Il maledetto portale del GSE

Di Ugo Bardi

GSE

Quello che vedete qui sopra è il portale del “Gestore Servizi Energetici”, ovvero il GSE, che serve, o dovrebbe servire, per gestire gli impianti fotovoltaici; incluso il mio.

Ora, non so chi abbia inventato questo mostruoso oggetto, ma se mi dicessero che lo hanno pagato per renderlo il più incomprensibile possibile, direi cha hanno speso molto bene i loro soldi. Se poi lo hanno pagato per far prendere un colpo apoplettico da arrabbiatura a ì qualche utente, direi che anche lì hanno fatto un buon affare. Con gli accidenti che gli ho mandato stamattina, non mi sono preso un colpo apoplettico, ma quasi. Di internet, direi che non sono proprio digiuno, ma questo sito mi ha veramente stupito per farraginosità e inutile maltrattamento dell’utente. Tanto per farvi un esempio, ci sono un certo numero di stringhe che vi vengono continuamente richieste dal sistema; anche se il sistema sa benissimo chi sei e che impianti hai. Allora, per utilizzare il sito ti richiedono:

  1. Username: una stringa alfanumerica di 8 caratteri casuali che non puoi cambiare.
  2. Password: questa, per grazia di Dio, si può cambiare.
  3. Nome dell’impianto: questo per fortuna è un nome che gli ha dato l’utente, quindi uno se lo può ricordare – ma se lo deve ricordare preciso
  4. Numero pratica (a volte chiamato “numero impianto”) stringa numerica di 8 caratteri
  5. Codice identificativo: una stringa numerica di 8 caratteri
  6. Codice identificativo impianto (che non è la stessa cosa del codice identificativo!) stringa alfanumerica di 15 caratteri
  7. Codice Convenzione: stringa alfanumerica di 11 caratteri (sono due diversi, uno per il conto energia, l’altro per lo scambio sul posto)
  8. Codice POD (cosa mai sarà?) Stringa alfanumerica di 15 caratteri.

E se non hai a portata di mano tutti questi numeri, è quasi impossibile navigare nel sito.

La farraginosità del sito è da provare per credere. La mia idea, oggi, era di cambiare i dati bancari per farmi versare l’incentivo su un altro conto. Bene; dopo una lunga ricerca ho trovato finalmente un bottone con scritto accanto “variazione dati bancari”. Ottimo, solo che quando ci clicchi sopra appare una finestrella che dice “attendere” e poi non succede niente. Li’ comincia e lì si ferma. L’altra ragione per la quale accedevo al sito era per cercare di capire quanto avevo prodotto nel 2009. Sembra però che questo dato non sia disponibile, a meno di sommarsi laboriosamente a mano i dati mensili. I quali dati, però, sono misteriosamente sparpagliati fra valori positivi e valori negativi. Ci sono dei conguagli, praticamente ogni mese, più ci sono dei mesi definiti “sottosoglia”. Ma quanto ha prodotto veramente il mio impianto? Boh?

Mi sembra di capire che questo sito sia usato indistintamente da chiunque immetta energia in rete; ovvero sia se hai un parco eolico da 50 MW, sia che tu abbia (come ho io) un piccolo impianto domestico da 2.6 kW. Ma non gli viene da pensare che c’è tanta gente che ha piccoli impianti domestici e gli tocca passarci delle ore la Domenica senza cavarci fuori nulla di utile?

Alle volte, ti viene quasi quasi il sospettino piccino picciò che ti vogliano un tantinello scoraggiare……………..

24 comments ↓

#1 Maurizio T. on 01.24.10 at 21:26

Caro Ugo,
e che dire del fatto che certe funzionalità non vanno se usi Mozilla ? E che le versioni di explorer precedenti o seguenti la 7 non ti permettono di accedere ?
Questi fanno i furbi cercando di scoraggiare più gente possibile, in modo che si diffonda la fobia e si lasci perdere. Ma noi non molliamo
Ma c’è di peggio. Credo che anche tu abbia dovuto cambiare il contratto – ventennale, eh ! – l’anno scorso; di quando in qua dopo aver firmato una delle parti può modificare impunemente i termini di un contratto ?

