Visita a un parco eolico

Di Armando Boccone

Questa estate come al solito ho trascorso, insieme alla mia compagna, alcune settimane di ferie al mio paese di nascita. Come al solito ho dato un taglio particolare alle ferie nel senso che mi sono interessato al territorio. Questa estate, tra l’altro, ho fatto una ricerca  su un parco eolico distante alcune decine di km dal paese (vedi figura sopra).  Il parco, in funzione dall’estate del 2009, è composto da 12 torri, è stato costruito e progettato da due aziende padovane ed è gestito da una società tedesca. La potenza di ogni turbina è di 1500kW, il diametro del rotore è di 77 m e l’altezza del mozzo è di 70 m. Molti di questi dati, che ho appreso da una ricerca sul WEB, sono confermati dall’etichetta disposta sulla parte bassa delle torri.

La ricerca è consistita nel misurare l’impatto del parco eolico sul territorio (sia sulle persone che sul territorio in senso fisico). La motivazione a questa ricerca è partita dalla considerazione che quella grande conquista dell’umanità che è il WEB rischia di diventare una cassa di risonanza di leggende metropolitane se non si collegassero alla realtà e alla ricerca sul campo le notizie che su esso circolano.

A qualche distanza dal parco eolico ci fermiamo presso una fontana per chiedere informazioni su come raggiungere il parco eolico. C’è una persona che sta riempiendo delle bottiglie di acqua. Le dico che intendo fare una ricerca sul parco eolico e le chiedo come raggiungerlo. Il signore mi dà le necessarie indicazioni e poi a sua volta mi chiede informazioni sia sui pannelli solari che sulle torri eoliche.  Il signore credeva che i pannelli solari che vengono messi sul terreno servissero per essere caricati di energia per poi essere messi sui tetti delle case. Le dico la differenza fra i pannelli solari che servono a produrre acqua calda e quelli fotovoltaici che producono elettricità, da usare direttamente e/o essere messa in rete. Per quanto riguarda le torri eoliche le dico che nella “gondola” che è disposta in cima alla torre eolica c’è una turbina e altri dispositivi e che alla  fine il movimento meccanico delle pale eoliche viene trasformato in energia elettrica, che poi viene messa in rete. (spero di avere date informazioni corrette).

Dopo ci avviamo verso il parco eolico. Noto che vicino al parco eolico c’è anche una torre eolica di piccola taglia.
A circa 1-1,5 km in linea d’aria dal parco ci fermiamo presso una azienda agricola. Sulla veranda della casa c’è una coppia di persone anziane, proprietaria dell’azienda, che si intrattiene a parlare con un ospite. Le dico che mi interesso di energie rinnovabili e che sono là per il parco eolico. Faccio le domande che poi farò anche ad altre persone e cioè: 1) le torri eoliche sono  rumorose?; 2) (nel caso di risposta affermativa alla prima domanda) il loro rumore impedisce il sonno notturno (o comunque comporta disagio)? 3) ha visto uccelli uccisi dalla pale eoliche (o ne ha sentito parlare)?

Il signore ospite dice che alla costruzione sono state interessati sei aziende agricole che hanno ceduto parte del loro terreno. Per quanto riguarda il rumore dice che di notte si sente con evidenza mentre è più lieve se si sta vicino alle torri eoliche. Questa affermazione viene confermata dalle altre due persone.

Per quanto riguarda l’eventuale uccisione di uccelli da parte delle pale eoliche tutte e tre le perone dicono di non averne mai visti e di non averne mai sentito parlare da parte di altre persone.

Mi parlano poi della piccola pala eolica e di come il proprietario del campo su cui sorge ha detto di guadagnare 30.000 € all’anno dalla cessione dell’energia elettrica che produce e che loro non credono a questa affermazione. Gli dico che quel valore è effettivamente inverosimile e che probabilmente quel valore corrisponde al costo di acquisto e di installazione di tutto l’impianto.

Il signore ospite mi chiede se io sia a favore di queste fonti energetiche. Le rispondo dicendo che non si tratta di essere o meno a favore in astratto ma di decidere in base ai problemi concreti che  pongono e della utilità che danno.

Proseguiamo la ricerca visitando un’altra azienda (sia questa che le aziende che visiteremo in seguito sono a circa 500-1000 m in linea d’aria dal parco eolico). Alla signora titolare di questa seconda azienda faccio le stesse domande. Mi risponde dicendo che se di notte presta attenzione riesce a sentire un lieve rumore ma che una volta addormentata non ha più problemi. Per quanto riguarda eventuali uccelli uccisi dalle pale eoliche dice di non averne mai visti né di averne sentito parlare.

