Verso l’autosufficienza

Di Frank Galvagno (dal blog di ASPO-Italia)

Nella foto potete vedere come si presenta la falda sud del tetto della casetta dove oggi vivo con mia madre. I moduli solari che vedete, sia termici che fotovoltaici, sono stati piazzati in novembre dello scorso anno: circa 5 metri quadri di superficie dedicata al solare termico totalmente integrato, e circa 14 per il solare fotovoltaico parzialmente integrato.

L’idea di sostituire la vecchia caldaia a gas (33 anni di onorato servizio) e il non più giovane boiler a gas  (20 anni) è nata poco più di un anno fa quando, già bazzicante in ASPO, sentivo fortemente il “richiamo” a fare qualcosa di concreto in prima persona, oltre a constatazioni sull’insostenibilità del mondo e a dialoghi sopra i massimi sistemi dell’universo, per limitare il consumo di risorse fossili.
Quando si è trattato di valutare la sostituzione dell’impianto, mia madre si era subito trovata d’accordo con l’idraulico nell’installare una caldaia a condensazione che facesse riscaldamento e acqua sanitaria, soprattutto per motivi pratici: spesso la fiammella pilota del riscaldamento si spegneva, mentre il bollitore richiedeva una manutenzione quasi ogni anno per la formazione di incrostazioni calcaree; l’insieme dei due costituiva un’ importante fonte di inefficienza.
L’idea piaceva anche a me, ma gli scambi di idee sulle liste Aspo (e un po’ di sano buonsenso) mi portavano a pensare che era assurdo lasciare “incolta” quella falda di tetto così ghiotta per intercettare l’energia dal Sole.
Quando ho proposto a mia madre l’idea di installare i pannelli termici (ed eventualmente fotovoltaici), ha iniziato a tremare il nucleo della Terra.
“I pannelli sono cari, non te li ripaghi”, “solo per 1 o 2 persone non servono”, “non li ha nessuno, se funzionassero tutti li avrebbero sui tetti”, “poi ci nevica sopra”, “la grandine li rompe”, “poi ci piove in casa”, “d’estate scaldano il soffitto della stanza da letto”, “per montarli sul tetto spacchi tutti i coppi”, “sono brutti”, “il nostro vicino che se ne intende di lavori li sconsiglia”, ” ci sono le ombre delle case dei vicini, mica siamo in campagna” …
Sono sicuro di dimenticare altre forze frenanti, ma credo che basti. Probabilmente il mio è stato un caso disperato, con innumerevoli vincoli soprattutto psicologici, ho dovuto davvero lottare per mesi e a volte litigare per procedere. Ma alla fine ce l’ho fatta.
Nel frattempo, non pago di tutto questo, mi sono messo in testa di non installare la caldaia a condensazione, che pure avevamo valutato, ma di mettere una pompa di calore, supportata da pannelli fotovoltaici. Anche qui è stata molto dura l’opera di convincimento, ma alla fine è andata :-)
Ho avuto anche modo di riuscire a partecipare a buona parte delle operazioni generali di installazione, prendendo così contatto con tecnicismi che ignoravo.
Tra l’altro, avendo realizzato con il nuovo impianto una riduzione dell’impiego di energia primaria (circa il 50%), ho richiesto al GSE una maggiorazione della tariffa incentivante del 30%, richiesta che deve ancora essere accettata formalmente.
Per avere un bilancio energetico completo occorrerà attendere novembre 2010; comunque, visto il trend è probabile che la casa autosoddisferà circa il 90% dei suoi bisogni, nonostante sia un edificio anni ’70, a cui ho fatto solo interventi di isolamento molto semplici (sottotetto, doppi vetri, chiusura spifferi, isolamento tapparelle,  parte del sottopavimento isolato).
Per arrivare al 100% o più, occorrerà fare ulteriori interventi, sia singoli che combinati: passare al riscaldamento a pavimento e realizzare un cappotto perimetrale. Questi lavori non sono stati fatti subito per motivi pratici: rifare i pavimenti di una casa in cui ci si vive, e realizzare un cappotto con spostamento in avanti di infissi (che a questo punto verrebbero sostituiti) e tenendo conto della vicinanza di altri edifici sono cose un po’ più delicate, sia da un punto di vista economico che psicologico, non so se mia madre avrebbe retto.
Per il momento sarà più semplice dotare la casa di una ministufa a pellet/legna, in modo da “rilassare” la pompa di calore (che diventa energivora per basse temperature dell’aria) nelle prime ore del mattino e alla sera, per i 2 mesi più freddi dell’anno. Inoltre, quando la lavatrice tirerà le cuoia (ha 20 anni pure lei) sarà sostituita con una a doppio ingresso, che sfrutti il surplus termico dell’accumulo solare (500 litri) e scaldi l’acqua per effetto Joule solo quando necessario.
Ora mia madre potrà godersi, anche se non so quanto consapevolmente, la raggiunta quasi-autosufficienza energetica. E dopo aver compiuto questa missione, direi quasi eroica :-) , sono pronto per perdere lo status di “bamboccione” e andare a caccia di nuove sfide rinnovabili …
Alla prossima puntata!

