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	<title>Commenti a: Fotovoltaico: fa male al territorio?</title>
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	<description>Nuove tecnologie e modi di vivere nel mondo dopo il picco</description>
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		<title>Di: Hydraulics</title>
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		<dc:creator>Hydraulics</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 09:54:32 +0000</pubDate>
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		<description>Sono interessato anch&#039;io agli studi segnalati da Federico. Ho provato a cercare una combinazione lineare di &quot;photovoltaic&quot;, &quot;soil&quot;, &quot;runoff&quot; e &quot;permeability&quot; senza trovare nulla.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono interessato anch&#8217;io agli studi segnalati da Federico. Ho provato a cercare una combinazione lineare di &#8220;photovoltaic&#8221;, &#8220;soil&#8221;, &#8220;runoff&#8221; e &#8220;permeability&#8221; senza trovare nulla.</p>
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		<title>Di: Luigi ruffini</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2010/04/18/fotovoltaico-fa-male-al-territorio/comment-page-1/#comment-1502</link>
		<dc:creator>Luigi ruffini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 17:20:45 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, adesso mettiamoci pure a calcolare l&#039;esposizione all&#039;acqua degli spazi sui pannelli con i coefficienti di impermeabilizzazzione e siamo a posto.
Già li vedo al GSE che chiedono un atto notorio con studio idrogeologico giurato per 4 pannelli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, adesso mettiamoci pure a calcolare l&#8217;esposizione all&#8217;acqua degli spazi sui pannelli con i coefficienti di impermeabilizzazzione e siamo a posto.<br />
Già li vedo al GSE che chiedono un atto notorio con studio idrogeologico giurato per 4 pannelli.</p>
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		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2010/04/18/fotovoltaico-fa-male-al-territorio/comment-page-1/#comment-1501</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 10:04:39 +0000</pubDate>
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		<description>Commento sull&#039;ottimo documento di Coiante:
non sembrano essere presi in considerazione i costi (negativi) della CO2 evitata.
Questi, sommati algebricamente ai costi di esercizio, dovrebbero fare traslare le curve di costo verso il basso (o equivalentemente il livello di competitività verso l&#039;alto)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Commento sull&#8217;ottimo documento di Coiante:<br />
non sembrano essere presi in considerazione i costi (negativi) della CO2 evitata.<br />
Questi, sommati algebricamente ai costi di esercizio, dovrebbero fare traslare le curve di costo verso il basso (o equivalentemente il livello di competitività verso l&#8217;alto)</p>
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	</item>
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		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2010/04/18/fotovoltaico-fa-male-al-territorio/comment-page-1/#comment-1499</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 08:52:53 +0000</pubDate>
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		<description>Il problema come spesso accade è nel titolo, vi ricordate quelle due pagine da brivido su repubblica di qualche settimana fa dal titolo  il picco del petrolio è alle spalle o qualcosa del genere, sulle nuove tecnologie di estrazione?   Se poi si legge l&#039;articolo di Petrini mi sembra fatto molto bene e condivisibile: metter pannelli nei campi (ricordando che vanno poi collegati alla rete) risponde più ad un&#039;ottica di maggior guadagno senza fatica e senza rischi  rispetto alla coltivazione, fatto che porterebbe qualunque proprietario di  campi (me compreso, se ne avessi), ad installare in proprio il fotovoltaico  o ad affittare in maniera molto conveniente i propri terreni a qualche imprenditore. Basterebbe togliere o almeno ridurre drasticamente gli incentivi su installazioni in terreni agricoli per equilibrare l&#039;uso delle campagne. Da un punto di vista di resa energetica credo anch&#039;io che installazioni sui tetti ma sopratutto nelle aree industriali dismesse, che hanno superfici degradate enormi e sono già collegate a cabine di grande potenza avrebbero la massima efficacia. In puglia si potrebbe ad esempio pensare di chiudere l&#039;ILVA di  taranto (90% di TUTTA la diossina prodotta in ITALIA, solo per citare una delle centinaia di sostanze nocive) magari utilizzando  i lavoratori nella riconversione dell&#039;area in un parco fotovoltaico. Ma anche considerando le aree già dismesse, faccio l&#039;esempio di pordenone e dintorni, dove esistono diversi ex-cotonifici in assoluto degrado e con superfici molto estese , per non parlare delle caserme dismesse; in Italia ogni città ha le sue aree dismesse (fabbriche, scali ferroviari, quarrtieri degradati da buttare giù, quartieri totalmente abusivi tipo villaggio coppola) tutto territorio che aspetta solo di essere fotovoltaicizzato, se non kitegenizzato, alternativa sicuramente miglore!
