Il fotovoltaico non è un vampiro

Di Ugo Bardi

Una bella immagine che arriva dalla Guadalupa Francese, nelle Antille. Viene da Helios-energie, una ditta di persone molto in gamba che fanno un lavoro interessantissimo per quanto riguarda l’integrazione del fotovoltaico con l’agricoltura. Notate come i pannelli fotovoltaici sono piazzati quasi in orizzontale, come è necessario fare in un paese vicino all’equatore. Notate anche come i pannelli non danneggiano minimamente lo strato erboso e come sotto di essi le pecore trovino una frescura apparentemente apprezzata. L’agricoltura vive principalmente di luce diffusa, il fotovoltaico (se installato a una certa altezza) la blocca solo in minima parte, quindi permette alle piante di crescere. Notate anche come i pannelli siano sostenuti da una struttura leggera che non impatta sul terreno: niente fondazioni, niente cemento armato. Mettere dei pannelli così è un buon modo per ricostituire un terreno esaurito e renderlo di nuovo fertile dopo un certo numero di anni. Inoltre, il fotovoltaico fornisce risorse economiche all’azienda agricola; nonché energia necessaria per le lavorazioni, come stiamo esplorando nel progetto del trattore agricolo elettrico RAMSES.

Putroppo, non tutti sembrano aver capito le potenzialità positive dell’interazione fra fotovoltaico e agricoltura. Molta gente rimane bloccata nel paradigma della pura competizione e vede il fotovoltaico come un vampiro che succhia all’agricoltura i vitali fotoni. Certo, gli impianti vanno installati con una certa attenzione in modo da evitare danni. Sarebbe il compito degli enti locali stabilire regole per salvaguardare il terreno e favorire la compatibilità di fotovoltaico e agricoltura. Ma, purtroppo, in nome di una pretesa “difesa dell’ambiente” si sta arrivando invece a dei provvedimenti drastici “vietatutto” le cui conseguenze non sono state valutate bene. Così si finisce per penalizzare tutti quanti, per primi gli agricoltori.

Ecco una notizia apparsa recentemente su ecoblog

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Comune di Alba: vietato il fotovoltaico a terra

from ecoblog by Marina

Mentre in Puglia si installano a tutto spiano impianti fotovoltaici a terra, in Piemonte, nel territorio del Comune di Alba sono stati banditi. Infatti, secondo la delibera approvata nei giorni scorsi, è stata esclusa la possibilità di installazione di pannelli fotovoltaici a terra per impianti con potenza superiore a 20 Kilowatt. Vietati a terra nel centro storico, centro urbano, sulle colline, nei pressi della Scuola Enologica, zone agricole, boschi, nei pressi e fino a 150 metri dai fiumi Tanaro, Cherasca, Seno D’Elvio, Talloria, nei pressi del sito archeologico di San Cassiano, nelle terre coltivate a nocciole, su terreni fragili, vicino le cascine e a La Morra e Roddi poiché sono da tutelare le colline candidate a diventare patrimonio dell’Unesco.

Spiega il sindaco Maurizio Marello:

Il fotovoltaico va benissimo sugli edifici, sui capannoni, nelle aree produttive, dove non solo è consentito, sarà consentito e noi spingeremo perché sia praticato. Altro è sui terreni agricoli. Una realtà come Alba deve fare molta attenzione. L’esclusione quasi totale del fotovoltaico a terra non è una presa di posizione contro questa tecnologia ma è il bilanciamento di un interesse per noi fondamentale: la tutela dell’ambiente, del paesaggio, della tipicità agricola. Fonti principali di ricchezza del nostro territorio di attrazione turistica.

