Le celle al CdTe non sono pericolose.

Esce in questi giorni su “Il Sole a 360 gradi” un interessante articolo di Palmisano e altri, dove si riassumono le caratteristiche e le prestazioni delle celle solari a film sottile basate sul tellururo di cadmio. Gli autori sono particolarmente interessati sulla questione del possibile rilascio di cadmio nell’ambiente e descrivono in dettaglio come questo rilascio sia infinitesimale anche nelle ipotesi peggiori. Manca nell’articolo una discussione della resa energetica (EROEI) delle celle al CdTe che è alla fine dei conti il parametro fondamentale (come discusso in questo articolo). E’ comunque un articolo molto interessante. Lo potete trovare a questo link

2 comments ↓

#1 Arturo on 08.26.10 at 08:33

Ok, nel “worst case”, cioè un incendio che possa fare fondere il vetro, il documento chiarisce che il rilascio di Cd sarebbe minimo.
Però in caso di una forte grandinata – e con il global warming incipiente le dimensioni della grandine potrebbero essere veramente ragguardevoli, tali da poter rompere il vetro di supporto del pannello, secondo voi cosa succede al Cadmio? Potrebbe liberarsi nell’aria?
Evito il caso di caduta di un meteorite .. :)

#2 Gifh on 09.05.10 at 14:44

Sebbene ulteriori studi siano ancora in corso, alcuni ricercatori del US Department of Energy (Brookhaven National Laboratory) hanno rilevato che l’uso su larga scala di moduli fotovoltaici al CdTe non presenta rischi per la salute e per l’ambiente e il riciclo dei moduli a fine della loro vita utile risolve completamente tutte le preoccupazioni ambientali. Durante il loro funzionamento, questi moduli non producono sostanze inquinanti, e inoltre, spostando l’equilibrio dai combustibili fossili, offrono grandi vantaggi ambientali. I moduli fotovoltaici al CdTe sembrano essere più rispettosi dell’ambiente rispetto a tutti gli altri usi attuali del cadmio. http://www.nrel.gov/pv/cdte/pdfs/cdte_lca_review1.pdf
Tuttavia in Europa e in Cina, l’approccio è più cauto: tutti i composti del Cd sono considerati tossici e cancerogeni.