Riguardo al  Cecchi, poi, (che da quanto so è sempre stato di destra), non è mai stato un&#039;aquila, le sue trasmissioni di divulgazione scientifica erano veramente pietose, imprecise, scorrette, confuse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema come spesso accade è nel titolo, vi ricordate quelle due pagine da brivido su repubblica di qualche settimana fa dal titolo  il picco del petrolio è alle spalle o qualcosa del genere, sulle nuove tecnologie di estrazione?   Se poi si legge l&#8217;articolo di Petrini mi sembra fatto molto bene e condivisibile: metter pannelli nei campi (ricordando che vanno poi collegati alla rete) risponde più ad un&#8217;ottica di maggior guadagno senza fatica e senza rischi  rispetto alla coltivazione, fatto che porterebbe qualunque proprietario di  campi (me compreso, se ne avessi), ad installare in proprio il fotovoltaico  o ad affittare in maniera molto conveniente i propri terreni a qualche imprenditore. Basterebbe togliere o almeno ridurre drasticamente gli incentivi su installazioni in terreni agricoli per equilibrare l&#8217;uso delle campagne. Da un punto di vista di resa energetica credo anch&#8217;io che installazioni sui tetti ma sopratutto nelle aree industriali dismesse, che hanno superfici degradate enormi e sono già collegate a cabine di grande potenza avrebbero la massima efficacia. In puglia si potrebbe ad esempio pensare di chiudere l&#8217;ILVA di  taranto (90% di TUTTA la diossina prodotta in ITALIA, solo per citare una delle centinaia di sostanze nocive) magari utilizzando  i lavoratori nella riconversione dell&#8217;area in un parco fotovoltaico. Ma anche considerando le aree già dismesse, faccio l&#8217;esempio di pordenone e dintorni, dove esistono diversi ex-cotonifici in assoluto degrado e con superfici molto estese , per non parlare delle caserme dismesse; in Italia ogni città ha le sue aree dismesse (fabbriche, scali ferroviari, quarrtieri degradati da buttare giù, quartieri totalmente abusivi tipo villaggio coppola) tutto territorio che aspetta solo di essere fotovoltaicizzato, se non kitegenizzato, alternativa sicuramente miglore!<br />
Riguardo al  Cecchi, poi, (che da quanto so è sempre stato di destra), non è mai stato un&#8217;aquila, le sue trasmissioni di divulgazione scientifica erano veramente pietose, imprecise, scorrette, confuse.</p>
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	<item>
		<title>Di: vac</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2010/04/18/fotovoltaico-fa-male-al-territorio/comment-page-1/#comment-1498</link>
		<dc:creator>vac</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 20:36:38 +0000</pubDate>
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		<description>Impianti a terra danneggiano il terreno?
...
Non è possibile &quot;appoggiare&quot; i pannelli... O se li porta via il vento o se li portano via i ladri.
Un mio amico ha già fatto quest&#039;esperienza.
Ne consegue che gli impianti a terra vengono fissati con enormi basi di cemento (che danneggiano il terreno)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Impianti a terra danneggiano il terreno?<br />
&#8230;<br />
Non è possibile &#8220;appoggiare&#8221; i pannelli&#8230; O se li porta via il vento o se li portano via i ladri.<br />
Un mio amico ha già fatto quest&#8217;esperienza.<br />
Ne consegue che gli impianti a terra vengono fissati con enormi basi di cemento (che danneggiano il terreno)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Fotovoltaico: fa male al territorio? — Nuove Tecnologie Energetiche &#171; L0cutus&#8217;s Blog</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2010/04/18/fotovoltaico-fa-male-al-territorio/comment-page-1/#comment-1496</link>
		<dc:creator>Fotovoltaico: fa male al territorio? — Nuove Tecnologie Energetiche &#171; L0cutus&#8217;s Blog</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 15:24:40 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Fotovoltaico: fa male al territorio? — Nuove Tecnologie&#160;Energetiche  19 aprile 2010 l0cutus Lascia un commento Passa ai commenti       via aspoitalia.it [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Fotovoltaico: fa male al territorio? — Nuove Tecnologie&nbsp;Energetiche  19 aprile 2010 l0cutus Lascia un commento Passa ai commenti       via aspoitalia.it [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Marani</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2010/04/18/fotovoltaico-fa-male-al-territorio/comment-page-1/#comment-1494</link>
		<dc:creator>Paolo Marani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 12:55:55 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;installazione su terreni agricoli è accompagnata spesso, soprattutto se impianti ad inseguimento solare, da pratiche di installazione in po discutibili, come colare basi di cemento per fissare saldamente le strutture.