Visitiamo una terza azienda. Il titolare non c’è dice un suo dipendente, un bracciante rumeno, che sta innaffiando i fiori.   Gli dico che mi servono alcune informazioni sulle pale eoliche e sugli eventuali disturbi provocati al loro rumore. Mi dice che la sera prima di addormentarsi sente un lieve rumore ma che una volta addormentato non ha più problemi.

Per quanto riguarda l’eventuale uccisione di uccelli da parte delle pale eoliche il signore rumeno mi dice di non averne mai visto né di averne sentito parlare.

Prima di visitare altre aziende visitiamo il parco eolico. Percorriamo una strada asfaltata che dovrebbe essere stata costruita appositamente per servire il parco eolico stesso. Ovviamente in questa visita sia io che la mia compagna cerchiamo di individuare eventuali uccelli uccisi dalle pale eoliche: non ne individuiamo nessuno.

Ci posizioniamo sotto una torre eolica: sentiamo un rumore continuo fatto dalla turbina e il sibilo delle pale (il rumore della turbina assomiglia a quella di un condizionatore). La giornata è particolarmente ventosa. Notiamo che delle dodici pale eoliche otto sono in funzione e quattro sono ferme. Non so il motivo preciso di queste quattro pale ferme perché la giornata è particolarmente ventosa. Dopo un po’ entrano in funzione due pale in precedenza ferme.
Con la mia compagna misuriamo la superficie del terreno occupato dalla torre eolica: è di circa 10X5 m. A fianco di ogni torre eolica c’è una “piazzola di servizio” della superficie di circa 20×20 m.

Alcune torri eoliche sono a pochi metri di distanza dalla strada asfaltata mentre altre sono distanti da alcune decine a qualche centinaia di m e sono raggiungibili con delle stradine con fondo in ghiaia della larghezza di 1,5-2 m.

Proseguiamo la visita visitando una quarta azienda. Alla signora che ci riceve faccio le consuete domande e le risposte sono che i rumori che fanno le pale eoliche non sono di nessun fastidio, che non impediscono né il riposo né il sonno né a lei né agli altri membri della sua famiglia; conclude dicendo di non avere mai visto uccelli uccisi dalle pale eoliche né di averne sentito parlate da altri.

Visitiamo una quinta azienda. Alle persone che ci ricevono (padre, madre e figlio adulto) espongo i motivi della visita (l’impatto del parco eolico sul territorio e sulle persone) e alle mie specifiche domande dicono che non sentono rumore e che quindi né il loro riposo né il loro sonno è disturbato in alcun modo. Continuano dicendo di non avere mai visto uccelli uccisi dalle pale eoliche né di averne sentito parlare

Durante la visita a questa azienda noto che a qualche decina di metri c’è l’azienda  vicina a cui è installata la pala eolica di piccola taglia di cui si è in precedenza parlato. Chiedo informazioni  in merito ma mi viene detto che la pala eolica non è ancora entrata in funzione e che i titolari dell’azienda in cui è installata sono momentaneamente assenti.

Termino questo lavoro ricordando che l’anno scorso ho visitato, in un’altra parte della regione,  un parco eolico con 31 torri. Sebbene questa visita  non avesse l’obiettivo specifico di individuare eventuali uccelli uccisi dalle pale eoliche né io né la mia compagna ne abbiamo visti. Per quanto riguarda il rumore delle turbine e delle pale ricordo che quello delle turbine era notevolmente inferiore rispetto a quello riscontrato in questo parco eolico e che le pale eoliche non facevano nessun sibilo (la giornata però non era molto ventosa come in questa occasione).

18 comments ↓

#1 Daitarn on 10.06.10 at 15:10

Molto interessante. Dove si trova questa installazione?

Grazie, Luca

#2 Visita a un parco eolico — Nuove Tecnologie Energetiche on 10.06.10 at 16:06

[…] motivazione a questa ricerca è partita dalla considerazione che quella grande conquista … Leggi fonte notizia: Notizie correlate:Verso l'autosufficienza — Nuove Tecnologie […]

#3 Stefano on 10.06.10 at 18:34

Non sembrano dello stesso avviso negli USA, a giudicare dal video che manda oggi Repubblica.it: New York Times:

Il rumore insopportabile delle pale eoliche

http://tv.repubblica.it/copertina/new-york-times-il-rumore-insopportabile-delle-pale-eoliche/54256?video=&ref=HRESS-6

Per un approccio rigoroso e non soggettivo (uno che soffre di insonnia potrebbe dire che fanno un rumore d’inferno!!), dove è possibile trovare delle misurazioni del rumore delle pale eoliche certificate secondo le norme ISO?

