Da “La Gazzetta di Parma” dell’11 Maggio 2010
Quello che fa rabbia di certe cose non è tanto il discorso in se, ma il puro squallore e l’ignoranza. Qui, un lettore scrive alla gazzetta di Parma sui pericoli dei pannelli solari al tellururo di cadmio lanciandosi in una disquisizione incredibile. E’ la sagra del sentito dire: i pannelli sul tetto della fiera “non parrebbero….,” “avrebbero impiegato….,” “Mi è pure stato detto che…. ” condito con pura falsità tipo che: “questo tipo di pannelli in Germania sono stati banditi già da tempo” e crassa ignoranza tipo che il CdTè contiene l’elemento “telloruro.”
Sono cose che ti fanno cascare le braccia. Soprattutto notando che questo lettore non è così ignorante come sembra dato è chiaramente capace di leggere l’inglese. Infatti, ha riportato pari pari – tradotte – alcune frasi che si trovano in un articolo del 2007 di un sito che si chiama “stockology,” la cui affidabilità è perlomeno dubbia (soltanto il nome, traducibile come “borsologia”…..). In quell’articolo di tre anni fa, l’autore consigliava di andare “corti” sulla First Solar, il principale costruttore di moduli al CdTe, prevedendone il rapido collasso. Se qualcuno ha seguito quel consiglio, ci ha rimesso un po’ di quattrini e ben gli sta!
Vediamo allora di mettere in chiaro le cose, ma purtroppo rimane il fatto che “contro l’ignoranza, anche gli Dei lottano invano.” Figuriamoci poi cosa può fare un piccolo blog come NTE! Ma, proviamoci.
1. I pannelli della fiera di Parma possono essere benissimo fatti in CdTe (tellururo di cadmio). Non c’è nessun segreto: la produzione di questi pannelli oggi ammonta ad oltre 1 GW di potenza di picco all’anno e questa è la tecnologia fotovoltaica in crescita più rapida al mondo.
2. Il tellururo di cadmio contenuto nei pannelli è un materiale stabile, NON è tossico in questa forma – lo sarebbe solo se uno si divertisse a grattarlo via e mangiarlo o inalarlo. E’ una sciocchezza dire che è tossico perchè “contiene cadmio,”; altrettanto sciocco di quanto sarebbe dire che il sale da cucina (NaCl) è tossico perchè “contiene cloro”. Potrebbero esserci problemi di tossicità con il CdTe soltanto se evaporasse o si decomponesse per esposizione ad alte temperature – ma questa è una condizione estremamente improbabile nella pratica. In caso di incendio, è stato dimostrato che il CdTe viene incapsulato dal vetro che lo riveste e non si decompone.
3. In nessun paese del mondo i pannelli al CdTe sono stati proibiti; tanto meno in Germania. E’ vero che c’è una direttiva Europea che considera il cadmio come tossico, come è giusto che sia. Ma questo non vuol dire che non si possa usare il tellururo di cadmio, soltanto che si devono prendere delle adguate precauzioni.
4. Riciclare il CdTe non è un peso, ma un vantaggio per chi lo fa. Il tellurio è un materiale piuttosto raro e sicuramente nel futuro sarà conveniente riciclare questi pannelli, indipendentemente dal fatto che la ditta che li ha costruiti oggi esista oppure no.
5. Aggiungo che i pannelli al CdTe sono oggi la tecnologia fotovoltaica più efficiente che abbiamo e quindi bisogna utilizzarla se vogliamo fare qualcosa di efficace contro la crisi energetica.
Per ulteriori informazioni, potete anche dare un’occhiata a questa pagina del national renewable energy laboratory (NREL). C’è poi un articolo molto interessante che discute tutta la questione dell’impatto ambientale dell’industria fotovoltaica che andrebbe letto prima di mandare lettere sceme ai giornali. In sostanza, l’industria fotovoltaica è un’industria pulita, ma niente che si faccia ha impatto zero. Si tratta allora di cercare di migliorare invece che lanciarsi a spaventare la gente con bugie e sciocchezze.
