Coiante: a che punto siamo col fotovoltaico?

Di Ugo Bardi

Domenico Coiante ha recentemente pubblicato sul sito di aspoitalia due articoli che esaminano lo status attuale del fotovoltaico di prima generazione e di seconda generazione. E’ una disamina molto dettagliata della situazione che ha l’obbiettivo di valutare le condizioni necessarie per arrivare alla tanto anelata “grid parity,” ovvero a dei costi concorrenziali con quelli delle sorgenti tradizionali.

La “prima generazione” del fotovoltaico è quella ormai tradizionale del silicio mono-cristallino o policristallino. In quest’area, sembra che siamo arrivati a una saturazione delle prestazioni: le efficienze non aumentano più da almeno una decina di anni. La tecnologia è matura; i prezzi continuano a scendere per via dell’ottimizzazione dei sottosistemi ma non ci possiamo aspettare grandi rivoluzioni. Il costo del kWh, calcolato con i metodi tradizionali, si aggira intorno ai 25 Eurocents; quindi ancora abbastanza più alto di quello del kWh tradizionale, al momento intorno ai 6-8 Eurocents.

Per quanto riguarda la “seconda generazione” ovvero il fotovoltaico a film sottile, siamo di fronte a una tecnologia in rapido sviluppo, i cui costi si stanno abbassando. Al momento, il costo di un impianto a film sottile non è molto diverso da quello di un impianto tradizionale; molto probabilmente per via della necessità di ammortare i costi di ricerca e sviluppo. Tuttavia, quella del film sottile è una tecnologia superiore a quella tradizionale in termini di resa sia monetaria che energetica. Ci vorrà ancora tempo, tuttavia, per arrivare alla grid parity. Fa notare Coiante che anche se i pannelli costassero zero euro al metro quadro, il costo del bilancio del sistema (BOS) rende ancora il fotovoltaico leggermente meno competitivo del tradizionale. Per arrivare alla parità, non basta soltanto ridurre i costi, occorre aumentare le efficienze per ridurre di conseguenza l’impatto del BOS.

Insomma, arrivare alla parità monetaria non è cosa per quest’anno, e nemmeno per il prossimo. Questo, tuttavia, è vero finché si ragiona unicamente in termini di costi monetari immediati, quei costi che i calcoli cosiddetti “attuariali” permettono di quantificare. I  costi dovuti all’inquinamento e all’esaurimento sono difficilmente quantificabili e sono molto alti. In sostanza, non ci possiamo permettere di fare a meno del fotovoltaico.

Link ai due articoli:

http://www.aspoitalia.it/attachments/280_Coiante_PV_1stgen_09jun10.pdf

http://www.aspoitalia.it/attachments/283_coiante_secondagenerazione.pdf

13 comments ↓

#1 Stefano on 07.26.10 at 16:11

Ma cos’è il BOS ? bilancio del sistema … cioe’ ?

#2 Ugo Bardi on 07.26.10 at 16:16

Il BOS è tutto quello che non è il pannello vero e proprio: supporti, recinzione, cablaggio, inverter, eccetera…

#3 Paolo Marani on 07.26.10 at 18:29

Quello che realmente non mi torna nel discorso di coiante è il volere inseguire per la grid parity il costo “attuale” industriale medio stimabile attorno ai 9 cent/Kwh, al raggiungimento del quale c’è convenienza per parità di rete.

Ebbene, chi ci assicura che l’attuale costo di 9 cent/Kwh, in futuro, non possa aumentare drasticamente ? Con quale trend è aumentato nell’ultimo periodo ?

Un discorso più verosimile potrebbe essere quello di fare incontrare la curva media di sconto dei pannelli fotovoltaici (film sottile o silicio) con la crescita stimata del costo con le fonti tradizionali, e verificare in quali condizioni e con quali tecnologie questi trend si intersecano, così da avere stime più attendibili sulle reali possibilità di raggiungere la parità in tempi verosimili.

Non ho dati specifici, ma se si scollina dal picco ho come l’impressione che quei 9 cent piccheranno anche loro (ma rovesciati verso il basso).

#4 Luigi ruffini on 07.26.10 at 18:41

Scusa Paolo, verso il basso intendi che pensi che il prezzo diminuisca?

#5 Stefano1 on 07.26.10 at 19:08

I 25 cent sono già la grid-parity per l’utente.
Se installo un impianto sul mio tetto il confronto sul kWh non lo faccio con quanto costerebbe al produttore ovvero i 9 cent, ma con quanto lo pago io in bolletta.
Il fotovoltaico è un “elettrodomestico” che si diffonderà nelle abitazioni al pari di una lavatrice o una caldaia. E’ questa la sua forza in un libero mercato.

Ampliando il discorso di Paolo Marani, nel post picco (ovvero da adesso, ma non ancora percettibile) l’energia inizierà a rincarare sempre più e l’utente finale potrà dire al suo vicino:

#6 Stefano1 on 07.26.10 at 19:13

(manca una parte del messaggio)

“Guarda, ho installato un impianto fotovoltaico così il kWh mi costa SOLO 25 cent!!”