16 comments ↓

#1 Verso l'autosufficienza — Nuove Tecnologie Energetiche on 02.09.10 at 15:06

[...] dedicata al solare termico totalmente integrato, e circa 14 per il solare fotovoltaico … Leggi fonte notizia: Notizie correlate:Risparmio energetico: detrazione 55% non cumulabile con incentivi [...]

#2 Luigi ruffini on 02.09.10 at 18:40

Gli incentivi non sono cumulabili con fondi in conto capitale superiore al 20%.
Il 55 % (su 10 anni) sul fotovoltaico non lo fa nessuno. Attualmente in 20 anni prende il 200%.

#3 Luigi ruffini on 02.09.10 at 18:43

Hai messo i Sanyo….o sbaglio?

#4 Frank on 02.09.10 at 22:43

Sì sono loro … tecnologia ibrida monocristallina-amorfa.

Non sono riuscito a capire le tue considerazioni sugli incentivi …

ciao

#5 mauriziodaniello on 02.09.10 at 23:33

Invece del riscaldamento “pavimento” consiglio quello ad aria ventilata (meno costoso e altri vantaggi) oppure i pannelli ad acqua calda (funzionano come i radiatori ma sfruttano l’acqua già sui 20gradi) oppure ambedue.

Sotto i pannelli (tra i pannelli e tegole) puoi metterci “spuma” isolante e arricchire (fanno poco ma non costa niente) il tutto con alette riflettenti.

Ciao

#6 Lorenzo Montini on 02.10.10 at 10:44

Se metti delle spuma isolante tra i pannelli fotovoltaici e le tegole questi si scaldano a dismisura d’estate (sopratutto con alette riflettenti) e l’efficienza crolla… Io li lascerei un po’ ventilati.

#7 Giovanni Filippi on 02.10.10 at 11:53

#2 ha scritto

Il 55 % (su 10 anni) sul fotovoltaico non lo fa nessuno. Attualmente in 20 anni prende il 200%.

Forse perchè NON SI PUO’ FARE ?
La detrazione del 55% semplicemente NON ESISTE per il fotovoltaico……

e noi saremmo colleghi?????????

#8 Luigi ruffini on 02.10.10 at 20:09

Caro Filippi…
c’è sempre un modo per dire le cose…grazie.

Io ho solo detto che non lo fa nessuno. Stavo specificando al commento 1.
Spesso la gente mi chiede se può usufruire del 55% sul fotovoltaico perché non sa nulla del conto energia.

Non so se siamo colleghi. Io sono un elettricista…

Ancora non mi hai detto sei sei del GSE.. :-)
Non credo però.

#9 Luigi ruffini on 02.10.10 at 20:19

Frank

Hai messo i migliori pannelli monocristallini attualmente in commercio, complimenti.

Le mie considerazioni sugli incentivi sono che con i prezzi attuali degli impianti FTV in 20 anni si prende circa il doppio di quanto speso.
Il recupero per lavori di risparmio energetico invece permette “solo” (si fa per dire) il 55%.
Dovrebbe essere maggiore, ma meglio di niente.

#10 Frank on 02.11.10 at 21:57

Ciao Luigi, ho messo quei pannelli per una serie di motivi: diversi tecnici me ne avevano detto bene, ma soprattutto avevo bisogno di “saturare” la superficie del tetto con moduli ad elevata potenza.