Ciò detto – vi potete divertire (per così dire) a leggere la lettera in questione.
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Fotovoltaico in Fiera, rischio tossicità?
Da “La Gazzetta di Parma” 11 Maggio 2010
Un lettore ci ha inviato questa lettera, che pubblichiamo con beneficio dì inventario, e che ci pare molto interessante, ripromettendoci di approfondire l’argomento.
Signor Direttore, sembra proprio che Parma faccia sempre, in campo tecnologico, scelte ad alto tasso di tossicità. Lo vediamo nella decisione di Enìa, spalleggiata dalla Provincia, di costruire l’inceneritore che, nonostante tutte la assicurazioni date, immetterà nell’atmosfere diossina e polveri sottili, sostanze altamente nocive per la salute e, come mi è stato riferito, lo vediamo nel progetto dell’Ente Fiera riguardante l’installazione sopra il tetto dei suoi capannoni, tolto l’eternit, pannelli solari che avrebbero un alto contenuto tossico e che in caso di incendio, svilupperebbero tutto il loro potenziale altamente inquinante.
I pannelli della Fiera non parrebbero costituiti da silicio mono o policristallino, ma avrebbero impiegato tellururo di cadmio, sostanza altamente inquinante, pannelli che mi dicono acquistati in Germania e che la ditta fornitrice ha garantito di smaltire, fra 30 anni, quando la loro funzione sarà esaurita o obsoleta, accollandosene le spese; ma chi ci conferma che tra 30 anni quella ditta ci sarà ancora?
Mi è pure stato detto che questo tipo di pannelli in Germania sono stati banditi già da tempo e e pure che degli stessi la Comunità Europea ha riconosciuto la tossicità a causa del contenuto in cadmio, sostanza che ha bandito secondo la direttiva RoHS (in vigore dal 2006), direttiva che vieta l’utilizzo di sostanze cancerogene in materia elettrica e computer.
II cadmio e diversi materiali che contengono i suoi composti I pannelli solari sistemati sui tetti della Fiera, secondo un lettore, conterrebbero tellururo di cadmio, materiale altamente tossico e inserito nella lista degli inquinanti banditi dalla Comunità Europea sono conosciuti come sostanze che inducono al cancro.
Occorre anche aggiungere che la citata direttiva europea non prende in considerazione soltanto le sostanze generiche tossiche, ma solamente il peggio del peggio. Sei sono le sostanze riconosciute
come le più tossiche, il cadmio è al terzo posto.
Scienziati di grido non hanno mancato di puntare il dito sulla potenzialità tossica del cadmio. In particolare il ricercatore Werner ha detto che “nessuno al mondo può garantire che, in grado di incendio, nell’ambiente non si disperda questo elemento estremamente tossico” ed ha stigmatizzato il pretesto di far passare questo tipo di fotovoltaico come tecnologia “verde”. Un’altro scienziato tedesco, Frank Asbeck, ha affermato che i moduli al tellururo di cadmio non rappresentano solo un pericolo per la salute e l’ambiente, ma anche per la stessa industria fotovoltaica.
In caso infatti che la citata sostanza tossica esca dai moduli è sicuramente fonte di pericolo ed inoltre, alla fine del loro utilizzo lo smaltimento deve avvenire a cura degli installatori con speciali precauzioni.
Ho pure visto su internet che si inizia in Italia a produrre questi tipi di pannelli. Tra le industrie produttrici figura pure quella del presidente di Confindustria, Marcegaglia. Pare molto strano che venga permessa la produzione di una sostanza che ha un potenziale di tossicità elevato.