#7 Coiante: a che punto siamo col fotovoltaico? — Nuove Tecnologie … on 07.26.10 at 20:34

[…] arrivati a una saturazione delle prestazioni: le efficienze non aumentano più da almeno … Leggi fonte notizia: Notizie correlate:Incentivi e nuove tariffe in Conto Energia: a che punto siamo […]

#8 marco on 07.26.10 at 22:42

Quando si parla della non-convenienza attuale del fotovoltaico, si paragona i costi attuali dell’ energia prodotta dagli impianti solari con i costi attuali delle fonti tradizionali. La mia impressione, non di studioso come Coiante, ma di persona che ha quasi sempre lavorato nel commercio e’ che i prezzi del fotovoltaico siano ben lontani da aver raggiunto il loro minimo. Basta pensare alle difficolta’ attuali a reperire gli inverter, difficolta’ che indubbiamente incide molto sui prezzi. Che il costo dell’ energia prodotta da fonti fossili sia poi destinata a crescere mi sembra abbastanza scontato. Ma quello che credo non sia considerato da nessuno e’ che esistono un miliardo e mezzo di persone senza accesso all’ energia elettrica e penso proprio, anche se non da studioso ma da semplice osservatore che pero’ guarda anche oltre l’ occidente sviluppato , che sarebbe impossibile con le fonti tradizionali fornire a queste persone l’ energia elettrica anche per la scarsita’ di risorse. Vedo quindi nell’ elettrificazione delle moltissime zone ancora “al buio” un’ applicazione gia’ possibile e vantaggiosa della tecnologia fotovoltaica, anche se occorrerebbe una produzione e una strategia di diffusione diversa da quella usata nei paesi avanzati ma disegnata sulle esigenze particolari di questi territori. E oltre alle zone dove l’ energia elettrica non arriva esistono moltissime situazioni dove l’ energia elettrica non e’ regolare ma manca in molte ore della giornata.

#9 mauriziodaniello on 07.27.10 at 03:07

8-9 cents in rete, ma all’utilizzatore finale ?

Ciao

#10 Paolo Marani on 07.27.10 at 10:12

@Ruffini: Intendevo dire che 9 cent è possibile che sia un punto di “minimo”, e che in futuro non possa che aumentare. La considerazione di Stefano è calzante, essendo una tecnologia destinata (verosimilmente) all’utente finale, e solo marginalmente alla produzione “bulk” da parte di poche grandi multinazionali, ha più senso paragonare il suo costo per unità energetica a quanto si paga in bolletta, piuttosto che al costo industriale. Occhio però che anche questo costo finale è destinato a rincarare (forse anche più di quello industriale), così come se un pomodoro aumenta di costo di 1 cent, nei mercati generali aumenta relativamente di 4 cent.

Chi afferma come chicco testa che “tanto il FV non potrà che coprire uno 0,0-qualcosa del fabbisogno complessivo, sbaglia di grosso. Se io ce l’ho, e risparmio almeno il 50% in bolletta, per gli altri continua a coprire lo 0,0-qualcosa, ma per me copre il 50% !!!! E’ il solito ragionamento che non considera la “scalabilità” di una soluzione ma il suo solo impatto assoluto. Il FV è un espediente di “principio”, dimostrare che una vera democratizzazione dell’energia è possibile, finalmente sottraendola agli oligopoli e creando la tanto agognata “internet” dell’energia.

Poi, una volta messo in moto il meccanismo, sono sicuro che non solo il FV arriverà a quote importanti del fabbisogno, ma saprà persino superarlo, è solo questione di tempo e di risorse.

#11 Stefano1 on 07.27.10 at 14:35

Paolo, è un piacere constatare che arriviamo a conclusioni molto simili.
Ti faccio di nuovo da sponda linkando l’articolo del blog a cui partecipo (in costruzione):

http://energheia.webs.com/apps/blog/show/3115732-italy-photovoltaic-vs-nuclear-2010-march-update-

E’ incentrato sul nucleare, ma richiama i concetti del mercato libero del PV e della sua inesorabile ascesa.

#12 Paolo C. on 07.28.10 at 11:21

Ma negli Stati Uniti le cose stanno come dice quest’articolo?

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/10_luglio_27/solare-costi-nucleare_6c3ac74a-998b-11df-882f-00144f02aabe.shtml

#13 gigieffe on 08.21.10 at 01:16

Sarebbe davvero una magnifica notizia!
L’implicazione più immediata è che il “conto energia” non è più necessario.

In Spagna devono averlo capito, e si stanno …portando avanti con il lavoro.

http://www.pv-magazine.com/news/details/beitrag/exclusive-interview–cuts-in-spanish-pv-applications-would-signal-the-end_100000221/

Bye

Gigi