Io avevo il vincolo dello spazio (città, ombre, tetto piccolo), ma se uno ha il tetto grande è più remunerativo un pannello più economico, a maggior superficie, e meno potente. Diciamo, un bel policristallino made in Germany. Se avessi un capannone, opterei per l’amorfo :-)

#11 Luigi ruffini on 02.12.10 at 15:00

Con i prezzi attuali l’amorfo è fermo.
Siamo ad oltre il doppio del costo dei mono e poli.
Certo a parità potenza rende un po’ di più…
Il modello usato da te l’ho montato la scorsa estate e devo dire che con i progettisti siamo rimasti a bocca aperta per la resa, con un caldo a Luglio da morire andavano alla grande.

#12 Giovanni Filippi on 02.16.10 at 21:03

#2 ha scritto
Con i prezzi attuali l’amorfo è fermo.
Siamo ad oltre il doppio del costo dei mono e poli.

l’amorfo costerebbe il doppio ?
sharp NU 235 1,75 euro/watt
sharp NA F128 1,45 euro/watt

l’amorfo è fermo? strano, la ditta per cui lavoro monta quasi solo più amorfo, solo quest’anno siamo a circa 200 kWp, devo dirglielo….

#13 Luigi ruffini on 02.17.10 at 21:24

A quanto pare Filippi mi ha preso di mira…

Ho dato l’amo e ci sei cascato in pieno, caro Filippi.
Sei un commerciante che tratta Sharp, e non ti sei fatto sfuggire l’occasione di fare un po’ di pubblicità “lanciando un po’ di prezzi”.

Magari hai pure un punto Enel Sì, chi lo sa….

Spero che la finisci di rompere e cominci a contribuire alle conversazioni in modo più costruttivo…
Sai com’é, uno prima o poi si stufa.

Per il resto se si parla di amorfo, a parte i vostri ci sono altre tipologie assai più efficienti e, sopratutto pratiche.
Contrariamente a te che devi vendere, io non sono legato a nessuna marca e cerco solo il meglio.

#14 Giovanni F on 02.18.10 at 09:00

ah ah ah

credo che invece LEI NON ABBIA CAPITO NIENTE

io ovviamente non sono del GSE e non sono un commerciante, come mi pare più che evidente dalle mie mail precedenti, e non ho un bel niente io essendo un dipendente.

lavoro nell’ufficio tecnico di una ditta di impianti elettrici
che si occupa di rinnovabili da anni e seguo tutto la trafila di un impianto dall’inizio alla fine.

sono anch’io stufo di vederLe scrivere inesattezze, semplicemente.

e la sua ultima risposta sull’amorfo ne è un’altra dimostrazione.

stavolta addio davvero a Lei a al blog così non vi disturbo più

#15 Luigi ruffini on 02.18.10 at 13:42

Onestamente pensavo che tra aziende che lavorano nello stesso settore fosse importante scambiare esperienze, più che giocare a fare i sapienti.
Che tu fossi pratico del settore lo sapevo da tempo, avendo visto il filmato dove fai considerazioni, peraltro giuste, di tipo tecnico-commerciale sui pannelli e sulle scelte produttive delle aziende.
Docente in corsi di formazione ecc, ecc.
Il vero problema e la tua assoluta incapacità di parlare agli altri senza aggredirli, che traspare anche da l filamto, appunto. Sei un po’ incazzereccio….
Se potessi contribuire al blog senza trattare a a pesci in faccia anche noialtri almeno per me sarebbe un fatto estremamente positivo, visto che farebbe bene sicuramente anche a me.
Un po’ più di moderatezza non guasta. Poi se litigare ti riesce meglio, beh, sto in mezzo agli operai da mattina a sera….sai com’é.

#16 pierluigi giolitti on 03.02.10 at 18:46

Non sono solito commentare sui blog che leggo ma aprrezzo lo stile sobrio e pacato del prof. Ugo Bardi che da tempo seguo sulla rete sui temi dell’ASPO e dell’energia. A Frank Galvagno suggerirei di valutare, oltre all’ottimo sistema a cappotto, la possibilità di isolare termicamente la casa, se si tratta di muratura a doppia parete (da anni ’60 in avanti) il riempimento dell’intercapedine con materiale sciolto insufflato tipo fiocchi di cellulosa.