Una tabella da pagina 5 di un rapporto al DOE del 2002. Per vederla in dimensioni leggibili, cliccate qui.
Agosto è un periodo in cui si può girellare in santa pace sul web. Cercando qua è la, ho trovato un bel rapporto fatto al Department of Energy degli Stati Uniti (DOE) (via il blog di Lou). E’ un documento interessante per il generale ottimismo. Se guardate la tavola che apre il rapporto, vedrete che secondo loro ci dovevano essere già macchine a idrogeno in vendita almeno da un anno; e forse anche da tre anni. Per usare le parole di Manzoni a proposido di Don Ferrante “il che si può ben vedere come sia avvenuto”
Non faccio ulteriori commenti a un rapporto che – a una lettura non approfondita – mi è parso piuttosto pieno di bufale. Mi preme soltanto notare come quando si parla di energia, le leggende abbondano. La leggenda dell’idrogeno ha fatto evidentemente dei danni anche a persone che avrebbero dovuto saperne di più.

14 comments ↓
Le auto ad idrogeno sono volate via. Esaurita la zavorra costituita dalle mazzette di banconote di incentivi pubblici che contribuivano alla loro massa totale, la proverbiale leggerezza del loro carburante le ha fatte sollevare dai pavimenti delle fiere, degli studi TV e dei palcoscenici di Grillo. Adesso fluttuano nella stratosfera, in attesa che qualche anomalia atmosferica le faccia precipitosamente piombare sulla verticale dei distributori di Milano, Rosignano, Monaco o Los Angeles, deserti e riconquistati dall’erba.
I finanziamenti sull’idrogeno non sono ancora del tutti finiti: certo è che tra Rifkin (che nonostante tutto non ha ancora visto stroncare la sua carriera) e Grillo (l’ “ultima speranza” secondo alcuni, l’ennesimo cialtrone secondo me) sono scaturiti fuori dei danni colossali e a livello mondiale… Il che non fa che ribadire che ci deve essere un’informazione più di qualità e, come dice anche lei Bardi, il politico deve fare il politico, lo scienziato deve fare lo scienziato (sul comico taccio per carità di patria)
Saluti
Marco C.
Oddio, non la metterei cosi’ dura. Il massiccio finanziamento pubblico all’auto a idrogeno e’ stato, se volete, il primo vero tentativo di ottenere un’alternativa alla benzina. Non e’ poco. Poi, ahime’, siccome il magic material per lo stoccaggio dell’idrogeno ad alta densita’ non e’ stato trovato, e’ crollato tutto il castello. Se ci fossero riusciti, oggi avremmo le auto a idrogeno. E’ ricerca, baby.
@Filippo Zuliani
Non sono d’accordo.
L’idrogeno non è una fonte di energia ma solo un (pessimo) vettore.
I finanziamenti all’idrogeno sono serviti (ed hanno funzionato a meraviglia) a distogliere l’opinione publica da un grosso problema.
Guarda caso Bush dopo aver “ucciso” l’auto elettrica si preoccupo di finanziare l’idrogeno.
Nel films “chi ha ucciso l’auto elettrica” appare molto evidente (verso la fine)
Curiosa quella tabella, manca tra le marche “a idrogeno” l’Honda, che è l’unica casa, a quanto ne so, è l’unica ad avere un’auto a idrogeno, la Clarity, noleggiabile a circa 500 euro al mese.
Honda conta di darne in leasing circa 200 per la fine dell’anno, in Giappone, Europa e California, unico posto dove sono disponibili le stazioni di rifornimento.
Un omino Honda mi ha detto che prevedono di iniziare le vendite di massa nel 2018.
Le auto a idrogeno potrebbero essere il futuro, se non ci fossero le elettriche, tra otto anni credo che saranno loro a guidare il drappello delle auto ecologiche, probabilmente l’idrogeno potrebbe alimentare camion e bus, con stazioni di rifornimento centralizzate, ma nulla di più.
@ Anonimo
In teoria la tiua osservazione è giusta. Ricerca per ricerca si deve andare a 360 gradi. Ma prima di spendere denaro esiste una cosetta chiamata “studio di fattbilità”. Se fosse stato redatto con cura da gente competente, e fosse soprattutto finito nelle mani giuste, quasi certamente i finanziamenti sarebbero stati spesi in modo più oculato.
Non entro nel merito dell’entità della spesa né sull’utilità, altrimenti in giro avrei da dire ben altro, almeno per quello che vedo….
