Gli ambientalisti come le truppe di Saddam Hussein: l’inutile battaglia contro l’energia eolica

Di Ugo Bardi

Secondo i dati più recenti disponibili (Nature 2007), il numero di uccelli che impattano contro le pale eoliche è infinitesimale, si parla di un uccello per 30 turbine in un anno. E’ un numero piccolissimo rispetto al numero di uccelli ammazzati dai pesticidi, dall’inquinamento, dalla cementificazione e da mille altre cose, inclusi gli aerei in volo, i gatti domestici o – se per questo – messi in padella dagli esseri umani. Eppure, continua la battaglia insensata contro le pale eoliche basata su questo argomento.

Qualche giorno fa, un conoscente mi ha messo in mano un volantino contro le pale eoliche, accusate di sterminare gli uccelli. Una pura serie di sciocchezze una di seguito all’altra, con frasi ad effetto tipo “Uno sterminio nel silenzio“, oppure “è inevitabile nel giro di pochi anni l’estinzione di specie come Aquila reale…” e “La pala si abbatte come una mannaia di giorno come di notte“, eccetera.. Non manca il solito complottismo: la malafede dei media, gli scienziati che mentono spudoratamente, eccetera, e – finalmente – si invitano gli allocchi che ci credono a “scrivere poesie, dipingere, comporre canzoni, telefonare alle radio…” via così.

Quando ti arriva fra le mani un volantino così, ti viene da chiederti chi l’ha pagato. Deve essere costato un sacco di soldi: design professionale e carta patinata a colori. Eppure, non è firmato; non si sa da dove venga. Facendo un po di ricerca sul web si vede che gli autori sono definiti come il “comitato spontaneo ariacheta.” Hanno un blog in cui fanno fuoco e fiamme contro le pale eoliche, ma non danno molte informazioni sulle loro attività. Sembra che siano legati a un gruppo che si chiama “viadalvento” che ha un sito web molto scarno e poco informativo.

Da questi pochi dati, non si può dire gran che; ma è molto probabile che questo volantino sia un caso di quello che in inglese si chiama “astroturfing”, ovvero il lavoro di un falso gruppo ambientalista che – in realtà – è un emanazione di qualche lobby anti-ambientalista: carbone o nucleare, poco importa. Di questi casi, ce ne sono a centinaia, soprattutto ai danni dell’ambientalismo; in campo climatico per esempio.  La parola “astroturfing,” infatti, indica l’erba finta dei campi sportivi – è ovvio il riferimento ai “verdi”. Non c’è da stupirsi che lo si utilizzi per cercare di fermare una nuova industria in crescita – quella dell’energia rinnovabile – che fa concorrenza ai produttori tradizionali.

Non è particolarmente grave che l’industria dei fossili faccia uso di tutti i mezzi che ha per difendersi dalla concorrenza delle rinnovabili; quello che è triste è la mancanza di capacità critica di chi è il bersaglio di queste tecniche. La persona che mi ha passato il volantino non ha mostrato nessun dubbio sulla veridicità delle affermazioni che conteneva; anzi, me lo ha dato dicendomi qualcosa come, “hai visto che danni fanno le pale eoliche che ti piacciono tanto?”

Purtroppo, gli “ambientalisti” che continuano a comportarsi in questo modo, finiscono per essere un bersaglio troppo facile per chi all’ambientalismo vuole far danno. Ho l’impressione che ci sia più d’uno – da qualche parte – che sghignazza allegramente a vedere quanto sia facile lanciare gli ambientalisti in qualche crociata contro gli stessi fondamenti della loro visione: le energie rinnovabili. Più o meno altrettanto facilmente di come Saddam Hussein aveva lanciato le sue truppe alla conquista della diciannovesima provincia dell’Iraq.

Io  mi sono sempre considerato un ambientalista, e mi considero tuttora tale; anche perchè il contrario sarebbe come essere contro se stessi. Ma mi riconosco sempre meno in un movimento che si sta avvitando in una deriva di rifiuto di ogni innovazione – in altre parole, un movimento che dice veramente  di “No” a tutto (proprio come dicono i suoi critici). Questa deriva di rifiuto totale sembra essere stata ben percepita dal pubblico che ha finito per negare agli ambientalisti ogni rappresentanza politica e li ha ora relegati a una posizione marginale di feste paesane o poco più.

Ma dobbiamo renderci conto che per dire di no a qualcosa, bisogna esercitare anche un minimo di spirito critico. Dei “No” giustificati, come quelli, per esempio, alla TAV in Piemonte, finiscono per essere sviliti e marginalizzati da dei “No” insensati come quello alle pale eoliche sulla base di una pretesa strage di uccelli. Se si vuole seriamente difendere l’ambiente occorre una maturità ben maggiore. Fa piacere, in effetti, sapere che il WWF e Legambiente – che sono persone serie – non hanno aderito a questa campagna insensata contro le rinnovabili e che, anzi, si stanno impegnando a difenderle. Tuttavia, la leggenda delle pale sterminatrici si sta diffondendo e bisogna cercare di fermarla – altrimenti si rischia di fare la fine delle truppe di Saddam Hussein in Kuwait!

