Le conclusioni dell’Articolo di Domenico Coiante pubblicato oggi su ASPO-Italia
L’attuale tecnologia dei moduli fotovoltaici al silicio cristallino presenta un costo limite che rende molto problematico il conseguimento della concorrenzialità economica con le fonti termoelettriche tradizionali (al livello presente di 8,7 eurocent/kWh).
Poiché la politica governativa d’incentivazione promozionale del settore fotovoltaico ha proprio come obiettivo il conseguimento della competitività, la conclusione precedente porta ad effettuare alcune considerazioni in merito all’adeguatezza di tale politica.
- Il processo d’economia di scala, da solo, non consente di abbassare i costi fino al livello richiesto. Pertanto la sola azione di sviluppo della domanda mediante l’incentivazione pubblica non permette di ottenere l’obiettivo economico generale.
- Tuttavia, le misure d’incentivazione stanno creando un mercato assistito, il cui sviluppo rende possibile conseguire un obiettivo parziale, molto importante per il processo d’apprendimento, quello di promuovere la diffusione propedeutica della tecnologia fotovoltaica nell’uso corrente.
- Un miglioramento significativo dell’efficienza di conversione fotovoltaica dell’energia solare è necessario per affiancare il processo di scala verso la competitività. Pertanto occorre intervenire anche sull’offerta, promovendo la ricerca e lo sviluppo in modo da provocare un grande cambiamento migliorativo, un vero e proprio break through tecnologico verso materiali, prodotti e processi a costo intrinseco più basso ed efficienza più alta. In altri termini, occorre passare ad una tecnologia di seconda generazione: moduli a film sottili, celle multigiunzione, ecc.
- Le normative italiane vigenti, che regolano la concessione delle incentivazioni, appaiono inadeguate, perché non considerano espressamente gli aspetti strategici del miglioramento tecnologico. Questo argomento è lasciato all’attenzione generica dei programmi di ricerca, facenti capo ad altre istituzioni, con scarso coordinamento effettivo. Paesi, come USA, Australia, Germania e Giappone, dove pure si sta facendo abbondante ricorso all’incentivazione del mercato, hanno saggiamente affiancato alla promozione della domanda poderosi programmi di ricerca fondamentale e applicata, finalizzati alla realizzazione del break through tecnologico. E in Italia?

13 comments ↓
[...] concorrenzialità economica con le fonti termoelettriche tradizionali (al livello presente … Leggi fonte notizia: Notizie correlate:Incentivi e nuove tariffe in Conto Energia: a che punto siamo [...]
Con 8.7 Euro/cent, anche 10, 12 sarei ben contento di installare un Pannello ed evitare i 016-0.22 Eurocent, attuali, del Distributore.
Meglio ancora se isolato dalla rete, con vettura elettrica a supporto, evitando il nuovo famigerato TISP.
Saluti
Andrea
Come sempre articolo molto interessante e concreto e pertanto e’ possibile fare allcune osservazioni pratiche.
1) Ognuno ha le proprie informazioni. Per grandi quantita’ (1 MW), esperienza attuale personale, si potrebbe avere un impianto complessivo attualmente a 2700 Euro/kWh su terra senza tracker, compreso l’acquisto del terreno.
2) N=30 anni. Si potrebbe anche sensibilizzare il parametro a valori superiori in fondo esistono impianti degli anni 70-80 che lavorano ancora onorevolmente,(riduzione 8-10% n.d.r.).Sarebbe un ipotesi anche responsabile a differenza dei 60 anni per il nucleare
3) Vorrei infine ribadire il precedente commento. Ritengo che l’FV sia tecnologia piu’ adatta per la distribuita, escluse applicazioni tipo Desertec che aprono piu’ ampi problemi di sistema, in particolare per il problema dell’uso del territorio. Quindi ai fini dello sviluppo a mio avviso e’ piu’ ragionevole un confronto con quello che e’ e sara’ un prezzo al contatore; sulla base di questo il consumatore decide e non sul prezzo di mercato.
