Di Stefano Saviotti

Nel cammino che tra mille ostacoli il nostro Paese sta compiendo verso le energie rinnovabili, ogni tanto si registra qualche iniziativa di rilievo, tanto più interessante se portata avanti da un ente pubblico.
Il Comune di Lugo di Romagna (RA), mediante delibera consiliare n. 104 del 29 settembre 2009 ha infatti deciso d’installare impianti fotovoltaici sui tetti di cinque scuole e dei magazzini comunali. Per superare lo scoglio rappresentato dalla notevole spesa prevista per realizzare gli impianti, il Consiglio ha preferito optare per una concessione di tali superfici ad aziende private in comodato oneroso o gratuito, a seconda delle offerte pervenute in seguito ad apposito bando. (oneroso se l’energia fosse stata tutta venduta, gratuito se alle scuole fosse stata garantita la fornitura elettrica).
Il bando è stato pubblicato in data 5 novembre 2009, e la gara vinta dalla società riminese Tecnologie Ambientali S.r.l. La ditta vincitrice ha optato per il comodato oneroso, ed entro quest’anno installerà a proprie spese un totale di 1700 mq. di pannelli fotovoltaici, con una potenza massima di 250 KW/h. Il Comune otterrà un canone rivalutabile di 3000 Euro all’anno per 20 anni, oltre alla bonifica gratuita dell’amianto presente su una delle coperture (spesa valutabile intorno a 150.000 Euro). La società privata invece venderà la corrente prodotta beneficiando del conto energia (Decreto Legislativo n. 387/2003). Al termine dei vent’anni, il Comune potrà scegliere se far rimuovere i pannelli o divenirne proprietario, continuando ad utilizzarli fino alla fine della loro ”vita operativa”.
Tutta la procedura è pubblicata sul sito Web del Comune di Lugo, nella sezione appalti e gare. Questi sono, a sommi capi, i termini dell’accordo; e subito mi è parso che, in certi casi, tale sistema abbia diverse ricadute positive.
L’aspetto economico è senz’altro quello che può dare, se vogliamo, la maggiore spinta: un ente pubblico, un’industria o un grande allevamento, affittando i tetti dei propri immobili può evitare la forte spesa immediata per la costruzione dell’impianto, ricavando anzi una piccola rendita annua o chiedendo in cambio lo svolgimento di opere di manutenzione o bonifica (vedi l’eliminazione dell’amianto), o ancora una quota dell’energia prodotta.
D’altronde, la posa di pannelli sopra superfici già edificate permette di evitare le obiezioni di tipo ambientale ed estetico che talvolta si registrano per i grandi impianti a terra, specie se si intende occupare terreni coltivati o aree di pregio (oppure già troppo compromesse da insediamenti e viabilità). In questo modo, chi intende produrre energia si assicura facilmente la disponibilità di ampie superfici senza essere coinvolto in polemiche che spesso ritardano all’infinito la realizzazione dei progetti. Vi è poi il ritorno d’immagine: la stessa delibera del Comune di Lugo segnala come i pannelli FV posti sopra le scuole possano essere un esempio virtuoso per i ragazzi ed i loro genitori, sensibilizzandoli alle tematiche ambientali.
E’ comunque chiaro che per il momento il metodo adottato a Lugo potrà funzionare e diffondersi solo se continuerà il sistema del conto energia, o incentivi simili che rendano economicamente appetibile la costruzione di impianti fotovoltaici. Ma con il peak oil incombente, le fonti rinnovabili devono comunque rappresentare un obbiettivo strategico, e non solo un’opportunità di mercato.
12 comments ↓
Peccato che così facendo non si insegna a bambini e insegnanti a risparmiare. In ogni scuola sono presenti:
1) Una o più macchine distributrici di bevande calde e/o fredde (sempre accese per una spesa annuale dai 250 ai 500 euro ciscuna),
2) stufette elettriche (bidelli e segreteria)
3) luci accese in ambienti vuoti
4) fotocopiatori sempre accesi
Dando loro energia gratis non si incentivano forme di semplice risparmio energetico, ma anzi si stimolano a comportamenti peggiori
@marco boscolo: quindi meglio non fare nulla?