Se volete leggere il volantino di cui parlo, cercatelo digitando su google “fermiamoilmassacro.” Vedi anche il mio post “Le turbine eoliche sono peggio di Mazinga?” e quello di Marco Pagani “La crociata contro l’energia eolica“. Ecco il link all’articolo su Nature.

13 comments ↓

#1 Maria on 09.26.10 at 17:57

Ha fatto il conto tal Benjamin K. Sovacool dell’Università di Singapore. Un Gigawatt di energia elettrica prodotto attraverso turbine eoliche causa in media la morte di 0,269 uccelli. Un Gigawatt di energia elettrica prodotto da una centrale nucleare causa la morte di 0,416 uccelli. Un Gigawatt di energia elettrica prodotto a partire da combustibili fossili causa la morte di 5,18 uccelli.

Sovacool ha tenuto conto anche delle morti conseguenti all’inquinamento (miniere di uranio) e ai cambiamenti climatici (combustibili fossili).

Il link
http://scitizen.com/future-energies/save-birds-by-promoting-wind-energy_a-14-2731.html

#2 Pippo on 09.26.10 at 18:56

Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte ma soprattutto, opinionista su tutto ciò che fa notizia in modo da avere visibilità mediatica, è famoso per la sua crociata contro le torri eoliche per presunti scempi paesaggistici.
Purtroppo questo signore è continuamente intervistato da TG e giornali e il suo impatto è notevole sulla disinformazione energetica.
Quanti Ugo Bardi ci andrebbero per contrastare una cosa del genere?
Se avessimo dei giornalisti normali farebbero la seconda domanda a Sgarbi e cioè “lei preferisce delle torri eoliche o una centrale a carbone/nucleare nel suo territorio”?

#3 Gli ambientalisti come le truppe di Saddam Hussein: l'inutile … on 09.27.10 at 05:01

[…] una di seguito all’altra, con frasi ad effetto tipo “Uno sterminio nel silenzio“ … Leggi fonte notizia: Notizie correlate:Conto energia: tagliati gli incentivi al solare | […]

#4 Armando on 09.27.10 at 09:00

Per sapere come stanno le cose basta andare sul territorio dove sono impiantate le torri eoliche e vedere se ci sono uccelli morti nelle vicinanze.
E’ quello che ho fatto questa estate!
Ho visitato un parco eolico e ho misurato il terreno occupato dalle torri eoliche (nel senso che ho preso il metro e ho misurato la superficie occupata dalla torre eolica e la piazzola “di servizio” esistente a fianco), ho ascoltato il rumore fatto dalle pale, ho intervistato le persone residenti nelle aziende agricole vicine (a cui chiedevo, tra l’altro, se il rumore delle pale eoliche gli impedisse di dormire e se avessero visto nella zona degli uccelli uccisi dalle pale eoliche), ecc.
…appena faccio l’articolo relativo a questa visita lo invio al blog.
Armando

#5 Paolo C. on 09.27.10 at 10:03

Questo articolo dell’ANSA parla dell’ostruzionismo di Italia Nostra e del Comitato Nazionale del Paesaggio (Cnp):

http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2010/09/23/visualizza_new.html_1759462637.html

“Gli uccelli, in volo cieco, sfruttando le correnti ascensionali per risparmiare energia, si schianterebbero inevitabilmente contro le pale.”

“Inevitabilmente”?

#6 Paolo Marani on 09.27.10 at 10:10

Circolano in rete anche immagini di aquile tagliate a metà (?!) dalle pale eoliche, io sospetto si tratti di fotomontaggi, in quanto non se ne dichiara mai la fonte ne il luogo di scatto. Fatto stà che nell’immaginario collettivo aggrapparsi ad immagini “emotive” fa sempre il suo effetto.

Quanto agli ecologisti, compresi i sedicenti tali, io mi auspico che nel tempo comincino a non rappresentare più una “casta” a se stante, ma confluiscano in un modello di pensiero diffuso che vorrei definire “eco-egoisti”. Sembra una brutta parola, ma in realtà non lo è. Da OIKOS (Casa) a Ego, dallo studio della casa comune, alla casa comune fatta propria, un sano “leghismo” ambientalista che vorrebbe rifiutare ogni spreco, ogni rifiuto ingiustificato, ogni atteggiamento non sostenibile, poichè siamo l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il cibo che mangiamo. E’ un nostro diritto vivere in salute e in equilibrio con la natura.

Le pale eoliche sono necessarie, anzi INDISPENSABILI per conseguire questo obiettivo, se vogliamo che l’equilibrio non rinnegi le comodità e le capacità tecnologiche che abbiamo conquistato, basate fondamentalmente sulla disponibilità diffusa e a buon mercato di Energia.

