Franco Battaglia in contromano sull’autostrada

Si racconta la storia di quello che aveva imboccato l’autostrada contromano. Mentre viaggia, sente la radio che dice “Attenzione, un pazzo sta viaggiando in autostrada contromano!” Lui si guarda intorno e dice “Un pazzo? Macché; qui è pieno di pazzi!”

Se tutte le macchine che incontri ti vengono addosso, è più probabile che sia stato tu a imboccare l’autostrada contromano che loro. Il problema si pone in termini virtuali quando ti trovi a sostenere qualche tesi che va in senso contrario rispetto a tutto quello che gli altri sostengono. Qualcosa di simile sembra essere successo al professor Franco Battaglia che continua nella sua solitaria battaglia contro il fotovoltaico e le rinnovabili in generale e che non si chiede se per caso se non sia lui ad andare contromano nel dire che chiunque non la pensa come lui sbaglia. L’ultima sua uscita in proposito la ritrovate su “Il Giornale” del 19 Febbraio 2010, dove il Nostro si lancia come suo solito solito in una tirata contro le rinnovabili dove mescola sindaci rossi, frane, idrogeno verde e fotovoltaico ma il cui punto saliente è che il fotovoltaico è una “frode” (trovate il testo completo in fondo.)

Allora, cosa dire di questo testo di Battaglia? Una prima cosa è notare come il Nostro si aggiusti costi e rendimenti a pro suo per far risultare il fotovoltaico molto meno conveniente di quanto non sia in realtà. Notiamo anche errori banali commessi per la foga di insultare tutto e tutti, per esempio che sia stato Pecoraro Scanio e Prodi a introdurre la legge sul “conto energia” che invece era stata varata dal governo precedente. Potremmo perdere un po’ di tempo a correggere Battaglia, ma non ne vale la pena. Sarebbe come fare la multa per non aver messo la freccia a uno che è entrato in autostrada contromano. Il problema del ragionamento di Battaglia è un altro: è proprio un errore di fondo.

Battaglia non si domanda come mai, se il fotovoltaico è una frode così evidente come sembra a lui, in tutto il mondo si stia installando fotovoltaico a più non posso. L’industria fotovoltaica è una delle più dinamiche del pianeta. La crescita della produzione fotovoltaica è esponenziale a ritmi che nessuna industria nel passato aveva raggiunto; nè il petrolio nè, tantomeno, il nucleare neanche ai tempi in cui si parlava di energia “così a buon mercato che non sarebbe valso nemmeno la pena di farla pagare”. Possibile che in Cina, in Giappone, in Germania, negli Stati Uniti, tutti siano così scemi da non accorgersi che il fotovoltaico è una frode? Forse sono pieni di sindaci rossi anche loro? O forse gli manca un Franco Battaglia per farglielo notare? E’ più probabile, come dicevo, che ci sia qualcosa proprio che non va nel definire il fotovoltaico una “frode.”

Sul fotovoltaico, Franco Battaglia va ripetendo da anni sempre la stessa cosa:  “Il fotovoltaico costa più caro dei combustibili fossili”. Verrebbe voglia di ringraziare il piffero; lo sanno anche i gatti che, kWh per kWh l’energia che si ottiene dal fotovoltaico, fatti i conti “della serva” (senza offesa per la serva) costa più cara dell’energia che si ottiene da un impianto a combustibili fossili. Se non fosse così, chi perderebbe tempo con cose sporche e difficili da trovare come il carbone, il petrolio e il gas?

Ma c’è un piccolo problema con questo ragionamento.  OGGI l’energia fotovoltaica costa più cara di quella fossile.  Ma chi si sente di giurare che avremo energia fossile a buon mercato ancora per trent’anni, o anche per dieci, o anche solo per tre o quattro? E quanto ci costa, già oggi, evitare di investire su una sorgente di energia che non si esaurirà mai e che si trova tutta sul nostro territorio?

Non dovremo aspettare molto perché il fotovoltaico diventi competitivo: da una parte abbiamo miglioramenti tecnologici che abbassano i prezzi del fotovoltaico e delle rinnovabili in generale. Dall’altra abbiamo il graduale esaurimento delle risorse fossili, petrolio e tutto il resto, che porta a prezzi necessariamente in aumento o comunque a una carenza di disponibilità. Quindi dobbiamo investire oggi sul fotovoltaico; ben prima che l’esaurimento del petrolio ci metta alle corde. Se aspettiamo troppo, non avremo abbastanza risorse per trasformare l’economia da una basata sul petrolio a una basata sulle rinnovabili.

