Basta con i sussidi alle fonti energetiche!!

Di Ugo Bardi

Vorrei sapere cosa pensano quelli che tuonano contro il conto energia a leggere il comunicato di “euobserver” che trovate qui di seguito. Dice che i sussidi statali per il carbone in Europa potrebbero essere prorogati fino al 2018 dietro la pressione di Spagna e Germania, entrambe forti produttrici di carbone.

La Germania spende circa 2 miliardi di euro all’anno di sussidi per il carbone. Da qui al 2018, si prevede di spenderne altri 10 miliardi. Niente male per una sorgente inquinante come il carbone.
http://euobserver.com/9/30820/?rk=1

EUOBSERVER / BRUSSELS – EU energy commissioner Guenther Oettinger sees a “realistic chance” for the EU to extend the deadline for coal subsidies from 2014 to 2018, a move the German politician is pushing for after having let Berlin down during negotiations in Brussels.

Germany had lost the subsidies battle in July, when Mr Oettinger, much to the anger of Chancellor Angela Merkel, missed a key meeting in the college of commissioners where a decision on the matter was taken.

Along with Spain, also home to a number of large coal mines, Germany had tried to extend a special subsidy regime for one last time until 2023, with 2018 eyed as final compromise.

But an alliance of commissioners led by climate change czar Connie Hedegaard managed to counter Jose Manuel Barroso’s attempt to fudge the issue and the deadline was set for 2014.

Speaking on Wednesday (15 September) at a conference organised by German energy giant RWE, Mr Oettinger suggested a new compromise was still possible. The deadline could be extended to 2018, provided
Germany reviews its coal mine policy this year instead of 2012 and vows to really put an end to the subsidies in 2018.

..
Germany’s subsidies to coal mines reach around €2 billion a year. From 1997 and 2006 the figures were even higher, with federal support of €30 billion and regional aid schemes of another €5 billion. Another €10 billion are expected to flow to these coal mines by 2018.

Vale la pena di fare un piccolo conto su questi dati. La produzione di carbone in Germania è riportata su “EnergyFactbook” (www.bp.com) come circa 44 MTOE (milioni di tonnellate di petrolio equivalente). Convertendo questo valore a kWh, troviamo che sono 0.5 E+12 kWh. Se ci vogliamo fare energia elettrica, dobbiamo tener conto di tutti i fattori di trasporto e efficenza delle centrali, diciamo che abbiamo fra 0.1 e 0.2 E+12 kWh. Se continuano a spenderci sopra 2 miliardi l’anno, questo equivale a un sussidio di circa 2 centesimi di euro per kWh; decisamente non poco considerando che il carbone viene considerato la fonte a più basso costo che esiste.

20 comments ↓

#1 marco on 09.17.10 at 15:08

Vale la pena di fare un piccolo conto su questi dati. La “La produzione di carbone in Germania è riportata su “EnergyFactbook” (www.bp.com) come circa 44 MTOE (milioni di tonnellate di petrolio equivalente). Convertendo questo valore a kWh, troviamo che sono 0.5 E+12 kWh. Se ci vogliamo fare energia elettrica, dobbiamo tener conto di tutti i fattori di trasporto e efficenza delle centrali, diciamo che abbiamo fra 0.1 e 0.2 E+12 kWh.”

Caro Ugo, forse sarebbe il caso di spiegare che:
“0.5 E+12 kWh” significa ” 0,5 x 10 alla dodicesima quindi 0,5 migliaia di miliardi di kWh
ovvero “cinquecentomila miliardi di kwh”.

Altrimenti, molti che potrebbero essere interessati a capire, rinunceranno immediatamente.

PS. Sempre che io abbia capito bene.

Un caro saluto Marco Sclarandis.

#2 Ugo Bardi on 09.17.10 at 15:14

Beh, mi pareva più chiara la notazione esponenziale, ma ora che l’hai spiegato tu, chi non è familiare con quel tipo di notazione dovrebbe poter capire. Grazie.

#3 gigieffe on 09.17.10 at 15:43

E’ in corso una contesa tra EU, che vorrebbe la fine degli incentivi nel 2014 e la Germania, che vorrebbe prorogarle fino al 2023. Mi auguro che l’EU tiri fuori le palle e prevalga.

Sostanzialmente la Germania sta difendendo il carbone nazionale da quello di provenienza estera, polacca in primis.
Come sempre denunciato, ogni incentivo che turbi le normali logiche di mercato è sempre un danno globale che si paga nel tempo (vedi incentivi per auto) o nello spazio (danno per la EU a vantaggio della Germania).