E’ buffo sentir parlare di auto ad idrogeno da 15 anni come un oggetto disponibile tra 30 anni. Naturalmente l’obiettivo dei 30 anni viene procrastinato di anno in anno. In effetti, però, bisogna distinguere tra auto ad idrogeno endotermica ed auto ad idrogeno elettrica con fuel cell. Nel secondo caso si ritiene che il vantaggio delle auto a fuel cell venga dall’autonomia e dai tempi di ricarica. L’idrogeno non offre grandi vantaggi di autonomia ed i tempi di ricarica delle batterie al litio attuali a nanotecnologie richiedono pochissimi minuti. Quindi a parità di tempo di ricarica, il costo delle infrastrutture di ricarica elettriche, il confronto tra i costi inaccessibili su larga scala degli impianti di produzione dell’idrogeno, accumulo, distribuzione e l’impianto potenziato elettrico per le vetture all-electric porta inevitabilmente alla scelta dell’auto elettrica … ed è questo che fanno ragionevolmente tutte le case automobilistiche del pianeta. La transizione è l’auto ibrida elettrica, mai sarà quella ad idrogeno. Questo vale per l’auto e per tutti i veicoli stradali.
Spero di non sembrare inopportuno, ma nutro qualche dubbio sul sistema che avrebbe dovuto supportare lo sviluppo di un mercato delle auto a idrogeno. In effetti sembra che le infrastrutture che avrebbero dovuto rifornire il carburante, non se le sia filate nessuno, pertanto diventa molto improbabile che la ricerca, gli investimenti industriali e la messa in commercio di auto a idrogeno possa mai sbocciare in un mercato che definire “malato” ora è solo un eufemismo.
Pensate al GPL o al metano ai loro esordi commerciali. Sono sempre stati minoritari, tuttavia si sono diffusi in maniera non troppo eterogenea sul territorio tanto da stimolare (grazie anche alla convenienza di fior di incentivi) un pullulare di officine che operavano l’ibridazione. Adesso si può affermare che la produzione di massa di auto a gas costituisca un segmento importante dell’automotive.
Lo stesso non potrà dirsi dell’idrogeno, almeno fino a quando un certo volano non inizierà a stimolare i virtuosismi correlati.
Ok, sto leggendo le opere di Rifkin, se non si era capito!
Cordialmente!
Gifh
‘Dove sono le auto a idrogeno?’ Nello stesso posto dove saranno i pannelli fotovoltaici che stiamo installando a spese nostre e con squilli di fanfara, quando ci accorgeremo che servono solo alle banche per finanziare progetti a ritorno sicuro (tanto paga Pantalone), servono solo ai contadini per farsi la pensione (visto che costano come un trattore ma non li devi guidare), servono solo alle amministrazioni comunali con il bilancio esangue (una scuola costa, un parco FV rende, è una tassa occulta).
Quando ce ne accorgeremo faranno la stessa fine delle auto a idrogeno.
E non parlatemi di infrastrutture o di economie di scala: il costo di produzione NON è sceso di una cippa negli ultimi anni di produzioni crescenti in modo esponenziale.
Secondo il Department of Energy USA, il costo di produzione dei sistemi di trasporto a celle a combustibile si è ridotto dai 275 $/kW ai 61 $/kW nel 2009, e si prospetta un’ulteriore riduzione fino a 30 $/kW per il 2015.
(Fonte: http://www1.eere.energy.gov/hydrogenandfuelcells/accomplishments.html )
Lo stesso non si può dire per altri sistemi che utilizzano combustibili fossili.
Magari però ho frainteso quali costi di produzione siano rimasti costanti.
@ 9
http://www.theoildrum.com/node/6854
in particolare il diagramma:
http://www.theoildrum.com/files/Alternative%20fuel%20EROI.png
Informarsi prima di dir bojate sarebbe meglio
@11
Nessuno dei due link che posti sposta di una virgola quanto ho detto.
Gli attuali pannelli FV faranno la fine delle auto a idrogeno, quando la gente si renderà conto di quanto gli costano.
Che abbiano o meno un EROEI interessante non vuole dire nulla; rimane il fatto che al momento sono estremamente antieconomici, e che il crollo dei prezzi che qualcuno si aspettava (gli stessi qualcuno che badaben correvano a ficcare il naso negli scappamenti di furgoncini a idrogeno), non si è verificato e difficilmente si verificherà; è avvenuta una riduzione dei costi di installazione (per via della concorrenza tra operatori), ma NON il supposto crollo dei costi di produzione; questa tecnologia FV non va, ma finchè sprechiamo le 4 lire che abbiamo invece di destinarle a ricerca seria di celle di tipo diverso, difficilmente ne verremo a capo.
Ps. A nessuno sfugga che non stiamo solo buttando soldi ADESSO (per fortuna ancora abbastanza pochi), ma ci stiamo vincolando a buttarne sempre di piu’ per un ventennio.
#12
Basta cercare e si trovano anche i costi economici, a quanto pare a te tanto cari al punto da accettare le fette di salame davanti agli occhi:
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/10_luglio_27/solare-costi-nucleare_6c3ac74a-998b-11df-882f-00144f02aabe.shtml
@ giò
Stai dicendo una montagna di cavolate.
Il costo di produzione dei pannelli nel 2009 è crollato del 40%.
Un inverter da 3 kw ora costa la metà che nel 2002.
L’unica cosa che non può scendere sono proprio i costi di installazione. Se una settimana ha un costo per 2 persone in un impianto elettrico tradizionale, tale rimane per installare un FTV.
Vai a sparare fesserie da un’altra parte, per favore.