Insomma, il prof Battaglia soffre di un problema tipico dei nostri tempi: quello di non riuscire a vedere il futuro se non in termini uguali al passato, ovvero di pensare che se oggi abbiamo a disposizione combustibili fossili relativamente a buon mercato, sarà così per sempre nei secoli. Mi dispiace, ma non sarà così. E se hai imboccato l’autostrada al contrario, chi ti viene addosso non è per forza un cretino o un sindaco rosso.

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La terra frana ma i sindaci rossi investono nella frode del fotovoltaico
di Franco Battaglia

Da “Il Giornale” del 19/02/10

A Modena previste spese per 3,5 milioni. Gli impianti moriranno senza aver recuperato le spese. È la politica di regioni e comuni che illudono con le misure ecologicamente corrette

Mentre c’è un’Italia che frana e che sprofonda nel fango, ce n’è un’altra che brinda sottraendo fior di palanche ai contribuenti. Ho in mente ciò che accade nella mia regione, l’Emilia-Romagna, ma anche nelle Marche, in Umbria, Puglia e Lazio. Regioni che si sono date alla pazza gioia e alle spese pazze.

Prendiamo il Comune di Modena, quello dove vivo io, ad esempio, dove il Pd vince le elezioni anche se candidano uno spaventapasseri. Hanno recentemente approvato la spesa di 3.5 milioni di euro per impianti fotovoltaici da installare sui tetti delle scuole. Diciamolo forte e chiaro: il fotovoltaico è una colossale frode. A danno dei contribuenti e, in questo caso, anche a danno delle scuole. Vediamo perché.

Con euro 3.5 milioni si installano, forse, 500 kilowatt fotovoltaici; che produrranno, in un anno, forse, 500.000 kilowattora (il sole non brilla sempre). Il kWh elettrico lo paghiamo oggi circa 16 centesimi, per cui le scuole che avranno quegli impianti sul tetto recupereranno, forse, 80mila euro l’anno: fra 40 anni, forse, si sarà recuperata la spesa, assumendo che non vi siano spese di manutenzione e che gli impianti vivano 40 anni. Siccome le spese di manutenzione ci sono, e siccome gli impianti dopo 30 anni saranno morti, quella spesa non si recupererà mai. Mai. In ogni caso, c’è da chiedersi chi mai investirebbe una qualsivoglia cifra per recuperarla dopo 40 anni. Nessuno lo farebbe, neanche il Sindaco di Modena. Che infatti non impegna neanche una delle proprie palanche sulla «meravigliosa» tecnologia, ma ne impegna 3.5 milioni finché sono palanche dei contribuenti.

A Modena ci sono scuole fatiscenti, con strutture fatiscenti. Ad esempio con palestre fatiscenti, tant’è che le 2 ore di educazione fisica vengono dagli studenti di alcune scuole trascorse, per la metà, in autobus: gli studenti sono trasportati dalla scuola ad una palestra lontana e funzionante: quella della scuola è inagibile e su essa si piange miseria, ma sui tetti fotovoltaici nelle scuole si sperpera a gogo.

Naturalmente, Modena non è unica, nel suo genere. Qualche settimana fa fui invitato a tenere una conferenza nelle Marche. L’assessore regionale, che aveva parlato prima di me, si vantava del progetto 1000 tetti fotovoltaici, fiore all’occhiello, a suo dire, di quella regione. Vengo informato che questo è l’orientamento anche in Umbria, Lazio e Puglia: «vento, sole e idrogeno-verde», ha recentemente vaneggiato il presidente della Puglia, Vendola.

Cosa sia l’idrogeno-verde, naturalmente, nessuno lo sa, posto che l’idrogeno, di qualsivoglia colore, non esiste sulla Terra. V’è una curiosa legge, (legge del conto-energia, voluta nel 2006 da Pecoraro Scanio quando era ministro del governo Prodi), che obbliga noi contribuenti a pagare 45 centesimi il kilowattora elettrico a chi lo produce col fotovoltaico. Dovete sapere che alla borsa elettrica il kWh è quotato 8 centesimi e che voi, tasse incluse lo pagate, al consumo, circa 16 centesimi. Detto diversamente: la legge del conto-energia è quella che si chiamerebbe legge-truffa. Sapete in nome di cosa gli amministratori suddetti invocano l’installazione degli impianti fotovoltaici? Se ve lo dico non ci crederete: in nome del risparmio.