Ottima cosa però qui in Italia tendiamo a mettere nuova acqua in un secchio bucato.
A che serve produrre energia verde se poi le scuole e gli edifici pubblici in generale sono dei colabrodi energetici?
1° caso. Il bambino arriva a casa e dice:”Mamma che bello ci hanno messo i pannelli solari, li mettiamo anche noi?”
La mamma che è tecnicamente illuminata:”Sì, noi abitiamo in un condominio come la maggior parte delle famiglie italiane, è praticamente impossibile metterli, come fai a mettere d’accordo tutti?”
2° caso. “Mamma che bello, ci hanno cambiato tutte le finestre, ora con i doppi vetri non abbiamo più freddo”.
La mamma:”Ne parlo con papà, la spesa non è molta e poi abbiamo lo sgravio del 55%”.
Ho semplificato ma la situazione è questa, però politicamente fa certo più impressione mettere dei pannelli fotovoltaici che non cambiare degli infissi.
Poi ben vengano tetti fotovoltaici, in Germania ne ho visti in modo integrato anche su tetti di chiese in stile gotico, li mettono dappertutto alla faccia dell’architettura (lì non hanno Sgarbi beati loro!).
Beh, quella dell’articolo ormai è una procedura diffusissima. Quì in Abruzzo la stanno praticando molte amministrazioni, con esito positivo.
Specialmente i piccoli Comuni non possono contrarre prestiti oltre un certo limite e, mancando l’accesso a fondi governativi, l’unica chance è di affidare tutto ai privati. Illuminazione pubblica in primis.
Considerando i costi attuali, specie se lo raffrontiamo per metro quadrato, il fotovoltaico ormai costa quanto gli infissi di qualità. E lì c’é “solo” il 55%, la tecnica però è un *tantino* diversa….
E’ vero che tanti edifici pubblici sprecano energia inutilmente, ma nel caso di Lugo la corrente prodotta viene tutta venduta sul mercato. Quando ha fatto l’offerta, la ditta privata ha di certo considerato che non le sarebbe convenuto offrire la corrente gratis al Comune (giacché le scuole ne avrebbero approfittato per sprecarne di più, erodendo tutti i suoi guadagni) ed ha preferito pagare il canone annuo e pure bonificare a sue spese l’eternit del tetto!
In ogni caso, è meglio avere dei pannelli in più che non averli, dato che in futuro potrebbero servirci parecchio…
Insomma, il sistema delle ESCO che avrebbero dovuto far decollare questi progetti.
Nei condomini sarebbe l’ideale ma le conoscenze medie degli amministratori sono molto basse e poi perché dovrebbero sbattersi per convincere una massa di persone ignoranti che bada solo ai citofoni con la placca d’ottone o al colore del mosaico fronte strada?
Nel mio condominio, circa 100 alloggi, già due anni fa accennai al discorso valvole termostatiche e contabilizzatore di calore, se avessi parlato di protoni e antimateria forse avrei avuto più seguito.
Nella Regione Piemonte vi è l’obbligo di installazione entro il 2012, io non ho molta fiducia, tanto, chi controlla?
Meglio qualcosina che niente. ma se non si insegna il risparmio energetico, il resto vale poco. Poi che i Comuni non possano economicamente sostenere il costo diretto di un impianto è una balla. Possono usare il leasing al di fuori del patto di stabilità. In Provincia di Pisa i Sindaci lo sanno dal 2008. Non lo vogliono fare perché è più comodo non impegnarsi direttamente e limitarsi a ricevere un piatto di lenticchie,facendosi belli come i pavoni. Questa può essere una soluzione valida se applicata sui tetti di capannoni privati,che davvero hanno difficoltà a ricevere credito dalle Banche, ma l’ordine di grandezza che ne giustifichi l’economicità è a partire dai 500 kwp su un’unica sede.
marco boscolo@
1) Le macchinette moderne hanno da anni i neon e il riscaldamento del liquido è solo al passaggio. 2-3euro gg.
