Scoprire il nucleare

Di Ugo Bardi

Scoprire il nucleare: convegno organizzato da “EnergoClub” a Firenze in occasione di “TerraFutura” il 30 Maggio 2010

Quando si comincia a dire che ci sono problemi con il petrolio, la risposta è immediata: “allora ci serve il nucleare.” Questo l’abbiamo visto tante volte, anche di recente con la lettera che abbiamo mandato ai politici a proposito dell’esaurimento delle risorse. Forse la reazione più rilevante al nostro messaggio è stata la menzione sul blog di Antonio Cianciullo. Non so quanti lettori abbia Cianciullo, ma sicuramente un blog sponsorizzato da “Repubblica” ha un pubblico ben più vasto di quanto ne possano avere i blog un po’ artigianali che facciamo noi.

La reazione al post di Cianciullo era prevedibile, ma sempre sorprendente (e deludente). Nessuno ha commentato o discusso le nostre argomentazioni: è vero che siamo a corto di petrolio, quanto tempo ci resta, eccetera. Immediatamente, si sono messi in un battibecco squallido sulla diatriba nucleare-si e nucleare-no. Questa reazione è tipica, come dicevo all’inizio (e come avevo già descritto un paio di anni fa). Di fronte a un problema complesso come quello dell’esaurimento delle risorse, la risposta che il pubblico riesce a dare non va oltre un dibattito di tipo calcistico sul nucleare. Un altro esempio, se mai ce ne  fosse bisogno, di come il pubblico è disabituato a esaminare i problemi se non in termini di contrapposizione binaria fra noi/loro, bianco/nero, buono/cattivo, eccetera. E’ lo stesso problema che abbiamo quando si parla di cambiamento climatico: il dibattito degenera molto rapidamente un una contrapposizione frontale si/no.

Tutto il dibattito sul nucleare, così come lo si legge adesso in Italia, è in effetti scoraggiante. Se vogliamo un altro esempio, prendiamolo pure in casa nostra, ovvero da un post apparso su “aspoitalia” dove l’autore si dimostra così tragicamente confuso da affermare che “Il nucleare fa effettivamente parte delle energie rinnovabili (di certo non e’ non rinnovabile).” Per molta gente, il nucleare è veramente un giocattolo magico che risolve tutti i problemi. Per altri, invece, è una specie di babau che fa paura. E da questo nasce il battibecco calcistico. Ma non si può avere un atteggiamento un pochinello-tantinello più approfondito?

Allora, ben vengano le iniziative che cercano di fare un po’ di chiarezza sulla faccenda nucleare, come è stata fatta nel convegno “scoprire il nucleare” organizzata da “Energo-club” a Terra Futura, a Firenze il 30 Maggio 2010. Di fronte allo squallore del dibattito odierno, è veramente lodevole come gli organizzatori abbiano messo insieme un bel gruppetto di oratori altamente qualificati a livello internazionale per parlare dei punti critici del nucleare: costi, rese energetiche, problemi umani, sociali e etici. C’erano Storm Van Leeuwen, Stephen Thomas, Nazareno Gottardi, Angelo Baracca e  Giuseppe Onufrio , con in più Helen Caldicott che ha parlato dall’Australia.

Il convegno è stato molto interessante, anche se – come inevitabile – non tutto è stato allo stesso alto livello. Di cosa abbia detto Helen Caldicott, non vi so riferire, perché la connessione dall’Australia era disturbata e quel poco che ho capito non mi ha entusiasmato. Poi, la presentazione di Storm Van Leuween è stata veramente deludente. Van Leuween è stato uno dei primi che è andato a fare un’analisi di tipo “EROEI ” sull’energia nucleare, sostenendo nel 2001 che era minore di 1. Buona idea, ma andava implementata un po’ meglio e il suo lavoro è stato letteralmente fatto a pezzi da altri esperti. A Firenze, mi aspettavo che commentasse su questo dibattito, che presentasse nuovi dati, nuovi risultati o qualcosa del genere. Invece, purtroppo, ha fatto un arrosto incredibile: una presentazione noiosa, ripetitiva, poco chiara e più che altro banale e antiquata.