Dove si possono allora installare i pannelli fotovoltaici a Alba? Spiega Targato Cn:

L’installazione è possibile solo in pochissime aree classificate 1 e 2. Zone in cui la proprietà è talmente frazionata che difficilmente i proprietari si metteranno d’accordo per rendere disponibili vari ettari necessari a creare distese d’innumerevoli pannelli a terra occupanti 10 metri a Kilowatt atte a produrre quantità elevate di energia, dice l’assessore all’Ambiente ed Agricoltura Massimo Scavino dopo aver incontrato nei giorni scorsi le Associazioni agricole del territorio per un parere sull’argomento. Tuttavia, nelle rare zone possibili l’installazione dovrà rispettare determinate condizioni: migliori tecnologie disponibili, no a fondazioni in cemento armato, no a sostanze chimiche per la pulizia dei pannelli, altezza atta al passaggio della fauna, etc.

10 comments ↓

#1 pier enrico zani on 07.01.10 at 00:13

buona sera,per esperienza diretta ho visto molte volte
installare impianti su terreni agricoli di ottima qualita’
con il puro scopo di lucrare sul conto energia abbandonando ogni coltivazione
molti altri siti non pregiati non venivano nemmeno considerati poiche ‘ di piu difficile uso (sassi rocce etc)
concludendo:e’ bene regolamentare le installazioni e le motivazioni piu’ importanti sono:
–non invadere terreni agricoli pregiati
–non usare terreni troppo distanti dalla rete per
ridurre la perdite di trasporto
–usare tetti di capannoni per incentivare l’uso diretto
dell’enegia per produzione industriale locale
sovraccaricando meno la rete
–favorire al massimo l’uso di tetti di abitazioni per lo
stesso motivo e cioe produrre energia fotovoltaica
dove serve visto che il sole e’ democraticamente
distribuito sul territorio

sempre per esperienza diretta molte volte mi si chiede di produrre pannelli di colori diversi per non far vedere o camuffare l’impianto: penso che dobbiamo
invece lanciare la moda che l’impianto fotovoltaico
e’FICO e che si deve vedere bene (anche se non si deve esagerare mettendoli ovunque a c….)

saluti pier enrico zani (vecchio fotovoltaicista ancora sulla breccia)

sovraccaricare la rete

#2 pier enrico zani on 07.01.10 at 00:20

aggiunta : naturalmente sono anche d’accordo sull’uso di grandi impianti multimwatt a terra per produrre energia ma sempre secondo le regole ed il buon senso
industriale .
il dicorso si fa lungo e mi fermo qui

#3 Massimo Gassino on 07.01.10 at 12:11

Un bellissimo articolo, ma poi la realta’ Italiana e’ un po’ diversa… La mia esperienza : da oltre un anno abbiamo iniziato le pratiche per installare un impianto fotovoltaico (6Kwp) su una falda di un capannone agricolo a cui stamo sostituendo la copertura in eternit. Terminata la DIA, ci stavano per spedire i pannelli, quando il comune di San Gimignano ci SOSPENDE la DIA con questa motivazione : “..per effetto delle norme di salvaguardia di cui all’art 32 della Disciplina del PTC adottato con Del.C.P. n.18 del 17.02.2010, pubblicato sul BURT n.21 del 26.05.2010″…. chiarissimo ! … …viene poi allegato un doc. in cui al capo II Art.32 paragrafo 3 si dice “Fino all’approvazione del piano provinciale energetico NON sono ammessi impianti per la produzione energetica nel territorio rurale salvo quanto dettato al comma seguente” . Al comma seguente si ammettono solo cave, aree dismesse. etc. etc.
E’ mai possibile che la PROVINCIA di SIENA VIETI i pannelli fotovoltaici su un CAPANNONE AGRICOLO !?!?!? Dobbiamo SOLO EMIGRARE da questo PAESE MORTO e DEFUNTO ?
Cordialmente e disperatamente
Massimo

#4 Luigi ruffini on 07.01.10 at 17:25

La struttura della foto viene considerata pensilina e conta come mq. Almeno in genere è così.
Paradossalmente se si alza fa metratura. Se viene montata bassa (a filo terreno) non ci sono problemi, salvo per i grandi impianti.
Ne consegue che l’articolo, pur esprimendo una riflessione sostanzialmente corretta, non è applicabile conm le attuali leggi urbanistiche. Che però possono essere cambiate…o integrate, anche facilmente.