Insomma, mentre c’è chi perde il posto di lavoro perché la propria azienda chiude per colpa dell’elevato costo del kWh elettrico, e chi frana e sprofonda nel fango per colpa della disattenzione verso i problemi ambientali reali, c’è chi si balocca dietro le misure ecologicamente corrette promosse da Pecoraro Scanio e da Prodi.

19 comments ↓

#1 Daitarn on 03.07.10 at 21:02

Dopo aver passato gli ultimi 4 anni a spiegare cos’è e come funziona il conto energia, finalmente ho la coda fuori della porta di gente che l’ha capito e vuole investirci denaro sonante.
E quando qualcuno mi chiama per intimarmi “lei mi deve convincere che il FV conviene!” posso serenamente mandarlo a stendere…
(e vale anche per gli espertoni come Battaglia, ovviamente!)

#2 Stefano Marocco on 03.07.10 at 21:08

Infatti quelli che hanno la sua visione di futuro danno milioni di euro di “ecoincentivi” ai produttori di auto per fargli continuare a produrre oggetti che hanno lo stesso inquinante principio di funzionamento di 100 anni fa. Lì non ci sono problemi.

#3 Franco Battaglia in contromano sull'autostrada — Nuove Tecnologie … on 03.07.10 at 22:35

[…] a più non posso. L’industria fotovoltaica è una delle più dinamiche del pianeta. … Leggi fonte notizia: Notizie correlate:ENERGIA VERDE: L'INDUSTRIA SOLARE PIU' GRANDE D' EUROPA LA […]

#4 mauriziodaniello on 03.08.10 at 00:31

Perchè una persona perde tempo (facendo enormi figuracce) per dimostrare una cosa sbagliata? Soprattutto quando possiede strumenti di propaganda enormemente costosi?

Semplice è pagata dai concorrenti. Dunque è inutile farlo “ragionare” perché questo è il suo mestiere per quanto ripugnante sia.

Ciao

#5 gio on 03.08.10 at 10:35

In almeno una delle affermazioni vi sbagliate: non è il solo a guidare contromano. E anche se fosse proprio il solissimo, vi ricordo che la scienza si fa a numeri, non a maggioranze: uno solo con l’idea giusta, vale piu’ di tutti gli altri 99 con l’idea sbagliata.
Ora, Daitarn, se vuoi convincere anche me a rubarti 0,42 euro/kwh, son pronto: ho il portafoglio pronto, la coscienza un po’ meno.
E’ facile, io sono aperto: mi devi solo convincere per quale motivo io dovrei rubare ai miei simili quasi mezzo euro ogni volta che produco un valore aggiunto di un decimo; mi devi solo convincere perchè mai dovrei essere cosi avido da comportarmi come tutti gli industrialotti che si stanno coprendo il tetto di pannelli.

#6 Daitarn on 03.08.10 at 11:16

Caro Gio, nelle cose umane si deve cercare l’ottimale e non l’ottimo.
Se quel 0,42 non lo “ruba” il FV, se lo pappano Moratti e i petrolieri.
Se quel 0,42 non lo “ruba” il FV, quei kWh li fai bruciando gas e petrolio, 0,12 di costi diretti e 0,2-0,3 di costi indiretti (costi ambientali, costi sanitari, ecc.)
potrei continuare ma sarebbe più interessante sapere che lavoro fai: magari scopriamo che lo stipendio te lo paga un “avido industrialotto”?
Posto fisso e coscienza inquieta, che lussi meravigliosi…

#7 Klinpanda on 03.08.10 at 14:08

Gio, provo io a farti capire perchè i 42 cent. non sono rubati.
Premetto che la cifra in questione non è una retribuzione o emolumento o pagamento dell’energia prodotta dall’impianto ma un incentivo.
Ora, qualsiasi dizionario, alla voce “Incentivo” recita più o meno così: “Sollecitazione finalizzata all’incremento di qualcosa; anche, più in generale, stimolo, impulso”.
L’incremento, in questo caso, è quello relativo alla quantità di energia pulita, per produrre la quale non si devono distruggere interi ecosistemi, non si deve temere un cancro a causa dell’aria che respiri o dell’acqua che bevi….
Inoltre, a supporto di quanto detto, la tariffa della quale parliamo ha avuto ed avrà in futuro un abbattimento proporzionale alla quantità di energia prodotta; in altri termini, se la quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili aumenta diventa sempre meno necessario incentivarne la produzione….
Voglio farti solo una domanda nel caso in cui non sia riuscito a farti capire: porteresti tuo figlio a visitare una centrale a carbone/gas/petrolio? o peggio ancora una centrale nucleare?
Ho portato mio figlio più volte a visitare installazioni fotovoltaiche e, al contrario di te, ha capito subito !!!