Ammetto che possa essere difficile, soprattutto in ambito locale, resistere alla tentazione dell’incentivo.
Ammetto anche che in qualche caso limitato l’incentivo possa contribuire a superare criticità caratterizzate da elementi di contingenza, mai per risolvere problemi di tipo strutturale.
Elemento tipico della contingenza è la limitata durata nel tempo: 1 o 2 anni sono il limite superiore per considerare una situazione come contingente.
Oltre siamo nel campo dello strutturale.
I 20 anni del Conto Energia cascano in modo eclatante negli ambiti dello “strutturale”.
Caro Professore, mentre concordo con lei quando definisce “decisamente elevato” un incentivo di 2 cent/kWh (fino al 2014, o 2018 o 2023), la sfido a trovarmi una definizione coerente per i 40 cent/kWh (per 20 anni, sia pure con decrescita annuale) del Conto Energia.

Bye

Gigi

#4 gigieffe on 09.17.10 at 16:12

“decisamente non poco”

Chiedo scusa per l’imprecisione di citazione.

Bye

Gigi

#5 mauriziodaniello on 09.17.10 at 21:14

Caro @ gigieffe

I 40 non sono regalati dallo Stato e neanche dall’ENEL, ma è il prezzo forfettario stabilito.

La corrente all’ENEL (e Stato) spesso si paga 80.

Ciao

#6 gand on 09.17.10 at 23:44

@mauriziodanilello

???????? hai capito i termini della questione?
2 di incentivo al carbone (che sarebbero da togliere), e 40 al FV.

#7 gigieffe on 09.18.10 at 11:19

No, la questione non è stata affatto capita né da Daniello né da Bardi, che ha pure postato il link.

Il contenzioso EU-Germania non riguarda affatto la sovvenzione al carbone quale fonte energetica, ma la sovvenzione al carbone nazionale nei confronti del carbone di provenienza estera.

Il carbone tedesco, sia perché di bassa qualità (quasi solo lignite: il peggiore dal punto di vista della resa energetica e delle emissioni) sia per gli alti costi estrattivi, è da anni completamente fuori mercato.
Il sussidio di 2 GEuro all’anno serve per tenere aperte (aperte…è proprio il caso di dirlo) le miniere tedesche sopravvissute ed evitare che EON, RWE, Vattenfall, si approvvigionino con l’hard coal Polacco o Russo senza rimetterci un Euro.
In altre parole la sovvenzione Tedesca non costituisce un vantaggio competitivo per il carbone, a scapito di altre fonti quali Gas, Olio, Eolico, Nucleare, ecc, ma restituisce al carbone tedesco quella competitività sul mercato che non avrebbe in modo naturale.

Se poi il Professore si avventura surrettiziamente a calcolarne l’incidenza per kWh, il problema è tutto suo.
E’ irrilevante che il valore trovato 2 cent/kWh sia corretto oppure no, tanto è in ogni caso non applicabile.
E’ invece molto interessante, e condivisibile, il giudizio espresso su quel numero: forse un piccolo timido passo sull’erta via della coerenza.

Bye

Gigi

#8 marco on 09.18.10 at 13:07

La storia dell’uso del carbone, di miniera s’intende, che ormai supera i tre secoli, dimostra quanto l’intelligenza umana sia fragile, instabile, e soggetta a degenerare in tragicomiche mostruosità.
Una di queste è l’illusione molto galileiana, cartesiana e newtoniana, nonchè laplaciana, tanto per farli stare in buona compagnia, che si possa calcolare tutto con progressiva e utile precisione.
Un conto è riuscire a calcolare miliardi di cifre del pi greco.Cosa utile in certi ambiti ed estensibile a prezzi oggi ragionevoli.
Un altro è calcolare le conseguenze e le implicazioni a lungo termine di una fonte energetica usata su vasta scala.
Un altro ancora è convincere la maggior parte dei consumatori, termine in questo caso assolutamente appropriato, che un minerale come il carbone dovrebbe essere usato con grande parsimonia, sopratutto come combustibile.
Comunque anche le mie, queste, sono parole al vento.
Però, se vanno a finire addosso a qualche pala eolica, forse non saranno del tutto sprecate.

Marco Sclarandis.