#5 Ugo Bardi on 07.01.10 at 17:31

Eh, Luigi, appunto quello che volevo dire. Passiamo la nostra vita a lottare contro leggi assurde. Questa che impedisce di montare i pannelli a una certa altezza è una delle tante. Viene voglia di ringraziare il governo per proteggerci così bene dai pannelli FV, dalle auto elettriche retrofittate, e da tante altre cose……

#6 Paolo Marani on 07.02.10 at 00:02

Come in tutte le cose, che possono essere buone o cattive a seconda dello spirito con cui le si usa, occorre onestà intellettuale per esaltare gli aspetti positivi rispetto a quelli negativi.

Siamo sicuri che i contadini che decidono di avvalersi di questa tecnologia, non lo facciano solamente perchè abbindolati da facili promesse di guadagni in SOSTITUZIONE della attività agricola anzichè a suo complemento ?

Quanto all’altezza e dei pannelli, in italia non puoi farli troppo in alto per via dei vincoli paesaggistici, e non puoi farli troppo in basso perchè devi garantire il passaggio degli animali, la manutenzione, rispettare le esigenze del terreno.

Questi due vinccoli potrebbero portare a stabilire una altezza “ideale” di legge alla quale collocarli, invece sembra che per la burocrazia i due “range” si intersechino, pertanto semplicemente non esiste soluzione ottimale per farli.

Alla fin fine sono le leggi idiote che stanno determinando l’evoluzione dell’umanità.

#7 Luigi ruffini on 07.02.10 at 08:31

Ho un’opinione personale riguardo alle leggi.
Vengono emanate per consentire ai responsabili del settore pubblico di poter operare correttamente ed in modo equo. Ora però sono un’arma per chi se ne vuole lavare le mani. I vari vincoli paesaggistici vanno anche bene, a patto però che chi opera per la loro tutela non usi le varie leggi per impedire qualsiasi cosa.
Non ci sono leggi che possono imporre il buonsenso, c’é solo la cultura e l’informazione, oltre che, ovviamente l’educazione ricevuta in famiglia.
Se vengono tolte sono dolori. Se ne aggiungiamo altre il sistema collassa.
Ops! Siamo in un mare di guai…

#8 Pippo on 07.03.10 at 11:45

C’è un altro aspetto che va al di là del fotovoltaico. La tecnologia, la medicina, la scienza in generale proseguono molto più velocemente di qualsiasi normativa legislativa.
Cioè prima si creano gli oggetti e poi si sente la necessità di normarli.
Pensate alla bioetica, al testamento biologico, elementi essenziali per la vita ma quante resistenze ha un’azione legislativa che metta al centro il benessere dell’uomo invece che quelle delle varie lobby politico-religiose.
Non so come si possa uscire da questo circolo vizioso.
Però un po’ di speranza: un amico è stato in Basilicata ed ha visto numerosi campi eolici, e le pale giravano, giravano…

#9 fausto on 07.07.10 at 19:54

Beh, bella esperienza. Si parla tanto di “integrazione architettonica” del FV…
Magari sarebbe ora di parlare anche di integrazione nell’ambiente agricolo.
Fossi io a costruirlo, i sostegni li farei con pali in legno di recupero, ben unti e magari passati sul fuoco. Quelli che adesso vengono stupidamente bruciati durante gli abbattimenti dei vigneti. Vi garantisco che nessun tarlo si permetterà di annusarli; se il trattamento è valido, durano ben di più di un palo in ferraglia zincata. E danno alla struttura un aspetto molto “vintage”!

#10 Pippo on 07.08.10 at 16:19

La Regione Piemonte ha un disegno di legge in materia, parlano di “attori interessati” ma non sono citati i produttori e installatori di fotovoltaico. Speriamo li interpellino.
http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/moratoria-contro-gli-impianti-fotovoltaici-deturpanti.html