I pannelli poi magari li smonti, ma le basi le lasci li, ti costerebbe troppo rimuoverle.

Inoltre, tanti agricoltori alla canna del gas sono tentati di riconvertire le colture al fotovoltaico, per inseguire i miraggi del conto energia e sostenere il loro reddito. Costoro fanno un grosso errore strategico, come ogni buon peak-oiler potrebbe dimostrare.

Insomma, attenti a fare i talebani dell&#039;ambientalismo, ma attenti anche a non buttare alle ortiche il buon senso. Con l&#039;enorme quantità di terreni marginali e degradati che abbiamo, molto meglio modulare gli incentivi per favorire questi ultimi, sempre e in ogni caso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;installazione su terreni agricoli è accompagnata spesso, soprattutto se impianti ad inseguimento solare, da pratiche di installazione in po discutibili, come colare basi di cemento per fissare saldamente le strutture.</p>
<p>I pannelli poi magari li smonti, ma le basi le lasci li, ti costerebbe troppo rimuoverle.</p>
<p>Inoltre, tanti agricoltori alla canna del gas sono tentati di riconvertire le colture al fotovoltaico, per inseguire i miraggi del conto energia e sostenere il loro reddito. Costoro fanno un grosso errore strategico, come ogni buon peak-oiler potrebbe dimostrare.</p>
<p>Insomma, attenti a fare i talebani dell&#8217;ambientalismo, ma attenti anche a non buttare alle ortiche il buon senso. Con l&#8217;enorme quantità di terreni marginali e degradati che abbiamo, molto meglio modulare gli incentivi per favorire questi ultimi, sempre e in ogni caso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fotovoltaico e Rinnovabili, Certificazione LEED e Sostenibilità Ambientale: The Best News of Green Week #19</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2010/04/18/fotovoltaico-fa-male-al-territorio/comment-page-1/#comment-1490</link>
		<dc:creator>Fotovoltaico e Rinnovabili, Certificazione LEED e Sostenibilità Ambientale: The Best News of Green Week #19</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 09:31:36 +0000</pubDate>
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		<description>[...] ambientale degli edifici.  Photo credit: trinitydigitalexhibition Ecco le migliori notizie:   Fotovoltaico: fa male al territorio? I pannelli fotovoltaici sono compatibili con l’agricoltura?  google_ad_client = [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] ambientale degli edifici.  Photo credit: trinitydigitalexhibition Ecco le migliori notizie:   Fotovoltaico: fa male al territorio? I pannelli fotovoltaici sono compatibili con l’agricoltura?  google_ad_client = [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ugo Bardi</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2010/04/18/fotovoltaico-fa-male-al-territorio/comment-page-1/#comment-1489</link>
		<dc:creator>Ugo Bardi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 09:22:20 +0000</pubDate>
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		<description>Federico, hai il riferimento a questi studi? Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Federico, hai il riferimento a questi studi? Grazie</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: federico</title>
		<link>http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2010/04/18/fotovoltaico-fa-male-al-territorio/comment-page-1/#comment-1488</link>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 09:11:11 +0000</pubDate>
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		<description>Attenzione però: ci sono studi sul fotovoltaico a terra che dichiarano che, un impianto su terra, tende ad impermeabilizzare il terreno di un 2%, questo perchè cade piu acqua in zone piu piccole (spazi fra i pannelli) e il terreno non riesce ad assorbire tutto..
Quindi attenzione!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Attenzione però: ci sono studi sul fotovoltaico a terra che dichiarano che, un impianto su terra, tende ad impermeabilizzare il terreno di un 2%, questo perchè cade piu acqua in zone piu piccole (spazi fra i pannelli) e il terreno non riesce ad assorbire tutto..<br />
Quindi attenzione!</p>
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