A chi giova l’eccessiva prudenza ?
Saluti
Andrea
In prima analisi, ho sempre guardato con favore le politiche di incentivo al fotovoltaico, proprio per consentire una penetrazione di questo settore nella piccola e media imprenditoria, e raggiungere una massa critica sufficiente da giustificare investimenti tali da ridurre i costi.
Oggi però abbiamo delle novità, ovvero che la formulazione degli incentivi rischia di essere controproducente per il settore anzichè esserne promotore dello sviluppo.
I prezzi non stanno scendendo come vorremmo, e questo è forse (almeno in parte) effetto della economia “assistita”, che ripartisce in modo inequanime il contributo e spinge per tenere alti i prezzi.
Credo sia giusto pensare ad una riduzione graduale degli incentivi che “segua” i reali progressi tecnologici del settore, e favorisca la discesa conseguente dei prezzi.
INoltre, occorre a mio avviso invertire la tendenza che vede premiare i piccolissimi impianti, cercando di spingere verso impianti di dimensione maggiore, altrimenti la produzione quantitativa totale di pannelli è destinata a diminuire, e con essa gli investimenti nel settore.
Però, piace anche a me l’idea di democratizzare la produzione di energia, con tanti impianti di piccolissima taglia. Come se ne esce ?
Forse cominciando a incentivare di meno l’energia prodotto ma al contempo agendo di più sulla defiscalizzazione delle spese sostenute per installare l’impianto, allargando al fotovoltaico la detrazione irpef al 55%, e favorendo prestiti agevolati da parte delle banche. Questo spingerebbe a valorizzare di più l’efficienza dei moduli anzichè la loro economicità.
Ma la soluzione in tasca non ce l’ho, la lascio a voi.
Paolo sono d’accordo con te su diversi punti.
Però vedo difficile il 55% in aggiunta al Conto Energia.
Io renderei possibile la vedita ESENTASSE dell’energia in surplus da parte dei privati.
Spesso mi è capitato di clienti che sono rimasti “delusi” per il fatto che l’eccesso non fosse vendibile senza partita Iva. Dovrebbe essere realizzabile una tariffa omnicomprensiva per la sola corrente in eccesso, come per l’eolico di piccola taglia.
LA BUROCRAZIA è quello che si mangia la maggior parte degli sforzi italiani, oggi, investono dopo i calcoli dei Contabili (capite? Anche la nostra ENEL), in Rinnovabili (eolico, fotovoltaico, ecc..) di più in Paesi SENZA o poco incentivi MA con una legislazione snella, snobbando l’Italia che propone gli incentivi più alti.
Per il discorso Desertec questo serve unicamente al consumo “grosso” (ditte, stabilimenti) e consente un accumulo enorme d’energia e una distribuzione capillare in tutta l’europa (e oltre) creando una vera “borsa dell’Energia”.
Ciao
Bisognerebbe secondo me considerare un altro scenario. Cioè, non sarà il costo dell’energia prodotta dal FV ad abbassarsi fino ad arrivare al livello di quella prodotta da fonte fossile, ma il contrario, il picco del petrolio potrebbe far si che l’energia di fonte fossile (essendo ovviamente più dipendente dal costo dei combustibili), aumenti ad un ritmo maggiore di quella del FV facendo intersecare le due curve dei costi. L’energia naturalmente costerebbe molto di più di adesso e se ne dovrebbe sprecare di meno (con buona pace del PIL).
buongiorno a tutti,
credo nel banale assunto che il fotovoltaico possa diventare competitivo se conviene economicamente all’utente che lo installa, però in merito alla convenienza del fotovoltaico vorrei proporre la seguente riflessione:
nella seconda metà del 2008 ho installato un impianto da 3 Kwp con l’intenzione di attuare lo scambio sul posto, cioè produrre tutta la corrente elettrica che abitualmente consumo e quindi azzerare la mia bolletta enel (per lo meno per la parte variabile relativa ai consumi e quindi a meno della quota fissa del contratto enel).