#9 Luigi ruffini on 09.19.10 at 19:13

Ridagli con le critiche alle sovvenzioni statali alle varie forme energetiche. Sovvenzionare carbone nazionale o estero? Che differenza fa? Si tratta sempre di un elemento inquinante ….
A parte che ormai il conto energia da gennaio scenderà decisamente ed abbondantemente sotto i 40 centesimi, si tratta di una generazione distribuita e pulita.
Tra la seta e la lana c’é differenza…
E poi, ripeto, che ci faccio di uno Stato ostaggio esclusivo delle regole di mercato? Il mercato è selvaggio, non può essere un riferimento fine a se stesso. Il compito di uno Stato è anche canalizzare le risorse individuali in un obbiettivo comune, quindi in quel senso ci sono agevolazioni di varia natura.
Se togliamo agli agricoltori i contributi per il grano sarebbe una catastrofe. Perché non si fa?
Lì non si lamenta nessuno…eppure i contributi li hanno dati per decenni su terreni senza coltivazioni!

#10 gigieffe on 09.20.10 at 02:43

@ Ruffini

” Sovvenzionare carbone nazionale o estero? Che differenza fa? Si tratta sempre di un elemento inquinante…”

Vedo che anche a te è sfuggita l’essenza del contenzioso EU-Germania e la natura della sovvenzione citata dal Professore.

Questi link dovrebbero chiarire un po’ meglio:

http://facultas.wordpress.com/2010/07/20/news-eu-tackles-hard-coal-mining-industry-problems-an-end-to-subsidies-at-last/

http://www.euractiv.com/en/energy/commission-proposes-phasing-out-coal-subsidies-news-496532

Provo ad urlarlo: NON É UNA SOVVENZIONE AL CARBONE.

Cioè la proposta non premia l’utilizzo del carbone, ma aiuta (meglio: permette che Tedeschi, Spagnoli, Rumeni, ecc.. continuino ad aiutare) quelle miniere Europee che, senza sovvenzione, non sarebbero in grado di fornire carbone ai prezzi di mercato, e dovrebbero chiudere.

“L’obiettivo della proposta è garantire una chiusura definitiva delle miniere non competitive entro il 15 ottobre 2014. Non ci dovrebbe essere alcun dubbio su questo. Le aziende devono essere redditizia senza sovvenzioni. Questa è una questione di equità vis à vis concorrenti che operano senza aiuti di stato. Questo è anche nell’interesse dei contribuenti e delle finanze del governo che sono molto limitate…” (traduzione automatica da uno dei link di cui sopra).

Nel frattempo 100.000 posti di lavoro in miniera o indotto dovranno essere riconvertiti, nuovi produttori dovranno aumentare l’estrazione, i flussi di consegna agli utenti dovranno essere ridisegnati…

Questi aiuti non influenzano, se non in infima parte, il prezzo di mercato del carbone (anzi, esistono proprio perché il prezzo di mercato è troppo basso!), non stimolano l’utilizzo del carbone, perché l’utilizzatore non trae vantaggio da queste sovvenzioni ma pagherà sempre il prezzo corrente di mercato, non importa se il prodotto arriva dalla Ruhr o dalla Russia.

L’impiego del carbone proseguirà il suo trend naturale, probabilmente in discesa, compresso dall’alto dai Certificati Verdi, Carbon Tax, irrigidimenti di normative ambientali, crescente rifiuto sociale, e sospinto dal basso dal prezzo di mercato.

Completamente diversa la filosofia del Conto Energia, che invece è un premio diretto alla produzione di energia elettrica da fotovoltaico, rendendolo artificiosamente competitivo rispetto ad altre fonti.

Che poi sia effettivamente “pulito” e quali siano i vantaggi del “distribuito”… basterebbe documentarsi un po’ senza pregiudizi ideologici o interesse personale per rendersi conto che non è vero.

Bye

Gigi

#11 Luigi ruffini on 09.20.10 at 17:34

Ho compreso benissimo la tua nota. Non c’era bisogno di ripeterla per l’ennesima nota.

“Che poi sia effettivamente “pulito” e quali siano i vantaggi del “distribuito”… basterebbe documentarsi un po’ senza pregiudizi ideologici o interesse personale per rendersi conto che non è vero.”