Tuttavia, la situazione del nucleare è stata presentata con molta chiarezza dagli altri oratori, in particolare da Stephen Thomas e Giuseppe Onufrio. In sostanza, i dati confermano la mia impressione. La cosiddetta “rinascita del  nucleare” è un bluff. Tempi lunghi, incertezze di tutti i tipi e costi in crescita. Secondo i dati, il costo del kW nucleare si attesta oggi intorno ai 6000 euro -  anche senza considerare i costi di smaltimento delle centrali. A questi costi (comunque in rapida crescita), il nucleare già è meno competitivo dell’eolico, mentre fotovoltaico si avvicina a superarlo. Il problema qui sembra essere che il nucleare è una tecnologia matura, pertanto non si riesce ad usare il miglioramento tecnologico per compensare gli incrementi dei costi delle materie prime. Il contrario si verifica con tecnologie in piena ascesa tecnologica, come il fotovoltaico e l’eolico.

Il problema di fondo, alla fine dei conti, sembra essere l’immensa difficoltà di gestire quello che è probabilmente il sistema tecnologico più complesso mai messo insieme dall’umanità. La complessità, come sappiamo, ha un costo. Riuscivamo a pagarlo quando eravamo più ricchi di risorse, negli anni 1970 e 1980, il periodo d’oro del nucleare.  Ma, nelle nostre attuali condizioni, non ci riusciamo più.

(una lode particolare va a Sara Capuzzo e Irene Criscuoli che hanno organizzato il convegno di Firenze)

11 comments ↓

#1 Leo on 05.31.10 at 08:40

Osservazione da profano:

<>, scrive Ugo.

Se non lo fosse, la situazione degli impianti nel mondo sarebbe molto diversa da quella descritta dalla fonte più filonucleare in assoluto:

http://www.world-nuclear.org/info/reactors.html

dove quelli in costruzione sono un ottavo scarso di quelli in esercizio e dove gli “ordinati” (148) e i “proposti” (342), considerati i presumibili pensionamenti, fanno pensare a una situazione complessiva sostanzialmente stabile per l’avvenire.

Leo

#2 Leo on 05.31.10 at 09:00

Osservazioni di un profano assoluto.

“Il nucleare è un bluff”, scrive Ugo.

Se non lo fosse, la situazione mondiale degli impianti, dichiarata dalla fonte che più filonucleare non si può,

http://www.world-nuclear.org/info/reactors.html

sarebbe ben diversa. Invece i reattori in costruzione (54) sono appena un ottavo di quelli in esercizio (438, dato stabile da anni) e quelli “ordinati o pianificati” (148) e “proposti” (342, l’uomo propone ….), considerati i probabili pensionamenti, fanno pensare a una situazione futura sostanzialmente stabile, a picco del petrolio conclamato!

Leo

#3 Leonardo on 05.31.10 at 10:31

Vorrei esprimere un ringraziamento all’autore del post per la relazione sul convegno… peccato sia anonimo.

Saluti.

#4 Ugo Bardi on 05.31.10 at 11:01

Si, scusate, non sono riuscito ancora a trovare il modo di mettere automaticamente il nome dell’autore in cima al post. Ora ci riprovo… intanto l’ho messo a questo.

#5 Paolo Marani on 05.31.10 at 13:11

L’idea che mi ha entusiasmato nel tuo discorso, caro Ugo, è che “la complessità ha un costo”. Con tanta energia a disposizione siamo disposti a pagarlo, con poca probabilmente no.

Quindi, il futuro è inevitabilmente delle cose semplici, facili da costruire, banali da riparare, convenienti da sostituire.

A parità di spesa per kW, come si computa correttamente il “costo” dovuto alla complessità ? Non credo ce ne sia traccia nella LCA, si tratta di un costo “esternalizzato” basato sulla possibilità speculativa di continuare ad eseguire una corretta manutenzione degli impianti.

Come possiamo computare lo stesso costo quando invece di energia parliamo semplicemente di “infrastrutture” ?

Nel mondo dell’informatica, il costo della complessità sta diventando sempre più evidente, tanto è vero che una delle pietre angolari di ogni programmatore oggi è il “KISS” (Keep It Simple Stupid).

Penso dovremmo applicare un approccio KISS anche a tutto ciò che ci circonda, le case, le strade, i ponti, le ferrovie, privilegiando soluzioni semplici e “resilienti” piuttosto che sofisticate e ipertecnologiche.

L’eolico e il fotovoltaico sono vincenti da questo punto di vista. L’eolico presto abbandonerà il “gearbox” diventando un meccanismo con poche parti in movimento (quindi più semplice), il fotovoltaico si sta standardizzando sia nel pannello che nell’elettronica di controllo, rendendo molto più semplice l’installazione.

Dobbiamo convergere verso un mondo kiss, sei di questo avviso Ugo ?