siccome è passato un anno solare intero, il 2009, e ho tutte le bollette relative a quel periodo, allora mi sono messo a riguardare tutto e ho fatto un po’ di conti e risulta che la mia situazione riguardo al conteggio dello scambio sul posto è la seguente:
innanzitutto ho conteggiato la spesa delle bollette enel, calcolata da inizio gennaio a fine dicembre, dalla quale risulta che ho prelevato 2262 Kwh pagando bollette per un totale di 388.05 euro. facendo un conto della serva vien fuori che un Kwh costa circa 17 centesimi.
però il conto della serva non è esatto, perchè il gse rimborsa solo il valore dei Kwh effettivamente consumati, e non le spese fisse del contratto enel. quindi ho rifatto il conto guardando solo la voce relativa al costo dell’energia e mi è venuto fuori che ho speso 325.75 euro, che portano il costo effettivo di un singolo Kwh a 14 centesimi.
poi sono andato sul sito del gse e mi sono scaricato tutti i conteggi (fogli excel) relativi ai 4 trimestri del 2009, dai quali risulta che ho immesso in rete 2450 Kwh, cioè ben di più di quanto ho prelevato, però, però, però… per tutto questo ben di dio mi hanno riconosciuto solo 174.92 euro e, come se non bastasse, in paga del grande impegno che ci mettono a darmi questi soldi, si trattengono pure altri 30 euro più iva (tot 36 euro) che portano la cifra del rimborso a miserissimi 138.92 euro (di cui i primi 111 euro avuti a suo tempo come acconto), pari ad appena 6 centesimi di euro al Kwh.
vi confesso che mi sento terribilmente truffato: ho immesso in rete 2450 Kwh contro i 2262 che ho prelevato, cioè ho prodotto il 108% di quanto ho prelevato, e mi hanno rimborsato 138.92 euro contro i 327.75 che mi sarei aspettato, cioè appena il 42% di quanto ho speso. scambio la mia produzione a 6 cent/Kwh con quella che prelevo a 14 cent/Kwh. alla faccia dello “scambio sul posto”.
la domanda che rivolgo ad altri che hanno l’impainto fotovoltaico è: ma anche voi siete nella stessa situazione, oppure sono solo io ad avere qualche anomalia che devo capire come fare per mettere a posto.
sicuramente se è “tutto giusto” allora mi sento in forte imbarazzo per quei due o tre ai quali ho consigliato il fotovoltaico, e a ripensarci se sapevo che era così non mi ci sarei certo messo in questa avventura.
poi, si, per carità, i Kwh consumati nello stesso istante in cui li si produce quelli sono gratis, d’accordo, e pure l’incentivo sta arrivando e quello è tutto giusto, i centesimi pattuiti per la vera produzione.
però questa truffa dello scambio sul posto a me non va giù. quando progettavo di installare l’impianto tutti dicevano di dimensionarlo sui miei consumi annui. col cavolo! va fatto grosso più del doppio se vuoi ripagarti quello che consumi, altrimenti ti ripaghi solo il 42%.
vi prego, fatemi sapere se fortunatamente sto sbagliando qualcosa.
grazie, a presto, Stefano.
@Stefano
ti è andata bene! pensa che la mia ultima bolletta bimestrale dell’enel è di 338 euro per 1126kWh, cioè sempre con i conti della serva 30 centesimi al kWh.
Questo perchè, volendo sostituire il consumo di gas (GPL) e legna per riscaldamento con il riscaldamento a pompa di calore ho cresciuto un po’ i miei comsumi.
Per completare il quadro, anch’io dopo un anno di esercizio, ho immesso in rete esattamente 7650kWh, ho speso circa 800 euro di bollette enel e ho incassato i 50 euro per kW installato forfetari.