2) Oramai i bidelli non usano più le stufette. vedi sotto.
3) Oramai il bidello spegne le luci che oramai non sono più lampadine.
4) Le fotocopiatrici moderne sono in “risparmio energia” automatico.
Ciao
@ Paolo Stefanini.
Quindi non è una balla. Un conto è sapere che possono contrarre un leasing, un conto è farlo, il leasing.
Con un costo nettamente superiore ad un prestito convenzionale, con un bene acquistato non più di proprietà del Comune fino al pagamento dell’ultima rata.
Chi ci guadagna è la società di leasing.
Non possiamo paragonare un ente pubblico ad un’azienda. E’ un grave errore. I debiti contratti dal Comune sono della Comunità. Direi che ne abbiamo già abbastanza.
Nella polemica tra “secchiobuchisti” e quegli altri (non ricordo come si chiamano) il rischio e’ quello di non far nulla.
A casa mia ho tentato di mettere i pannelli, ma ESCO o non ESCO comunque sarebbe un casino, circa mezzo kWp a condomino (quindi non puoi metterli individualmente, il minimo è 1 kWh ed e’ un assurdo in termini di efficienza) mentre se fai un impianto condominiale non hai lo scambio sul posto (che fai, un impianto da 10 kWp per le luci scale?) e diventa un casino distribuire gli incentivi. Quindi sarei interessatissimo ad una piccola cooperativa che riempia di FV un tetto comunale.
Poi ho messo i doppi vetri e fatto qualche isolamento, e ora spendo 250 euro L’ANNO di gas. Non ho fatto lavori con 55% di rimborso fiscale perché il costo aggiuntivo lo recuperavo in 30 anni di risparmio aggiuntivo.
Ma non è polemica, figurarsi….fossero queste le polemiche….
Credo che le Amministrazioni Comunali siano in difficioltà non solo finanziariamente. Anche logisticamente.
Insomma non ce li vedo i tecnici comunali che gestiscono una rete di illuminazione a Led telegestita, o che verificano periodicamente il rendimento di uno o più impianti fotovoltaici.
Se sono in grado, come a Torraca (SA), è perché ci sono persone motivate, ma si tratta di casi sporadici.
Aimé la gran parte dei casi vede gente che tira a campare, ed a questi, come contribuente, non affiderei MAI un impianto da 5 – 600 mila euro.
Sarebbe bello se si potesse, ma non è così.
Se poi si usano Leasing le società chiderebbero garanzie e balzelli troppo onerosi. Il patto di stabilità è stato fatto per evitare che il solito sindaco, con desiderio di statue e piazze dedicate in futuro, carichi l’amministrazione di debiti e poi venga tutto abbandonato come sempre accade ed a farne le spese siano le successive amministrazioni.
Purtroppo la via è quella dell’affidamento in gestione a privati, ma quì poi la legge 163/03 obbliga a SOA (carta straccia), che limita l’iniziativa ad appannaggio della solita società “nonsisabenedadovearriva srl” che poi subappalta alla solita ditta locale per quattro soldi.
Gianni Comoretto ha scritto:
A casa mia ho tentato di mettere i pannelli, ma ESCO o non ESCO comunque sarebbe un casino, circa mezzo kWp a condomino (quindi non puoi metterli individualmente, il minimo è 1 kWh ed e’ un assurdo in termini di efficienza) mentre se fai un impianto condominiale non hai lo scambio sul posto (che fai, un impianto da 10 kWp per le luci scale?) e diventa un casino distribuire gli incentivi.
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