#2 Mario on 01.24.10 at 23:28

Per farlo (il web dilettantesco) avranno impegnato Progetto Italia, 5 capidivisione, 12 consulenti, 40 impiegati, 64 brainstorming, 127 cene di lavoro e almeno 4 convegni internazionali, per un budget di 12 milioni di euro e due anni di progettazione e studio.
Un ragazzo di 20 anni studente del DSI sveglio lo faceva con standard di questo secolo per 8.000 più iva in due mesi leccandosi anche i baffi! :)

#3 Ugo Bardi on 01.25.10 at 01:03

Maurizio, in effetti io uso firefox e deve essere per questo che si è rifiutato di aprire la pagina per cambiare il numero di conto. Bella schifezza, invero

#4 lamberto on 01.25.10 at 01:28

Anche Safari ha problemi mentre con Camino riesco a navigare ed operare nel portale.
Concordo però sull’idea che sia stato concepito da uno che ama il Nucleare ;-)))

#5 Luigi ruffini on 01.25.10 at 08:37

Credo purtoppo che per concepirlo in quel modo sia bastato il solito impiegato pseudotecnico burocrate.
Purtoppo con il GSE ho a che fare spesso e devo dire che ho dovuto sollecitare il capo ingegnere più volte, perché è praticamente impossibile comunicare con i tecnici. Il numero verde è spesso in mano a gente impreparata e telefonicamente danno anche informazioni sbagliate. Siccome carta canta meglio un’email, che però ha tempi di risposta biblici.
Solitamente uso la cara vecchia Raccomandata A.R.
Siamo nel 2010, no?
Comunque ripeto: per fare un casino così appositamente ci vuole praparazione. Questi non ce l’hanno assolutamente, quindi non sopravvalutiamoli.
Sono degli incompetenti e basta.

#6 paolo stefanini on 01.25.10 at 11:48

Ugo, il codice POD è ientificativo del tuo allacciamento Enel. Maurizio T,ti stai confondendo o non sei stato informato a suo tempo. L’incentivo GSE all’impianto si basa su un contratto ventennale, che nessuno si sogna di modificare. Il rapporto di immissione in rete,modalità di scambio sul posto ed altro, è basato su un contratto a scadenza annuale che può essere modificato da entrambe le parti.

#7 Corrado Truffi on 01.25.10 at 11:53

Concordo con Luigi. Non credo nei complotti, ma – da persona che lavora in aziende informatiche da vent’anni e più – semplicemente nell’incompetenza tecnica molto diffusa in Italia. Provate a comprare o prenotare un biglietto di cinema su biglietto.it o su cinemaz, e poi vedrete che anche lì si vivono esperienze oniriche. Eppure si tratta di privati che dovrebbero avere tutto l’interesse a offrire un buon servizio. O no?

#8 vac on 01.25.10 at 14:40

“Sito ottimizzato per Internet Explorer 6.5 o superiori risoluzione 1024×768″

= Non conforme agli standard web.

#9 Arnaldo on 01.25.10 at 15:03

Un piccolo contributo all’esegesi del sito: l’acronimo POD sta per “point of delivery”.

#10 Stefano Marocco on 01.25.10 at 15:04

Nell’informatica italiana c’è ancora l’usanza del “codice” per identificare un record, un residuo dei sistemi degli anni 70-80. Le applicazioni sono ancora progettate per gli addetti che dopo anni di lavoro su un sistema lavorano per “codice”, appunto. Ma per una moderna applicazione web il codice dovrebbe essere trasparente all’utente, e si dovrebbero seguire delle regole base di navigabilità. Insomma, l’applicativo del GSE è il tipico prodotto del programmatore mainframe riciclato, dell’azienda dove conta di più l’abbigliamento che l’intelligenza.