Sfortunatamente non sbagli e sono indignato quanto te.
Giorgio
@ Stefano
Hai verificato sul portale il tuo stato pagamenti, nel senso se ti hanno conteggiato effettivamente TUTTI i Kw e se sono andati TUTTI in pagamento?
Per un allacciamento del 2008, essendo cambiate le procedure dal 1 gennaio 2009, siamo ancora, più o meno tutti, in credito con il GSE, almeno per quanto concerne il contratto SSP.
Io ho speso circa 500 euro ed ancora mi rimborsano, acconto a parte di Aprile 2009.
Altri clienti hanno avuto gli stessi problemi.
Cero quella del nuovo scambio sul posto non e’ una scelta in favore della trasparenza. Le complicate regole che prevedono pagamento e compensazione a consuntivo in tempi e con prezzi diversi sono difficili da controllare. L’Autorita’ non collabora nel prevedere un foglio di calcolo automatico per una stima della compensazione. Io ho perso il controllo della situazione. Rimango sempre piu’ convinto che al termine dell’incetivo, a Dio piacendo, mi scolleghero’ dalla rete elettrica e lavorero’ in isola con le opportune batterie.
Saluti
Andrea
purtroppo si, sul portale del gse risultano contabilizzati tutti i 4 trimestri 2009 con i relativi Kwh immessi, che in effetti corrispondono a quanto risulta dal contatore.
il valore monetario corrisposto, con un balletto di formule che tirano sempre e solo al ribasso, parte da valori appena sopra gli 8 centesimi e cala con i conti fino a circa 7 centesimi, che calano ulteriormente a 6 centesimi quando spalmo sul totale i 36 euro di spese di gestione.
anche altri amici che hanno installato il loro impianto nel mio stesso periodo mi hanno appena riferito che pure a loro risultano gli stessi scarsi rimborsi. qualcuno dice di aver fiducia che essendo previsto un conguaglio a metà giugno (relativo alla contabilità dell’anno precedente) può darsi che lì ci vediamo arrivare altri soldi, ma io francamente non sono così ottimista.
la domanda a questo punto è: nell’ipotesi che anche voi, quando avrete i dati definitivi, verificate di essere nella mia stessa condizione, ci si può lamentare di questa truffa? con chi? come? abbiamo la speranza di ottenere qualcosa o dobbiamo solo subire?
in fondo, quando nel 2008 ho installato il mio impianto, le regole erano diverse, l’enel conteggiava un dare ed avere espresso unicamente in Kwh, giusto? a quale titolo possono cambiare così pesantemente il contratto? mi sta bene se vogliono esprimersi in euro anzichè in Kwh, ma mi aspetterei che la proporzione fosse rispettata, cosa che invece non sta avvenendo.
ciao, Stefano.
Ciao Stefano,
sicuramente con il saldo di Giugno verranno integrate le somme di differenza. Anche se hai l’impianto dal 2008 (come lo scrivente, del resto), sai bene che la procedura è cambiata per tutti l’anno scorso. Quindi il 2009 è stato il primo anno con il GSE che si occupa del rimborso della corrente. L’AMATO GSE…..
Ci sono stati grossi problemi sulle letture (Enel non comunicava al GSE i valori) che hanno determinato gravi ritardi e produttori inviperiti.
Non dimentichiamoci poi dei famosi 60 giorni di tempo per le pratiche GSE Conto energia, oltre i quali si perdeva anche l’accesso all’incentivo. Abbiamo scritto in centinaia all’autorità energia elettrica e gas (AEEG) ed alla fine l’abbiamo spuntata. Ora il rischio di non accedere alle tariffe incentivanti non c’é più.
Possiamo fare altrettanto per i rimborsi corrente.
Sicuramente qualche tonnellata di lettere di protesta l’hanno già ricevuta. Aggiungiamone un’altra tonellata e stiamo a vedere se si svegliano….