#4 mauriziodaniello on 10.06.10 at 20:36

Attenzione, bisogna differenziare il vecchio eolico e il nuovo eolico. Le nuove pale sono enormemente più silenziose anche perchè meno rumore vuol dire che riescono ad essere più aerodinamiche e quindi più efficienti e quindi producono più corrente.

Le pale Americane non solo sono molto più vecchie dell’eolico Europeo, ma spesso si confondono con quello delle pale eoliche di legno usate per aspirare dai pozzi l’acqua e che sono in vicinanza della fattoria come si può vedere in ogni foto di un rach.

Ciao

#5 gio on 10.06.10 at 21:14

mi fà piacere che tu sia andato a visitare questo parco, ma sinceramente non capisco il fine di quest’articolo: cosa volevi suscitare nell’animo del lettore? qual’è il tuo punto di vista in merito?

#6 Armando on 10.07.10 at 08:31

Risposta a Daitarn

Il parco eolico si trova nel comune di Rotondella in provincia di Matera.

Armando Boccone

#7 Armando on 10.07.10 at 08:41

Risposta a gio

Nell’articolo viene indicato chiaramente il fine dell’articolo stesso!!
Per esempio viene detto che:”La motivazione a questa ricerca è partita dalla considerazione che quella grande conquista dell’umanità che è il WEB rischia di diventare una cassa di risonanza di leggende metropolitane se non si collegassero alla realtà e alla ricerca sul campo le notizie che su esso circolano.” e inoltre “Il signore ospite mi chiede se io sia a favore di queste fonti energetiche. Le rispondo dicendo che non si tratta di essere o meno a favore in astratto ma di decidere in base ai problemi concreti che pongono e della utilità che danno.” e altro ancora.

#8 Paolo Marani on 10.07.10 at 09:18

Un Pensiero del mattino….

Se le pale eoliche facessero davvero una strage di uccelli, la popolazione dei gatti dovrebbe crescere enormemente (abbondanza di cibo, assenza di predatori).

Hai sperimentato una presenza anomala di “gatti” che bazzicano nelle vicinanze del parco eolico ?

#9 Anonimo on 10.07.10 at 10:16

A proposito dell’osservazione di Gio, io credo che questo articolo di Armando Boccone sia estremamente efficace; molto più efficace dei ponderosi studi scientifici che potete leggere su nature. E’ il “testimonial” – è una persona reale che è andato a vedere come stanno le cose. E’ il concetto fondamentale della comunicazione: la comunicazione si fa fra esseri umani e quindi bisogna guardarci in faccia fra chi parla e chi ascolta.

L’unica cosa che manca in questo articolo è una foto di Armando e della sua compagna che lo renderebbe ancora più efficace.

#10 Armando on 10.07.10 at 10:16

Risposta a Paolo Marani

Penso che eventuali carcasse di uccelli uccisi dalle pale eoliche dovrebbero interessare animali selvatici predatori come volpi, faine, donnole, ecc.
I gatti se ne stanno comodi nelle aziende agricole. In ogni caso non ne ho visto in giro.
Armando

#11 Massimo on 10.07.10 at 16:32

..purtroppo l’articolo con tanto di video e soprattutto titolone “Il rumore insopportabile delle pale eoliche” avra’ fatto molto piu’ danno che questo bel report di Armando .. dato che nel titolo c’e’ gia’ la sentenza.
In bassa val d’Aosta c’e’ una piccola turbina da 15 KWatt. Ho saputo che devono fermarla di notte perche’ gli abitanti attorno si sono lamentati. Peccato che poco piu’ in la’ passa l’autostrada TO-AO.
Al rumore di un TIR sono abituati e quindi non si lamentano, al fruscio di una pala eolica … no.
Potenza della comunicazione.

PS: ma le centrali nucleari non fanno rumore ?

Massimo

#12 Ugo Bardi on 10.07.10 at 19:46

Per Gio. Io credo che questo articolo di Armando Boccone sia un buon esempio di cosa si deve fare per passare le idee giuste nel campo dell’energia rinnovabile.

E’ proprio la comunicazione ben fatta: il “testimonial”. Quando vuoi convincere qualcuno della bontà della tua idea, ci devi “mettere la faccia” – devi essere tu in prima persona a verificare con mano.