#8 gio on 03.08.10 at 16:21

Rimaniamo sul punto, ed evitiamo considerazioni strappalacrime sui bambini (per inciso con mio figlio ho visitato cose che tu non immagini nemmeno), e anche le solite insinuazioni bastardin_mal_celate (no, non ho uno stipendio fisso, ma non campo insegnando a gente che ‘cià i daneé ‘ ad approfittare del conto energia finanziato da quelli che non ce li hanno… tu puoi, fallo, ma la morale tienila per te)
Il punto tecnico è che IN OGNI CASO, con qualunque fattore di scala, QUESTE celle con cui stiamo tappezzando i capannoni (e talvolta purtroppo i prati), NON convengono se non pagate per 4
Ora, mi si dirà che son quisquilie, che gli incentivi sono pochissima cosa nel mare magnum degli sprechi: verissimo, sono spiccioli proprio perchè è risibile la quantità di energia prodotta: e iddio ci scampi che moltiplichi per 100 (come dovrebbe essere per divenire apprezzabile), senno’ addio CIP&CIOP.
Si dice che gli incentivi favoriranno la nascita di NUOVE tecnologie: sbagliato, cosi come sono servono solo a produrre e smaltire QUESTA tecnologia, per lo piu’ importata; per le nuove tecnologie sarebbe molto piu’ interessante un incentivo molto maggiore ai pionieri che le sperimentassero facendole uscire dai laboratori.
Ps. non sfugga a nessuno degli economisti che frequentano il forum, che se un industriale dirotta mezzo milione di euro sul tetto, con ogni probabilità lo toglie dai macchinari, dall’innovazione, dal suo business: poi non mi venite a piangere se il posto di lavoro dato all’elettricista sul tetto è stato perso in fabbrica a pian terreno…..

#9 Luigi ruffini on 03.08.10 at 16:52

“poi non mi venite a piangere se il posto di lavoro dato all’elettricista sul tetto è stato perso in fabbrica a pian terreno…..”

Ed infatti sto dando lavoro a ragazzi che l’anno perso in industrie che vendevano fesserie e con la crisi, guardacaso, hanno chiuso.

giò sei peggio dei pretacchioni della domenica.
Il parroco li richiama perché adorano troppi santi più di Gesu e quelli si incazzano e gli intimano di farsi gli affari suoi.

#10 Klinpanda on 03.08.10 at 17:17

“sono spiccioli proprio perchè è risibile la quantità di energia prodotta: e iddio ci scampi che moltiplichi per 100 (come dovrebbe essere per divenire apprezzabile), senno’ addio CIP&CIOP”
E’ risibile perchè è risibile la quantità installata (non prodotta)
Per quanto detto nel post precedente, se moltiplichi per 100 le installazioni si ridurrebbero di 100 gli incentivi (in quanto tali) e il costo per le nostre tasche rimarrebbe lo stesso.

“ed evitiamo considerazioni strappalacrime sui bambini”
Se hai capito questo dall’esempio che ho fatto vuol dire che sull’autostrada contromano siete in due …..

ciao
K.

#11 Giovanni on 03.09.10 at 09:21

a proposito di fotovoltaico, ho lanciato un piccolo sondaggio: come sarà il prossimo “conto energia”?
si sa già qualcosa?
http://giovannistraffelini.wordpress.com/2010/03/08/il-fotovoltaico-e-la-crisi/
grazie!
Giovanni

#12 diana on 03.10.10 at 17:10

Che il “conto energia” sia un buon affare per chi mette il pannello, non vi sono dubbi (basta vedere alcuni soggetti che sono spuntati nell’ambiente).
Che l’incentivo serva a far innescare un circolo virtuoso, è innegabile.

Che l’attuale incentivo non sia forse esagerato, visto che ricade su tutti i consumatori di energia e considerati gli attuali costi di installazione, magari è lecito domandarselo…
Che l’energia prodotta da FV ed eolico sia “buona” come quella da combustibili fossili (o da idroelettrico, geotermia), magari è lecito domandarselo…

#13 Andrea on 03.11.10 at 07:03

Be’ l’inudtrialotto ne ha dirottati 500 sull FV perche’ sa che ne avra’ almeno 1000 per i macchinari !!!!