Sono un operatore del settore rinnovabili, quindi sicuramente ho interesse personale in questo settore.
Infatti ho un nome ed un cognome, contrariamente a quelli come te, che non si sa chi siano e cosa facciano per vivere, ma che sono stranamente troppo informati e decisamente “contro”…

#12 gand on 09.21.10 at 22:56

In ogni caso, incentivare QUESTO fv rimane una stupidaggine; sarebbe come incentivare i diesel qualsiasi, sperando che la Fiat, nel frattempo, usi gli incentivi per inventare gli EURO17 al sapore di menta.
E sbagli quando dici che ‘nessuno si lamenta per i sussidi all’agricoltura’… ci lamentiamo eccome!
Non ti si rivolta l’intestino quando ti dicono che il barolo e il barbera li useranno per farci alcol etilico? Pagherai bottiglie da 10 euro per farci CH3CH2OH da 40 euro la tonnellata…tanto varrebbe passarci sopra con i Caterpilar… ma quello farebbe indignare qualcuno.

#13 Luigi ruffini on 09.22.10 at 18:16

Non è affatto come incentivare un diesel qualsiasi.
C’é una differenza enorme. Il diesel è una tecnologia obsoleta, inquinante e sostituibile. Il fotovoltaico genera energia elettrica ditribuita, che è un bene ESSENZIALE per la nostra civiltà.
Se hai fame, puoi brontolare quanto vuoi se costa troppo, ma farne a meno è impossibile.
Delle auto a combustione si può fare a meno.
L’incentivo ad una tecnologia di produzione serve ad avviare una filiera produttiva e di ricerca. nel tempo verrà ridotto fino a scomparire. Lamentarsi adesso è come criticare la spesa sociale per la scuola e la sanità solo perché costano. Ma se non ci fossero come saremmo ridotti?
Per quanto riguarda il vino paragonarlo all’energia è fuori luogo.

#14 zippole on 09.26.10 at 00:38

faccio un’aggiunta personale a sostegno di Ruffini:
inoltre stando alle proiezioni a medio e lungo termine, l’incentivo al fw non sara’ piu’ necessario una volta raggiunta una soglia del prezzo del barile, ovvero quando l’energia costera’ molto per essere prodotta in qualsiasi modo. In quel momento non avere delle tecnologie rinnovabili evolute potra’ comportare un elevato prezzo sociale.
Just my 2 cents

#15 gigieffe on 09.28.10 at 13:42

“…stando alle proiezioni a medio e lungo termine, l’incentivo al fw non sara’ piu’ necessario una volta raggiunta una soglia del prezzo del barile…”

Ma allora non sarebbe meglio soprassedere con l’incentivo ed aspettare che il prezzo dell’energia salga?

E’ questione di poco. O no?

Bye

Gigi

#16 Luigi ruffini on 09.30.10 at 20:12

@15
E nel frattempo la filiera FTV rimane ferma…
Poi quando il greggiodecolla, ecco che salta fuori il solito che si chiede perchè non ci si è pensato prima…
Ma in quel momento sarà troppo tardi, perché con il prezzo del graggio alle stelle anche il FTV, senza mercato avviato, costerebbe come nel 2002, ovvero oltre il doppio.
Ma a te non importa, perché o sei un troll pagato da qualche lobby, oppure ti sei informato sui problemi energetici su Studio Aperto nell’edizione di pranzo…
…o tutt’e due.

#17 markogts on 10.03.10 at 22:48

A Gigi evidentemente sfugge la necessità di investire l’energia oggi disponibile per avere un ritorno di energia nel futuro. Quando il petrolio salirà di prezzo, rincareranno anche i pannelli PV e tutti gli altri beni succedanei del petrolio. Chi si attrezza adesso ci rimette nel breve periodo per guadagnarci nel lungo. Dopo sarà troppo tardi.

#18 gigieffe on 10.12.10 at 17:11

Qualcuno evidentemente confonde investimento con scommessa, e, cosa ancora più grave, confonde i soldi degli altri con quelli propri.

Chi volesse fare scommesse sul futuro energetico è ovviamente liberissimo di farlo, ed io non avrei assolutamente nulla da dire, purchè lo faccia con i soldi suoi e non con i miei.

Bye

Gigi

#19 Felice CELESTINO on 10.12.10 at 21:38

Caro Marco Sclarandis,credo che sia stata commessa una svista: se 0.5 E+12 KWh corrisponde a 0,5 per 10 alla dodicesima ,i KWh dovrebbero essere 500 miliardi
e non 500 mila miliardi.E’ il caso di rifare il conteggio?
Con affetto , Felice

#20 Luigi ruffini on 10.12.10 at 22:43

@gigieffe

Sto ancora aspettando (sono mesi) che tu proponga qualcosa di costruttivo, allora, anziché criticare questo o quello.
Sottoponi un bel resoconto con le tue soluzioni, e poi però beccati le inevitabili critiche.
Troppo facile tirare la pietra e nascondere la mano…