#11 Luigi ruffini on 01.25.10 at 16:04

X Prof. Bardi

Sì il sito è una specie di mostro dove passa praticamente tutta la produzione elettrica italiana.
Si scambiano certificati verdi, si fa il ritiro dedicato (la vendita di energia), incentivi per le varie forme di produzione di energia da fonte rinnovabile, i RECS, ecc, ecc.
Nulla da eccepire sull’importanza del portale.
Però è ancora da chiarire come mai abbiamo dovuto scrivere centinaia di lettere di protesta all’AEEG per far togliere i 60g di tempo per la presentazione delle istanze per il conto energia, salvo poi dover fare una seconda pratica in caso di consegna in ritardo della documentazione, magari per colpa delle poste.
Perché la pratica sia doppia (cartacea e online), quando basterebbe quella online solo.
Perché gli operatori non sono assolutamente all’altezza della situazione.
Perchè nel nostro paese appena assunta una persona questa PENSA COME SPENDERE LO STIPENDIO E LASCIA AL SECONDO POSTO IL SUO DOVERE, quello per cui è stato assunto. Ma questa è un’altra storia, e temo che altre leggi non serviranno a migliorare la situazione.

#12 gio on 01.25.10 at 17:20

Il nuovo sito per il 55% dell’ENEA, che dovrebbe essere pensato per le ‘casalinghe di voghera’ secondo voi è molto meglio?
No, non credo ai complotti, ma all’imbecillità si, a quella ci credo proprio.
Quando dirigevo l’IT di una multinazionale, richiedevo espressamente che il programmatore, a fine lavoro, FACESSE il lavoro con l’utente: cosi si rendeva conto che le cose che per lui erano scontate, per l’utente NON lo erano affatto: e li nascevano un bel po’ di modifiche di ‘usabilita’

#13 mauriziodaniello on 01.25.10 at 21:14

io non centro niente di niente!

Ciao

#14 Giovanni Filippi on 01.26.10 at 09:08

caro prof. Bardi
pur comprendendo le Sue difficoltà con il sito del GSE ritengo non sia il caso di sparare sul pianista!
Io al sito accedo quasi ogni giorno, e se è vero che si poteva sicuramente strutturare diversamente e meglio, non è sicuramente vero che servono ogni volta tutti i dati da Lei elencati. Una volta avuto accesso con UserID e Password non serve altro da ricordare.
In quanto ai commenti relativi ai codici identificativi degli impianti, come vorreste codificare in un database che già ora contiene oltre 70.000 impianti ogni record?
E comunque di quei codici da Lei elencati 1 solo è a carico del “cliente”, il POD, tutti gli altri sono assegnati in automatico dal sistema, sia per CE che per SSP.
Per quanto riguarda le letture dei contatori, i valori negativi che vede sono letture stimate dal GSE in base alla dimensione dell’impianto in quanto il distributore non ha comunicato le letture, che vengono poi stornate quando arriva la lettura effettiva dal distributore.

Avrei altro da dire ma purtroppo il lavoro mi chiama.
saluti

#15 Luigi ruffini on 01.26.10 at 10:20

Beh, evviva la pluralità.
Allora, visto che siamo in argomento:

una volta entrati con id e password nel portale c’é una schermata dell’operatore che va cliccata in modo assai poco chiaro e decisamente per nulla intuitivo;

Successivamente si ha l’opzione per le funzioni sottoscritte, quì ci siamo;

Poi cominciano i problemi: se si va sulla funzione FTV SR il cambio portale reindirizza su due opzioni relative a leggi che la “casalinga di voghera” non è tenuta a conoscere. Questo passo è puro burocratese. Bastava scrivere Primo e Nuovo Conto Energia;

Ancora dopo si arriva alla schermata di richiesta funzioni, quì ci siamo;

Nel tasto “stato impianti” riecco burocrazia: se si entra come operatore dovrebbero essere elencati TUTTI gli impianti di quel soggetto responsabile, con i relativi nomi, e poter scegliere quale aprire. Invece nisba, tocca ricordarsi il nome impianto o il codice (quello LORO).

Per SSP è più semplice, ma con menù a tendina un po’ ridicoli e, anche quì, poco intuitivi.

In impiantistica elettrica il termine “responsabile tecnico” non esiste! Esiste “Impiantista” e “Progettista”.
Dei nuovi termini possiamo farne a meno. La scheda tecnica è da correggere.