Andrea

#14 Andrea on 03.11.10 at 07:07

Comunque e’ chiaro che la politica incentivante e’ finalizzata a far partire la tecnologia creando un minimo di economia di scala ed e’ destinata a morire.

Se oggi tuttavia si puo’ addirittura pensare a 2500-3000 Euro/kW per grossi impianti (i 500 kW di battaglia costerebbero secondo lui 7000 !!!! cioe’ come nel 2005) questo e’ anche frutto della politica incentivante Europea. E questo e’ quasi un costo da grid-parity.

Andrea

#15 gio on 03.11.10 at 15:54

Eh, caro Andrea, quanto sei lontano dalla verità….
Leggi un po’ i rapporti di Acimit, di Acimall, di tutte le categorie dei produttori di beni di investimento produttivi, di macchinari ecc… e vedrai da quanto tempo gli investimenti si sono bloccati!
Chiedi a qualcuno come è andata la 3monti3… quanti hanno investito?
LA verità è che il tetto FV è il sogno di tt gli (im)prenditori: la banca te lo finanzia, l’assicurazione te lo assicura, gli allocchi te lo ripagano… che vuoi d+?
Il macchinario lo devi far girare, ci vogliono anche quei rompi…o di operai, devi trovare i clienti, l’assicurazione non ti assicura un piffero del credito: ma chi te lo fa fare?

#16 Luigi ruffini on 03.11.10 at 18:00

Te lo fa fare il fatto che tra 10 anni energeticamente siamo con le chiappe per terra, caro giò.
Ancora a parlare di convenienza.
Oltre che di allenatori, L’Italia è piena di economisti, a quanto pare. Infatti si vede che siamo un Paese ricco…
Una nazione di risparmiatori, che quantifica tutto.
Conviene comprare una macchina da 30 mila euro?
Non basta una da 10 mila?
Perché non tassano i SUV a morte (almeno 1500 euro l’anno di bollo com’era una volta per i diesel).
Altro che FV ci paghi con quello.
Ed un vestito da 500 euro?
Una vacanza alle Maldive?
Il fine settimana da 400 euro a sciare con uno stipendio a tempo determinato da 900.
Un cucciolo di razza da 600 euro con il medesimo stipendio, mentre nei canili ne muoiono a migliaia.
Sky in abbonamento per vedersi la partita (600 euro l’anno almeno)?
Eccola, L’italia che spende bene il proprio denaro, attenta ai bilanci.
Finitela di parlare di convenienza e di soldi, per favore.

#17 Noel on 03.11.10 at 21:49

Eppure il post di Bardi mi sembra di una tale chiarezza…e c’è ancora qualcuno che batte sul fatto che “oggi” il FV viene pagato 4 invece che 1, in rapporto all’attuale energia elettrica prodotta dai combustibili fossili.
Ma tra qualche anno petrolio e affini potranno costare molto ma molto di più… e forse la convenienza penderà da un’altra parte caro giò.
E’ così semplice da capire..

#18 Paolo Marani on 04.02.10 at 14:45

Battaglia è persona intelligente, ma lungimirante quanto una talpa bendata.

Ovvio che senza conto energia il ritorno dell’investimento è dubbio, ma non siamo fatti di soli soldi. Quello che conta è “quanto tempo impiega energeticamente il pannello per ripagarsi”, e questo tempo è ovviamente indipendente da quanto l’ho pagato. 4 anni è una cifra attendibile, bigliorabile solo con il miglioramento dei processi produttivi (non con le sovvenzioni).

Quindi, Battaglia dice OVVIAMENTE un mare di frottole, l’energia risparmiata OGGI, è equivalente a un flusso di denaro DOMANI, tanto più grande quanto maggiornmente si rincareranno i combustibili fossili.

Chi non vede questa banale realtà, forse è meglio che al primo casello cerchi di uscire dall’autostrada presa contromano.

#19 fausto on 04.09.10 at 15:48

E’ divertente vedere i nostri amati “liberoscambisti” che si sbracciano contro le sovvenzioni al FV; non una parola circa le paurose sovvenzioni fornite ad automobili ed aerei. Mica crederete che la Fiat sia capace di pagare la rete stradale italiana….

La furia demolitrice di questi signori discende da un fatto di percezione temporale: credono di vivere negli anni ’70, e di avere davanti altri 40 anni di calma.

Il tempo è ormai poco.