L’unica cosa che manca all’articolo – e che lo avrebbe reso anche più efficace – è una foto di Armando e della sua compagna. Armando, ricordatene per la prossima volta!

#13 Ugo Bardi on 10.07.10 at 20:04

In un messaggio privato, ho avuto la critica che non bisognerebbe dare altro che informazioni corrette e quantificabili – ovvero scientifiche; non come quelle qui di Armando Boccone. Non sono daccordo, e spiego perché

Il problema è sempre lo stesso: la comunicazione. Quando vuoi convincere qualcuno a comprare un detersivo, cosa fai? Fai vedere un’analisi colorimetrica del bucato in forma di tabella? No. Fai vedere una massaia contenta del suo bel bucato bianco. E’ il principio del “testimonial” è la base della comunicazione che consiste nel “metterci la faccia”.

Questa cosa i negazionisti delle rinnovabili l’hanno capita benissimo quando ti fanno vedere immagini di uccelli morti. Lo sanno bene che un uccello morto non fa statistica, ma dal punto di vista comunicativo vale molto di più la foto di un uccello morto con lo sfondo di una turbina (anche se è un fotomontaggio) di tutti i ponderosi articoli di “nature” che ti fanno le statistiche sugli impatti aviari.

Armando Boccone questa cosa l’ha capita benissimo e questo suo articolo è molto efficace proprio perché lui ci “mette la faccia”

#14 Stefano on 10.08.10 at 08:48

Concordo con Ugo dal punto di vista della comunicazione. La mia richiesta di qualche dato oggettivo, però, resta valida.
Soprattutto in un blog come questo, popolato da tanti che “fanno di conto” con il calcolo differenziale, penso sia appropriato annettere anche una spaventevole tabella dell’analisi spettrale in dB del suono captato ad una certa distanza dall’aerogeneratore (nel caso qualcuno abbia i dati a disposizione).

Rimanendo in tema di articoli contro l’eolico, sono “spiacente” di linkarvi anche questo articolo abruzzese che ha dell’incredibile: si attribuiscono all’eolico delle colpe al limite dell’inverosimile, mentre forse pochi conoscono lo scempio che sta maturando dalle concessioni a perforare in mare e sulla terra ferma per petrolio e gas.

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2010/05/27/news/i-parchi-minacciati-dall-eolico-2037530

Effettivamete, sarebbe da chiedere alla Lipu su cosa basano la loro posizione. Hanno almeno una statistica di uccelli abbattuti dalle pale (n°/anno), paregonata a quanti uccelli vengono ad esempio abbattuti dalle fucilate?

#15 Armando on 10.08.10 at 12:40

Una risposta a Stefano

In questo caso conoscere dei dati oggettivi potrebbe non significare niente. Per esempio se il rumore fosse insopportabile a 100 m di distanza dalla torre ma non abitasse nessuno a quella distanza che senso avrebbe la conoscenza di questo dato?
Penso che sia in fase di impianto di un parco eolico che in seguito sia opportuno fare una analisi caso per caso anche se la conoscenza di dati oggettivi è pur sempre un punto di riferimento.

#16 Ugo Bardi on 10.08.10 at 12:58

Beh, quello che sempre mi stupisce in certi ambientalisti è l’estrema ingenuità che li fa cadere nei tranelli più ovvi.

Ora, la Lipu non ha e non può avere nessun dato diverso da quelli di “Nature” sull’interazione delle pale eoliche con gli uccelli e questi dati dicono che il problema non esiste.

E allora? Come si suol dire, o ci fai o ci dici. Questi qui – secondo me – si stanno facendo manovrare da qualcuno che si presenta come ambientalista in mentite spoglie. In effetti, se guardate un po’ ovunque, c’è in atto una campagna concertata contro l’eolico. Evidentemente, lo sviluppo dell’industria eolica da fastidio a qualcuno che fa i soldi con i combustibili fossili o con il nucleare

#17 Ugo Bardi on 10.08.10 at 12:59

Ah…. volevo aggiungere: se la Lipu cade nel tranello non è perché i dati oggettivi non ci sono. Ci sono, basta cercarli. La Lipu cade nel tranello perché i suoi membri si fanno sviare dalle immagini emozionali ad alto effetto della campagna propagandistica anti-eolico. Proprio per questo dobbiamo produrre immagini contrarie. Certo, anche l’industria eolica potrebbe reagire un pochino di più, diavolo!

#18 roberto de falco on 10.10.10 at 22:31

bell’articolo semplice ed esaustivo. vale piu’ un resoconto cosi’ semplice che 150 pagine di una perizia.