L’accesso al portale per un nuovo operatore è macchinoso, ma, sopratutto, non auguro a nessuno di ritrovarsi con la P.I. già occupata erroneamente da qualcun altro, perche ci vorranno MESI, con relative tonnellate di telefonate, email, raccomandate, per farsela sbloccare.

Call center comico
Procedure doppie peggio ancora.

Ricordo poi che un ferramenta di generose dimensioni tratta articoli per decine di migliaia di pezzi e li controlla con un velocità di pochi secondi.
70.000 pratiche sono ben poca cosa, considerando i 34 milioni di contatori teleletti dell’Enel, gestiti con una precisione nettamente superiore alle 70.000 citate pratiche GSE, che cambia nome come un camaleonte ogni 2 anni, che farebbe prima a verificare con sopralluoghi TUTTI gli impianti anziche vagliare tonnellate di carte con dati che per le LORO procedure incasinate si sono stabiliti per uso interno.

Infine chiudo dicendo nella burocrazia ci campa un sacco di gente.
Se le procedure fossero “normali” molti operatori sarebbero disoccupati.
Non esiste specializzazione nelle pratiche conto energia: è solo un costo in più per l’utente. Il cliente dovrebbe poterselo fare semplicemente con 2 pagine con i dati, da solo, senza impegnare un’azienda.
Ma forse a molti colleghi la cosa non andrebbe giù….

#16 vac on 01.26.10 at 14:44

Quotone a Luigi ruffini!!

@Giovanni Filippi
————————————————
Non fare l’avvocato del diavolo!
Se è semplice spiegami come devo fare ad accedere che non ci sono riuscito!
I MIEI PROBLEMI:
1. Non ho windows e quindi nemmeno Internet Explorer.
2. Non ho la password. Dove la devo trovare?
3. Mi arrivano regolarmente mail dal GSE perché non è possibile efettuare una richiesta di rigenerazione della password tramite l’indirizzo mail?

#17 Ugo Bardi on 01.26.10 at 17:59

Caro Giovanni F..

Se dici che quei numeri non sono necessari, ti credo sulla parola. Tuttavia, il sistema te li chiede e io non sono riuscito ad accedere a certe funzioni perché non li avevo sottomano. Ci sarà senz’altro il modo di accedere facendoli trovare al sistema, ma io non sono riuscito a trovarlo. Insomma, il punto non è che è impossibile usare questo portale, è soltanto che per un boscaiolo di Pian del Mugnone (come io sono) la cosa si rivela un tantinello urticante…..

#18 Giovanni Filippi on 01.27.10 at 11:31

@VAC

non sono l’avvocato di nessuno, tantomeno del GSE…
mi sembra di aver detto subito che secondo me il sito si poteva e doveva fare diverso e meglio!
Figurati poi usare explorer per forza, noi in ditta usiamo dove possibile solo software opensource…
explorer lo uso solo ed esclusivamente per il sito GSE !
Se non hai explorer in effetti è un problema, ed il GSE credo non debba mettere in condizione alcuni utenti di avere di simili problemi.
Non capisco però gli altri tuoi problemi, perchè non hai la password? l’hai persa o cosa ?

@prof. Bardi

Intendiamoci subito, con me sfonda una porta aperta, è anni (precisamente 3) che dico le stesse cose e che perdo tempo con il GSE.
E non metto neanche in dubbio che Lei abbia avuto le difficoltà che dice, ci mancherebbe, dico solo che la mia esperienza è diversa, può darsi che io sia stato fortunato.

#19 Giovanni Filippi on 01.29.10 at 14:41

Caro Prof. Bardi
in riferimento a tutti i dati che Lei ha elencato essere necessari per poter operare nel portale, ho voluto controllare per capire come mai a me non è MAI successo
di averne bisogno, ed ho constatato quanto segue:
in effetti nelle varie pagine per avere accesso ai dati vengono richiesti proprio i codici da Lei elencati, ma se fà caso a destra c’è sempre un tasto “cerca”, se lo preme senza aver compilato nessun campo il sistema Le elencherà tutte le pratiche esistenti a nome del soggetto responsabile, che nel Suo caso sarà sempre una sola ovviamente.