#6 Ugo Bardi on 05.31.10 at 14:13

Beh, si, Paolo, credo che il punto sia proprio questo. In realtà, la faccenda è complessa. Se prendiamo una tecnologia “matura”, come i reattori della seconda generazione, la LCA ti da valori abbastanza bassi dell’EROEI. Se poi passiamo alla terza generazione, forse l’EROEI potrebbe venire più alta, il problema è che per arrivare alla terza generazione ci vogliono investimenti spaventosi nella ricerca e sviluppo, che NON sono contati nella LCA. Credo che a questo punto non ce li potremo mai più permettere, perlomeno nei prossimi 50 anni.

#7 Stefano on 06.03.10 at 11:29

Credo che la complessità sia già conteggiata nel EROI tramite i costi di manutenzione.
Più è complessa una tecnologia, più consta mantenerla nel richiesto grado di efficienza.

#8 Leonardo romagnoli on 06.03.10 at 19:33

Non so se vi è capitato fra le mani il numero speciale di Darwin dedicato al nucleare. Sono rimasto allibito per il modo unilaterale di affrontare il problema dicendo in pratica che chi è contrario è un imbecille che non capisce niente di energia, le scorie non sono un problema e il nucleare è molto vantaggioso economicamente. L’uranio è abbondante e se ne acquistiamo una ventina di tonnellate stiamo bene per i prossimi 60 anni.
Fin qui passi, basta guardare le firme per capire che non ci si può aspettare molta obiettività da tali personaggi, è come chiedere al produttore dell’eternit se l’amianto fa male.
Ma una cosa l’ho trovata insopportabile e veramente meschina quando nell’editoriale per sostenere che il nucleare è sicuro si dice che in fondo anche a Chernobyl sono morte solo 55 persone ! Le contaminazioni, le morti provocate negli anni dalle radiazioni sono solo invenzioni dei soliti catastrofisti. Nel corso degli anni successivi al disastro di Chernobyl in tutta Italia sono stati ospitati ,e ancora oggi l’iniziativa va avanti , migliaia di bambini durante i mesi estivi ed ho avuto più di un’occasione per avvicinarli e vedere nei loro occhi una tristezza che si trascina da anni e che solo la solidarietà di tanti volontari riesce ad alleviare. Forse chi ha scritto questa scemenza crede che si tratti di vacanze Valtur ? Ma perchè se non è successo niente non si trasferisce con la famiglia nei pressi di Chernobyl magari scambiando la sua abitazione con chi non ha la possibilità di fuggire da questa “oasi nucleare”?
Scusate lo sfogo ma a tutto c’è un limite.

leonardo romagnoli

#9 Gianni Pettinari on 06.09.10 at 11:34

Secondo me l’unica via di uscita alla crisi energetica, è un giusto mix fatto di nucleare, idroelettrico e rinnovabili.
E’ assolutamente sbagliato e negativo dire dei no aprioristici al nucleare.
Purtroppo come l’intervento sopra del sig. Romagnoli, troppe volte si danno del nucleare delle visioni pessimistiche mettendo sul tavolo della discussione tanti luoghi comuni.

Abbiamo bisogno di argomentazioni serie e scientifiche non di luoghi comuni.

#10 nickvandeerpeers on 06.14.10 at 21:11

Salve Dott.BARDI,
mi dispiace aver fatto la figura del tifoso calcistico non sostenere il NO al nucleare bel Blog di cianciullo (sono registrato su kataweb con il nickname nickwest).
Il problema è che mi irrrito facilmente di fronte a tanta sfrontatezza nel vedere chi sostiene il nucleare, per me la questione si chiude già sulle scorie, lasciare un’eredità cosi’ pesante per migliaia di anni non mi sembra eticamente corretto nei confronti dei nostri discendenti, sarà che sono padre di due bambine ma la cosa mi pesa parecchio!
Le chiedo gentilmente se mi volesse contattare in privato per chiederle aiuto su una campagna antinucleare che con altre organizzazioni locali ci accingiamo a rendere più marcata. Nella mia zona di oigine, in provincia di Verona, si parla di un possibile sito di una centrale nucleare in riva all’ADIGE in localitù Torretta di Legnago. A settembre probabile vi sarà una serie di dibattiti pubblici sull’argomento e vorrei avere qualche suggerimento in merito.
La mia mail è nickvandeerpeers@gmail.com.
Grazie a presto!

#11 Anonimo on 06.14.10 at 22:15

Caro Nickwest, ti posso dare soltanto la mia opinione personale. Non perdere tempo a combattere “contro” qualcosa. Combatti “per” qualcosa. 🙂

Saluti

Ugo