Il nuovo decreto legislativo sulle rinnovabili: paletti e innovazioni

Di Ugo Bardi

E’ uscita la versione approvata del nuovo decreto legislativo che regolamenta l’installazione degli impianti di energia rinnovabile in Italia.

Sono 46 pagine di norme che richiedono una lettura approfondita. A una prima passata, sembra che ci siano delle innovazioni interessanti e condivisibili. Per esempio, le nuove norme non proibiscono l’installazione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli, ma obbligano a a “sparpagliarli” stabilendo un tetto massimo di 50 kW per ettaro. Questo è un passo avanti verso l’integrazione del fotovoltaico e l’agricoltura.

Certo, volesse il cielo che ci fossero delle norme simili per quanto riguarda i capannoni industriali e altre cementificazioni ben più dannose del fotovoltaico e anche irreversibili!

Sulle altre cose, vi riporto  un commento a caldo di Pietro Cambi:

Vi segnalo una cosa meravigliosa: In pratica ci vorrà una apposita delibera in conferenza dei servizi anche per la linea elettrica. La cosa si intuisce veramente perché, sempre meravigliosamente l’articolo 14 che definisce la cosa, rinvia al comma 5 dell’articolo 4. Questo comma non esiste, naturalmente. 8o)

Ecco il link al testo del decreto sul sito di ASPO-Italia

http://www.aspoitalia.it/archivio-articoli/289-il-decreto-legislativo-sulle-rinnovabili

Vi segnalo una cosa meravigliosa:
Inpratica ci vorrà una apposita delibera in conferenza dei servizi anche per la linea elettrica.
La cosa si intuisce veramente perche, sempre meravigliosamente l’aricolo 14 che definisce la cosda, rinvia al comma 5 della’rticolo 4.
Questo comma non esiste, naturalmente.
8o)

3 comments ↓

#1 Andrea Papini on 12.02.10 at 13:54

“sempre meravigliosamente l’articolo 14 che definisce la cosa, rinvia al comma 5 dell’articolo 4. Questo comma non esiste, naturalmente. 8o”

😀 😀 😀
W l’ITALIA!!

…più seriamente:
Per quanto riguarda il Kitegen ci sono intralci o tutto come prima?

Saluti

#2 Luigi ruffini on 12.02.10 at 16:14

“I progetti di edifici di nuova costruzione e di ristrutturazioni rilevanti su edifici esistenti che
assicurino una copertura dei consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento in misura
superiore di almeno il 30% rispetto ai valori minimi obbligatori di cui all’allegato 3, beneficiano in
sede di rilascio del titolo edilizio di un bonus volumetrico del 5%”

Ora speriamo che le imprese di costruzione si sveglino e comincino a costruire come si deve, non gli edifici di cartone “al mq” che hanno realizzato fino ad oggi.

#3 Bri on 12.06.10 at 10:31

Si ha un’idea dell’iter? cioè, è effettivamente il testo che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale?
Salutoni
Gianni