Se quella fossile non è sostenibile a medio-lungo termine, ciò che possiamo sostenere è solo quella solare e derivata, come l’eolico, con buona pace degli uccelli che ci fanno piangere quando affettati, ma che non ci indignano se cucinati a puntino.

#7 Luigi ruffini on 09.27.10 at 14:59

Credo che l’energia elettrica debba obbliogatorialemte essere generata in quantità sufficiente da permettere alla nostra società di proseguire il suo cammino.
Tuttavia ritengo con fermezza che il costo dell’energia debba obbligatoriamente essere più alto dell’attuale, molto di più.
Ogni bene a basso prezzo finisce per essere sprecato, quindi senza costi alti il risparmio energetico rimarrebbe utopia. L’economia non ne risentirebbe più di tanto. Il costo dell’energia non è certamente incisivo né a livello industriale nè tantomento in quello civile.
I veri costi sono altri….

#8 gigieffe on 09.27.10 at 16:21

Mi associo a quanto detto da Ruffini, e rilancio:

Non solo l’energia, anche il cibo dovrebbe costare molto di più, per evitare gli sprechi…
http://www.blogrisparmio.it/alimentari/ogni-anno-in-italia-si-spreca-una-quantita-di-cibo-tale-da-soddisfare-i-bisogni-della-spagna.html

e migliorare la qualità della vita…

http://www.obesita.it/html/cnt/it/rischi.asp

E l’acqua? solo con costi molto più alti dell’attuale potremo risolvere i nostri problemi:
http://www.repubblica.it/ambiente/2010/09/21/news/rapporto_acqua-7287205/

Cercansi idee innovative per l’aria.

W la Nuova Economia!! 😉

Bye

Gigi

#9 mauriziodaniello on 09.27.10 at 19:43

Bisogna dire che alcuni sono gruppi che per far smettere la “persecuzione eolica” richiedono cifre di denaro. Poi passano ad un altra zona, altra richiesta di denaro e cosi’ via… Dovrebbero interessarsi di più le forse dell’ordine.

Ciao

#10 Frank on 09.27.10 at 21:17

Aggiungo ai link citati nel post anche un mio “antico” post

http://aspoitalia.blogspot.com/2008/09/leggende-eoliche.html

Grazie Ugo per questo post, efficacissimo smantellatore.

Tra qualche tempo la leggenda dei trita-volatili avrà quello che merita, cioè sarà declassata al livello della forestale sugli elicotteri che lancia le vipere dall’alto.

Purtroppo teniamoci pronti a controbattere queste leggende anche in fututo perchè sono come zombie, li ammazzi ma loro a volte ritornano.

Personalmente credo che queste leggende abbiano successo proprio perchè sono strambe. Ci deve essere una qualche teoria della scienza della psiche che spiega il successo di queste belinate; in termini semplicistici (non sono psicologo) creso che le cose strane per loro natura colpiscono di più i neuroni a lunga ritenzione, per il fatto che si distinguono dall’ordinario cui la nostra rete neuronale è “abituata”. Persino le tecniche di mnemotecnica ti insegnano che per ricordare una sequenza di nomi un po’ lunga, è molto efficace concatenarli inserendoli in una storiella che risulterà necessariamente stramba, e per questo molto efficace

#11 Noel on 09.28.10 at 01:12

penso che chi ha costituito questo gruppo lo ha fatto in malafede, non credo che esista nessun animalista di buonsenso che porti avanti una cosa del genere.
Conosco molte persone vegan e animaliste e quindi – non tutte però – ambientaliste che non hanno mai sprecato tempo dietro questa idiozia.
Perchè allora sarebbe più opportuno battersi per il divieto di circolazione delle automobili visti i gatti che quotidianamente vengono spalmati sull’asfalto.
E’ anche vero però che di stupidi è pieno il mondo…

#12 Peppe Croce on 09.29.10 at 22:07

il comitato ariacheta non credo sia direttamente collegato a Via dal Vento, mi sembra sia un’associazione spontanea come molte altre ne sorgono in Italia appena si parla di rinnovabili.

Via dal Vento, invece, è una roba molto più grossa: credo lo si possa considerare la voce ufficiale della lobby italiana antieolico ed è molto attivo. In pratica fa una rassegna stampa quotidiana di tutti gli articoli che danno addosso all’eolico e ha una capacità impressionante di raccogliere le fonti più disparate, persino all’estero.

Vi partecipano parecchi vip, dal prof Andrea Romano all’on. Ripa di Meana.

Tutta gente che con l’energia c’entra assai poco ma che spesso si vede nei convegni pro-nucleare.

Stessa cosa si può dire per il Cnp e per Italia Nostra che un anno e mezzo fa organizzarono un convegno a Palermo dal titolo: “Il paesaggio sotto attacco. La questione eolica” con, tra i relatori, alcuni fisici nucleari e, tra gli interventi, alcune sponsorizzazioni della tecnologia nucleare proposta come reale soluzione al problema energetico italiano al posto dell’eolico.

#13 whgpsnusuqq on 10.22.10 at 06:02

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