguirla Pietro.
colgo l’occasione per lanciare un link di una webcam che dichiara di trasmettere le immagini in diretta di un contatore geiger posizionato a “Chiba pref.
(200km south of Fukushima Nuclear Plant,10 km NorthEast of Tokyo)”
Ora è spenta (presumo per blackout).
L’ultima volta che ho sbirciato, due giorni fà, dava valori tra 0,15 e 0,17 microsievert/h

.

#11 Logico on 03.20.11 at 01:20

ooops. ho scordato il link di cui sopra:
http://www.ustream.tv/channel/geiger-counter-chiba

#12 poldoaliasmarco on 03.20.11 at 01:39

Quindi è come pensavo, reggono perchè finora il vento ha scacciato la nube in mare aperto ma appena gira a tramontana Tokyo è fritta….
Mamma mia che casino, la desertificazione di Tokyo è un bel colpo al sistema finanziario mondiale, paradossalmente il colpo sarà più forte da noi, economie ancora in bolla immobiliare e finanziaria che in Giappone, in deflazione e crisi da anni.
Siamo dei morti di fame che camminano.

#13 matteo boscarol on 03.20.11 at 02:36

Da persona residente in Giappone , mi permetto di intervenire, senza alcun intento polemico ma con la sola volonta’ di capire. 
Tralasciando la tua analisi economica che potrebbe essere corretta, mi piacerebbe sapere le tur fonti, cioe’ da dove hai preso i numeri riguardanti la radioattivita’ nella prefettura di Ibaraki. Mi permetto poi di contestare due tue affermazioni:
1)” frequenti e prolungati black out” e’ falso, molti sono stati cancellati grazie al risparmio energetico messo in atto dagli abitanti della zona del Kanto.
2) “in una città già gravemente danneggiata in molte infrastrutture e servizi dal terremoto” e’ falso. La citta’ non ha subito gravi, o meno gravi, danni alle sue infrastrutture. 
Riguardo il resto del tuo post non ho niente da aggiungere. 
Ripeto, da persona che abita in Giappone e seriamente preoccupata ( ma non nel panico) per il suo futuro, non ho alcun intento polemico, non ho tesi da dimostrare ho idee da imporre, ma solo desidererei avere un quadro il piu’ bilanciato e veritiero possibile.  

#14 matteo boscarol on 03.20.11 at 02:38

opps!! “ho idee da imporre” va sostituito con “o idee da imporre”

#15 Da Fukushima al mondo – Non basta dire basta! | Quasi (giochi di parole e di efraim) on 03.20.11 at 03:37

[…] quante altre cose, ma basta quanto prima per dare l'idea di una mazzata definitiva. L'articolo che Lorenzo riporta nei commenti dice cose di puro buonsenso, a mio avviso, come lo è stato […]

#16 VogliadiTerra » Blog Archive » Notizie on 03.20.11 at 13:16

[…] Si dice che per fortuna fino adesso il vento tirava verso mare. Nessuno sa quanta radioattività ha toccato al oceano pacifico (pacifico!). Chiaramente adesso viaggia per la catena alimentare. Pessime le previsioni da domani in poi, con venti da est e nord. Se dovesse venir contaminato l’entroterra l’impatto avrà effetti su scala globale. […]

#17 matteo boscarol on 03.20.11 at 13:48

“si dice..” ma chi lo dice? fonti per favore…
si sta facendo un pessimo servizio…

#18 enrico on 03.20.11 at 16:16

Qui lo dicono, era linkato già nel post di Pietro…
Ottimo servizio invece
http://www.windfinder.com/grafiken/forecasts/wind_eastern_asia57.png

#19 fausto on 03.20.11 at 23:24

La verità è che il comparto nucleare è militarizzato fino al midollo. Non ci racconteranno la verità neanche quando sarà acclarata.

Intanto è iniziata la caccia alle streghe: la Tepco è sotto attacco, vengono scoperte le sue nefandezze. L’obiettivo è (ovviamente) quello di trovare un capro espiatorio; nessuno vuole ammettere che il parco reattori esistente è costituito quasi per intero da pentole d’acqua analoghe a quelle di Fukushima.

#20 matteo boscarol on 03.21.11 at 01:17

non mi riferivo ai venti

#21 Filippo Zuliani on 03.21.11 at 01:31

E’ pero’ anche vero il rovescio della medaglia: e cioe’ che se i reattori dovessero venire normalizzati e i livelli di radiazioni si rivelassero ben sotto la soglia di sicurezza, vorrebbe dire che le centrali nucleari sono in grado di sostenere un terremoto del IX grado e uno tsunami contemporaneamente. Per i sostenitori dell’atomo sarebbe un colpaccio.

#22 James on 03.21.11 at 20:00

Infatti, i 4 reattori a Fukushima II (anni 80, BWR5) non hanno subito danni sostanziali. Sono a circa 10km dai 6 reattori (anni 60-70) a Fukushima I che invece saranno abandonati. Si possono vedere i dati per ambedue gli impianti in Wikipedia, con la cronologia a partire dal giorno del sisma.

#23 James on 03.22.11 at 08:31

L’accelerazione di superficie durante il sisma 2011 era doppia del valore di progetto (0.18g) a Fukushima I. Nonostante ciò, lo scram è stato normale e non si sono prodotti danni significativi ai reattori. I danni, (mezz’ora dopo) sono dovuti all’acqua dello tsunami che ha fermato i generatori Diesel di emergenza e distrutto le linee esterne, lasciando le sole batterie. Fonte Wikipedia
http://en.wikipedia.org/wiki/Fukushima_I_nuclear_accidents

#24 Noi e Tokio: ci giochiamo tutto nelle prossime 48 ore on 03.22.11 at 16:08

[…] fonte: Noi e Tokio: ci giochiamo tutto nelle prossime 48 ore Aggregato il   19 marzo, 2011 nella categoria Finanziamenti, Guida alla Scelta, Mutui, […]

#25 Lallo on 03.25.11 at 19:13

Purtroppo i valori riportati dalle centraline di rilevamento giapponesi captano solo le radiazioni gamma e bete e non le alfa della fissione del plutonio. Idem per le centraline di rilevazione europee che si basano su vecchi modelli post chernobyl. I dati sono falsati.
http://nonvotarechitiavvelena.blogspot.com/2011/03/e-se-fukushima-fosse-stata-sabotata.html

#26 Anonimo on 04.17.11 at 03:48

dallo stesso sito, eccovi il link di una mappa completa prefettura per prefettura, con dati ufficiali ma meno diffusi del MEXT (ministero giapponese di salute, educazione etc.) .

http://www.targetmap.com/viewer.aspx?reportId=6329

#27 Kalin on 04.17.11 at 06:47

fWOJTB I’m not eslaiy impressed. . . but that’s impressing me! 🙂