L’erba del fotovoltaico è sempre più verde

Di Ugo Bardi

Dopo qualche mese dall’installazione, l’erba cresce rigogliosa sotto l’impianto fotovoltaico installato dall’autore e dai suoi colleghi sull’Appennino Toscano

Quando siamo andati a vedere il terreno dove avremmo installato il nostro impianto fotovoltaico, visto in lontananza sembrava un bel prato. Tanto e vero che ho chiesto al proprietario, “ma non ci coltivate qualcosa qui?” Lui mi ha guardato strano, mi ha portato sul prato e mi ha detto, “ma non vedi che sono tutti sassi? Al massimo ci portiamo le pecore a pascolare ogni tanto.”

In effetti, a un esame più ravvicinato, anche per un non-contadino come il sottoscritto è stato chiaro che il terreno era bello da vedere a distanza, ma in realtà era una pietraia malridotta. Non ci si sarebbe potuto coltivare nulla. Ecco una foto, fatta questo inverno, che fa vedere le condizioni del terreno sotto l’erba.

Così, ero molto curioso di vedere quale sarebbe stato l’effetto dei pannelli fotovoltaici su questo terreno malridotto. Bene; una foto la vedete all’inizio di questo post, un’altra eccola qui:


Sono passati alcuni mesi dall’installazione dell’impianto e questa foto, fatta a Febbraio 2011 mostra come l’erba cresce rigogliosa all’ombra dei pannelli. E’ così per tutto l’impianto di 200 kW. Il palo che regge i pannelli, come vedete, è semplicemente infilato nel terreno – non c’è nessun tipo di cemento o di fondazione permanente. Certamente, il terreno rimane sassoso sotto l’erba, ma, insomma, sembra chiaro che l’impianto fa bene al terreno e che ha il potenziale di far riformare l’humus. Certo, ci vuole pazienza, l’humus si riforma molto lentamente. Ma, piano, piano………..

5 comments ↓

#1 mat on 02.28.11 at 19:50

Rinnovabili: Romani, interrompere meccanismo incentivi
http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2011/02/25/visualizza_new.html_1583072173.html?idPhoto=1

#2 Arturo on 02.28.11 at 23:10

Avevo avuto, poco tempo fa, il desiderio di installare sul tetto della mia abitazione un piccolo impianto FV, un paio di Kw di picco: però non mi son fidato di questo governo che ti chiede retroattivamente dei soldi, così non ne ho fatto più nulla e a malincuore devo dire che ho fatto bene!
I 20 miliardi di incentivi alle rinnovabili – vere – dall’anno 2000 sono una panzana, perche il 75% degli incentivi stessi vanno alle fonti rinnovabili “assimilate”, cioè agli scarti di raffinazione del petrolio e per gli inceneritori. Ma si sa, questo governo vuole costruire le centrali nucleari per mangiarci sopra con gli appalti, quindi combatte le rinnovabili vere.

#3 Federico Carocci on 03.01.11 at 11:43

beh beh….
di media, per formare uno strato di 10 cm humus “naturale” ci vogliono circa 100 anni in condizioni ottimali
il terreno, se agricolo, è stato probabilmente lavorato come “al solito” in profondità e sovrasfruttato.
aggiungendoci poi il pascolo e la pendenza, è chiaro che di inverno, tutta la materia organica se ne và a fondovalle.
da questo punto di vista il fotovoltaico può dare una mano, aiutando l’inerbimento del suolo…ho qualche dubbio sulla capacità di non fare danni riguardo alle acque di scorrimento superficiale: invece di far cadere la pioggia su tutta la superficie, il fotovoltaico la concentra sullo sgrondo…probabilmente i due effetti di inerbimento e di sgrondamento si annullano a vicenda.
la realtà è che per rigenerare un campo, destinato al fotovoltaico, ci vuole un’azione di ripristino ambientale…non basta metterci su il fotovoltaico.
o almeno non basta per riottenere un campo produttivo dopo 40-50 anni…o anche 100 anni…

#4 Sergio Ciriaco on 03.04.11 at 18:38

Mi fa piacere che abbiate pubblicato le vostre foto.
Ho letto una dichiarazione di una nota associazione di agricoltori dichiarare che sotto i pannelli non cresce l’erba!
Quante idiozie contro il fotovoltaico!

#5 Davide on 03.16.11 at 11:56

@Federico Carrocci

questo problema non si pone negli impianti ad inseguimento montati su palo dove un semplice sensore di pioggia potrebbe mettere i pannelli in verticale riducendo sensibilmente il rischio danneggiamento da grandine/neve