Ii telefonini ti evitano l’Alzheimer!

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Questa è veramente interessante: un articolo appena uscito sul “Journal of Alzheimers Disease” dimostra che i telefonini cellulari fanno bene alla salute del cervello – ovvero riducono l’incidenza del morbo di Alzheimer, perlomeno nei topi. Evidentemente, non tutto fa male di queste robe moderne. Non è proprio una notizia che ha a che fare con l’energia rinnovabile ma, quantomeno, ci fa vedere com’è importante utilizzare procedure scientifiche corrette per evitare di dire e fare fesserie tipo quelle che si può cuocere un uovo con due telefonini (storia sbufalata qui)

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J Alzheimers Dis. 2010 Jan;19(1):191-210.
Electromagnetic field treatment protects against and reverses cognitive impairment in Alzheimer’s disease mice.

Arendash GW, Sanchez-Ramos J, Mori T, Mamcarz M, Lin X, Runfeldt M, Wang L, Zhang G, Sava V, Tan J, Cao C.

The Florida Alzheimer’s Disease Research Center, Tampa, FL, USA. arendash@cas.usf.edu

Despite numerous studies, there is no definitive evidence that high-frequency electromagnetic field (EMF) exposure is a risk to human health. To the contrary, this report presents the first evidence that long-term EMF exposure directly associated with cell phone use (918 MHz; 0.25 w/kg) provides cognitive benefits. Both cognitive-protective and cognitive-enhancing effects of EMF exposure were discovered for both normal mice and transgenic mice destined to develop Alzheimer’s-like cognitive impairment. The cognitive interference task utilized in this study was designed from, and measure-for-measure analogous to, a human cognitive interference task. In Alzheimer’s disease mice, long-term EMF exposure reduced brain amyloid-beta (Abeta) deposition through Abeta anti-aggregation actions and increased brain temperature during exposure periods. Several inter-related mechanisms of EMF action are proposed, including increased Abeta clearance from the brains of Alzheimer’s disease mice, increased neuronal activity, and increased cerebral blood flow. Although caution should be taken in extrapolating these mouse studies to humans, we conclude that EMF exposure may represent a non-invasive, non-pharmacologic therapeutic against Alzheimer’s disease and an effective memory-enhancing approach in general.

PMID: 20061638 [PubMed - in process]

7 comments ↓

#1 gabriele on 02.02.10 at 18:46

cuocere delle uova mi sembra molto difficile,ma cuocere alcuni chicchi di pop corn ,in pochi secondi,mentre squilla la suoneria di 3 o 4 telefonini…l’ho visto su youtube.

#2 Gianni Comoretto on 02.02.10 at 20:18

Sono abbastanza scettico anche sulla storia dell’Alzheimer, aspetto conferme da studi indipendenti.

Ma la storia del popcorn e’ una bufala, e il filmato un trucco.

Gianni

#3 mauriziodaniello on 02.02.10 at 23:12

E’ anche un trucco quello che squillando il telefonino vicino un neon questo s’accende. il mondo è pieno di bufale!

Ciao

#4 oink on 02.03.10 at 08:01

se l’organismo calcifica troppo e’ impossibile incorrere nell’osteoporosi. Tuttavia si incorrono in malattie opposte.

#5 vac on 02.03.10 at 14:39

Quotone a “oink”
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Magari evito l’Alzheimer ma mi becco un tumore….

#6 Gianni Comoretto on 02.03.10 at 19:40

Riassumendo. Esponi i topi a una quantità di onde radio sufficienti ad aumentare leggermente la temperatura, praticamente di continuo. 0,25 W/kg sono in effetti confrontabili a quelli che arrivano nei primi cm di cervello vicino all’antenna, se sei in una zona con il campo cattivo. Quindi se hai il cervello delle dimensioni di quelle di un topo, e usi il cellulare 24 ore al giorno, potresti averne un effetto (benefico o meno). Mi sembra ragionevole.

Non ho capito che c’entri il calcio.

#7 Luigi ruffini on 02.04.10 at 06:47

Non sono un ingegnere, ma le basi le conosco.
Un campo elettrico è direttamente proporzionale ad un campo magnetico.
Se con il corpo umano siamo esposti all’uno o all’altro E’ IMPOSSIBILE che non ci siano effetti.
Nel sangue c’é ferro, e questo si dispone sulle linee di forza del campo magnetico, generando a sua volta campo elettrico.
E’ inevitabile, e la circolazione sanguigna non può non risentirne. Poi come l’organismo lo manifesti è tutto un’altro discorso, che dipende anche dal soggetto esposto. Certo queste fesserie delle uova ed altro non aiuta certo la seria ricerca scientifica.
Sempre che esista ancora, libera ed incondizionata dagli sghei….

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