Il nocciolo della questione: come investire le risorse rimanenti?

Charles Hall, qui fotografato mentre parla a ASPO-USA, Ottobre 2009. Hall ha fatto un intervento particolarmente interessante al recente (Ottobre 2010) convegno di Barcellona “Advances in Energy Studies”  (qui trovate il link alla pagina del convegno).

Il punto di Charles Hall è molto semplice: le energie fossili che ci rimangono sono limitate; si pone allora il problema di come investirle – non semplicemente consumarle. Se ci limitiamo a consumare le forme di energia che ci costano meno, finiremo i combustibili fossili senza aver costruito un’infrastruttura che possa rimpiazzarli.

In fondo, è solo questione di guardare un po’ più lontano della dimensione del proprio naso, ma molta gente sembra del tutto incapace di arrivarci e continua a ragionare in termini di costi monetari. Se un kWh ottenuto col carbone costa anche solo qualche centesimo meno dello stesso kWh fatto con le rinnovabili, allora al diavolo le rinnovabili. E con loro, i nostri discendenti.

(trovate un altro resoconto del convegno di Barcellona sul blog “Effetto Cassandra”)

1 comment so far ↓

#1 Antonio on 10.24.10 at 15:06

Certamente gli storici del futuro racconteranno come caratteristica del xx secolo quella di aver consumato in un solo secolo le risorse non rinnovabili che hanno impiegato milioni di anni a costituirsi con gli eventi naturali cui e’ stata soggetta la terra ….
Ma il ragionamento del costo immediato andrebbe spinto piu’ a fondo dato che spesso il costo di una qualsiasi materia prima non è rappresentativo del suo vero valore ….
Intendo dire che a causa delle strutture di peccato che si sono appropriate di molti processi produttivi si sono prodotte delle ingiustizie negli scambi che hanno alterato il vero valori dell’oggetto dello scambio.
Le stesse politiche agricole europee che pure hanno dei benefici per le nazioni europee viste da un agricoltore africano appaiono delle barriere protezionistiche invalicabili.
Infatti piu’ di un paese africano oggi dice che invece dei sempre piu’ scarsi aiuti sarebbe sufficiente per risanare le loro economie abbattere i dazi che impediscono l’importazione in Europa dei prodotti africani ….
E’ inimmaginabile quanto sarebbe ricco il Congo se chi estrae materie prime dal suo territorio pagasse il dovuto …..
Sul prezzo del carbone e’ possibile quantificare la quota di costo attuale in termini di vite umane sacrificate nell’estrazione?