Di Ugo Bardi
Foglino autentico, scritto da mia figlia che non riusciva ad accedere alle colonnine di ricarica per la macchina elettrica.
Nuove tecnologie e modi di vivere nel mondo dopo il picco
giugno 20th, 2010 | Notizie
Di Ugo Bardi
Foglino autentico, scritto da mia figlia che non riusciva ad accedere alle colonnine di ricarica per la macchina elettrica.
7 comments ↓
come stiamo a picco dell’educazione?
@1
POST PICCO ED IN DEPLETION SPINTA
Fa il pari con la signora che, alle mie proteste perché voleva parcheggiare davanti alla rastrelliera per le bici, mi guarda come se fossi matto e mi chiese: “Ma senta, io non dovrei parcheggiare perché lei ci deve mettere la bici?”
Per le colonnine ho un biglietto prestampato. Si conclude con un “se parcheggiassi bloccando l’unico distributore della zona, e lei arrivasse con il serbatoio agli sgoccioli, che penserebbe?”
forse siamo proprio troppi.
…ma alcuni sono più troppi di altri
Magari “so” senza apostrofo. Per il resto, condivido che alcuni sono più troppi di altri.
Questo simpatico quadretto mette il evidenza il vero limite della macchina elettrica.
Non l’autonomia (le macchine a metano non hanno più di 150-200 km, ma con il back-up a benzina uno non si preoccupa troppo, tanto non resta mai a piedi) ma il TEMPO di ricarica.
Equivale in pratica al sequestro dell’auto per 4-8 ore.
Durante le quali uno è esposto al perenne ed irrisolto conflitto: tempo d ricarica o vita delle batterie.
Il tempo di ricarica si porta poi dietro, in prospettiva, il problema dell’investimento nelle stazioni di ricarica.
Una colonnina che spaccia idrocarburi è in grado di servire nominalmente 20-30 macchine/ora, che si riducono a 0,12 – 0,25 per una che spaccia elettroni. Ne consegue che il numero di colonnine elettriche dovrà essere almeno decuplicato a parità di parco macchine.
A mio parere, l’unico approccio che potrebbe risolvere questo problema è la sostituzione rapida della batteria, come proposto da questi qui:
http://www.betterplace.com/the-solution-switch-stations
Quindi:
1) batteria standard al litio (le top di gamma potranno montarne due o tre, le utilitarie una) con
2) contatore di energia sigillato e incorporato
3) alla sostituzione si paga in modo proporzionale all’energia effettivamente consumata
4) la tariffa è comprensiva dell’energia, del servizio di sostituzione, e del leasing della batteria che
5) rimane di proprietà della società di gestione (e attenuiamo anche il problema del costo)
6) che è l’unica autorizzata alla ricarica della batteria: essendone anche proprietaria, potrà gestire al meglio la ricarica in funzione del costo dell’energia, della vita della batteria e del magazzino di batterie cariche
E’ evidente in questo scenario la ricarica delle batterie avverrà prevalentemente in modalità notturna, senza richiedere nuova potenza installata.
Si aprono anche interessanti prospettive: il gestore di rete può distribuire in linea il prezzo variabile, istantaneo e locale dell’energia, la stazione di ricarica può decidere, in funzione delle politiche impostate, quanta potenza istantanea assorbire.
In presenza di un parco elettrico significativo, in sostanza si darebbe al gestore di rete la possibilità di modulare il carico anziché la produzione!
Sono sempre stupito che questa proposta non abbia ancora preso piede, ma si continuino a proporre soluzioni Plug-in o finte–elettriche (ibride) che ben difficilmente riusciranno a stare sul mercato.
Bye
Gigi