Per completare l’argomento riferisco quanto ha scritto su queste sostanze una rivista specializzata. Il telloruro di cadmio è un composto chimico formato da due elementi: il telloruro che è tossico ed il cadmio che è estremamente tossico, oltre che pericoloso per l’ambiente. Il cadmio si cstrae dai giacimenti da cui si estrae lo zinco e attualmente questo metallo pesante è ottenuto principalmente come sottoprodotto dello zinco. Solo alla metà del secolo scorso, ci si accorse della tossicità dell’elemento, quando in Giappone, nei pressi di un impianto metallurgico per la produzione di zinco, si diffuse la così detta sindrome di Itai-Itai. Poiché l’aria di scarico degli impianti non era filtrata, il cadmio si era depositato in alte concentrazioni sui campi agricoli limitrofi. L’ossatura delle persone che per anni avevano consumato riso contaminato, raccolto in quelle terre, perse di consistenza e prese a deformarsi, procurando loro dolori acuti e fratture spontanee. Ma nel corso del tempo, furono scoperte altre proprietà nocive: il cadmio può provocare il cancro, compromettere la fertilità e causare danni renali e alterazione del metabolismo calcio-fosfato. Inoltre, si tratta di un agente tossico cumulativo, che nel corso della vita si immagazzina nell’organismo, intensificando il suo effetto.
Mi è stato detto che di queste cose sono stati informati gli uffici dell’assessorato all’ambiente e sarà interessante conoscere cosa risponderanno in merito.
Lettera firmata

8 comments ↓
Beh, visto che la Gazzetta di Parma si è ripromessa <>, bisognerebbe dare per scontata la loro buona fede (presunzione di innocenza), ma far notare intanto l’assoluta ignoranza chimica di chi scrive di <> e smentire la tossicità di quel composto, se non con la pubblicazione di ciò che ha scritto Ugo (che sarebbe il meglio), anche solo con l’esempio del composto che mettiamo ogni giorno nell’acqua della pasta e nell’insalata pur contenendo esso due elementi che, da soli, sono fortemente tossici. Per non dire che respirare idrogeno sarebbe mortale, ma l’acqua è essenziale alla vita.
Nel commento precedente è saltato quello che la Gazzetta di Parma si era ripromessa: “di approfondore l’argomento”
Bello sarebbe chiedere alla GdP, fatta salva la loro buona fede (presunzione di innocenza), la pubblicazione di ciò che ha scritto Ugo, ma almeno bisognerebbe far rilevare l’assoluta ignoranza chimica di uno che vaneggia di “elemento telloruro” e portare l’esempio di quel composto che mettiamo ogni giorno nell’acqua della pasta e nell’insalata ancorchè formato da due elementi che, da soli, sono molto tossici.
Fatto.
Ho girato il tutto all’attenzione del direttore GdP.
Vediamo ora se risponde.
Ciao
Giovanni
Domanda: ma c’e’ abbastanza Cd e Te sulla terra per una produzione massiccia il pannelli solari al CdTe? Se non erro il Te e’ uno degli elementi piu’ scarsi.
Ciao ugo.
Qui c’e’ un articolo che mi pare tagli alla radice la faccenda: il petrolio ha emissioni di cd di 1400 MILLEQUATTROCENTO volte quelle dei pannelli L CD TE A PARITA DI ENERGIA PRODOTTO.A
iL CARBONE 100.
Tra parentensi mentre questi emissioni sono un dato essendo legate alla combustione e sono rappresentate da pm 10 o inferiore, qundi pure cancerogene a prescindere dalla tossicita’, sull’emissivita’ del Cd te ci sarebbe da discutere molto ed in ogni caso e’ riducibile ancora con processi tecnici standard. Ci faccio su un post pure io.
Mi erodimenticato l’articolo.
Sara’ pure di parte ma non credo che si possa barare di un fattore 1000.
http://www.firstsolar.com/Downloads/pdf/Abstract_Emissions_from_PV_Life_Cycles_IT.pdf
Filippo, è vero che il limite del CdTe è la disponibilità di tellurio. Tuttavia, per il momento, non ci sono problemi per First Solar a mantenere una produzione di oltre 1 GW all’anno e programmare un’espansione a 2 GW/anno. Certo, non credo che potremo fare dei terawatt con il CdTe, ma se riusciamo a mettere insieme qualche decina di GW, è tutto grasso che cola – magari anche qualche centinaio di GW sono possibili. Poi, nel futuro vedremo come sostituire il tellurio con qualche altra cosa