#20 Luigi ruffini on 01.29.10 at 15:54

Per verificare lo stato delle convenzioni FTV SR se non si inserisce il codice la/le pratiche del soggetto responsabile NON appaiono.
Poi non fissiamoci sui dettagli, è il sistema nel suo complesso che è fatto male. DEVE essere semplificato al più presto.
Sig. Filippi Lei è l’unica persona in 3 anni che minimizza i problemi del Portale GSE. La cosa è curiosa in quanto a Zeroemission Rome, dove hanno uno spazio, tutti gli anni questi sono letteralmente sotto assedio. L’anno scorso sentivo la gente alterata da 30 metri, in mezzo alla fiera.
Per giudicare un sistema lo si deve valutare nel suo complesso. Fare un portale con una pratica online e poi chiedere un doppione su CD e cartaceo è da pazzi. Se chiedevano solo le carte era meglio….
Siamo nel 2010 e francamente Mario (@2) è stato più che chiaro!
Un cliente tedesco mi ha detto che in Germania compilano un modulo di 3 pagine e sono a posto. Quì da noi con 3 pagine non ci facciamo neppure la scheda tecnica….

#21 Giovanni Filippi on 02.01.10 at 20:14

Luigi ruffini ha scritto:
Per verificare lo stato delle convenzioni FTV SR se non si inserisce il codice la/le pratiche del soggetto responsabile NON appaiono…..

Le convenzioni FTV SR non appaiono se non ce ne sono in corso ( se cioè sono ancora nello stato inviata o da inviare ) in tutti gli altri casi premendo cerca con tutti i campi vuoti la-le convenzioni del soggetto responsabile in questione appaiono.

Luigi ruffini ha scritto:
Sig. Filippi Lei è l’unica persona in 3 anni che minimizza i problemi del Portale GSE.

Io intanto non minimizzo un bel niente, ho modestamente fatto notare che tutti i dati che a detta Vostra sarebbero indispensabili per navigare il portale GSE a me non risultano necessari.
Ed in considerazione del fatto che io ho gestito 3 impianti tra i primi 50 registrati nel portale con il nuovo conto energia credo di avere avuto più problemi di tutti Voi messi insieme con il GSE, sicuramente problemi che Voi se siete arrivati dopo ( e non sò se sia il Vs caso ) Vi siete risparmiati.

Luigi ruffini ha scritto:
La cosa è curiosa in quanto a Zeroemission Rome, dove hanno uno spazio, tutti gli anni questi sono letteralmente sotto assedio. L’anno scorso sentivo la gente alterata da 30 metri, in mezzo alla fiera.

………. ha ragione Lei, addio

#22 Luigi ruffini on 02.01.10 at 22:19

Calma sig. Filippi, calma…
Siamo quì per scambiare opinioni, questo non è Ecoblog, grazie al cielo.
Mi fa piacere la sua preparazione. Ed anche che sia uno dei primi. In un certo senso siamo colleghi.
Allora spero che sia, come me, tra quelli che provano anche a migliorarle, le cose. No?
Mi tolga una curiosità: non è che lavora per GSE?
Perché se così fosse lo scambio potrebbe essere assai più costruttivo….
Addio è una brutta parola. Non la uso mai.

Ps: Stasera GSE ha sbagliato le compensazioni della corrente per il mio contratto. Sono contento lo stesso perché ai miei clienti finora è tutto a posto.

#23 BENITO on 02.11.10 at 21:33

IO DOCREI FARE UN VILTOVOLTAUGIO IN AZIENDA AGRICOLA…. MI CONVIENE?
GRADIREI DELLE INFORMAZIONI… GRAZIE…
__________________________________CIAO -ERIKA

#24 BENITO on 02.11.10 at 22:01

____________________________________________

MI SPIEGO MEGLIO… ERIKA FA DEGLI ERRORI.

ADESSO VEDO DI CHIARIRE . .. . .
IO VORREI FARE UN IMPIANTO DI VOLTOVOLTAICO,
IN AZIENDA AGRICOLA , LO POSSO FARE?

IL TERRENO E DI CIRCA 20 ETTARI
(TERRENO SITO NELL’ ISOLA DELA SARDEGNA